“Il PNRR rischia di diventare il Piano nazionale dei Ritardi e dei Rimpianti. A meno di un anno dalla scadenza, mancano all’appello 110 miliardi di euro da spendere e 280 obiettivi da raggiungere: un fallimento annunciato, certificato dalla nuova richiesta di revisione. Il Ministro è venuto qui in Parlamento con un documento vuoto, 11 pagine in cui non dice nulla sul contenuto reale di questa ennesima modifica, solo indicazioni generiche. Una specie di Manuale delle Giovani Marmotte, che offende il ruolo delle Camere e ignora il confronto istituzionale. Nessuna chiarezza su progetti cancellati, fondi persi, ritardi gravi dei ministeri competenti. Tagli agli asili, sanità territoriale, transizione ecologica e infrastrutture nel Mezzogiorno: è inaccettabile! Il Governo sta smantellando il Piano, anziché attuarlo. Chiediamo rispetto del cronoprogramma, stop ai tagli e no all’utilizzo delle risorse PNRR per la difesa”. Lo ha detto in Aula il deputato del Partito Democratico, Piero De Luca, in dichiarazione di voto sul Pnrr.
“Far fallire il Piano vuol dire bruciare la possibilità storica di migliorare le condizioni di vita nel nostro Paese. Ma vuol dire anche mettere in discussione il senso politico del PNRR, quale simbolo di un’Europa vicina ai cittadini e ai territori, simbolo del lavoro che dovremmo svolgere per un’Europa sempre più forte, autorevole e autonoma da un punto di vista strategico. Il problema è proprio questo. Voi nell’Europa non ci credete, e non lavorate né per difenderla né per rafforzarla, come dimostra il fatto che non è chiara la vostra posizione sul prossimo quadro finanziario pluriennale. Attuare il PNRR vuol dire difendere gli interessi del nostro Paese, ma vuol dire anche collocare l’Italia dalla parte giusta della storia, quella immaginata nel Manifesto di Ventotene, quella federalista, volta a costruire gli Stati Uniti d’Europa. Se il prossimo anno non riuscirete a portare a termine il Piano nei tempi e modi previsti come vi abbiamo indicato, avrete il dovere politico di rassegnare le dimissioni perché responsabili dinanzi alla storia ed al Paese di aver bruciato il futuro dell’Italia e quello dell’Europa intera", ha concluso Piero De Luca.
”Le dichiarazioni della premier Meloni sul PNRR appaiono ancora una volta come un’operazione di propaganda e confusione politica più che un’analisi concreta dello stato di attuazione del Piano. La realtà è che la proposta di revisione del PNRR si è resa necessaria non per migliorare l'efficienza, ma per cercare di superare ritardi accumulati e criticità strutturali che sono emerse nella fase di attuazione. A dispetto della narrazione trionfalistica, la revisione è il risultato obbligato dei ritardi nella spesa sulle misure già finanziate e ottenute”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.
“Se si impegnano risorse senza realizzare concretamente i progetti, si finisce con il raccontare numeri che non producono alcun impatto concreto e rischiano di non corrispondere allo stato dei fatti. Il vero problema non è “quante risorse sono state impegnate”, ma quante sono state spese efficacemente e nei tempi previsti rispetto a quelle finora ottenute. Ad oggi la spesa effettiva, secondo quanto dichiarato pochi giorni fa dal Ministro Foti, è ferma a circa 86 miliardi di euro sui 140,4 finora ottenuti dall’Unione europea con il pagamento della settima rata. Un conto sono gli impegni contabili un altro la capacità di portare a termine gli interventi e, se non avanza il ritmo della spesa certificata in questi ultimi mesi di attuazione, l’Italia rischia doppiamente di sprecare le risorse e l’opportunità unica rappresentata dal PNRR.
"Del resto, l'aver dovuto operare una sesta revisione per “superare le criticità” è la prova evidente che quelle criticità esistono eccome, altro che “rigorosa attuazione. La verità, conclude il dem, è che i dati vengono utilizzati come fumo negli occhi, mentre si ignorano i ritardi veri: quelli che mettono a rischio la credibilità dell’Italia in Europa e, soprattutto, i benefici concreti per cittadini e imprese”.
“Rivolgo un appello al governo Meloni: non ostacoli l'immediato recepimento della direttiva europea del 2024 a tutela dei giornalisti e della libertà di informazione”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Unione europea alla Camera, intervistato sui canali social dei deputati dem.
“La direttiva – ricorda l'esponente Pd – introduce garanzie fondamentali per proteggere cronisti e reporter da azioni intimidatorie e cause temerarie, strumenti usati per limitare e condizionare l’attività giornalistica. Si tratta di una norma urgente e necessaria, che andava recepita nella legge di delegazione europea ora in discussione in Parlamento. Il governo ha scelto di non inserirla, dimostrando ancora una volta scarsa attenzione verso il lavoro dei giornalisti”.
“Secondo i dati dell’Ordine – aggiunge De Luca – nel nostro Paese le azioni vessatorie contro la stampa sono aumentate in misura preoccupante, fino a raggiungere livelli record rispetto ad altri Stati membri. Per questo presenteremo un emendamento mirato, affinché l’Italia non perda altro tempo e garantisca finalmente una cornice normativa coerente con i principi europei”.
Il deputato dem denuncia anche “il rapporto complicato tra governo e stampa, evidente nelle rarissime conferenze del Presidente del Consiglio. Meloni fugge dal confronto perché preferisce alimentare una narrazione di comodo, evitando le domande sui problemi realialari fermi, sanità sottofinanziata, costo della vita in crescita, Pnrr in affanno, mancanza di una politica industriale. Per noi la libertà di stampa è sacra, un presidio irrinunciabile della nostra democrazia. Faremo di tutto perché l’Italia recepisca questa direttiva senza ulteriori ritardi”.
“Il Governo sceglie smentisce se stesso e cancella l'organizzazione della Zes Unica. Dopo tanti proclami sui presunti risultati ottenuti, dopo l'ultimo spot propagandistico elettorale sull'estensione a Marche ed Umbria, un emendamento di maggioranza infilato nel decreto Terra dei Fuochi smantella la struttura della ZES unica, sostituita da un nuovo Dipartimento collocato direttamente a Palazzo Chigi. Una mossa che, oltre a modificare profondamente l’architettura istituzionale, evidentemente tradisce l'insoddisfazione sui risultati ottenuti finora e rischia di compromettere i progetti già in corso, generando confusione e incertezza tra imprese e territori. Il tutto avviene senza dibattito, senza trasparenza, e in totale contraddizione con gli impegni assunti dal governo, probabilmente solo per affidare una struttura al neo sottosegretario Sbarra. Altro che attenzione al Sud e allo sviluppo produttivo: il Governo continua a giocare sulla pelle del Mezzogiorno, per logiche di potere e di equilibrio interne. È una scelta che conferma ancora una volta l’approccio arrogante e personalistico con cui la destra sta gestendo il governo del Paese." Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in Commissione bicamerale questioni regionali.
“Il ministro Foti continua con il gioco delle tre carte sul Pnrr e a pochi mesi dalla scadenza, a causa dei gravi ritardi accertati, il governo rischia il più grande fallimento politico della storia del Paese. Uno strumento unico di quasi 200 miliardi per il rilancio dell'Italia, ottenuto grazie allo straordinario lavoro politico del Pd, dei governi precedenti e da figure eccezionali come il compianto David Sassoli, viene dilapidato dal governo Meloni”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato e capogruppo Pd in Commissione Affari esteri, in replica al ministro Tommaso Foti durante il Question time alla Camera.
“Il governo – continua il parlamentare dem – doveva attuare e non smontare il Pnrr con cinque revisioni che si sono confermate inadeguate. Il risultato finale è impietoso con una spesa totale pari al 40% di quello che andrebbe fatto e 110 miliardi che vanno ancora spesi. La spesa in sanità è ad un terzo, con 6 milioni di italiani sono costretti a rinunciare alle cure. E sono già saltati posti per asili nido, case ed ospedali di comunità, infrastrutture strategiche”. “Non c'è nessun successo come dichiara Foti e alle prossime elezioni, a partire dalle regionali, il governo dovrà rispondere del perché ha bruciato investimenti fondamentali per le famiglie e le imprese”, conclude De Luca.
"La direttiva anti-Slapp ormai ha vari mesi di vita ed è in scadenza a maggio del prossimo anno. Presenteremo un apposito emendamento per chiederne l'inserimento nella legge di delegazione europea 2025 perché altrimenti il rischio che l'Italia arrivi in ritardo con il recepimento della direttiva è reale.
Non c’è da attendere. La direttiva è chiara; prevede degli strumenti molto puntuali che non sono volti a impedire la possibilità di esercitare il proprio diritto di vedere tutelata la dignità e onorabilità delle persone che ritengono di aver subito una lesione, ma è volta ad evitare azioni strumentali per ostacolare, intimidire o limitare indebitamente l'esercizio della libertà di stampa. Il fatto che il Governo abbia deciso di non inserire nel testo originario questa direttiva per noi non è un elemento di serenità. Rircordiamo che questo governo ha il record di mancate conferenze stampa da parte del Consiglio dei Ministri. Il rapporto con la stampa di questo governo non sembra essere dei più lineari e dei più aperti. Se a questo aggiungiamo il fatto che la direttiva non sia stata inserita nel testo, il tutto è un elemento di grande preoccupazione. È un tema che va affrontato con grande serietà e senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, ma deve restare fermo il punto che la direttiva europea va recepita subito, anche per evitare di incorrere in procedure d'infrazione.
Chiediamo dunque al governo e alla maggioranza l'apertura di un confronto anche alla luce dei dati che sono stati forniti che non possono non preoccupare tutte le forze politiche e l'opinione pubblica del nostro Paese. Alla luce di tutto questo auspichiamo che si possa aprire un varco e recepire subito la direttiva anti-Slapp nell'ordinamento del nostro Paese". Lo ha detto Piero De Luca, della presidenza del gruppo Pd alla Camera e capogruppo Pd in commissione Affari europei di Montecitorio, nel corso del suo intervento in commissione in cui è stato audito l'ordine dei giornalisti.
Domani alla Camera si parlerà degli strumenti per proteggere la stampa e i giornalisti dalle intimidazioni e dalle azioni legali abusive e vessatorie volte ad ottenere una sorta di censura per impedire di rendere pubbliche determinate informazioni". Fondamentale in questo senso la direttiva anti-Slapp su cui il Pd ha chiesto l’audizione dell’Ordine dei Giornalisti.
“È grave che il governo abbia deciso di non inserire la trasposizione di una direttiva del 2024 così importante, in scadenza tra pochi mesi, nella prossima legge di delegazione europea 2025 in discussione in Parlamento”, dichiara Piero De Luca capogruppo pd in commissione affari europei di Montecitorio, che ha richiesto il ciclo di audizioni, nel giorno dell’anniversario dell’omicidio per mano della camorra del giornalista Giancarlo Siani.
“Visto che la maggioranza è sorda a questi temi gli faremo sentire la voce dei professionisti dell’informazione e della comunicazione che stanno denunciando con forza questa grave assenza. Il Pd presenterà un apposito emendamento, perché questa direttiva sia immediatamente recepita dal nostro Paese senza aspettare oltre, per evitare il rischio di non adeguare il nostro ordinamento alle sue norme entro i termini previsti”, aggiunge De Luca.
"A quarant’anni dalla sua tragica uccisione per mano della camorra, ricordiamo Giancarlo Siani come simbolo luminoso di impegno civile, coraggio giornalistico e lotta per la verità. Aveva solo 26 anni, ma una straordinaria determinazione nel raccontare ciò che molti volevano tenere nascosto: i legami tra criminalità organizzata e potere, le storture di un sistema che strangolava la sua terra". Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in bicamerale questioni regionali, in occasione dell’anniversario dell’omicidio del giovane cronista de ‘Il Mattino’, assassinato dalla camorra il 23 settembre 1985.
"È dovere delle istituzioni – continua l’esponente dem - della politica e della società civile continuare a coltivare e a diffondere la sua eredità morale. Ogni giorno, nei luoghi della formazione, nei quartieri più esposti alla violenza e all’illegalità, dobbiamo ribadire che l’informazione libera, il senso delle istituzioni e la giustizia sociale sono le basi su cui si fonda la nostra democrazia che, mai come oggi, ha bisogno di esempi”. “E ricordare Siani significa continuare a batterci contro ogni forma di violenza, censura, manipolazione e intimidazione della stampa, e rafforzare una cultura della legalità che parta dai giovani", conclude De Luca.
“L’Europa nasce per la Pace e rappresenta l'unica vera garanzia di sicurezza, stabilità, crescita e benessere, difesa delle nostre democrazie e dei nostri diritti, in un momento storico così difficile e delicato". Lo ha dichiarato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee alla camera, che ha partecipato all’evento “La forza degli Stati Uniti d’Europa” alla Stazione Marittima di Napoli.
"Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono state un forte richiamo alla responsabilità e alla serietà. Oggi siamo dinanzi a un passaggio storico che impone uno sforzo collettivo di maturità. Bisogna rafforzare l'integrazione europea per difendere al meglio gli interessi dei nostri cittadini. L'opposto di quello che sta facendo la destra. Ed invito poi tutte le forze politiche ad abbassare i toni: alcune dichiarazioni ascoltate in queste ore da membri del Governo sono per noi inaccettabili. Il dibattito politico va riportato entro canali di confronto su valori, contenuti, programmi e idee, ma sempre nel merito".
Sul piano nazionale, De Luca non nasconde “profonda delusione per le politiche del governo Meloni”, giudicate insufficienti su lavoro, sanità e sviluppo. Il PNRR, ha ricordato, rappresenta una nuova Europa della solidarietà, costruita insieme. Con il governo Conte II e con il campo progressista abbiamo ottenuto risultati straordinari, come il Next Generation Europe e il PNRR destinato per il 40% delle risorse al Mezzogiorno. Questo deve essere il punto di partenza per il lavoro programmatico da portare avanti anche in Campania”.
Un richiamo, infine, alla necessità di accelerare sull’attuazione: “I dati sulla spesa del PNRR sono drammatici e segnalano un ritardo pericoloso, che rischia di penalizzare soprattutto il Sud. È una responsabilità che non possiamo eludere. Se fallisce il Piano fallisce anche la possibilità di renderlo strutturale in futuro”, conclude De Luca.
“Le parole della Presidente Meloni sul Sud sono ancora una volta improntati ad una propaganda del tutto fuori luogo. I dati Istat non possono essere usati in maniera strumentale per giustificare e camuffare una realtà complessiva molto diversa purtroppo. Questo Governo si è rivelato finora nemico del Mezzogiorno. Anzitutto ha tagliato risorse fondamentali: 3,7 miliardi tolti al fondo perequativo infrastrutturale, oltre 1 miliardo sottratto al credito d'imposta della Zes Unica e relativa cancellazione del dimezzamento IRES per le nuove attività economiche, 5,3 miliardi venuti meno con la cancellazione di “Decontribuzione Sud”. Alla lista, che sarebbe ancora più lunga, aggiungiamo i ritardi drammatici nella spesa degli interventi PNRR, in settori strategici come infrastrutture, sanità, lavoro, istruzione, agricoltura, destinati in particolare al Sud. Senza considerare le numerose crisi industriali che non ricevono risposta e l'impoverimento reale delle famiglie per l'aumento drammatico del costo della vita e la riduzione costante dei salari reali. Altro che fine dell’assistenzialismo, il Governo sta mettendo fine al futuro del Mezzogiorno”. Lo dichiara Piero De Luca della presidenza del gruppo Pd alla Camera.
“D’altronde, l’antimeridionalismo è uno dei caratteri distintivi del programma di questo Governo e la Riforma sull’autonomia differenziata ne è la testimonianza più viva.
Questo progetto puntava a dividere e spaccare letteralmente in due l'Italia, cristallizzando per legge diseguaglianze e disparità oggi esistenti, violando il principio di unità, solidarietà e coesione nazionale, fondamento essenziale della nostra Costituzione.
Il Sud non ha bisogno di slogan su dati pur incoraggianti, che non riflettono però la reale condizione di vita nel Mezzogiorno – aggiunge De Luca – ma di un'attenzione concreta e di interventi strutturali seri per ridurre i divari e garantire pari opportunità a tutti i cittadini Non accettiamo narrazioni di comodo: il Mezzogiorno merita verità, non propaganda”.
“L’appello lanciato da Paolo Gentiloni insieme ad altre autorevoli personalità europee rappresenta un contributo importante che va nella giusta direzione ed andrebbe raccolto con decisione. Siamo di fronte a un bivio storico: o l’Unione Europea sceglie di rafforzarsi ulteriormente e procedere verso una maggiore integrazione, aprendo una nuova stagione di riforme politiche ed istituzionali, o rischia di diventare irrilevante di fronte alle sfide globali”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione affari europei.
“L’Europa è stata nei decenni un motore straordinario di pace, diritti e sviluppo economico. Ha garantito stabilità e benessere a generazioni di cittadini. Ma oggi il modello attuale non basta più. Il mondo è radicalmente cambiato e la competizione internazionale si gioca su terreni che richiedono una risposta ancora più unita e decisa. L'equità sociale, la crescita occupazionale, la difesa, la sicurezza energetica, la transizione verde e digitale, la gestione ordinata e solidale dei flussi migratori, la capacità di restare competitivi a livello industriale e tecnologico: nessuno di questi obiettivi può essere raggiunto con strumenti frammentati e logiche puramente nazionali. Per questo è indispensabile costruire un’Europa più integrata e politicamente coesa, in grado di parlare con una voce sola e di essere davvero protagonista a livello internazionale. Non è in gioco solo il futuro delle istituzioni UE: è in gioco la possibilità di continuare a garantire pace, diritti, democrazia e il nostro modello sociale di welfare. Ci auguriamo che già dal prossimo discorso sullo Stato dell’Unione la Presidente Ursula Von der Leyen sappia dare un segnale forte e netto in questa direzione, indicando la strada di una nuova fase costituente per l’UE. Perché l’Europa, oggi più che mai, non è solo il nostro passato: è la nostra casa comune, il nostro futuro, ed è la condizione necessaria per difendere al meglio i nostri cittadini”.
“La diffusione vergognosa di immagini rubate di donne, anche minorenni, su piattaforme che lucrano in modo barbaro umiliando, offendendo e calpestandone la dignità, violandone senza consenso l'intimità, è l’ennesima dimostrazione di una cultura tossica, sessista che si diffonde anche on line. Si tratta di reati gravissimi, di revenge porn, di istigazione all'odio e violenza, che vanno trattati e e perseguiti come tali", lo dichiara il deputato Pd Piero De Luca, capogruppo in Commissione Affari europei.
“Esprimiamo piena vicinanza e solidarietà alle vittime. Dobbiamo però reagire tutti con forza. Servono risposte concrete. Tra queste, sarebbe importante la soluzione contenuta nella proposta di legge del Pd a mia prima firma per contrastare i contenuti illegali in rete, come azioni di odio, volte a umiliare la dignità, la personalità e la libertà delle persone. Va introdotto l’obbligo di identità digitale per gli utenti. L’anonimato non può più essere lo scudo dietro cui si nascondono vigliacchi che alimentato come in questo caso l’odio, l'aggressione e la mercificazione del corpo femminile."
“La proposta di legge, aggiunge il dem, mira a prevedere specifiche procedure per responsabilizzare le piattaforme e i siti internet, prevenendo e bloccando in tempo reale la diffusione di contenuti degradanti illegali con strumenti di controllo e tracciabilità. Stop all’anonimato online, ma anche educazione digitale in particolare nelle scuole per un uso rispettoso, dignitoso, consapevole e corretto della rete. È auspicabile il sostegno di tutte le forze politiche per una rapida calendarizzazione e discussione in Parlamento. È una battaglia culturale e giuridica che ci riguarda tutti. Non possiamo più voltarci dall’altra parte di fronte a questa barbarie” così il capogruppo democratico in commissione affari europei della camera, Piero De Luca.
“Le parole pronunciate oggi dalla presidente Meloni al Meeting di Rimini sono il segno di un’ambiguità politica evidente che rischia di indebolire ancora di più la posizione dell’Italia in Europa.” Così Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione Politiche europee, commenta le dichiarazioni della premier sulla presunta irrilevanza geopolitica dell’Unione europea.
“Il discorso pronunciato è paradossale e contraddittorio rispetto alle azioni messe in campo negli anni passati all'opposizione ed oggi al governo del Paese, volte ad ostacolare ogni reale passo in avanti verso una maggiore integrazione europea con ulteriori cessioni di sovranità da parte degli Stati membri. Meloni cita Draghi, ma ne strumentalizza il messaggio: Draghi invoca un’Europa più unita, più forte, più autonoma. Meloni ha sempre sostenuto l’opposto e ha sempre lavorato per un’Europa in tono minore, debole, frammentata. L’Europa ha consentito di avere circa 80 anni di pace, di costruire benessere e sviluppo, di affrontare la pandemia, di difendere valori essenziali di democrazia, diritti fondamentali e libertà. Va rafforzata sempre di più l'integrazione per affrontare da protagonista le sfide geopolitiche, economiche e sociali del nostro tempo. Ma è l'opposto di ciò che vuole la Premier e tutta la destra sovranista antieuropeista.
“Se Meloni è davvero convinta che l’Europa debba riscoprire e rilanciare il proprio ruolo nel mondo, cominci col sostenere le proposte di riforma presentate da Mario Draghi e quelle elaborate da noi democratici, a partire da maggiori investimenti comuni nei settori strategici sul modello del Next Generation EU. Perché non si può citare Draghi al mattino e poi inseguire posizioni sovraniste e Trump la sera.”
“Anche in questa occasione Mario Draghi indica un percorso pienamente condivisibile per il futuro dell'UE. Non possiamo restare fermi e accontentarci di quanto raggiunto finora. Le sfide geopolitiche, economiche e sociali del nostro tempo richiedono più coraggio e un ulteriore passo in avanti nel processo di integrazione se vogliamo davvero difendere in futuro i valori fondanti europei di pace, democrazia, libertà, equità, benessere. Più debito comune per investimenti strategici congiunti in ricerca, sviluppo, tecnologie e difesa, più unità nel pilastro sanitario, sociale, e nelle sfide delle transizioni ambientali e digitali, ma anche riforme istituzionali per rafforzare l'efficacia delle scelte e l'autorevolezza internazionale dell'Europa. Il ritorno al passato verso nuovi sovranismi nazionali sarebbe un errore storico. Ma bisogna andare avanti con determinazione per poter giocare davvero un ruolo da protagonisti e non da semplici spettatori nel mondo attuale”.
Così il capogruppo Pd in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca.