“La crisi energetica e l’impatto dell’aumento dei carburanti sta mettendo in ginocchio il comparto della pesca. Si può e si deve fare di più rispetto alle prime provvisorie e parziali misure introdotte dal governo. L’ho sostenuto questa mattina nella discussione di una specifica interrogazione presentata dal gruppo Pd della commissione Agricoltura della Camera, richiamando anche l’appello e le proposte avanzate dalle organizzazioni del settore".
Così Stefano Vaccari, deputato dem della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“I dati - aggiunge - sono inequivocabili. Il settore registra aumenti del carburante superiori al 60% e questo costo incide in analoga percentuale sui bilanci delle imprese, con il concreto rischio di operare in perdita. L’introduzione del credito di imposta è da considerarsi parzialmente positivo ma le criticità sono legate al fatto che manca ancora il decreto attuativo del fondo di 10 milioni stanziati che peraltro coprono i mesi di marzo, aprile e maggio e dunque vi ha la necessità di proroghe incrementando le risorse economiche a disposizione. Al tempo stesso è necessario chiarire l’impatto sul de minimis Ue, il cui tetto è di 40 mila euro e alcune imprese rischiano l’esclusione. Abbiamo chiesto al governo di richiedere una deroga transitoria all’Unione Europea e al tempo stesso alcune misure normative nazionali che garantiscano uniformità applicativa delle leggi sulle percentuali di beneficio che noi pensiamo debbano essere pari al 20%. Inoltre necessaria la moratoria per le microimprese, la sospensione temporanea dei versamenti fiscali e contributivi, dell’attività di riscossione e delle rate di mutui, finanziamenti e leasing. Così come - conclude - l’attivazione di una misura straordinaria di integrazione salariale (Fis) con causale legata alla crisi energetica/costo carburante”.
“Ho presentato insieme alla collega Maria Cecilia Guerra un’interrogazione al ministro per lo Sport e i giovani per fare piena luce sulla decisione della Figc di affidare, a partire dal 2035, la produzione e distribuzione dell’album delle figurine della Nazionale al gruppo Topps, escludendo di fatto Panini, storica eccellenza italiana e leader mondiale del settore”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, deputato Pd e segretario di Presidenza della Camera.
“Non si tratta solo di una scelta commerciale - prosegue Vaccari - ma di una decisione che ha un forte impatto simbolico, economico e industriale. Panini rappresenta da oltre sessant’anni un pezzo importante dell’immaginario collettivo legato al calcio. Dalle informazioni disponibili emergono inoltre elementi di criticità nelle modalità con cui l’accordo sarebbe stato approvato perché inserito tra le varie ed eventuali del Consiglio federale, senza un confronto preventivo, senza il parere della Lega Calcio di serie A e senza il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. È necessario chiarire perché non sia stata attivata una procedura realmente aperta e competitiva, capace di garantire piena trasparenza e pari opportunità tra operatori. Ancora più rilevante è il fatto che l’intesa entrerà in vigore solo nel 2035, ma vincola già oggi anche le future governance federali”.
Con l’interrogazione Vaccari chiede al governo se sia a conoscenza della vicenda, quali elementi abbia acquisito in merito ai contenuti e alle modalità del contratto tra Figc e Topps e quali iniziative intenda assumere “per assicurare il rispetto dei principi di trasparenza e libera concorrenza@.
“Trasparenza, correttezza e tutela delle eccellenze italiane non possono essere considerate aspetti secondari. Per questo - conclude Vaccari - continuerò a seguire con attenzione questa vicenda, nell’interesse del sistema sportivo e produttivo del Paese”.
“Ho presentato insieme alla collega Maria Cecilia Guerra un’interrogazione al ministro per lo Sport e i giovani per fare piena luce sulla decisione della Figc di affidare, a partire dal 2035, la produzione e distribuzione dell’album delle figurine della Nazionale al gruppo Topps, escludendo di fatto Panini, storica eccellenza italiana e leader mondiale del settore”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, deputato Pd e segretario di Presidenza della Camera.
“Non si tratta solo di una scelta commerciale - prosegue Vaccari - ma di una decisione che ha un forte impatto simbolico, economico e industriale. Panini rappresenta da oltre sessant’anni un pezzo importante dell’immaginario collettivo legato al calcio. Dalle informazioni disponibili emergono inoltre elementi di criticità nelle modalità con cui l’accordo sarebbe stato approvato perché inserito tra le varie ed eventuali del Consiglio federale, senza un confronto preventivo, senza il parere della Lega Calcio di serie A e senza il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. È necessario chiarire perché non sia stata attivata una procedura realmente aperta e competitiva, capace di garantire piena trasparenza e pari opportunità tra operatori. Ancora più rilevante è il fatto che l’intesa entrerà in vigore solo nel 2035, ma vincola già oggi anche le future governance federali”.
Con l’interrogazione Vaccari chiede al governo se sia a conoscenza della vicenda, quali elementi abbia acquisito in merito ai contenuti e alle modalità del contratto tra Figc e Topps e quali iniziative intenda assumere “per assicurare il rispetto dei principi di trasparenza e libera concorrenza”.
“Trasparenza, correttezza e tutela delle eccellenze italiane non possono essere considerate aspetti secondari. Per questo - conclude Vaccari - continuerò a seguire con attenzione questa vicenda, nell’interesse del sistema sportivo e produttivo del Paese”.
“Ho presentato insieme alla collega Maria Cecilia Guerra un’interrogazione al ministro per lo Sport e i giovani per fare piena luce sulla decisione della Figc di affidare, a partire dal 2035, la produzione e distribuzione dell’album delle figurine della Nazionale al gruppo Topps, escludendo di fatto Panini, storica eccellenza italiana e leader mondiale del settore”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, deputato Pd e segretario di Presidenza della Camera.
“Non si tratta solo di una scelta commerciale - prosegue Vaccari - ma di una decisione che ha un forte impatto simbolico, economico e industriale. Panini rappresenta da oltre sessant’anni un pezzo importante dell’immaginario collettivo legato al calcio. Dalle informazioni disponibili emergono inoltre elementi di criticità nelle modalità con cui l’accordo sarebbe stato approvato perché inserito tra le varie ed eventuali del Consiglio federale, senza un confronto preventivo, senza il parere della Lega Calcio di serie A e senza il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. È necessario chiarire perché non sia stata attivata una procedura realmente aperta e competitiva, capace di garantire piena trasparenza e pari opportunità tra operatori. Ancora più rilevante è il fatto che l’intesa entrerà in vigore solo nel 2035, ma vincola già oggi anche le future governance federali”.
Con l’interrogazione Vaccari chiede al governo se sia a conoscenza della vicenda, quali elementi abbia acquisito in merito ai contenuti e alle modalità del contratto tra Figc e Topps e quali iniziative intenda assumere “per assicurare il rispetto dei principi di trasparenza e libera concorrenza”.
“Trasparenza, correttezza e tutela delle eccellenze italiane non possono essere considerate aspetti secondari. Per questo - conclude Vaccari - continuerò a seguire con attenzione questa vicenda, nell’interesse del sistema sportivo e produttivo del Paese”.
“Ieri l’Ufficio di Presidenza della Camera di cui faccio parte ha votato la sospensione dei deputati del Pd, Avs e 5S che il 30 gennaio scorso hanno ‘occupato’ pacificamente la sala stampa della Camera che era stata concessa ad un deputato della Lega ed al Portavoce di CasaPound Luca Marsella. Peraltro nello stesso Ufficio di Presidenza si sono utilizzati metri di giudizio diversi votando, sempre a maggioranza, lo scudo processuale per Giusy Bartolazzi. Sono intervenuto durante il dibattito per dire che lo ritengo un precedente pericoloso per la Camera dei Deputati e perché
Il Parlamento è il cuore della nostra democrazia e deve restare uno spazio coerente con i valori costituzionali su cui si fonda la Repubblica tra cui l’antifascismo. Garantire agibilità politica presso la Camera dei Deputati e non in una sala qualsiasi, a chi si pone apertamente in contrasto con quei principi, a chi è stato condannato dal Tribunale di Bari per ricostituzione nei metodi squadristi del Partito fascista, ha chi ha dichiarato che l’antifascismo è una malattia, significa infangare le istituzioni democratiche e la Costituzione.
Esprimo piena solidarietà ai deputati sanzionati dopo averli difesi in Ufficio di Presidenza da attacchi vergognosi. Difendere pacificamente la Costituzione nell’esercizio delle proprie funzioni di parlamentare non può diventare mai motivo di punizione”.
Così il segretario di Presidenza della Camera e deputato democratico, Stefano Vaccari.
I deputati del Partito Democratico Stefano Vaccari, Segretario di Presidenza della Camera, e Virginio Merola, capogruppo in Commissione Finanze, hanno presentato un’interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze sulla vicenda della società Global Starnet Ltd, già condannata al pagamento di una rilevante sanzione amministrativa nel settore dei giochi pubblici.
Si chiede al Governo di fare piena luce sulla posizione debitoria della società, sulle iniziative intraprese in merito alla richiesta di rateizzazione e sui rapporti con una nuova società, Global Starnet S.r.l., costituita nel 2025 e operante nello stesso ambito.
“Parliamo di una vicenda che solleva interrogativi rilevanti sul rispetto delle regole e sulla tutela dell’interesse erariale. È necessario chiarire se vi siano tentativi di aggirare obblighi fiscali e concessori attraverso nuove configurazioni societarie”, dichiarano Stefano Vaccari e Virginio Merola.
“Il settore dei giochi pubblici richiede il massimo rigore in termini di trasparenza, affidabilità e solidità economica. Chiediamo al Governo e all’ADM di verificare con attenzione ogni eventuale continuità tra le società coinvolte e la correttezza delle procedure di rilascio o subentro nelle concessioni”, aggiungono i deputati Dem.
L’interrogazione punta inoltre ad accertare la composizione societaria, gli organi amministrativi e i beneficiari effettivi della nuova società, nonché l’eventuale esistenza di collegamenti diretti o indiretti con la precedente concessionaria.
“È fondamentale garantire che nessun soggetto possa operare nel settore in presenza di pendenze rilevanti verso lo Stato. La credibilità del sistema concessorio passa dal rispetto rigoroso delle regole”, concludono i deputati Vaccari e Merola.
“Non sono sufficienti campagne di sensibilizzazione per contrastare il disagio giovanile e i fenomeni di devianza, ma servono interventi strutturali, a partire da una regolamentazione dell’accesso dei minori all’ecosistema digitale”.
È la posizione espressa da Stefano Vaccari, deputato del Partito Democratico e segretario di Presidenza della Camera, in un articolo pubblicato dal giornale l'Unità, che richiama il caso del 13enne di Bergamo e più in generale il tema della sicurezza dei giovani.
Secondo Vaccari, “il fenomeno non può essere affrontato con misure emergenziali o esclusivamente repressive, ma va inserito in un quadro più ampio che tenga insieme prevenzione, responsabilità delle piattaforme e politiche educative”. In particolare, il parlamentare sottolinea come “l’esposizione precoce e non regolata ai contenuti online, dai social al gioco digitale, rappresenti un fattore di rischio crescente per i minori”.
In questo contesto si inserisce la proposta di legge presentata alla Camera (A.C. 2798), che punta a introdurre sistemi efficaci di verifica dell’età degli utenti delle piattaforme digitali, rafforzare gli strumenti di tutela dei minori e responsabilizzare i gestori dei servizi online.
Il testo, depositato il 13 febbraio 2026, prevede misure specifiche per limitare l’accesso dei minori a contenuti e piattaforme a rischio, intervenendo anche sul fronte delle sanzioni e degli obblighi per le aziende tecnologiche.
Vaccari collega l’iniziativa legislativa alle esperienze internazionali, in particolare al modello spagnolo, dove sono allo studio o già adottate norme per la protezione dei minori online basate su sistemi di verifica dell’età e controllo dell’accesso ai contenuti sensibili.
Per il deputato dem, dunque, “la risposta deve essere multilivello. Rafforzamento della scuola e dei presidi educativi nei territori, interventi nelle periferie sociali e, soprattutto, una regolazione più stringente dell’ambiente digitale, considerato oggi uno dei principali fattori che incidono sui processi di crescita dei minori”.
“Basta inerzia. Mentre negli Stati Uniti le corti iniziano a chiamare per nome le responsabilità delle grandi piattaforme digitali come Google (YouTube) e Meta, (Instagram) nella dipendenza dai social media, in Italia il Governo continua a voltarsi dall’altra parte. È inaccettabile che non si colga nemmeno l’opportunità concreta offerta dal lavoro parlamentare già avviato, a partire dall’emendamento Malpezzi nel DL Sicurezza in discussione al Senato. Sarebbe un atto di responsabilità verso milioni di giovani e famiglie”.
Lo dichiara il deputato PD, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera.
“I dati - aggiunge - parlano chiaro. Oltre il 62% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni possiede un account social, spesso creato aggirando le regole; un terzo dei bambini tra i 6 e i 10 anni usa quotidianamente lo smartphone; solo il 30% delle famiglie utilizza strumenti di parental control. Non è più un fenomeno marginale, ma una vera emergenza educativa, sociale ed economica. Le più recenti direttive europee indicano con chiarezza la strada: trasparenza, stop alle pratiche commerciali ingannevoli e predatorie, tutela rafforzata dei minori e principio di ‘protezione per impostazione predefinita’. Non recepirle pienamente significa lasciare i nostri ragazzi esposti a dinamiche assimilabili, in molti casi, a forme di dipendenza e di gioco d’azzardo mascherato. Per questo ho anche presentato alla Camera un disegno di legge specifico, in virtù della mia attività parlamentare sul gioco d'azzardo e riprendendo le scelte fatte dal governo Sanchez, che punta a rafforzare gli strumenti di tutela dei minori nell’ecosistema digitale e a responsabilizzare concretamente le piattaforme. Il governo smetta di nascondersi. Servono scelte chiare e immediate. La salute e il futuro dei nostri giovani - conclude - non possono più aspettare”.
“La vittoria del NO è una sonora sconfitta politica per il Governo Meloni. Una bella festa della democrazia, segnata da una grande partecipazione anche di chi si era astenuto in precedenza, dal forte voto del sud e dei giovani per il NO.
Il referendum ha lanciato un messaggio chiaro: la giustizia non va riformata scassando la Costituzione.
La vittoria del NO non è difesa dello status quo, ma richiesta di interventi concreti sui problemi veri: processi più rapidi, più risorse, digitalizzazione, carceri dignitose e accesso equo alla giustizia.
I cittadini chiedono serietà, non propaganda. Ora serve un’agenda condivisa e credibile per una giustizia più efficiente, giusta e vicina ai bisogni reali del Paese.
E serve inoltre che il governo si spogli dagli atteggiamenti arroganti e propagandistici che hanno messo in campo anche per la riforma elettorale, la legge sull'autonomia differenziata e il premierato. Serve un progetto diverso per il Paese, e il centrosinistra ora ha una grande responsabilità nel raccogliere la speranza racchiusa dentro questo voto e farla diventare idee per l’alternativa alla destra, per batterla alle prossime elezioni politiche”.
Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Il Governo introduce un nuovo ‘gratta e vinci’ da 30 euro proprio mentre il caro carburanti mette in difficoltà famiglie e imprese. È necessario interrogarsi su quale modello di sviluppo la destra stia promuovendo. Uno basato sulla resilienza e sul supporto reale ai cittadini oppure uno che alimenta aspettative aleatorie in momenti di difficoltà diffusa. In un contesto in cui il potere d’acquisto cala e l’indebitamento cresce, la scelta di incentivare ulteriormente il gioco d’azzardo solleva interrogativi seri sulle priorità politiche ed economiche della destra nel nostro Paese. Offrire l’illusione di una vincita facile rischia di aggravare situazioni già fragili, anziché fornire strumenti concreti di sostegno. Una sola parola: vergognatevi!”.
Così Stefano Vaccari, deputato dem e segretario di Presidenza della Camera.
“Desidero esprimere il mio apprezzamento al Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli e al personale dell’ASL Napoli 2 per l’importante operazione condotta a Villaricca, che ha portato al sequestro di un canile abusivo e alla messa in sicurezza di 26 barboncini toy detenuti in condizioni inaccettabili”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie e Segretario di Presidenza della Camera.
“Ancora una volta – prosegue Vaccari – emerge come dietro attività apparentemente ‘normali’, amplificate anche attraverso i social network, possano nascondersi situazioni di grave illegalità, sfruttamento degli animali e rischi sanitari. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine e dei servizi veterinari ha evitato che queste condizioni potessero protrarsi ulteriormente”.
“È fondamentale sottolineare – aggiunge Vaccari – che operazioni come questa non solo contrastano fenomeni illeciti ma tutelano anche i tanti cinofili e gli allevatori che svolgono la propria attività nel pieno rispetto delle regole, garantendo benessere animale, tracciabilità e sicurezza per i cittadini. La legalità è un valore che va difesa anche per proteggere chi lavora correttamente in questo settore”.
“Adesso la giustizia farà il suo corso – conclude Vaccari – ma resta centrale continuare a rafforzare i controlli e la cultura della legalità, anche rispetto al commercio di animali online, per prevenire il ripetersi di simili episodi”.
“Dal Medio Oriente ai porti italiani, il caro gasolio torna a colpire la pesca. Sui mercati portuali aumenti fino al 60% e prezzi che in diversi porti potrebbero superare 1 euro al litro. Un cosi forte aumento del prezzo del gasolio nei porti italiani rappresenta un nuovo e gravissimo colpo per il settore della pesca, già provato da anni di difficoltà strutturali. Un rincaro che rischia di rendere economicamente insostenibile l’uscita in mare per molte imprese”.
Così Stefano Vaccari, deputato dem della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“In Emilia-Romagna - aggiunge - la situazione è particolarmente preoccupante. Le marinerie dell’Adriatico, da Goro a Cattolica, passando per Porto Garibaldi, Ravenna, Cesenatico e Rimini, sono un presidio economico e sociale fondamentale per le comunità costiere. Migliaia di lavoratori e famiglie dipendono direttamente o indirettamente da questo comparto, che rappresenta anche una componente essenziale della filiera agroalimentare italiana. Il nuovo aumento del costo del carburante rischia di aggravare una crisi già pesante, segnata negli ultimi anni dal caro energia, dalle difficoltà del mercato e dai ritardi nei ristori legati al fermo pesca. Molte imprese oggi si trovano nella condizione paradossale di dover scegliere se uscire in mare lavorando in perdita o fermare l’attività. Maggiori rischi per i modelli peschereccio/azienda/famiglia. Per queste ragioni chiediamo al Governo, di intervenire con urgenza. È necessario ripristinare strumenti di sostegno immediati, a partire dal credito d’imposta sul carburante per le imprese della pesca, già adottato in passato in situazioni analoghe, e accelerare il pagamento dei ristori ancora pendenti. Altra possibile strada potrebbe essere quella di valutare anche l’utilizzo delle risorse del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (FEAMPA), che consentono interventi mirati senza gravare ulteriormente sui plafond de minimis delle imprese. La pesca non può essere lasciata sola. Parliamo di un settore strategico per l’economia del Paese, per la sicurezza alimentare e per la tutela delle nostre comunità costiere. Servono risposte rapide e concrete - conclude - prima che questa nuova impennata dei costi metta definitivamente in ginocchio molte imprese”.
“La destra al governo e il ministro Lollobrigida in particolare hanno finalmente gettato la maschera sull’Agenzia Agea. Dopo averne decantato le lodi per l’efficienza, la tempestività nei pagamenti alle aziende agricole, puntualmente smentiti dalle Regioni, dopo averne stravolto l’organizzazione in barba ai regolamenti (inglobando un’azienda privata che forniva prima servizi e creato all’interno un clima di intimidazione), ora con il Ddl Coltivitalia ci troviamo di fronte ad un vero e proprio scandalo. Con tre emendamenti del relatore vengono trasferiti ad Agea 40 milioni di euro in tre anni sottraendoli a comparti in crisi come quello delle carni e quello del settore olivicolo. Inoltre, viene assegnata ad Agea la percentuale fissa del 2 per cento su tutte le risorse stanziate dal ministero dell’agricoltura in cambio di una generica assistenza che Agea dovrebbe già garantire per legge. ‘Un posto di lavoro sotto l’ombrello di Agea’, quindi, non si nega a nessuno come si sottolinea anche in una recente inchiesta di Fanpage. La ‘migliore gioventù’ della destra, già ex di qualcosa o figlio o amico di qualcuno, ora ha un posto stabile nell’Agenzia che in realtà dovrebbe vigilare sulla stessa Agea”.
Così il segretario di Presidenza della Camera e deputato dem della commissione Agricoltura, Stefano Vaccari.
“Per le coperture finanziare durature nel tempo - aggiunge - ci pensano invece gli emendamenti ad hoc che vengono presentati dalla destra in Parlamento su provvedimenti che dovrebbero occuparsi di questioni più importanti, come sostenere il comparto agricolo in alcuni settori che a causa delle problematiche energetiche e ai mutamenti climatici vivono momenti di gravi difficoltà. Ci batteremo perché questo trasferimento immotivato ed esagerato non venga approvato perché le risorse debbono andare agli agricoltori e non a ripianare eventuali deficit dell’agenzia o peggio ancora per coprire gli stipendi di nuovi funzionari assunti o che verranno assunti. Come Gruppo Pd abbiamo presentato subemendamenti abrogativi e subemendamenti finalizzati a destinare le risorse all’occupazione giovanile, per combattere le frodi in agricole, per supportare le imprese dai danni meteoclimatici, per contrastare la diffusione della peste suina africana ed altre forme di fitopatie, per l’innovazione e per dare piena attuazione ai progetti in corso del Pnrr. Questa - conclude - sarebbe la vera funzione di Agea non quella di essere un ufficio di collocamento per il principale partito della maggioranza di governo”.
“La composizione del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, così come voluta dal ministro Lollobrigida, finisce davanti alla Corte Costituzionale su decisione del Consiglio di Stato. Una strada obbligata visto che il ministro ha stabilito che da quel comitato, contrariamente a quanto avvenuto negli anni precedenti, fossero escluse quelle associazioni venatorie e ambientaliste che di contro la legge 157 di regolamentazione della caccia riconosce e ricomprende nella gestione degli Ambiti territoriali di caccia al fine di garantire la rappresentativa più larga possibile nella complessa azione di gestione del territorio e di tutela della biodiversità. Avevamo sostenuto la necessità di ricostituire il Comitato tecnico faunistico Venatorio e avevamo salutato con soddisfazione la decisione presa con la legge del bilancio del 2024 con il timore però, risultato fondato, che il ministro avesse esercitato la delega a comporre il Ctfvn con un successivo decreto sulla base di ragionamenti di parte”.
Così il deputato della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Ora - aggiunge - sulla questione di legittimità si pronuncerà la Corte Costituzionale. Non si modifica con un semplice decreto un Comitato che era stato introdotto da una legge statale forzando il principio di democrazia rappresentativa. Nel frattempo - conclude - insieme ai colleghi del Pd, Forattini e Rossi, ho depositato un’interrogazione parlamentare per sapere quali iniziative di competenza il ministro Lollobrigida intenda assumere al fine di fornire una adeguata rappresentanza alle regioni, alle organizzazioni professionali agricole, alle associazioni venatorie nazionali e alle associazioni di protezione ambientale in seno al Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale”.
“Quasi un italiano su due non vota più. Non è solo un problema statistico, ma il segnale di una crisi del sistema di rappresentanza”.
Così il segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari, intervenendo nella Sala della Lupa di Montecitorio alla tavola rotonda “Astensionismo. Il non voto è un problema per la democrazia”, promossa dallo stesso Vaccari in occasione della presentazione del Rapporto Ipsos-Lega Coop FragilItalia 2025/2026.
“Un’astensione elevata - ha detto il deputato democratico - altera la rappresentatività delle istituzioni e può metterne in discussione la legittimità sostanziale, soprattutto quando colpisce in modo selettivo giovani e fasce sociali più fragili”.
Vaccari ha evidenziato inoltre come “non si tratta di semplice disinteresse, ma di una frattura nel rapporto di fiducia”, richiamando la necessità di interventi concreti. “Per invertire la tendenza - ha aggiunto - non basta un appello al dovere di voto. Servono trasparenza, responsabilità e strumenti che rendano la politica più credibile e verificabile. Se metà del corpo elettorale si chiama fuori - ha concluso - il problema è della politica. Dobbiamo ricostruire il legame tra cittadini e istituzioni e restituire significato alla rappresentanza”.
Le possibili soluzioni indicate da Vaccari vanno dagli
interventi strutturali per rafforzare trasparenza e rendicontazione del mandato elettivo alla lotta alle disuguaglianze economiche e sociali come priorità democratica, dalla
regolamentazione e trasparenza degli algoritmi delle piattaforme digitali alla creazione di luoghi permanenti di partecipazione nei territori, alle misure per ridurre i costi e le barriere all’accesso al voto, soprattutto per studenti e lavoratori fuori sede.
Al convegno partecipano: la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga; Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia; Anna Finocchiaro, presidente della Fondazione Italiadecide; Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera; Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria; Valentina Pazè, docente di Filosofia politica all’Università di Torino; Serena Sorrentino, presidente della commissione per il Programma fondamentale della Cgil; Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo. Coordina i lavori la giornalista e scrittrice, Flavia Perina.