"Oggi, mentre il governo Meloni continua a fare marcia indietro su se stesso, si fa sempre più evidente la crisi di leadership e di coesione all'interno della sua stessa maggioranza. Le turbolenze politiche sono ormai all'ordine del giorno, con vertici che si susseguono a ritmo frenetico, accordi che sembrano sfuggire di mano, e un numero esorbitante di proposte emendative depositate dalla stessa maggioranza che rendono la legge di bilancio più simile a un cantiere in perenne costruzione che a una manovra economica strutturata". Lo dichiara Piero De Luca, deputato e capogruppo PD commissione politiche UE.
"Eppure, nonostante il caos che regna a Palazzo Chigi, prosegue il dem, c'è una costante: sulle tasse così come su sanatorie e condoni, semmai lanciati per pura propaganda elettorale, la destra è perfettamente allineata. Ad oggi tra emendamenti di maggioranza e pezzi ancora in piedi, restano solo queste coordinate certe.
Il dato di fatto è che il governo non riesce a dare risposte ai problemi delle famiglie e il nostro Paese non cresce. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), fortemente osteggiato dalla destra, oggi è l'unica risorsa che ci ha impedito di sprofondare e andare in recessione. Eppure i ritardi nella spesa stanno producendo modesti tassi di crescita, che ci collocano agli ultimi posti in Europa.La verità è che il governo non ha nessuna visione per il Paese, se non quella di un equilibrio instabile che, giorno dopo giorno, mostra tutta la sua fragilità".
“I dati diffusi da Milena Gabanelli sul Corriere della Sera delineano una realtà allarmante: aumento dei furti (+3 %), delle violenze sessuali (+7,5 %) e delle rapine (+1,8 %) nel 2024 rispetto all’anno precedente.
Allo stesso tempo, emerge che le forze dell’ordine risultano cronicamente sottodimensionate: la Polizia di Stato ha un’organico mancante di oltre 11.000 unità e analoghe lacune riguardano anche i Carabinieri e la Guardia di Finanza.
Non è più accettabile che le nuove fattispecie di reato vengano contrabbandate per misure di sicurezza effettiva, quando poi mancano le risorse operative e gli strumenti applicativi.
Il Governo dovrebbe presentare un Piano Nazionale serio e strutturale di rafforzamento della sicurezza urbana: più forze dell'ordine, vigili, più tecnologia, più investimenti di riqualificazione urbana nelle aree a rischio, più reti sociali, culturali e di formazione per un lavoro serio di prevenzione che manca completamente.
Il governo metta da parte la propaganda securitaria che si rivela vuota ed inefficace, e inizi ad occuparsi davvero di come rendere più sicure le condizioni di vita dei cittadini nei nostri quartieri ”. Lo dichiara Piero De Luca della presidenza del gruppo Pd alla Camera.
“Sul condono proposto dalla destra in manovra vorrei essere molto chiaro e netto: ci troviamo davanti a un’operazione vergognosa di una maggioranza che, in assenza totale di risultati e di proposte per il futuro del Paese, continua a lanciare solo armi di distrazione di massa. Dopo sceneggiate e polemiche quotidiane, ora arriva l’ennesima trovata: un condono che ha tutte le caratteristiche di un baratto politico-elettorale, ma che è solo una grande presa in giro ai nostri cittadini". Lo ha detto Piero De Luca, deputato e segretario regionale Pd Campania, a 4 di Sera su Rete 4
"È una misura che non vedrà ma la luce per almeno tre ragioni. Primo. La Presidente del Consiglio aveva pubblicamente dichiarato che non avrebbe mai più promosso condoni. Aveva promesso quindici miliardi per un vero piano casa scomparso.
Secondo. Sono la destra è divisa perfino al suo interno: lo stesso Tajani ha contestato apertamente la misura.
Terzo. La destra ha governato per anni, dal 2010 al 2015 in Campania, e in altre fasi anche a livello nazionale, senza mai proporre nulla di simile. Solo oggi, tirano fuori un condono. Mi pare chiara la volontà di prendersi gioco dei cittadini. Smettiamola. È ora di governare seriamente, non di prendere in giro gli italiani. Il Paese ha bisogno di investimenti, di politiche per la casa vere, di sviluppo e lavoro. Non di propaganda e, soprattutto, non di condoni elettorali.” Così ha concluso De Luca
“Abbiamo depositato un emendamento sia dl Economia alla Camera che al ddl di Bilancio al Senato per affrontare una criticità ormai evidente causata dal Governo: non essendo possibili ulteriori proroghe del PNRR e con una spesa delle risorse ferma ancora intorno al 40%, il Paese rischia di non riuscire a completare numerosi interventi.
Mentre il Governo alimenta un dibattito confuso e continua a scaricare responsabilità su sindaci, regioni e amministrazioni locali, è in corso la trattativa con la Commissione Europea per una nuova revisione del Piano, che comporterà ulteriori e non precisati definanziamenti. Una prospettiva che desta forte preoccupazione.Per questo, nel nostro emendamento chiediamo che l’Esecutivo e la maggioranza garantiscano la copertura degli interventi del PNRR che non saranno realizzati entro il termine previsto, stanziando risorse nazionali adeguate e incrementando il Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC). Non possiamo permetterci di perdere neppure un progetto o un finanziamento strategico per i territori.
Foti chiarisca una volta per tutte come intende mettere a terra tutti i progetti e gli investimenti rimasti indietro e dimostri concretamente di voler sostenere l’attuazione del PNRR, nonostante i ritardi accumulati. Se davvero ha la volontà di portare a termine le opere previste, sostenga la nostra proposta e garantisca subito le coperture necessarie”.
“Con la legge di bilancio il governo Meloni infligge un nuovo colpo durissimo al Mezzogiorno. Si tagliano in particolare 2 miliardi e 400 milioni al Fondo per lo sviluppo e la coesione. È un impatto rilevante e negativo su investimenti fondamentali per infrastrutture, politiche sociali, riqualificazione urbana e ambientale. È l’ennesimo attacco al Sud”. Lo denuncia il deputato Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in commissione Affari europei.
L’esponente dem sottolinea come “la presidente Meloni parla di una manovra per il Sud, ma evidentemente non l’ha letta: non solo vengono tagliati 2,4 miliardi al Fondo sviluppo e coesione, ma anche le risorse per la Zes unica, che passano da 2,3 miliardi nel 2026 a soli 750 milioni nel 2028. Si riduce così drasticamente il sostegno a imprese e investimenti in aree che avrebbero invece bisogno di crescita e di sviluppo economico”.
“Questi tagli si aggiungono ai 3,7 miliardi cancellati dal Fondo per la perequazione infrastrutturale e ai 5 miliardi tolti alla decontribuzione Sud. È un governo che si conferma, ancora una volta, anti-meridionalista e contrario ai principi di solidarietà nazionale. Bisogna tornare alla logica del Next Generation EU, che destinava il 40 pe cento delle risorse al Sud per potenziare infrastrutture, servizi, nidi e ospedali di comunità. Solo investendo nel Mezzogiorno – conclude De Luca – si può unire davvero l’Italia e rendere l'intero Paese più competitivo e coeso”.
“È gravissimo che il ministro Giuli prosegua con la lottizzazione politica degli organi che dovrebbero guidare con terzietà e competenza le istituzioni culturali italiane. La nomina del coordinatore di Fratelli d’Italia di Cava de’ Tirreni, Gianpio De Rosa, e dell’ex deputato di Alleanza Nazionale, Luciano Schifone, nel Consiglio di amministrazione della Direzione regionale dei Musei nazionali della Campania è un atto eclatante e inaccettabile. Così come lo era la nomina di pochi giorni fa del dirigente di Fdi napoletano, Luigi Rispolo nel Cda dei Musei del Vomero”. Lo dichiara il deputato democratico e segretario regionale del PD Campania, Piero De Luca. “È scandaloso l'utilizzo di incarichi pubblici per finalità politiche e di parte. Ci chiediamo quali competenze culturali abbiano queste persone per ricoprire ruoli così importanti, che dovrebbero essere assegnati sulla base della professionalità, non dell’appartenenza politica. Il patrimonio culturale della Campania e dell’Italia non può diventare terreno di scambio o di propaganda. Il Ministro Giuli fermi immediatamente questa deriva e restituisca credibilità alla gestione delle nostre istituzioni culturali.”
“Altro che manovra a misura di Sud! Le parole della Presidente Meloni sono l’ennesimo esercizio di propaganda vuota e falsa di un Governo che nei fatti sta smantellando ogni politica di sviluppo e coesione per il Mezzogiorno. I numeri del disastro fatto finora parlano chiaro: 3,7 miliardi di euro tagliati ai fondi per la perequazione infrastrutturale, oltre 5 miliardi tolti alla decontribuzione per il lavoro al Sud. La manovra va oltre. Secondo le ultime stime riportate dal Sole 24 Ore e dalla Svimez, si cancellano oltre 2,4 miliardi di euro al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione destinato alle regioni del Mezzogiorno. Sulle Zone Economiche Speciali poi assistiamo ad un capolavoro. Per questa misura tanto sbandierata, ricordiamo alla Premier che le risorse stanziate ammontano a 2,3 miliardi di euro per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028. Ci sembrano altri tagli dunque. Mentre Meloni si vanta di “superare l’assistenzialismo”, nella realtà priva i nostri territori degli strumenti essenziali per lavoratori, giovani e imprese così da competere ad armi pari. È una contraddizione vergognosa. Questa non è una manovra a misura di Sud: è l'ennesimo attacco al Sud. Noi continueremo a batterci, in Parlamento e nel Paese, perché il Sud non sia più trattato come un'area da abbandonare, ma come una risorsa strategica per l’Italia intera”.
“Le parole del senatore Borghi sul MES sono uno scandalo sulla pelle degli italiani. Altro che vendere le quote del Mes: l’unica cosa da fare, con responsabilità e buon senso, è ratificare subito la riforma del Trattato. Siamo l’unico Paese in Europa a non averlo ancora fatto: un ritardo vergognoso che isola l’Italia, indebolisce la nostra credibilità e mette a rischio la stabilità finanziaria del continente.” Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari europei della Camera. “Per colpa della destra, l’Italia è l’unico Stato membro a non aver ratificato la riforma, bloccando l’entrata in vigore del MES e del suo strumento più innovativo, il ‘backstop’, che rafforza la tutela dei risparmiatori europei e italiani. Meloni e Borghi continuano a ingannare i cittadini con una narrazione ideologica e falsa. Invece di difendere l’interesse nazionale, stanno danneggiando la reputazione dell’Italia e privandola di uno strumento utile di sicurezza finanziaria. Basta con questa sceneggiata grottesca. Si metta fine alla propaganda e si calendarizzi subito la nostra proposta di legge per la ratifica del MES. L’Italia deve tornare ad essere protagonista in Europa, non fanalino di coda.”
“Il Governo continua a mostrare un atteggiamento ostile rispetto alla libertà di stampa. Il parere negativo espresso dal Ministro della Giustizia e il voto della maggioranza in Commissione contro l’inserimento della direttiva anti-Slapp nel diritto italiano rappresentano un fatto grave e preoccupante. Andremo avanti però. Non intendiamo fermarci: porteremo nuovamente in Aula il nostro emendamento per recepire al più presto la normativa europea che mira a proteggere giornalisti e operatori dell’informazione dalle querele pretestuose, spesso utilizzate come strumenti di intimidazione. La libertà di stampa è un valore fondamentale della democrazia e deve essere difesa dalla politica”.
Così Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Politiche dell’Unione Europea alla Camera, in merito alla legge di delegazione europea e al suo emendamento per il recepimento della direttiva anti-Slapp.
"Il PD sta incontrando tutte le parti sociali per un confronto costruttivo sulla situazione economica del Paese. Un dialogo che, se anche il governo avesse avviato, avrebbe probabilmente portato a una manovra economica molto diversa da quella proposta. Quella che il governo ha presentato non è altro che una legge di bilancio di austerity che, se da un lato può sembrare un espediente per "galleggiare", rischia di far affondare davvero l'Italia. È un tradimento delle promesse fatte a chi aveva votato per il cambiamento. Il governo aumenta le tasse, chiede sacrifici ai cittadini e riduce i servizi essenziali per le famiglie, senza però mettere in atto misure per favorire la crescita delle imprese". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e segretario regionale Pd Campania, questa mattina ad Agorà su Rai3.
"Tra le misure più gravi, il governo ha deciso di aumentare l'età pensionabile, annullando completamente opzione donna e quota 103 e facendo lievitare l'età pensionabile anche per le forze dell'ordine. Un passo indietro rispetto a quanto promesso in passato e una palese incoerenza con le critiche mosse dalla destra contro i governi precedenti, come quello di Monti e Fornero. Inoltre, vengono tagliate risorse vitali per la sanità, con il rischio che il settore scenda sotto il 6% del PIL nei prossimi anni, nonostante le promesse di potenziamento. Nessun intervento serio sulle assunzioni di nuovi medici, mentre la sanità continua a soffrire per la carenza di personale. Anche il trasporto pubblico locale viene penalizzato, con tagli che finiranno per gravare sulle famiglie e sulle imprese. La scuola, che dovrebbe essere una priorità per ogni governo, riceve tagli per seicento milioni di euro. E ancora, ribadisce il dem, non viene affrontato in modo adeguato il caro bollette e l'inflazione che ha ridotto il potere d'acquisto delle famiglie italiane. La riforma dell'Irpef è iniqua, perché penalizza chi ha meno e favorisce chi ha di più. In un momento di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo, è fondamentale che la politica agisca con equità e giustizia sociale, riequilibrando il sistema fiscale in favore di chi è più vulnerabile. In Parlamento, lavoreremo per modificare una manovra che tradisce gli italiani e non risponde alle reali necessità del Paese".
"È davvero squallido e ridicolo il post X sulla borseggiatrice pubblicato oggi da Salvini. Contento di donne incinte o con bimbi piccoli detenute in carcere. Questo è il vicepremier di un governo che, di fronte a un mandato di arresto internazionale nei confronti di un assassino e torturatore, invece di consegnarlo alla Corte Penale internazionale, lo ha rimandato in Libia con volo di Stato. Libia dove poi è stato arrestato. Di quale sicurezza parliamo? Questo è un governo che dopo tre anni di operato vede i reati e la criminalità crescere pericolosamente nei quartieri delle città. E mentre cresce la criminalità, il Governo ha tagliato fondi fondamentali per le politiche di prevenzione nelle comunità sui territori. È evidente che siamo di fronte a un Governo che fa propaganda sulla sicurezza, ma non è in grado di dare risposta ai problemi reali del Paese". Lo ha detto Piero De Luca, deputato del Pd e segretario regionale del Pd Campania, a Tagadà su La7.
"I dati sulla sicurezza nel nostro Paese sono impietosi. Lo confermano anche le elaborazioni pubblicate dal Sole 24 Ore, ma soprattutto lo confermano i cittadini, che ogni giorno vivono sulla propria pelle la percezione di un’Italia meno sicura: nei quartieri, nelle piazze, nei comuni di tutto il Paese. Forse la Presidente del Consiglio, che ormai sembra conoscere poco la realtà del territorio, non se ne accorge. Ma i numeri parlano chiaro: rispetto al 2023, nel 2024 i reati sono aumentati dell’1,7%. Crescono furti, estorsioni, episodi di violenza e rapine. Cresce l’allarme sociale, mentre la risposta del Governo è stata finora solo propaganda". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e segretario regionale del Pd Campania, a Tagadà su La7.
«Da Nordio uno schiaffo alla libertà di stampa». Così Piero De Luca, deputato democratico e capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari Europei della Camera, commenta la decisione del Governo di esprimere parere negativo all’emendamento del gruppo PD che proponeva di recepire subito, nell’ambito della discussione sulla legge di delegazione europea, la direttiva anti-SLAPP — la norma europea che tutela giornalisti e operatori dell’informazione dalle querele temerarie, spesso usate come strumenti di intimidazione per limitare la libertà di stampa.
«Il Ministro della Giustizia Nordio – spiega De Luca – per il tramite del sottosegretario Ostellari ha espresso parere contrario al recepimento della direttiva nell’ordinamento italiano».
«Una posizione – aggiunge De Luca – che si somma alle gravi parole pronunciate proprio oggi dal sottosegretario Fazzolari sulla volontà di denunciare Ranucci. È un atto inaudito, soprattutto da parte di un Governo che a parole proclama solidarietà al mondo dell’informazione, ma nei fatti continua ad ostacolare l’introduzione di norme europee che ne garantirebbero la tutela. Solo un anno fa lo stesso esecutivo si era detto favorevole a un rapido recepimento della direttiva. Oggi compie un pericoloso passo indietro».
Il Partito Democratico -conclude De Luca - ripresenterà in Aula alla Camera l’emendamento per recepire subito la direttiva anti-SLAPP in Italia, riaffermando che la libertà di stampa è un pilastro della democrazia va tutelata dalla politica”.
«Il governo si arrampica sugli specchi. È ridicola la versione di Palazzo Chigi secondo cui Almasri sarebbe stato rilasciato dall’Italia solo per favorirne l’arresto in Libia: se davvero questa fosse stata la strategia, perché non è stato fermato al suo rientro nel proprio Paese?
E soprattutto, se l’intenzione era quella di consegnarlo alla giustizia, perché non è stato consegnato direttamente alla Corte penale internazionale, come previsto dal diritto internazionale? Questa vicenda si fa di volta in volta più grave e confusa. Ed è disdicevole constatare un livello crescente di disinformazione da parte di chi, al governo, dovrebbe servire con serietà e trasparenza le istituzioni italiane. Meloni aveva promesso di assicurare alla giustizia i mercanti di esseri umani in tutto il globo terracqueo. Il risultato, per ora, è una figura imbarazzante per l’Italia e per il suo stesso governo” così il capogruppo democratico in commissione affari europei, Piero De Luca commenta la ricostruzione dell'accaduto fatta filtrare alla stampa da Palazzo Chigi.
“Le parole della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, sono gravi, offensive e indegne. Non è tollerabile ascoltare offese e propaganda del genere in occasione di una tragedia come il crollo della Torre dei Conti per attaccare l’Italia e tentare di minare il nostro sostegno all'Ucraina. Si tratta di un intervento irresponsabile che offende il nostro Paese, di fronte ad una tragedia simile, con i soccorritori ancora impegnati sul posto per salvare un operaio coinvolto”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione politiche europee
“Non possiamo restare indifferenti. Chiediamo alla Premier Meloni e al Ministro degli Esteri di far sentire la loro voce per esprimere, a nome del governo e dell’Italia intera, la più ferma condanna per queste dichiarazioni.”