Superbonus: Pagano, dati Istat smentiscono bugie governo

  • 01/03/2023

“Le bugie raccontate dal governo Meloni in sede di adozione del decreto Crediti fiscali sono state smentite dai dati diffusi dall’Istat. Sono stati rivisti, infatti, i deficit degli anni 2020, 2021 e 2022. Il Pil del 2021, ad esempio, è cresciuto del 7%, con un debito pubblico che diminuisce anche più velocemente di quanto previsto. Alla luce di questo chiarimento del quadro economico, il governo ha l’obbligo di intervenire al più presto e in maniera determinata.

Istat: Gribaudo, dare priorità alle politiche contro le disuguaglianze che toccano donne e giovani

  • 21/04/2022

“La ripresa del nostro Paese non deve lasciare indietro nessuno, le politiche per la crescita economica devono mettere al primo posto donne e giovani che hanno sofferto maggiormente la pandemia. I dati emersi dalla presentazione del rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) segnalano che, a fronte di un aumento generale della ricchezza, permangono sacche di sofferenza in particolare tra le madri e le nuove generazioni. Per esempio, il punteggio sul benessere nella fascia 14-19 anni nel 2021 è sceso a 66,6 su 100 per le ragazze (-4,6 punti dall’anno prima) e 74,1 per i ragazzi (-2,4).

Istat: Gribaudo-Nannicini: servono proposte radicali per l'occupazione femminile

  • 02/12/2021

“I dati Istat confermano che l’occupazione aumenta ma solo per gli uomini. L’occupazione femminile non può non essere la priorità assoluta della politica - dichiarano in una nota la deputata dem Chiara Gribaudo e il senatore dem Tommaso Nannicini - Il governo metta subito in campo gli strumenti operativi per applicare la clausola sull’occupazione femminile e la valutazione sull’impatto di genere del Pnrr. Ma soprattutto servono scelte radicali per liberare il lavoro delle donne dalle esigenze di cura che in famiglia ricadono solo su di loro.

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Istat: Serracchiani, nel Pnrr gli strumenti per combattere denatalità

  • 03/05/2021

Gli ultimi dai Istat confermano l’allarme denatalità: l’anno scorso sono nati 404mila bambini, circa 35mila in meno del 2018. L’inverno demografico che affligge il nostro Paese non solo non accenna ad indietreggiare ma anzi, anche a causa della pandemia, continua la sua minacciosa avanzata. Migliori infrastrutture sociali, politiche per l’occupazione femminile e giovanile, per l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro, per il sostegno delle famiglie: sono gli strumenti per contrastare questo fenomeno.

Istat: De Maria, Dati allarmanti, puntiamo su Europa

  • 06/04/2021

“Un milione di posti di lavoro in meno. È una notizia allarmante a cui va dato subito un segnale di risposta. Purtroppo la pandemia ha colpito il lavoro in modo feroce. Bisogna mettere in campo tutti gli strumenti necessari per far ripartire il Paese. In sicurezza, ovviamente e proteggendo chi oggi è ancora a rischio. Usiamo tutte le risorse disponibili e puntiamo sull’Europa di Next Generation Ue per uscire dalla crisi”.

Così Andrea De Maria, deputato Pd e Segretario di Presidenza della Camera.

Istat. Delrio: Politiche familiari generano sviluppo. Inserirle in piano di ripresa

  • 03/09/2020

<La possibilità che quest’anno i nuovi nati scendano sotto la soglia dei 400mila, come prospettato dal presidente dell’Istat, se conferma che occorre procedere con rapidità all’approvazione dell’assegno unico per le famiglie, vero pilastro di un nuovo welfare, dall’altro segnala l’urgenza di una rivoluzione culturale che porti a pensare le politiche familiari come parte integrante delle politiche di sviluppo del Paese. Con l’assegno unico abbiamo mosso un passo significativo in questa direzione.

Istat: Gribaudo, stanno pagando giovani e donne

  • 30/07/2020

"I dati Istat sul mese di giugno dimostrano come siano le donne e i giovani a pagare più duramente questa crisi da covid. Le donne perdono 86mila posti a giugno, mentre gli occupati uomini tornano a crescere, e la disoccupazione giovanile risale dell'1,9%. È la dimostrazione dell'asimmetria di questa crisi, in cui i più precari, i meno tutelati, coloro che lavorano nel settore dei servizi di basso livello, non hanno risposte dal blocco dei licenziamenti e dal prolungamento della cassa integrazione.

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