24/10/2023
Simona Bonafè
Stumpo, Tabacci, Lai, Ferrari, Vaccari, Curti, Lacarra, Laus, Di Biase, Gnassi, Di Sanzo, Ciani, Iacono, Carè, Furfaro, Merola, Andrea Rossi, Ubaldo Pagano, Boldrini, Fossi, Sarracino, De Luca, De Maria, Provenzano, Quartapelle Procopio, Peluffo, Stefanazzi, Toni Ricciardi, Roggiani, Fornaro, Graziano, D'Alfonso, Zingaretti, Porta, Amendola, Scotto, Bakkali, Scarpa, Gribaudo, Girelli, Orfini, Cuperlo, Forattini, Berruto, Casu, Marino, Simiani, Manzi, Serracchiani, Ghio, Malavasi, Gianassi
2-00250

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:

   tutti i media nazionali hanno dato notizia che, nella seduta del 17 ottobre 2023, il consiglio comunale di Lucca ha negato, con il voto della maggioranza, la richiesta di intitolare una via o una piazza cittadina a Sandro Pertini;

   Sandro Pertini, parlamentare, antifascista, resistente, uno dei leader storici del CLN e del Partito Socialista Italiano, è stato Presidente della Repubblica dal 1978 al 1985 e, ancora oggi, è agli occhi dell'opinione pubblica una delle personalità politiche più prestigiose della nostra storia;

   nel corso del Consiglio comunale, come sottolineano ancora i mezzi di informazione, la maggioranza ha giustificato tale scelta con la risibile motivazione che non essendo stata fatta alcuna intitolazione da parte dell'amministrazione precedente non ne vedeva il motivo di farla ora. Inoltre, il consiglio è stato disturbato da urla e schiamazzi provenienti dai banchi della maggioranza tra i quali, riferiscono le cronache, le grida del motto fascista «A noi!» da parte del capogruppo di Fratelli d'Italia Lido Fava. Fuori dell'aula alcuni consiglieri della maggioranza avrebbero affermato che «a Lucca una strada a uno che è stato partigiano non la si può proprio dedicare». Nel corso della discussione in consiglio il sindaco Mario Pardini non è mai intervenuto;

   sarebbe opportuno verificare come si sia effettivamente svolta la vicenda. È infatti assai grave, ad avviso degli interpellanti il rifiuto di intitolare una via o una piazza a uno degli esponenti del movimento che ha liberato l'Italia dal nazifascismo e ha rappresentato i valori della Resistenza, sia da parlamentare che da Presidente della Repubblica, forse il più amato e rispettato dall'opinione pubblica –:

   di quali elementi disponga sulla vicenda esposta in premessa e se intenda promuovere, per quanto di competenza e in raccordo con gli enti locali, ogni iniziativa utile a promuovere il riconoscimento, nell'ambito della toponomastica, di personalità che hanno rappresentato i valori fondanti della Repubblica e dello Stato democratico come configurato dalla nostra Carta costituzionale.