"Non ha fatto in tempo ad essere approvato definitivamente dal Senato che il decreto flussi è già azzoppato. E' di poco fa, infatti, il parere del Consiglio superiore della magistratura che boccia "l'emendamento Musk" quello con cui la maggioranza vuole spostare alle Corti d'appello la competenza sulla convalida o la proroga dei trattenimenti dei richiedenti asilo provenienti dai cosiddetti "paesi sicuri".
La motivazione è quella che avevamo già evidenziato più e più volte sia in commissione sia in aula: le Corti d'appello si intaserebbero e non hanno la preparazione adeguata per occuparsi di migranti, come invece ce l'hanno le sezioni specializzate dei tribunali. E' una questione di buon senso.
Il buon senso che non hanno né la maggioranza né Nordio, ce l'ha il CSM. Il governo ci ripensi: ponga fine a questa assurda guerra con la magistratura che fa male al Paese, non risolve alcun problema e a questo punto non è neanche più utile alla loro propaganda". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Grazie all'Ordine dei giornalisti del Lazio e Luisa Betti Dakli che oggi ha organizzato un evento di formazione sulla violenza che colpisce le donne online. Una forma di violenza che conosco molto bene per esserne bersaglio da anni.
È importante che giornaliste e giornalisti, chi lavora con i media e la comunicazione abbiano chiare le tante facce della violenza che punta a zittire le donne che si espongono e sono in prima linea. È necessario fare cordone attorno alle donne alle ragazze che ne sono colpite le cui vite rischiano di essere stravolte in modi irreversibili perché spesso rimangono sole. Attacchi mirati, spesso orchestrati, lanciati da figure politiche quasi sempre di ultradestra che, in questo modo, vorrebbero spingere le donne fuori dalla sfera pubblica e, soprattutto, da ruoli di vertice.
Una violenza che non possiamo sottovalutare che sempre denunciata e contro la quale non bisogna mai abbassare la guardia.
In altri paesi sono state approvate leggi per contrastare il fenomeno di odio in rete. Lo stesso deve accadere in Italia dove le proposte ci sono, tra cui una a mia prima firma, ma non vengono calendarizzate. Ne va della democrazia, del diritto delle donne di parlare, esprimersi liberamente, partecipare alla vita politica e pubblica del Paese. Un tema che il Parlamento non può più rimandare". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Iole Mancini lascia un grande vuoto in chiunque l'abbia incontrata e in chiunque abbia conosciuto la sua storia. Staffetta partigiana, ha vissuto durante la sua giovinezza le atrocità del regime nazifascista senza mai desistere e continuando a portare avanti azioni di resistenza. La sua passione civile e l'amore per la democrazia non l'hanno mai abbandonata, anzi è cresciuta.
Da anni era una presenza costante agli eventi culturali organizzati a Montecitorio da quando, sotto la mia presidenza, partecipava spesso anche alle domeniche di apertura della Camera al pubblico. Negli anni è nato un rapporto personale di stima e affetto che entrambe abbiamo coltivato con cura. L'ultima volta che ha chiesto di vedermi è stata lo scorso agosto quando, già molto malata, ha voluto firmare il referendum contro l'autonomia differenziata.
Testimone instancabile di libertà, laicità e partecipazione, credeva fermamente nella necessità di trasmettere questi valori alle giovani generazioni e nonostante i suoi 104 anni fino all’ultimo ha fatto incontri nelle scuole. Iole mancherà moltissimo a tutte e tutti noi. Bella, ciao!" Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"E' inquietante il giro di immobili e soldi tra l'associazione Pro Vita e Forza Nuova rivelata dall'inchiesta pubblicata oggi dal quotidiano "Domani". Lo è non solo perché conferma i legami tra il partito neofascista guidato da Roberto Fiore, condannato a 8 anni in primo grado per l'assalto alla CGIL dell'ottobre del 2021, ma anche per la vicinanza tra Pro Vita e l'attuale maggioranza che ha spalancato loro le porte dei consultori pubblici del Paese per rendere ancora più ostico l'accesso all'interruzione di gravidanza alle donne.
Una vicinanza le cui conseguenze abbiamo visto con la campagna lanciata proprio da Pro Vita contro Francesco Spano considerato troppo vicino alla comunità LGBTQIA+. L'associazione anti-scelta definì "irricevibile" la nomina di Spano a capo di gabinetto dal ministro alla Cultura Alessandro Giuli. Spano, com'è noto, è stato costretto alle dimissioni. Poche ore dopo, era stato proprio il portavoce di Pro Vita, Jacopo Coghe a dichiarare che quella vicenda avrebbe dovuto fare "da monito" al governo.
Ancora una volta emergono punti di contatto poco chiari tra la maggioranza e organizzazioni dichiaratamente neo fasciste e tra queste e le associazioni anti-scelta e anti-diritti.
Rapporti che rischiano di rispedire il Paese indietro di 50 anni sul fronte dei diritti delle donne e delle persone LGBTQIA+". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Quello che è successo a Milano, al Corvetto, ci racconta di un problema di disuguaglianze, soprattutto nelle grandi città. E riguarda tutti: italiani e stranieri e va affrontato in modo che non ci siano quartieri che restano indietro, che vivano sofferenze. Per gli stranieri c'è un tema aggiuntivo: ragazzi che sono nati in Italia, cresciuti in Italia non hanno neanche la possibilità di sentirsi parte della nostra comunità perché non hanno la cittadinanza. Non vivendo come parte integrante di una società, coltivano più rabbia, ferma restando la condanna netta di qualsiasi forma di violenza. Se vogliamo fare sul serio sull'integrazione di cui parla il ministro Piantedosi, dobbiamo partire da qui. Peccato che Forza Italia abbia cambiato idea, quando c'è stato da votare gli emendamenti sulla cittadinanza.
Non possiamo dire a chi è nato in Italia, ha sempre vissuto qui senza conoscere nessun altro paese, che non è italiano, che deve aspettare di compiere 18 anni, poi fare domanda, poi aspettare ancora senza neanche la certezza di ottenere la cittadinanza perché è una concessione e non un diritto.
Senza integrazione non ci può essere sicurezza. I problemi non possono essere gestiti solo in termini di repressione e ordine pubblico". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"L'Italia sosterrà l'introduzione del reato di "segregazione di genere" nella convenzione sui cimini contro l'umanità in discussione all'Onu. Dopo una lunga trattativa, la risoluzione, a mia prima firma e sostenuta da tutto il gruppo del PD in Commissione esteri, è stata approvata all'unanimità. A marzo 2023 le attiviste afghane e iraniane hanno lanciato la campagna "End gender apartheid today". Un anno dopo è stata la premio Nobel Narges Mohammadi, detenuta nelle carceri iraniane per essere un'attivista per i diritti delle donne, a chiedere l'istituzione del reato di apartheid di genere, cioè la segregazione sociale delle donne. La campagna è stata rilanciata in Italia da associazioni tra cui Pangea e Amnesty international. E il Pd, che da sempre, è accanto al movimento "Donna, vita, libertà" non poteva lasciare che proprio le voci delle donne afghane e iraniane restassero inascoltate. Con l'approvazione della nostra risoluzione, l'Italia prende una posizione chiara e inequivocabile: la segregazione delle donne, la loro esclusione da qualsiasi forma di vita sociale, il divieto perfino di cantare, parlare e pregare in pubblico, diventi "crimine contro l'umanità" riconosciuto dall'Onu". Lo dichiara laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"L'ultima trovata ipocrita, razzista e vessatoria di questa maggioranza riguarda la famiglia. Dopo essersi accanito contro le famiglie omogenitoriali, adesso lo fanno con quelle dei rifugiati.
Nel decreto flussi che lunedì arriva in aula alla Camera, hanno inserito un emendamento secondo cui una persona che ha ottenuto la protezione internazionale in Italia, quindi è qui con un regolare permesso di soggiorno, ha il divieto di chiedere il ricongiungimento familiare per almeno due anni. Quindi, dopo avere affrontato un viaggio che dura anni, spesso fatto di torture, violenze e umiliazioni, dopo avere rischiato la vita in mare, devono anche aspettare altri due anni per chiedere che la propria famiglia li possa raggiungere in sicurezza, con il permesso di soggiorno. Questo significa, tra l'altro, che molti tenteranno di arrivare irregolarmente rischiando la vita, per riunirsi prima possibile alla persona cara.
Una cattiveria totalmente gratuita che non ha niente a che fare con il controllo dell'immigrazione irregolare, anzi la favorisce, ma ha molto a che fare con l'ipocrisia, la crudeltà e il razzismo della maggioranza di Giorgia Meloni.
Ma loro non erano i paladini della famiglia? Quale famiglia?" Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La Corte penale internazionale ha emesso il mandato d'arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant. Un provvedimento atteso da mesi e che il procuratore Karim Khan aveva chiesto anche per i capi di Hamas tra cui Sinwar, Haniyeh. Ma i leader di Hamas sono stati uccisi quindi non avremo giustizia per i crimini da loro commessi. Il mandato di cattura vale anche per l'attuale capo militare di Hamas, Deif, di cui però non si sa se sia morto oppure no.
Possiamo sperare, però, di avere giustizia per i crimini palesemente commessi da Netanyahu e Gallant che per 13 mesi hanno bombardato indiscriminatamente Gaza uccidendo circa 44mila persone, la gran parte donne e bambini, 330 operatrici e operatori umanitari nella stragrande maggioranza dipendenti dell'Onu, 188 giornalisti, distruggendo ospedali, scuole e case, affamando e lasciando senza acqua, medicine e corrente elettrica milioni di persone.
Ora il ministro Tajani ci dica cosa intende fare per adempiere all'obbligo che ha l'Italia di attuare le sentenze della Corte penale internazionale. Perché non è una scelta: è un dovere". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"L'"immediato, incondizionato e permanente cessate il fuoco" a Gaza, "che deve essere rispettato da tutte le parti" e "la liberazione immediata e incondizionata di tutti gli ostaggi". Questo chiedeva la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu su cui, però, gli Usa hanno messo il veto.
Una decisione incomprensibile, dopo 44mila morti a Gaza e con circa cento ostaggi ancora nelle mani di Hamas. L'ennesima occasione persa di porre fine allo sterminio del popolo palestinese che Netanyahu sta perpetrando da 13 mesi senza ostacoli, senza freni, senza che la comunità internazionale intervenga con gli strumenti che ha a disposizione.
Biden chiude il suo mandato da Presidente degli Usa con una grave responsabilità. E con Trump le cose non potranno che andare peggio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Con un colpo di mano vergognoso la maggioranza ha rinviato alla settimana prossima la discussione sulle mozioni contro la violenza sulle donne prevista per oggi. Significa che il 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, passerà nel silenzio della Camera dei Deputati.
Una scelta disarmante che dimostra la poca considerazione che questa maggioranza, quella della "prima donna presidente del Consiglio", ha di un tema così grave. Ma la cosa più incredibile sono le motivazioni avanzate dalla presidente della Commissione femminicidi Semenzato secondo cui poco contano le ricorrenze e le date internazionali perché di violenza contro le donne si deve parlare sempre. E questo è esattamente quello che fa l'opposizione: ne parliamo sempre, presentiamo proposte di legge, mozioni, risoluzioni. Ma tutto viene bocciato o boicottato da una maggioranza di ultra destra a cui della sicurezza delle donne e del loro benessere non interessa nulla. Lo ha dimostrato, per altro, l'imbarazzante intervento del ministro Valditara ieri alla presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin che ha voluto legare la violenza contro le donne alla presenza dei migranti nel nostro Paese, oltre ad aver negato la matrice patriarcale di questa piaga sociale.
Non è rimandando ad altre date la discussione che fermerete la nostra battaglia per e con le donne". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Coordinatrice dell'intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità
Il 25 novembre prossimo, alle ore 11, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, l'Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità, coordinato da Laura Boldrini, organizza l'evento "Tante facce, ma è sempre violenza" con la partecipazione di oltre 250 ragazze e ragazzi delle scuole.
L'evento, che si terrà alla Nuova aula dei gruppi, in via di Campo Marzio 78, sarà introdotto dalla stessa Boldrini.
Subito dopo verrà osservato un minuto di rumore, in ricordo di Giulia Cecchettin.
Seguiranno gli interventi di Gilda Sportiello, deputata e componente dell'Intergruppo, Francesca Ghirra, deputata e componente dell'Intergruppo, Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin, Francesca Dragotto, docente dell'Università di Roma Tor Vergata e Coordinatrice del Centro studi di Grammatica e sessismo, Barbara Rizzato, neurologa del Policlinico di Roma Tor Vergata, Barbara Giordano, attrice e componente dell'associazione Amleta.
L'incontro, che sarà inframmezzato da pillole video, prevede anche gli interventi di ragazze e ragazzi degli istituti scolastici presenti.
Per accrediti rispondere a questa email comunicando nome, cognome e testata o via Whatsapp a Caterina Coppola 3343801119
"I risultati dell'Umbria e dell'Emilia Romagna ci riempiono di gioia e sono la dimostrazione non solo che la destra si può battere, ma che non è vero, come racconta Meloni da due anni, che la maggioranza degli italiani è con lei. Dove vince, come in Liguria, vince per il rotto della cuffia.
Ma non è solo un buon risultato per la coalizione di centrosinistra, è un ottimo risultato per il PD che si conferma il principale partito dell'opposizione dal quale non si può prescindere. E lo è grazie all'impegno delle candidate e dei candidati, delle amministratrici e degli amministratori locali, ma anche e soprattutto grazie alla linea della segretaria Schlein. Lo dimostra il 40 per cento in Emilia Romagna e il 30 per cento in Umbria percentuali che portano il PD ad essere il primo partito in entrambe le regioni.
Da queste vittorie ripartiamo per costruire un'alternativa seria e credibile per tutto il Paese". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Un intervento imbarazzante, quello del ministro Valditara oggi alla presentazione della "Fondazione Giulia Cecchettin" alla Camera dei deputati.
In perfetto stile mansplaining il ministro si è permesso di fare una lezioncina dimostrando di ignorare totalmente la complessità del fenomeno della violenza maschile sulle donne e negando la matrice patriarcale.
Per non parlare di quanto sia stato grave non citare mai né Giulia Cecchettin, il cui cadavere veniva ritrovato proprio un anno fa, né l'impegno contro il patriarcato del padre Gino che ha condotto alla nascita della fondazione.
Giulia Cecchettin che, per altro, è stata uccisa da un italianissimo "bravo ragazzo". E invece, proprio oggi, Valditara sceglie di strumentalizzare un tema così importante per alimentare la propaganda anti-immigrati di questa ultra destra.
Sono gli uomini che uccidono le donne ed è una questione culturale, non di colore della pelle". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Coordinatrice dell'Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità.
"La Consulta ha bocciato nel merito la riforma di Calderoli e della Lega sull'autonomia differenziata dimostrando, per l'ennesima volta, l'incompetenza di questo governo. Del resto, glielo avevamo detto durante il dibattito in aula, in tantissimi interventi, che questa legge faceva acqua da tutte le parti ed era contraria alla Costituzione. Ma loro non hanno sentito ragioni e sono andati dritti a sbattere. Nonostante Salvini tenti goffamente di minimizzare, è un'evidente débâcle e mi auguro che almeno questa volta ci risparmi la lagna dei "giudici comunisti": è la destra che vuole stravolgere i principi della nostra Costituzione a doversi assumere la responsabilità del fallimento". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Apprendiamo dagli organi di stampa che l'Iraq sta approvando una norma che abbasserà da 18 a 9 anni l'età legale per il matrimonio delle ragazze che consentirebbe agli uomini iracheni di sposare delle bambine ancor prima di essere divenute donne, rendendo così legale lo stupro infantile. La modifica giuridica, inoltre, priverebbe le donne del diritto al divorzio, all’affidamento dei figli e all’eredità. È del tutto evidente che i legislatori iracheni non considerino affatto cosa comportano i matrimoni precoci, quali conseguenze devastanti essi abbiano sulle vittime e ciò è confermato dalle parole della vicesegretaria generale delle Nazioni Unite, Amina Mohammed e dalla risoluzione del Parlamento europeo che esorta l'Iraq a respingere integralmente e immediatamente la norma in questione e invita gli Stati membri dell’UE a condannare le modifiche proposte dai legislatori iracheni”. Così si legge nell'interrogazione a prima firma della deputata dem Laura Boldrini al ministro degli Esteri con cui si richiede di fare pressione sul governo iracheno, anche a livello comunitario e internazionale, affinché non si dia seguito alla modifica della legge sullo status personale che causerebbe immense sofferenze nelle bambine irachene, comporterebbe un enorme arretramento per i diritti delle donne e un crescente peggioramento della reputazione internazionale dell’Iraq.