“La situazione in Siria è a dir poco allarmante. Il governo italiano agisca immediatamente nei rapporti bilaterali e si adoperi in sede europea e internazionale per fermare la drammatica offensiva di Damasco contro l’esperienza democratica dell’Amministrazione Autonoma curda”. Così si legge nell’interrogazione a prima firma della deputata PD e Presidente del Comitato della Camera sui diritti umani nel mondo, Laura Boldrini al ministro degli Esteri Tajani, a cui hanno aderito il responsabile esteri del Pd Peppe Provenzano, il capogruppo in commissione esteri Enzo Amendola, la vice presidente della Commissione Lia Quartapelle e il deputato Fabio Porta.
“Nonostante le forze democratiche siriane, a guida curda, siano state in passato schierate in prima linea nella lotta all’Isis – sottolinea la parlamentare dem - è oggi in corso una feroce offensiva bellica contro di loro, lanciata dalle forze armate affiliate al governo di transizione di Damasco, guidato dal presidente autoproclamato – ed ex qaedista – Ahmad Al Sharaa (Al Joulani). Un’offensiva, che va contro l’accordo di tregua firmato solo pochi giorni fa, e che ha il sostegno del governo turco e la compiacenza degli Stati Uniti”. “Tra gli obiettivi delle forze siriane c’è quello di colpire l’autonomia curda del Rojava e il suo esperimento di autogoverno fondato su pluralismo etnico, parità di genere e democrazia di base e anche la conquista della città di Kobane, simbolo dell’eroica resistenza e della sconfitta dello Stato islamico. Ma c’è anche prendere il controllo delle prigioni e dei campi che ospitano migliaia di combattenti dell’Isis fin qui sotto il controllo delle forze armate curde. Nei giorni scorsi sono evasi non pochi miliziani dell’Isis e si teme la fuga e la liberazione dei terroristi dello stato islamico, minaccia che va oltre la Siria e il Medio Oriente”, conclude Boldrini.
"Dalla legge sul consenso hanno tolto il consenso. Il testo proposto dalla senatrice Bongiorno non solo smonta radicalmente la legge approvata all'unanimità alla Camera dei deputati, ma segna un passo indietro incredibile nella tutela delle vittime di stupro. Di consenso non si parla più. Non c'è più traccia né della parola né del concetto stesso. E inoltre si diminuisce la pena per chi commette uno stupro. Uno schiaffo in faccia a tutte le donne che non sono state credute nei tribunali perché non hanno potuto reagire alla violenza. Per quello che ci riguarda, meglio nessuna legge che questa legge.
Come ha fatto Giulia Bongiorno, avvocata di vittime di violenza sessuale, a voltare le spalle alle donne in questo modo? Valgono più gli ordini di scuderia, le opinioni delle penne più sessiste del giornalismo italiano, che il diritto delle vittime a essere credute e tutelate?
Come prima firmataria della proposta di legge del Pd, su cui si è costruito l'accordo tra maggioranza e opposizione, sono indignata per questo vergognoso voltafaccia tutto a scapito delle donne.
Che fine ha fatto la parola di Giorgia Meloni che aveva stretto un accordo con Elly Schlein? E' l'ennesimo sgambetto di Salvini o ha ceduto alle pressioni delle aree più retrive del suo elettorato tradendo le donne?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e prima firmataria del progetto di legge inziale sul consenso.
"Quello che accade ai detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, soprattutto dal 7 ottobre in poi, è aberrante. Le prigioni israeliane, per i palestinesi sono un buco nero: torture, umiliazioni e privazioni di ogni genere. Nessun contatto con i familiari. Se si tace su questo, se Israele non sarà tenuto a rispondere delle sue responsabilità, se si normalizza la disumanizzazione, vedremo tutto ciò accadere anche in altre prigioni di altri paesi del mondo". E' questo il monito che Fadwa Barghouti, avvocata e portavoce di Marwan Barghouti, ha lanciato oggi durante l'audizione al Comitato diritti umani della Camera che presiedo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine dell'audizione dell'avvocata Fadwa Barghouti che si è tenuta di questa mattina.
"Il racconto di Fadwa Barghouti sulle pratiche di tortura, gli abusi, le violenze commesse ai danni dei prigionieri palestinesi è spaventoso. L’accanimento più raccapricciante è quello contro i minori palestinesi, che, in alcune circostanze, sono sottoposti anche a violenza sessuale con bastoni e con l’utilizzo di cani. Lei e la sua famiglia non vedono Marwan, leader popolarissimo in tutta la Palestina, da tre anni e il suo avvocato ha potuto incontrarlo solo 5 volte dal 7 ottobre ad oggi - prosegue Boldrini -.
Marwan Barghouti, detenuto da 24 anni, è stato condannato a 5 ergastoli dopo un processo giudicato iniquo da decine di esperti di diritto e osservatori internazionali che hanno assistito a quel processo. "Stiamo parlando di tribunali militari israeliani che sono uno strumento dell'occupazione - ci ha spiegato l'avvocata Barghouti -. La percentuale di assoluzioni per i palestinesi è dell'1 per mille. Marwan è stato condannato in quanto leader politico, perché non ha mai ucciso nessuno né ordinato l'uccisione di nessuno. Ed è per questo che non è stato liberato durante gli scambi di prigionieri: Israele sa che è il simbolo dell'unità della Palestina. Nonostante la lunga detenzione, la sua popolarità è ancora altissima ed è il leader più amato dal popolo palestinese".
"Nelle carceri israeliane sono detenuti circa 10mila palestinesi tra cui almeno 300 minori. La metà sono in "detenzione amministrativa", cioè senza un'accusa precisa e senza processo. Dal 7 ottobre non possono ricevere visite né dai familiari, né dagli avvocati, né dalla Croce Rossa - sottolinea ancora la presidente del Comitato -. Vengono regolarmente malmenati, privati del sonno, del cibo. Su di loro si compiono stupri e violenze di ogni genere, come hanno documentato rapporti di organizzazioni internazionali e israeliane che si occupano di diritti umani, a iniziare da Amnesty International e B'Tselem".
"La comunità internazionale non può restare indifferente davanti a queste gravissime violazioni dei diritti umani - conclude Boldrini -: Israele deve essere messo davanti alle sue responsabilità e indotto a risponderne".
"Se pensavamo di averle viste tutte, ci sbagliavamo: oggi in commissione Esteri la maggioranza ha superato se stessa dandoci una dimostrazione plastica delle sue spaccature. Con una serie di giravolte da circo, hanno approvato un emendamento al decreto Ucraina che toglie la parola "militari" dal titolo. Peccato che il provvedimento parli proprio di aiuti militari. Una presa in giro, una buffonata utile solo alla propaganda di Salvini e della Lega, ma anche uno sgambetto al ministro Crosetto che solo qualche giorno fa in aula sbandierava unità e orgoglio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"L'Italia non intende avere un ruolo da protagonista nel processo di pace tra il governo turco e il PKK. E' quello che emerge dalla risposta che la sottosegretaria Tripodi ha dato oggi alla mia interrogazione in Commissione Esteri. Insieme alla collega Ghirra (Avs), avevamo chiesto cosa intendesse fare il governo italiano dopo la decisione di Abdullah Ocalan di sciogliere il PKK e rinunciare alla lotta armata: uno spiraglio di pace in un mondo che va letteralmente a fuoco, che bisognerebbe cogliere perché l’iter vada a buon fine contribuendo alla stabilizzazione dell'intera regione.
Ma l'Italia non sembra particolarmente interessata a essere parte attiva in questo processo, si limiterà ad avere un ruolo in seno all'Ue, se e quando questa avrà un coinvolgimento.
Tutto ciò mentre nella vicina Siria, dopo il cessate il fuoco firmato la settimana scorsa tra i curdi che controllano il Rojava nella zona nord est, e il governo di Al Sharaa, si stanno registrando scontri armati soprattutto attorno alle prigioni e ai campi di detenzione finora sotto il controllo delle forze curde, in cui si trovano migliaia di miliziani dell'Isis e membri delle loro famiglie. Secondo alcune fonti, questi scontri potrebbero causare la fuga di massa dei detenuti, con conseguenze drammatiche. Un cessate il fuoco molto fragile che conferma come la regione abbia bisogno di essere stabilizzata riconoscendo il diritto del popolo curdo alla pace e all'autonomia.
Per questo l'Italia non dovrebbe sottrarsi dal sostenere direttamente il processo di pace in Turchia, né evitare di promuovere un attivo ruolo europeo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Il ricatto di Trump a colpi di dazi per ottenere la proprietà della Groenlandia, è inaccettabile e non può essere assecondato perché costituirebbe un precedente pericolosissimo, oltre a rappresentare una minaccia alla sovranità della Groenlandia e della Danimarca. Se passasse la linea di Trump, vorrebbe dire che qualunque altra potenza economica e militare che volesse annettere territori altrui, avrebbe via libera. A partire dalla Russia con l'Ucraina, dalla Cina con Taiwan o da Israele con Gaza e la Cisgiordania.
La patetica lettera inviata al premier norvegese a proposito del Nobel per la pace, materia su cui per altro Jonas Gahr Støre non ha alcuna competenza, non è che la manifestazione di un ego smisurato, in preda al delirio di onnipotenza. Ma è anche un alibi che Trump sta usando per sentirsi legittimato nel suo piano scellerato di annessione della Groenlandia e di controllo del Venezuela.
Davanti a questo scenario, le destre italiane sono totalmente succubi al volere del presidente Usa e mettono in pericolo il popolo italiano, la tenuta dell'Ue e perfino della Nato. Altro che patriottismo e atlantismo: questo è puro servilismo.
Trump va contrastato e le sue spregiudicate e illegittime pretese arginate il più possibile senza cedere a ricatto, prepotenza e arbitrio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Tantissime persone, organizzazioni, politici dell'opposizione oggi, in piazza del Campidoglio a Roma, accanto al movimento "Donna, Vita, Libertà" e ad Amnesty International per sostenere il popolo iraniano che sta lottando per un Iran libero, democratico, laico e repubblicano perché siano le iraniane e gli iraniani a scegliere il proprio futuro, non influenze esterne con interessi che niente hanno a che fare con la liberazione dell'Iran dal regime tirannico degli ayatollah". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ben 500mila firme in meno di un mese, per un referendum su un tema molto tecnico come la controriforma della giustizia, senza megafoni mediatici, è un successo forse inaspettato. E' il segno che le cittadine e i cittadini uniti possono fare molto. Il governo non può fare finta di nulla davanti all'istanza che viene da questa mobilitazione e che chiede, almeno, di spostare la data del voto fissata in fretta e furia senza tenere conto della raccolta di firme nel tentativo di ostacolare la campagna per il "no".
Questa voce non può essere più ignorata". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Saremo in piazza, venerdì 16 a Roma, al fianco di Amnesty International e di Woman Life Freedom for Peace and Justice per sostenere il popolo iraniano e il suo diritto all'autodeterminazione, alla libertà e alla democrazia.
Le notizie che arrivano dall'Iran, le poche che riescono a superare il blocco di internet, sono drammatiche: le persone uccise sono migliaia e altrettante quelle arrestate e, probabilmente, torturate.
Ma la rivoluzione popolare non si ferma: con grande coraggio, donne e uomini iraniani continuano a protestare contro il regime totalitario e oscurantista degli ayatollah che nega ogni diritto e ogni libertà ed è causa di una gravissima crisi economica. Un regime mai stato così debole e in bilico. Ed è ora che il nostro sostegno, politico e pacifico, al popolo iraniano è fondamentale.
Per questo invito tutte e tutti a partecipare venerdì 16 alle ore 16 alla manifestazione indetta in piazza del Campidoglio a Roma.
Non lasciamo solo il popolo iraniano!". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"E' un profondo dolore apprendere della scomparsa di Valeria Fedeli. Donna battagliera e ironica, femminista, ex presidente del Senato, ex ministra dell'istruzione, dirigente politica e, prima ancora, dirigente sindacale. In ogni ruolo che ha ricoperto, Valeria si è sempre battuta per i diritti delle donne e la parità di genere.
Da vice presidente del Senato, ha condiviso con me l'elezione del Presidente Mattarella sedendo alla presidenza della Camera: per la prima volta due donne rappresentavano le due Camere. "E' proprio una bella conquista" commentò Valeria.
Ci mancheranno il suo impegno e la sua passione". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Siamo in contatto con il movimento iraniano in Italia "Donna, vita, libertà" a cui negli ultimi anni non è mai mancato il nostro sostegno in manifestazioni, dibattiti, atti parlamentari, eventi pubblici.
Pensiamo che il regime degli ayatollah debba cadere per mano del popolo iraniano che da quindici giorni è tornato in piazza, non per le bombe di altri paesi. La storia ci insegna che le rivoluzioni democratiche funzionano se nascono e maturano dall'interno. La democrazia non si esporta con le armi come dimostrano le vicende di Iraq, Afghanistan, Libia e Siria. A noi, alla comunità internazionale, spetta il compito di sostenere questa protesta con i mezzi della diplomazia e anche con le mobilitazioni.
Siamo pronti a tornare nelle piazze, come abbiamo già fatto per l'Iran, oltre che per la Palestina e per la pace in Ucraina, e a manifestare il nostro appoggio al popolo iraniano e alla sua battaglia per la libertà e la democrazia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Alberto Trentini è finalmente libero! Qualche ora fa è arrivato all'ambasciata italiana a Caracas insieme a Mario Burlò, liberato insieme a lui. La notizia ci riempie di gioia. Un abbraccio alle famiglie che hanno attesto questo momento per tantissimo tempo e un ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato perché ciò avvenisse.
Aspettiamo Alberto e Mario in Italia prestissimo!" Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Seguiamo con forte preoccupazione quanto sta accadendo in Iran dove il regime teocratico degli ayatollah sta stroncando con metodi violentissimi le proteste nate per il carovita e l'inflazione.
Avere oscurato internet è la copertura perfetta per tentare di nascondere le uccisioni, gli arresti arbitrari e i pestaggi che vengono inflitti a chi scende in piazza.
Ribadiamo il nostro sostegno al popolo iraniano che chiede migliori condizioni di vita e la libertà come fa da oltre tre anni anche il movimento "Donna, vita, libertà" al fianco del quale ci siamo sempre schierati e continueremo a farlo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"L'omicidio di Renee Nicole Good a Minnepolis da parte della polizia anti-immigrazione di Trump, segna inequivocabilmente il declino della democrazia statunitense. L'assoluzione preventiva di Trump e l'immunità proposta dal vicepresidente Vance per l'agente dell'Ice che l'ha uccisa mentre lei, a bordo della sua auto, cercava di allontanarsi, sono la legittimazione della violenza e della repressione armata nei confronti di chi, pacificamente, contesta le politiche di Washington. Non a caso il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha duramente condannato l'accaduto e chiesto all'Ice di lasciare la città perché la sua presenza genera solo disordine.
Renee Nicole Good era una poetessa descritta da tutti come una donna gentile e amorevole che aveva a cuore le persone. Ed era lì per questo, quando è stata brutalmente uccisa dall'Ice: per monitorare le attività degli agenti anti-immigrazione nel suo quartiere. Un'attività che non costituiva alcuna minaccia e, di certo, non classificabile come "terrorismo interno", come ha dichiarato Kristi Noem, Segretaria per la sicurezza nazionale del governo.
Trump e il suo governo stanno trascinando gli Usa sull'orlo del precipizio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“E’ molto grave che il governo italiano, ieri con la Presidente Meloni e oggi con il Ministro Tajani, consideri legittima la violazione della sovranità di uno Stato e il sequestro del suo Presidente, dando anche credito alla tesi della presunta minaccia costituita dal narcotraffico, quando lo stesso Trump, nella sua conferenza stampa, ha chiarito che il principale obiettivo fella sua azione illegale è costituito dalle risorse petrolifere del Venezuela.
In questo modo si legittimano aggressioni militari e colpi di Stato, è sufficiente quindi, secondo quanto affermato da Tajani, intravedere una qualsivoglia minaccia per i propri interessi per aggredire un altro Paese. Sarebbe una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti anche la Groenlandia con i suoi 56.000 abitanti? Si creano così i presupposti per la legge della giungla in cui a prevalere sono i più forti dal punto di vista militare, stracciando il diritto internazionale che lo stesso ministro Tajani ebbe a definire “importante fino ad un certo punto”.
Il governo dovra’ rispondere di fronte al Parlamento di queste sue inaccettabili e pericolose prese di posizione” così la deputata democratica, Laura Boldrini.