Domani, 25 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, la presidente Laura Boldrini parteciperà alle celebrazioni ufficiali del Comune di San Miniato (Pi). Il programma prevede diversi eventi a partire dalle ore 8.30. Al termine del corteo, che partirà alle 11.30 da piazza Repubblica, sono previsti gli interventi del Sindaco Simone Giglioli, del presidente del consiglio comunale Matteo Betti e un discorso conclusivo dell'on. Boldrini sul valore della memoria e il significato che ha la Resistenza 81 anni dopo la Liberazione.
"Il quarto decreto sicurezza, o come bisognerebbe chiamarlo "decreto fallimento", è tra le cose più sconcertanti fatte da questo governo. Lo è non solo per le norme liberticide, come il fermo preventivo, e incostituzionali che contiene, non solo perché affronta la violenza giovanile solo in chiave repressiva, non solo perché è l'ennesimo decreto fatto senza che ci sia alcuna urgenza, non solo perché per l'ennesima volta è stato umiliato il parlamento. E' sconcertante perché la presidente Meloni ha avuto il coraggio di definire norma di "buon senso" quella su cui il Quirinale ha sollevato dubbi di costituzionalità e perché il ministro Piantedosi ha avuto la sfrontatezza di parlare di "alcune sensibilità" a proposito dei rilievi mossi dal Colle.
Un palese disprezzo della Presidenza della Repubblica che segna una frattura istituzionale gravissima.
Pur di gettare fumo negli occhi agli italiani con l'ennesimo decreto sicurezza, costringono il Parlamento a votare un testo palesemente incostituzionale che loro stessi sono costretti a modificare nel momento stesso in cui sarà approvato. E la destra neanche partecipa al dibattito: ci sono solo due deputati di maggioranza, in aula. Ma le italiane e gli italiani non vi credono più, anzi cominciano ad avere paura di voi che con i vostri provvedimenti create caos e tensioni sociali. E non si faranno abbindolare da questa ulteriore operazione di propaganda". Lo ha dichiarato durante il dibattito a Montecitorio sul dl sicurezza, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Rilievi tecnici" così Giorgia Meloni ha derubricato le osservazioni del Quirinale sull'incostituzionalità del decreto sicurezza su cui si discute oggi alla Camera. Altro che "rilievi tecnici". Qui parliamo di una misura che mina uno dei principi cardine della Costituzione che è il diritto alla difesa che Meloni intendeva comprimere usando l’avvocatura come strumento per mettere in atto il piano di remigrazione. La premier, non è riuscita a farla franca neanche in questa circostanza ma pur di non riconoscere l'incapacità del suo governo di scrivere una norma, parla del presidente della Repubblica come fosse un grigio burocrate e non come di colui che è chiamato a garantire la tutela della Costituzione.
E così siamo chiamati a votare un decreto destinato a essere contraddetto dallo stesso governo un minuto dopo l'approvazione. Una situazione paradossale.
Per questo ho presentato un ordine del giorno in cui si impegna il governo a rimuovere dal decreto ogni norma che viola i principi costituzionali e i diritti delle persone come quella che prevede una remunerazione di 615 euro agli avvocati che convincono i loro clienti migranti al rimpatrio volontario e l'abolizione del gratuito patrocinio per i ricorsi contro le espulsioni.
Ma dato che la maggioranza, per tensioni interne, ha tenuto per 55 giorni il decreto in ostaggio al Senato, saremo costretti a discutere gli ordini del giorno in piena notte, in un tour de force che sarebbe stato del tutto evitabile se il governo avesse fatto l'unica cosa sensata da fare: ritirare il decreto". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"L'antico popolo Ayoreo Totobiegosole che vive in Paraguay corre il rischio di sparire per via della deforestazione selvaggia che sta subendo la terra in cui vivono.
Durante l'ultima seduta del Comitato diritti umani della Camera, che presiedo, abbiamo ascoltato le testimonianze di Porai Picanerai, leader indigeno del popolo Ayoreo, e di Rosalino Darajidi Picanerai, insegnante e attivista indigeno.
Le famiglie Ayoreo vivono nella foresta del Chaco che, ad oggi, sparisce più velocemente di qualsiasi altra foresta del pianeta, secondo gli studi di Global Forest Watch. A sfruttare quest'area sono multinazionali e grandi aziende che allevano bovini per commercializzare la carne, ma anche le pelli il 50% delle quali vengono esportate proprio in Italia. Questo accade nonostante per la Costituzione del Paraguay le terre dove vivono le popolazioni indigene sono di loro esclusiva proprietà.
Un danno gravissimo sia per l'ambiente sia per gli Ayoreo che non solo perdono le loro terre, ma che vedono le loro vite totalmente stravolte e corrono rischi altissimi anche per la salute. Doversi spostare e venire in contatto con i bianchi, infatti, li espone a malattie e infezioni sconosciute per il loro sistema immunitario provocandone spesso la morte. Le loro comunità, infine, sono vere e proprie custodi della terra che rispettano e proteggono.
Facciamo nostro l'appello degli Ayoreo e delle rappresentanti di Survival International Italia che li hanno accompagnati che chiedono anche al governo italiano di agire per fermare questo scempio.
Scriverò una lettera al ministro Tajani perché chieda al suo omologo paraguaiano le necessarie tutele per il popolo Ayoreo, per il loro diritto a rimanere nelle loro comunità e, in ultima istanza, per la vita". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Questo non è un decreto sicurezza: è un decreto fallimento. Siete al quarto anno di governo e al quarto decreto sicurezza, per non parlare dei tanti decreti sull'immigrazione misti a misure securitarie. Ma vi rendete conto che continuare a sfornare tutti questi provvedimenti è la prova del vostro fallimento sulla sicurezza perché vuol dire che quelli precedenti non hanno funzionato?". Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, poco fa nell'aula di Montecitorio intervenendo nel dibattito sul decreto sicurezza.
"Avete creato nuovi reati, aumentato pene e anni di carcere. Non è servito a nulla. Le persone avvertono il peggioramento e non vi credono più: lo dimostra il risultato del referendum e anche il flop della manifestazione di Salvini a Milano per la “remigrazione” - ha incalzato Boldrini -. E anche in questo decreto, nuove forme di repressione rivolte ai minori. Nessuno sottovaluta il problema della violenza giovanile, ma servono misure preventive, educazione al rispetto, alla legalità, alla non violenza, all'uso responsabile dei social media. Non anni di carcere. E' l'ennesima misura di sola propaganda".
"La ciliegina sulla torta è l'emendamento introdotto al Senato che prevede un incentivo economico per gli avvocati che convincono il cliente migrante al rimpatrio volontario, oltre all'abolizione del gratuito patrocinio in caso di ricorso contro l'espulsione. Un provvedimento palesemente incostituzionale che mina il diritto alla difesa e trasforma gli avvocati in esecutori dei programmi del governo: 615 euro per gli avvocati che si mettono al servizio della remigrazione - ha sottolineato ancora la deputata dem -. Una misura talmente grave che ha provocato la viva protesta dell’avvocatura e che ha richiesto un colloquio tra il sottosegretario Mantovano e il Presidente Sergio Mattarella. Incontro di cui il governo non comunica l'esito".
"Dopo avere tentato di offendere la dignità e la libertà dei magistrati, ora provate ad attaccare quella degli avvocati.
Noi saremo al loro fianco, come sempre a difesa della nostra Costituzione" ha concluso Boldrini.
"Mentre la Commissione Europea tenta ancora, colpevolmente, di bloccare la sospensione dell'accordo Ue-Israele, domani i ministri degli Esteri dei 27 Paesi dell'Unione voteranno proprio su questo: il voto dell'Italia è determinante.
Ben 1 milione e 200mila cittadine e cittadini dell'UE hanno firmato perché quell'accordo venga sospeso. E hanno ragione a chiederlo. L'accordo di associazione Ue-Israele è basato sul rispetto dei diritti umani e il governo Netanyahu ha violato tutti i diritti umani con il genocidio a Gaza, con l'annessione di fatto della Cisgiordania, con gli attacchi illegittimi all'Iran, alla Siria, allo Yemen e, infine, con la distruzione a tappeto del Libano, seguendo lo stesso schema usato nella Striscia.
E' già troppo tardi e non c'è altro tempo da perdere: quell'accordo va sospeso. Il ministro Tajani voti a favore dello stop e faccia pressione sulla Commissione. E' una questione di dignità dell'Ue, della sua storia e dei suoi valori". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Il dl Sicurezza, l'ennesimo, arriva alla Camera quando mancano appena 5 giorni dalla scadenza. E questo ritardo è tutta responsabilità della maggioranza che per giorni ha tenuto il testo bloccato al Senato a causa dei suoi dissidi interni. Vorrei chiedere al Presidente della Camera come si può consentire che il ruolo del Parlamento venga umiliato in questo modo fino a impedire ogni possibilità di discussione e di modifica del testo.
Non c'è margine neanche per discutere in Commissione le centinaia di emendamenti che sono stati presentati". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd, impegnata nell'esame del dl sicurezza nella seduta congiunta delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia.
"E' inutile che il neocapogruppo di FI, Costa, prometta ora modifiche a misure che anche lui considera sbagliate, che arriveranno con norme successive, perché non accadrà, come non è accaduto in casi precedenti.
Il copione è lo stesso della riforma della giustizia, sonoramente bocciata alle italiane e dagli italiani al referendum: arriva un testo blindato, su cui si mette la fiducia per tagliare ulteriormente i tempi di confronto, e non è possibile alcun intervento dell'opposizione, ma neanche della maggioranza - sottolinea Boldrini -. Questo metodo non è più accettabile, tanto più che nel decreto ci sono misure chiaramente incostituzionali che, secondo alcune indiscrezioni di stampa, metterebbero in allarme perfino il Quirinale".
"Il Parlamento così perde ogni ruolo e ogni funzione. Il passaggio alle Camere per questo governo è diventato un esercizio di pura ipocrisia" conclude.
"I migranti sono "delinquenti", le ong che salvano vite in mare sono "scafisti", le ragazze e i ragazzi che manifestano per Gaza sono "amici di Hamas". La narrazione tossica delle destre avvelena il dibattito pubblico e sporca tutto ciò che è bello, a partire dalla solidarietà e dall'accoglienza. Di questo abbiamo parlato oggi alla Global Progressive Mobilisation di Barcellona, durante il panel organizzato da Solidar, che ringrazio per l'invito, sulla discrepanza tra i fatti che riguardano il fenomeno della migrazione e il modo in cui vengono rappresentati dalle destre in tutto il mondo.
Una narrazione che alimenta paure e odio e che nasconde la totale incapacità dei sovranisti di risolvere i problemi reali delle persone. Sono loro che creano insicurezza, è una loro scelta, perché su questo investono politicamente, alimentando la paura. Noi progressisti dobbiamo capovolgere il paradigma. A generare insicurezza sono le disuguaglianze sociali, la marginalizzazione e l'invisibilità a cui le politiche della destra costringono le persone migranti che diventano facile capro espiatorio della rabbia sociale. E' solo combattendo la marginalità sociale e l'esclusione, investendo in accoglienza, che si pongono le basi per società più sicure e più giuste per tutte e tutti. In questa prospettiva i partiti di sinistra non devono seguire la destra per timore di perdere voti, ma ribadire con forza la propria identità che è agli antipodi rispetto a quella della destra e fornire un’alternativa reale di gestione dell’immigrazione, farlo con nuovo slancio, coinvolgendo sempre più persone e rafforzando la cooperazione con la società civile". Lo dichiara, dalla Global Progressive Mobilisation, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Solidarietà al direttore de L'Espresso, Emilio Carelli, al reporter Pietro Masturzo e a tutta la redazione del settimanale per l'ignobile attacco subito per avere mostrato la verità di ciò che accade in Cisgiordania, ogni giorno, ai danni dei palestinesi.
Raccontare la quotidianità di quella terra è giusto e doveroso per chiunque interpreti il mestiere del giornalista nel modo più genuino e professionale. E questo ha fatto L'Espresso, come poche altre voci hanno fatto.
Le accuse di antisemitismo e, addirittura, di avere manipolato le immagini con l'intelligenza artificiale sono la reazione di chi vuole negare la realtà che è sotto gli occhi di tutti e tenta di intimidire e zittire le voci libere. Esattamente come accade a coloro che sono oggetto di esposti all'Ordine dei giornalisti perché continuano a raccontare il genocidio e i crimini commessi dal governo israeliano.
Noi stessi parlamentari abbiamo visto con i nostri occhi, durante le nostre missioni nei territori palestinesi occupati, ciò che succede: il governo israeliano ha instaurato un vero regime del terrore e di apartheid di cui i coloni sono l'avanguardia, protetti e sostenuti dall'esercito e dai ministri di Netanyahu.
Tutto questo non può e non deve passare sotto silenzio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
La deputata del Partito Democratico Laura Boldrini è intervenuta oggi alla Camera chiedendo un’informativa urgente del governo sulla situazione in Libano.
Boldrini ha denunciato l’escalation del conflitto e le conseguenze sulla popolazione civile, citando le migliaia di vittime e feriti, il milione e quattrocentomila sfollati, gli attacchi ad interi quartieri altamente popolati delle città del sud e nella capitale Beirut e a infrastrutture civili come acquedotti, “per usare la sete come arma di guerra”, a tutti i ponti sul fiume Litani. È il “modello Gaza”, ha sottolineato, “che fa tabula rasa di tutto, in modo indiscriminato.”Boldrini ha chiesto un’iniziativa politica dell’Italia e dell’Unione europea.
Nel suo intervento Boldrini ha invocato la necessità di “fermare Netanyahu”: “Va fermato per il genocidio a Gaza, va fermato per la pulizia etnica in Cisgiordania, va fermato per la guerra in Libano, va fermato per l’aggressione all’Iran, va fermato perché ha compromesso l’accordo per riaprire lo Stretto di Hormouz. E va fermato perché il suo obiettivo è “il grande Israele”, diventare potenza dominate dell’intero Medio Oriente a discapito degli altri paesi. E non va fermato con le esortazioni, perché così Benjamin Netanyahu non si ferma. Bisogna mettere le sanzioni, bisogna fare in modo che ci siano conseguenze pesanti che lui e i suoi ministri avvertano con forza”.
Boldrini ha anche sollecitato il governo a riferire in Parlamento su cosa intenda fare in ambito UE, sottolineando che il voto dell’Italia è determinante sulla sospensione dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele, un accordo basato sul rispetto dei diritti umani. “Tutti i diritti umani sono stati calpestati dal governo Netanyahu”, ha concluso e “quell’accordo non può continuare”.
"La decisione di Piantedosi di aprire un Cpr in Toscana, senza neanche un confronto reale con il territorio e con la Regione, è l'ennesima mossa propagandistica del governo per far credere all’opinione pubblica che sta rimpatriando gli immigrati irregolari. Non solo i Cpr esistenti non sono pieni, il che significa che non servono altre strutture, ma parliamo di un sistema di detenzione amministrativa che di fatto priva della libertà e di ogni diritto le persone trattenute, molte delle quali non hanno commesso alcun crimine, che poi vengono rilasciate perché non ci sono gli accordi di riammissione con i paesi di origine.
Pensare di realizzare un Cpr in Toscana, terra di accoglienza e di diritti, è uno sfregio al territorio e alla storia della Regione". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Da due anni chiediamo al governo Meloni di non rinnovare il memorandum militare con Israele. Due anni di genocidio a Gaza, di attacchi illegali ad altri Paesi dell'area, dalla Siria all'Iran passando per il Libano, di pulizia etnica in Cisgiordania, due anni in cui da Meloni non è mai arrivata una sola parola ferma e inequivocabile di condanna sui crimini commessi da Benjamin Netanyahu e dal suo governo.
Le uniche, timide, critiche sono arrivate solo quando è stata colpita la parrocchia di Gaza, quando i soldati italiani di Unifil sono stati attaccati e quando al cardinale Pizzaballa è stato impedito di celebrare messa per la Domenica delle Palme.
Ora, forse, si è resa conto che il servilismo verso Trump e Netanyahu non solo non paga, ma è deleterio anche per lei e le fa perdere consenso. Ed ecco che arriva la sospensione del memorandum. Era ora!
Adesso l'Italia deve farsi parte attiva per la sospensione dell'accordo di associazione tra Ue e Israele, anziché ostacolarla come fatto finora. Ci sono più di un milione di firme di cittadine e cittadini dell'Unione che chiedono di agire in questo senso e tantissime di quelle firme sono italiane. Meloni non continui a ignorare queste voci". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Il governo intervenga per impedire il rinnovo automatico del mamorandum di cooperazione militare con Israele. Davanti al genocidio a Gaza, agli abusi in Cisgiordania, alle aggressioni illegittime a Iran e Libano, non si può continuare a fare finta di niente.
Quel memorandum è una vergogna per il nostro paese, rinnovarlo rende l'Italia complice di un governo genocida e spietato". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La sonora sconfitta di Orbán segna la fine di un incubo per l'Ungheria e per l'Europa. Ma è una sconfitta altrettanto sonora per i suoi amici e alleati storici Salvini e Meloni che tanto si erano spesi durane la campagna elettorale dell'ormai ex premier magiaro. E lo è anche per Trump e Putin, grandi sostenitori di Orbán
La speranza è che la vittoria di Magyar possa segnare davvero una svolta per il popolo ungherese e per l'unità dell'UE". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Giorgia Meloni ha mentito alle italiane e agli italiani dicendo anche in Aula alla Camera che con il suo governo sono diminuiti i migranti morti in mare.
Non è vero: sono aumentati del 150 per cento. Una strage continua di donne, bambini e uomini che non desta più neanche sgomento e che il governo cerca di occultare.
E i morti sono aumentati perché i soccorsi in mare da parte degli Stati sono stati ridotti all’osso e da parte delle ONG sono diventati molto più difficili, a seguito del decreto del ministro Piantedosi.
Oggi, insieme al collega Arturo Scotto, ho visitato la Ocean Viking, nave della ONG SOS Mediterranee, che in questi giorni è al porto di Siracusa ed è visitabile da chiunque voglia capire come lavora, come effettua i soccorsi e le tantissime difficoltà, spesso dovute ai molteplici divieti legislativi, che incontra pur di salvare vite.
A loro va il nostro più sentito ringraziamento perché, nonostante gli ostacoli continuano ostinatamente ad andare in mare e a salvare vite umane. Queste volontarie e questi volontari riempiono un vuoto lasciato dai governi che, invece di garantire il soccorso ed evitare le stragi nel Mediterraneo, si girano dall'altra parte". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo oggi in visita alla Ocean Viking ferma al porto di Siracusa.