“Il Partito Democratico ribadisce il proprio impegno a difesa della libertà di informazione e delle giornaliste e dei giornalisti che quotidianamente svolgono un ruolo fondamentale per la democrazia. Ricordiamo che, con un emendamento a mia prima firma, come PD abbiamo chiesto al Parlamento di recepire quanto prima la direttiva europea contro le querele temerarie di carattere intimidatorio rivolte ai cronisti. Per mesi la destra ha scelto di ignorare questa esigenza, voltandosi dall’altra parte di fronte a un tema cruciale per la tutela dell’informazione libera. Solo negli ultimi giorni il governo ha finalmente dato il via libera a una nostra proposta di modifica dell’ordinamento, volta a rafforzare le protezioni per i giornalisti. Un passo avanti importante, che deve però tradursi rapidamente in norme efficaci e pienamente operative. Il Partito Democratico continuerà a battersi perché ogni forma di intimidazione giudiziaria venga contrastata con strumenti chiari, certi eunzionanti”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione affari europei, a 4 di Sera su Rete4
“Mi pare che le elezioni regionali abbiano prodotto un contraccolpo evidente dentro la maggioranza. Noi, come Partito Democratico, siamo molto soddisfatti del risultato complessivo: il PD ha conquistato 3,2 milioni di voti, contro i 2,5 milioni di Fratelli d’Italia. Solo due Regioni hanno cambiato guida politica, l’Umbria e la Sardegna, passando dal centrodestra al centrosinistra. E nelle sei Regioni andate al voto in autunno il centrosinistra ha superato complessivamente i 300 mila voti in più. È un segnale importante: conferma il valore del percorso di unità che la segretaria Elly Schlein sta portando avanti, perché quando il centrosinistra si presenta ampio, coeso e radicato sui temi e sui programmi, è competitivo e vince. Ma un messaggio di forte opposizione è arrivato anche al Governo a livello nazionale, perché la destra ha politicizzato queste elezioni. Non è un caso che, soprattutto dopo le ultime tornate penso alla Campania, dove la maggioranza ha persino candidato un viceministro trasformando la campagna in una sorta di passerella, si sia vista un’improvvisa accelerazione sulle riforme. Invece di proporre una modifica della legge di bilancio la destra parla di modifica della legge elettorale. Una scelta che sembra più una reazione alla sconfitta e alla preoccupazione di perdere le elezioni con il quadro attuale. Questo è inaccettabile. Le riforme, soprattutto quelle elettorali, non si fanno per ragioni o interessi di parte”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Pd in Campania, a Tagadà su La7.
"La guerra è la conseguenza di un'aggressione ingiustificata e inammissibile da parte di Putin. Questo deve essere chiaro, senza revisionismi o giustificazioni. La pace non può essere una resa incondizionata. Non possiamo accettare né confronti puramente bilaterali né che la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina vengano irragionevolmente sacrificate in nome di un accordo sbagliato, che minerebbe la sicurezza di tutta l'Europa." Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione affari europei, all'Aria Che Tira su La7.
"Nonostante le difficoltà, ha aggiunto, l'Europa ha fatto fare dei passi avanti importanti alla prima proposta di Trump che era irricevibile per vari aspetti. Questo grazie all'iniziativa dei volenterosi e dei leader che hanno dimostrato attenzione alla difesa dei princìpi democratici, alla stabilità e al futuro stesso dell'Ucraina." De Luca ha, infine, denunciato le divisioni interne al governo italiano, che stanno minando la credibilità e l'autorevolezza del paese in ambito internazionale. "Abbiamo un governo spaccato, con un'ala filo-putiniana che indebolisce la nostra posizione in Europa e a livello internazionale, con la Premier che prova a fare da pontiere tra le sponde dell'Atlantico ma finisce per fare sempre da portabandiera di Trump. Il nostro impegno deve rimanere chiaro", ha concluso De Luca, "la guerra non può finire con la resa dell'Ucraina, ma con una pace giusta, sicura e duratura."
Abbiamo vinto! Siamo molto soddisfatti”, lo afferma su Facebook Piero De Luca, deputato e segretario del PD Campania, commentando l’elezione di Roberto Fico a Presidente della Regione.
“Sono congratulazioni e auguri di buon lavoro a Roberto Fico, nuovo Presidente della Regione Campania. Una vittoria netta che premia il lavoro politico e il buon governo dell'amministrazione regionale in questi 10 anni”.
De Luca sottolinea anche “lo sforzo unitario del Partito Democratico e dell'intera coalizione progressista”, ricordando che il risultato “ci dà fiducia”. E aggiunge: “Dalla Campania e dalla Puglia, con l'elezione di Antonio Decaro come Presidente di Regione, arriva un messaggio forte e chiaro di opposizione a un governo di destra che ha fortemente politicizzato la competizione, un governo nemico del Mezzogiorno e dannoso per l'intero Paese”.
L’esponente dem rivolge inoltre “un abbraccio a Giovanni Manildo per la generosità dell'impegno profuso in Veneto”, segnando l’unità del campo progressista anche nelle regioni dove l’esito è stato diverso. “Dal risultato di queste elezioni regionali parte la sfida per costruire un'alternativa di governo credibile e seria alla destra a livello nazionale”, prosegue De Luca, indicando il percorso che si apre dopo il voto. “La strada è quella giusta. Avanti insieme, con determinazione, verso le prossime elezioni politiche del 2027”, conclude.
“Chiederemo conto nelle sedi opportune dell’utilizzo degli uffici ministeriali per finalità politiche da parte del ministro Giuli. I comunicati diffusi oggi dall’Ufficio stampa del Ministero della Cultura, che invitano espressamente al voto per il candidato Cirielli, sono un fatto gravissimo, che non può passare inosservato.
Il ministro Giuli dovrà rendere conto di quanto accaduto. È inaccettabile che uffici pubblici, finanziati dai cittadini per svolgere funzioni istituzionali, vengano piegati a fini di propaganda politica. Un episodio che solleva interrogativi profondi sul rispetto delle regole e sull’autonomia della macchina pubblica” così una nota del deputato e segretario del Pd Campano, Piero De Luca.
“Ogni iniziativa credibile per fermare la guerra in Ucraina deve partire da un principio chiaro: non esiste una soluzione sostenibile di pace vera, sicura, e stabile senza il pieno coinvolgimento e la piena condivisione dell’Unione Europea e, soprattutto, dell’Ucraina”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione affari europei
“L’Europa, sottolinea, ha assunto responsabilità decisive in questi mesi, sia sul piano delle sanzioni sia sul sostegno politico, economico e militare a Kiev. È quindi indispensabile che sia protagonista anche nella definizione di qualsiasi scenario negoziale, che incide sul suo futuro. E soprattutto non possiamo permettere che si immaginino accordi calati dall’alto o costruiti senza l’interlocuzione diretta dell’Ucraina, che è la nazione aggredita”.
“Il governo mantenga una linea chiara, coerente e priva di ambiguità, contribuendo a un’iniziativa diplomatica forte e unitaria dell’Unione, l’unica via per arrivare a un cessate il fuoco giusto e duraturo. L’obiettivo è la pace, conclude, ma una pace che garantisca sicurezza, libertà e sovranità all’Ucraina. Nessuno può decidere il futuro del Paese senza Kiev e senza l’Europa al tavolo negoziale”.
“Mentre il governo si inventa complotti immaginari, tira fuori dal cilindro l’ennesima presa in giro del condono e sopravvive della solita propaganda quotidiana, le famiglie italiane sono alle prese con un’inflazione drammatica che decurta il valore reale di salari e stipendi e fa volare i costi dei prodotti nei supermercati. Chiediamo alla destra un sussulto di dignità. Il governo e la maggioranza si rendano con conto che il Paese sta vivendo una fase drammatica, con un’economia che sarebbe in recessione senza il Pnrr che non hanno mai sostenuto. Servono risposte concrete. Il Partito Democratico è pronto a dare il suo contributo già nella manovra di bilancio. Vengano in Parlamento e approvino i nostri emendamenti per riscrivere radicalmente una manovra di austerity che ad oggi rischia di peggiorare gravemente le condizioni di vita degli italiani”.
Così il capogruppo Pd in commissione Politiche europee e segretario dem in Campania, Piero De Luca.
“Ogni iniziativa credibile per fermare la guerra in Ucraina deve partire da un principio chiaro: non esiste una soluzione sostenibile di pace vera, sicura, e stabile senza il pieno coinvolgimento e la piena condivisione dell’Unione Europea e, soprattutto, dell’Ucraina”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione affari europei
“L’Europa, sottolinea, ha assunto responsabilità decisive in questi mesi, sia sul piano delle sanzioni sia sul sostegno politico, economico e militare a Kiev. È quindi indispensabile che sia protagonista anche nella definizione di qualsiasi scenario negoziale, che incide sul suo futuro. E soprattutto non possiamo permettere che si immaginino accordi calati dall’alto o costruiti senza l’interlocuzione diretta dell’Ucraina, che è la nazione aggredita”.
“Il governo mantenga una linea chiara, coerente e priva di ambiguità, contribuendo a un’iniziativa diplomatica forte e unitaria dell’Unione, l’unica via per arrivare a un cessate il fuoco giusto e duraturo. L’obiettivo è la pace, conclude, ma una pace che garantisca sicurezza, libertà e sovranità all’Ucraina. Nessuno può decidere il futuro del Paese senza Kiev e senza l’Europa al tavolo negoziale”.
"Oggi, mentre il governo Meloni continua a fare marcia indietro su se stesso, si fa sempre più evidente la crisi di leadership e di coesione all'interno della sua stessa maggioranza. Le turbolenze politiche sono ormai all'ordine del giorno, con vertici che si susseguono a ritmo frenetico, accordi che sembrano sfuggire di mano, e un numero esorbitante di proposte emendative depositate dalla stessa maggioranza che rendono la legge di bilancio più simile a un cantiere in perenne costruzione che a una manovra economica strutturata". Lo dichiara Piero De Luca, deputato e capogruppo PD commissione politiche UE.
"Eppure, nonostante il caos che regna a Palazzo Chigi, prosegue il dem, c'è una costante: sulle tasse così come su sanatorie e condoni, semmai lanciati per pura propaganda elettorale, la destra è perfettamente allineata. Ad oggi tra emendamenti di maggioranza e pezzi ancora in piedi, restano solo queste coordinate certe.
Il dato di fatto è che il governo non riesce a dare risposte ai problemi delle famiglie e il nostro Paese non cresce. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), fortemente osteggiato dalla destra, oggi è l'unica risorsa che ci ha impedito di sprofondare e andare in recessione. Eppure i ritardi nella spesa stanno producendo modesti tassi di crescita, che ci collocano agli ultimi posti in Europa.La verità è che il governo non ha nessuna visione per il Paese, se non quella di un equilibrio instabile che, giorno dopo giorno, mostra tutta la sua fragilità".
“I dati diffusi da Milena Gabanelli sul Corriere della Sera delineano una realtà allarmante: aumento dei furti (+3 %), delle violenze sessuali (+7,5 %) e delle rapine (+1,8 %) nel 2024 rispetto all’anno precedente.
Allo stesso tempo, emerge che le forze dell’ordine risultano cronicamente sottodimensionate: la Polizia di Stato ha un’organico mancante di oltre 11.000 unità e analoghe lacune riguardano anche i Carabinieri e la Guardia di Finanza.
Non è più accettabile che le nuove fattispecie di reato vengano contrabbandate per misure di sicurezza effettiva, quando poi mancano le risorse operative e gli strumenti applicativi.
Il Governo dovrebbe presentare un Piano Nazionale serio e strutturale di rafforzamento della sicurezza urbana: più forze dell'ordine, vigili, più tecnologia, più investimenti di riqualificazione urbana nelle aree a rischio, più reti sociali, culturali e di formazione per un lavoro serio di prevenzione che manca completamente.
Il governo metta da parte la propaganda securitaria che si rivela vuota ed inefficace, e inizi ad occuparsi davvero di come rendere più sicure le condizioni di vita dei cittadini nei nostri quartieri ”. Lo dichiara Piero De Luca della presidenza del gruppo Pd alla Camera.
“Sul condono proposto dalla destra in manovra vorrei essere molto chiaro e netto: ci troviamo davanti a un’operazione vergognosa di una maggioranza che, in assenza totale di risultati e di proposte per il futuro del Paese, continua a lanciare solo armi di distrazione di massa. Dopo sceneggiate e polemiche quotidiane, ora arriva l’ennesima trovata: un condono che ha tutte le caratteristiche di un baratto politico-elettorale, ma che è solo una grande presa in giro ai nostri cittadini". Lo ha detto Piero De Luca, deputato e segretario regionale Pd Campania, a 4 di Sera su Rete 4
"È una misura che non vedrà ma la luce per almeno tre ragioni. Primo. La Presidente del Consiglio aveva pubblicamente dichiarato che non avrebbe mai più promosso condoni. Aveva promesso quindici miliardi per un vero piano casa scomparso.
Secondo. Sono la destra è divisa perfino al suo interno: lo stesso Tajani ha contestato apertamente la misura.
Terzo. La destra ha governato per anni, dal 2010 al 2015 in Campania, e in altre fasi anche a livello nazionale, senza mai proporre nulla di simile. Solo oggi, tirano fuori un condono. Mi pare chiara la volontà di prendersi gioco dei cittadini. Smettiamola. È ora di governare seriamente, non di prendere in giro gli italiani. Il Paese ha bisogno di investimenti, di politiche per la casa vere, di sviluppo e lavoro. Non di propaganda e, soprattutto, non di condoni elettorali.” Così ha concluso De Luca
“Abbiamo depositato un emendamento sia dl Economia alla Camera che al ddl di Bilancio al Senato per affrontare una criticità ormai evidente causata dal Governo: non essendo possibili ulteriori proroghe del PNRR e con una spesa delle risorse ferma ancora intorno al 40%, il Paese rischia di non riuscire a completare numerosi interventi.
Mentre il Governo alimenta un dibattito confuso e continua a scaricare responsabilità su sindaci, regioni e amministrazioni locali, è in corso la trattativa con la Commissione Europea per una nuova revisione del Piano, che comporterà ulteriori e non precisati definanziamenti. Una prospettiva che desta forte preoccupazione.Per questo, nel nostro emendamento chiediamo che l’Esecutivo e la maggioranza garantiscano la copertura degli interventi del PNRR che non saranno realizzati entro il termine previsto, stanziando risorse nazionali adeguate e incrementando il Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC). Non possiamo permetterci di perdere neppure un progetto o un finanziamento strategico per i territori.
Foti chiarisca una volta per tutte come intende mettere a terra tutti i progetti e gli investimenti rimasti indietro e dimostri concretamente di voler sostenere l’attuazione del PNRR, nonostante i ritardi accumulati. Se davvero ha la volontà di portare a termine le opere previste, sostenga la nostra proposta e garantisca subito le coperture necessarie”.
“Con la legge di bilancio il governo Meloni infligge un nuovo colpo durissimo al Mezzogiorno. Si tagliano in particolare 2 miliardi e 400 milioni al Fondo per lo sviluppo e la coesione. È un impatto rilevante e negativo su investimenti fondamentali per infrastrutture, politiche sociali, riqualificazione urbana e ambientale. È l’ennesimo attacco al Sud”. Lo denuncia il deputato Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in commissione Affari europei.
L’esponente dem sottolinea come “la presidente Meloni parla di una manovra per il Sud, ma evidentemente non l’ha letta: non solo vengono tagliati 2,4 miliardi al Fondo sviluppo e coesione, ma anche le risorse per la Zes unica, che passano da 2,3 miliardi nel 2026 a soli 750 milioni nel 2028. Si riduce così drasticamente il sostegno a imprese e investimenti in aree che avrebbero invece bisogno di crescita e di sviluppo economico”.
“Questi tagli si aggiungono ai 3,7 miliardi cancellati dal Fondo per la perequazione infrastrutturale e ai 5 miliardi tolti alla decontribuzione Sud. È un governo che si conferma, ancora una volta, anti-meridionalista e contrario ai principi di solidarietà nazionale. Bisogna tornare alla logica del Next Generation EU, che destinava il 40 pe cento delle risorse al Sud per potenziare infrastrutture, servizi, nidi e ospedali di comunità. Solo investendo nel Mezzogiorno – conclude De Luca – si può unire davvero l’Italia e rendere l'intero Paese più competitivo e coeso”.
“È gravissimo che il ministro Giuli prosegua con la lottizzazione politica degli organi che dovrebbero guidare con terzietà e competenza le istituzioni culturali italiane. La nomina del coordinatore di Fratelli d’Italia di Cava de’ Tirreni, Gianpio De Rosa, e dell’ex deputato di Alleanza Nazionale, Luciano Schifone, nel Consiglio di amministrazione della Direzione regionale dei Musei nazionali della Campania è un atto eclatante e inaccettabile. Così come lo era la nomina di pochi giorni fa del dirigente di Fdi napoletano, Luigi Rispolo nel Cda dei Musei del Vomero”. Lo dichiara il deputato democratico e segretario regionale del PD Campania, Piero De Luca. “È scandaloso l'utilizzo di incarichi pubblici per finalità politiche e di parte. Ci chiediamo quali competenze culturali abbiano queste persone per ricoprire ruoli così importanti, che dovrebbero essere assegnati sulla base della professionalità, non dell’appartenenza politica. Il patrimonio culturale della Campania e dell’Italia non può diventare terreno di scambio o di propaganda. Il Ministro Giuli fermi immediatamente questa deriva e restituisca credibilità alla gestione delle nostre istituzioni culturali.”
“Altro che manovra a misura di Sud! Le parole della Presidente Meloni sono l’ennesimo esercizio di propaganda vuota e falsa di un Governo che nei fatti sta smantellando ogni politica di sviluppo e coesione per il Mezzogiorno. I numeri del disastro fatto finora parlano chiaro: 3,7 miliardi di euro tagliati ai fondi per la perequazione infrastrutturale, oltre 5 miliardi tolti alla decontribuzione per il lavoro al Sud. La manovra va oltre. Secondo le ultime stime riportate dal Sole 24 Ore e dalla Svimez, si cancellano oltre 2,4 miliardi di euro al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione destinato alle regioni del Mezzogiorno. Sulle Zone Economiche Speciali poi assistiamo ad un capolavoro. Per questa misura tanto sbandierata, ricordiamo alla Premier che le risorse stanziate ammontano a 2,3 miliardi di euro per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028. Ci sembrano altri tagli dunque. Mentre Meloni si vanta di “superare l’assistenzialismo”, nella realtà priva i nostri territori degli strumenti essenziali per lavoratori, giovani e imprese così da competere ad armi pari. È una contraddizione vergognosa. Questa non è una manovra a misura di Sud: è l'ennesimo attacco al Sud. Noi continueremo a batterci, in Parlamento e nel Paese, perché il Sud non sia più trattato come un'area da abbandonare, ma come una risorsa strategica per l’Italia intera”.