Dazi: Casu, governo patrioti serve patria sbagliata
“Meloni mette a rischio il Made in Italy”
“Meloni mette a rischio il Made in Italy”
“Di fronte al dramma di 7 milioni di bambini, di cui uno su dieci non riesce ad accedere ai centri estivi e a quello di 360mila bambini con disabilità che non riescono ad accedere in nessun altro luogo di inclusione, la risposta imbarazzante del governo è 'ci penseremo dopo l'estate'. La ministra Locatelli continua con il solito scaricabarile, francamente inaccettabile. Questo governo è in carica da tre anni e non può dare ogni volta la colpa a qualcun altro.
“Vorremmo sapere a quale giustificazione vogliano appellarsi la presidente Meloni e il ministro Urso sull'andamento del prezzo del carburante cresciuto in modo esponenziale solo negli ultimi giorni. Al netto della situazione pericolosa della guerra in Medio Oriente e soprattutto nell'Iran, la benzina ha già sfondato la soglia psicologica dei 2,3 euro al litro in autostrada e si avvicina ai 2 euro nei self service. Non era forse Giorgia Meloni che annunciava l'abolizione delle accise?
“Leggo che l’ex segretario della Cisl, Luigi Sbarra, entrerà nel Governo Meloni come sottosegretario al Sud. Tanti auguri. Ora forse è più chiaro il motivo per cui si schierò con forza per il no al salario minimo due anni fa”. Così, in un post social, il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro, commenta la proposta della presidente Meloni di nominare Sbarra a Sottosegretario con delega al Sud.
“Il ministro Musumeci è un uomo del Sud, ma al Sud le risorse non le ha mai portate. Perché la Lega non vuole. Negli ultimi due anni e mezzo questo governo ha tagliato 3,5 miliardi dal fondo perequativo infrastrutture, soldi che servivano per far fronte alla crisi idrica. È giunto il momento che il ministro cambi la sua solita narrazione ideologica solo per nascondere i fallimenti”. Lo dice il deputato Marco Simiani, capogruppo PD in Commissione Ambiente, durante il question time al ministro Musumeci sulla siccità nel Sud.
Sapevamo che il raggiungimento del quorum era una sfida difficile, perché in Italia c’è un’affluenza al voto che mediamente raggiunge il 50 per cento. L’Italia di oggi non è quella dei decenni passati, quando a votare andava il 90 per cento dei cittadini. E comunque, se guardiamo i numeri, i 14 milioni di cittadini che hanno votato ai referendum sono più dei voti con cui il centrodestra sta governando il Paese”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, intervenendo a Radio Radicale.
“Questo provvedimento ha un obiettivo molto chiaro: il governo accelera l'approvazione della Camera per dare in pasto all'opinione pubblica l'idea che si vuole occupare del tema della sicurezza. Vuole semplicemente nascondere i dati fallimentari sul contrasto alla criminalità e la totale assenza del rafforzamento del personale, dei mezzi e gli strumenti per le forze dell'ordine. E per farlo, mostra la sua faccia feroce consapevole di non voler spiegare il perché dal 2022 ad oggi, ogni anno, aumentano i reati di sangue”.
“Con questo provvedimento oggi si consolida una prassi di svilimento e umiliazione del Parlamento, con la maggioranza assente e silente che evidenzia ancora di piu' l’impostazione autoritaria e antidemocratica di questa norma.
La destra sta facendo un’operazione di pura propaganda, che pero’ manda i bambini in carcere, vieta ai lavoratori di manifestare per salvare il proprio posto di lavoro, punisce duramente chi legittimamente protesta con la resistenza passiva.
“Con questa dichiarazione intendo esprimere il mio voto contrario al decreto Sicurezza, frutto di una gestione istituzionale profondamente discutibile. Un provvedimento che costituisce una grave lesione dei principi democratici e costituzionali, come sottolineato anche da oltre 230 tra studiosi e docenti di diritto costituzionale. L’utilizzo dello strumento del decreto-legge per eludere il confronto parlamentare su un disegno di legge già in avanzata fase di discussione rappresenta un precedente pericoloso e un abuso evidente del principio di urgenza.
“Nella sua veste di conferenziere, il ministro Nordio discetta di casi di cronaca con una imbarazzante leggerezza. Si occupa della tragica vicenda di Garlasco, suggerisce alle donne minacciate di violenza di rifugiarsi in chiesa o in farmacia e assiste silente alle intollerabili esternazioni del fido Delmastro. Non contento, ogni giorno annuncia mirabolanti riforme della giustizia che dovrebbero ridurre la durata dei processi. E infatti riduce i tempi delle intercettazioni, abolisce i reati, reintroduce la prescrizione e annuncia che le sentenze saranno inappellabili.