“In armonia con la natura, a tutti dovrebbe essere garantito il cibo equo, sano e sostenibile. Così non è. Le statistiche sono impietose. Nel 2024, ci segnala l'Istat, la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale ha raggiunto il 23,1%, in aumento rispetto al 2023 (22,8%). La povertà alimentare è una emergenza silenziosa. Vi sono decine di migliaia di famiglie che si trovano di fronte al dilemma se nutrirsi, pagare le bollette o curarsi. Senza dimenticare che, come ci ricorda la Croce Rossa che nel 2024 ha distribuito in segno di solidarietà 510mila pacchi alimentari, per povertà alimentare non significa soltanto non avere abbastanza cibo, ma anche essere costretti a rinunciare alla qualità, alla varietà degli alimenti od anche alla regolarità dei pasti. Milioni di persone fanno la fila ogni giorno davanti alle mese delle organizzazioni di volontariato. È una emergenza sociale che va affrontata. La prossima legge di bilancio sarà l'ennesimo banco di prova per il governo. Serve una strategia che coinvolga regioni, enti locali ed associazioni. Chi ha bisogno non può aspettare oltre. Servono misure concrete ed immediatamente in campo. Così si onora la giornata mondiale dell'alimentazione. Altrimenti sono chiacchiere di nessun significato”.
Così sui social Stefano Vaccari, segretario di presidenza della Camera e capogruppo Pd in commissione Ecoreati.
Istituzioni difendano famiglie giocatori ludopatici
“La Conferenza delle Regioni ha chiesto, attraverso la legge di Bilancio 2026, la compartecipazione a tutte le entrate dello Stato, comprese quelle del gioco d’azzardo, ma a differenza del tentativo di oltre un anno e mezzo fa, questa volta senza che vi sia alcun vincolo di destinazione. Siamo all’assurdo. Se era già inaccettabile pensare di usare i soldi derivanti dallo sfruttamento della ludopatia per curare la ludopatia stessa, è assolutamente irricevibile l’idea di destinare a regioni ed enti locali una quota di quelle entrate ‘senza nessun vincolo di destinazione’. Come possiamo stare dalla parte dei cittadini e delle famiglie dei giocatori ludopatici se le istituzioni che dovrebbero difenderli si prendono una quota sulla causa del loro dolore? Mi attenderei una netta smentita su queste voci, ma sono certo che non arriverà”.Così il deputato dem, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera e primo firmatario della proposta di legge sul riordino del settore gioco d’azzardo.
“Quello che servirebbe - aggiunge - è ripristinare l’Osservatorio nazionale, cancellato e accorpato con la metà delle risorse a quello sulle dipendenze in generale, con campagne informative strutturate, chiare e accessibili a tutti. E’ necessario impedire in via definitiva la pubblicità del gioco d’azzardo e dei siti di scommesse alle società sportive e alle piattaforme di streaming di eventi sportivi sulle maglie delle società e, soprattutto, è fondamentale e imperativo oltre che aumentare i fondi per la prevenzione per l'azzardo patologico, cambiare approccio e ridurre l’offerta di gioco anche per tutelare le imprese del settore che operano nella legalità e con responsabilità”.
“Colpo di mano della Commissione Europea, violati nuovamente i diritti all’autodeterminazione del popolo Saharawi. E’ questo il risultato di una accordo commerciale negoziato in gran segreto con il Marocco che include esplicitamente i prodotti provenienti dal Sahara Occidentale, senza il consenso del popolo saharawi. Una scelta di complicità da parte della Commissione Europea che non è possibile tollerare. Per questo ho scritto ai ministri Tajani e Foti chiedendo l’impegno del governo italiano affinché le istituzioni dell'UE difendano i principi più basilari del diritto internazionale e dei diritti umani, e per chiedere che gli Stati membri dell'UE abbiano il tempo sufficiente per opporsi quando la Commissione cerca di aggirare gli obblighi stabiliti dal diritto internazionale e dalla stessa Corte di Giustizia”.
Lo dichiara il deputato dem, Stefano Vaccari, coordinatore dell’intergruppo parlamentare di amicizia con il popolo Saharawi e segretario di Presidenza della Camera.
“L’iniziativa della Commissione Europea - prosegue Vaccari - viola le sentenze della Corte di Giustizia dell’UE (CGUE), in particolare quella del 4 ottobre 2024, che aveva annullato l’applicazione dell’accordo commerciale del 2019 al Sahara Occidentale proprio perché mancava il consenso del popolo saharawi e considerando il Sahara Occidentale un “territorio non autonomo” distinto dal Marocco. Quella e le altre sentenze precedenti stabiliscono anche che qualsiasi accordo che coinvolga il Sahara Occidentale deve avere il consenso del popolo saharawi, non solo del Marocco, e che solo in circostanze limitate, il consenso può essere presunto, ma solo se l’accordo non impone obblighi ai saharawi, i benefici per loro siano sostanziali, verificabili e proporzionati, siano previsti meccanismi di controllo efficaci. Di contro la Commissione in soli cinque giorni avrebbe chiuso il negoziato e addirittura pianificato l’accordo in via transitoria senza il necessario controllo del Parlamento. Si prevedono tra l’altro l’uso di fondi UE per progetti infrastrutturali nei territori occupati (acqua, irrigazione, desalinizzazione, energia), che rischiano di avvantaggiare soprattutto interessi marocchini piuttosto che la popolazione saharawi. La Commissione sta trattando il Marocco come se avesse esclusiva autorità legale sul Sahara Occidentale. Peraltro l’UE che ancora non si è adeguata alla sentenza del 2024 ha predisposto una nuova bozza di accordo che tenta di ripristinare il regime tariffario preferenziale per i prodotti saharawi, introducendo clausole su etichettatura, prova d’origine e benefici destinati solo sulla carta al popolo saharawi. E' ora - conclude - di dire basta a questi soprusi ed è ora che il governo italiana si muova con determinazione a Bruxelles per impedire che ciò avvenga”,
“Il settore della pesca e dell’acquacoltura pugliese rappresenta una risorsa strategica per la nostra economia, con un valore stimato di 225 milioni di euro e oltre 1.450 battelli attivi lungo le coste regionali. Un comparto vitale non solo per le marinerie locali ma anche per la filiera della ristorazione e del turismo, oggi piegato dalle conseguenze del fermo obbligatorio e dai ritardi accumulati nei ristori”.
Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico, Ubaldo Pagano e Stefano Vaccari, annunciando la presentazione di un’interrogazione al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
“Questo stop – proseguono Pagano e Vaccari – ha messo a dura prova le comunità locali e le imprese di pesca, già colpite da crisi strutturali e dall’assenza di risposte tempestive da parte del Governo Meloni. Le marinerie attendono ancora i contributi per i fermi del 2023 e del 2024, mentre cresce il numero di pescherecci che chiedono il fermo definitivo, come dimostra la situazione di Mola di Bari, dove 20 imbarcazioni su 60 hanno già presentato domanda. Difendere il mare e le sue risorse significa anche sostenere chi ogni giorno vive di pesca – concludono i dem. Non possiamo permettere che un settore così importante per la Puglia e per l’Italia venga lasciato solo in un momento tanto delicato”.
“Caro ministro Lollobrigida la violenza e le devastazioni accompagnate da sangue e morte sono altrove, non certo nelle decine e decine di piazze libere e democratiche del nostro Paese, animate da decine di migliaia di persone, che chiedono di fermare il massacro del popolo palestinese da parte di Netanyahu e del suo governo e di riconoscere subito lo Stato di Palestina, come hanno fatto nelle ultime ore Canada, Regno Unito e Australia. Semmai quel criminale può continuare ad operare indisturbato grazie all'indifferenza e ai silenzi dei governi occidentali, pur con delle eccezioni, tra i quali il governo italiano. Questo non significa non condannare qualche episodio di scontri e violenze verso le forze dell’ordine, ma generalizzare in modo strumentale serve solo a non assumersi quelle responsabilità che lei e la presidente Meloni fate di tutto per non prendervi: che Netanyahu e’ un criminale che va arrestato e che quello che sta compiendo è un genocidio anche letteralmente parlando!”.
Così il segretario di Presidenza della Camera e capogruppo Pd in commissione Ecoreati, Stefano Vaccari.
“Sono intervenuto in dichiarazione di voto in Aula alla Camera per ribadire la ferma contrarietà del PD alla legge Costituzionale sulla separazione delle carriere dei giudici. Votare No al provvedimento imposto dal governo è stato un dovere morale e democratico prima ancora che politico. La riforma non ha nulla a che vedere con i problemi della giustizia. Tribunali intasati e con carenza di organici, processi senza fine, certezze di diritto non sempre tutelare, carceri strapiene come quello di Modena e dignità umana negata. Invece il tentativo è colpire i giudici per renderli sempre più vincolati con il potere politico non garantendo quella terzietà indispensabile in un Paese democratico. La destra e il governo stanno facendo la stessa cosa con quella parte di informazione considerata scomoda e non allineata. La giustizia italiana con la riforma ne esce indebolita e i limiti che pure dovevano essere affrontati (errori compresi) saranno acuiti da una separazione che porterà giudici ed avvocati a non sentirsi più parte di uno stesso sistema, per il bene comune di una società migliore e garantita dai principi costituzionali, ma avversarsi che si dovranno combattere. Non è una bella giornata per la nostra democrazia”.
Così Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera e capogruppo Pd in commissione Ecoreati.
“Accogliamo con soddisfazione la risposta fornita oggi dal Governo in Commissione Finanze al nostro question time sul tema del contrasto al gioco d’azzardo patologico e delle misure necessarie dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità del divieto di utilizzo nei pubblici esercizi di apparecchiature per l’accesso al gioco online”. Così Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze e Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, firmatari dell’interrogazione presentata oggi.
“La pronuncia della Corte ha creato un vuoto normativo che va colmato con urgenza, e apprezziamo che il sottosegretario Federico Freni abbia dichiarato nella risposta che l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha già avviato un percorso per una nuova disciplina capace di coniugare libertà di impresa e tutela della salute. In particolare, riteniamo molto importanti le misure illustrate oggi dal Governo, che prevedono strumenti innovativi, con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, per rafforzare l’autoesclusione, introdurre limiti più stringenti per i giocatori più giovani e garantire una maggiore trasparenza e consapevolezza durante l’attività di gioco”.
“Nel 2024 l’erario ha incassato complessivamente oltre 10,4 miliardi di euro dal settore dei giochi, con una sostanziale stabilità rispetto al 2023, di cui circa 9,1 miliardi di euro dal gioco tradizionale e 1,3 miliardi dal gioco telematico. Se da un lato cala il gettito dalle AWP (4 miliardi nel 2023, scesi a 3,8 miliardi nel 2024), dall’altro aumenta quello derivante dal gioco online (+14,36%). Questo dimostra che il business si sta spostando verso il digitale, ma senza che il Governo abbia ancora introdotto misure adeguate a prevenire i rischi di ludopatia legati a questa nuova dimensione. Il Parlamento dovrà ora fare la sua parte, traducendo queste linee di indirizzo in una cornice legislativa chiara ed efficace. Per noi la priorità resta la lotta alla ludopatia, un fenomeno che mette a rischio la salute e la dignità di troppe persone e famiglie. Non abbasseremo la guardia sull’operato di questo Governo e continueremo a seguire con attenzione l’iter delle nuove proposte normative, lavorando per un sistema di regole che tuteli davvero i cittadini”.
“Sull’aceto, e in particolare sull’aceto balsamico, buone notizie dal Parlamento Europeo. Grazie a un emendamento di Stefano Bonaccini, che ha raccolto oltre l’80% dei voti favorevoli, ora l’aceto gode di una maggiore tutela poiché potrà chiamarsi tale solo se ottenuto da produzioni agricole, come l’uva, nel caso del balsamico, o le mele, ma non utilizzando materie sintetiche come l’acido acetico. Un risultato importante per le nostre eccellenze sempre oggetto di tentativi di replica e di contraffazioni”.
Così Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera e deputato dem della commissione Agricoltura.
“Le prime apparizioni documentate dell’aceto balsamico - aggiunge - risalgono all’epoca romana. Al volgere del primo millennio, il monaco Donizone ne parla come di aceto ‘particolarissimo e perfettissimo’. E poi gli straordinari dati economici. Il sistema dell’Aceto Balsamico di Modena Igp comprende 2.400 aziende agricole, con una superficie vitata di oltre 14mila ettari, 92 produttori di mosto e aceto di vino e 61 acetaie, per una produzione di oltre 95 milioni di litri annui, impiegando tra i 25mila e i 30mila addetti lungo tutta la filiera produttiva. Oltre il 90% della produzione di Aceto Balsamico di Modena viene esportata, ponendolo al primo posto tra le IG italiane per export: oggi il prodotto è commercializzato in più di 130 differenti Paesi ed è tra i principali ambasciatori nel mondo dell’eccellenza agroalimentare italiana. Ora - conclude - grazie all’emendamento Bonaccini, sarà più difficile tentare di aggredire qualità e valore all’aceto balsamico di Modena, nostro biglietto da visita del Made in Italy”.
"No, caro Staffan De Mistura, il fronte Polisario non è un semplice gruppo, come improvvidamente dichiarato, ma è l'unico e legittimo rappresentante del popolo Saharawi".
Lo dichiara il deputato dem, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera e coordinatore dell'Intergruppo parlamentare di amicizia con il popolo Saharawi, in replica a Staffan De Mistura, inviato personale del segretario generale dell'Onu, che ha definito il Polisario come un semplice Gruppo.
"De Mistura - aggiunge - sembra non conoscere il fatto, ed è grave per chi dovrebbe ufficialmente occuparsene, che lo stesso Onu, ma anche tanti Paesi e l'Unione Africana riconosce la legittimità di rappresentanza del Fronte Polisario ribadita giuridicamente dalla Corte di Giustizia Europea. Anziché avventurarsi in pericolose semplificazioni Staffan De Mistura lavori con più solerzia nella direzione di ridare dignità e fiducia al popolo Saharawi cacciato militarmente dai propri territori dal regime marocchino nel 1976. Ora quel popolo vive in esilio forzato e continua a subire sopraffazione ed angherie, sia nei territori occupati del Sahara Occidentale sia nei campi Profughi in Algeria, che invece dovrebbero essere fermate per ristabilire il diritto dell'autodeterminazione del popolo Saharawi e trovare dopo 44 anni di tentativi andati falliti una soluzione diplomatica condivisa tra le parti. Ed il Fronte Polisario, se lo ricordi Staffan De Mistura, si batte esattamente per questo. Ora - conclude - ci aspettiamo che lo faccia anche Staffan De Mistura con equilibrio e responsabilità come era riuscito a fare finora".
Governo tuteli missione
“Inaccettabili le minacce del governo israeliano che intende fermare la missione umanitaria Global Sumud Flotilla procedendo all'arresto, alla stregua di terroristi, delle persone presenti sulle navi. Proseguirebbero così le azioni criminali di Netanyahu e dei suoi sostenitori impedendo di portare viveri e medicinali a Gaza dove si sta morendo anche per malnutrizione. Intervengano le autorità internazionali per impedire questa ennesima barbarie. In quella flotta di pace e di aiuti ci sono anche navi partite dall'Italia. Meloni e Tajani si attivino immediatamente a tutela della missione e dei suoi partecipanti. La legalità internazionale di questa missione umanitaria va difesa con grande determinazione. Basta sudditanza verso chi sta commettendo un genocidio e chi lo sta legittimando”.
Così il segretario di Presidenza della Camera e capogruppo Pd in commissione Ecoreati, Stefano Vaccari.
"L'irregolarità di oltre il 52% dell'aziende agricole, controllate dal 31 luglio all'11 agosto dalle Unità specializzate del Comando dei Carabinieri, con particolare riguardo alle posizioni lavorative in nero, è un dato inquietante. Non si tratta di generalizzare perché i numeri parlano chiaro: 468 imprese su 888 non hanno rispettato le norme di legge tanto che per 113 aziende sono stati decisi provvedimenti di sospensione dell'attività. A fronte di tutto questo è evidente che occorra rafforzare l'attività ispettiva in ogni parte del Paese e, già ora, è possibile identificare un lotto significativo di aziende potenzialmente a rischio. Le sanzioni amministrative devono essere accompagnate da revoche di contributi e recesso dei permessi di attività. Il caporalato non si sconfigge con le belle parole ma con una sistematica, e non straordinaria, campagna di prevenzione e repressione, con organici adeguati negli ispettorati del lavoro e sostenendo le forze di polizia. Al tempo stesso serve coinvolgere attivamente le forze sindacali, datoriali e professionali. Nelle campagne è in questo periodo estivo che si alimenta l'illegalità che emerge solo di fronte a drammatiche vicende". Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo PD nella Commissione Ecomafie e segretario di Presidenza della Camera.
“Gli incendi in sequenza che hanno interessato, in Puglia, nelle settimane scorse, vasti territori del foggiano e del comune di Manfredonia nonché quelli ricadenti nell’oasi Lago Salso, biotopo di grande interesse naturalistico, non hanno presumibilmente solo una ordinaria matrice dolosa ma, vista la presenza di ecoballe riversate e sequestrate, evidenziano un intreccio con una pista criminale e mafiosa interessata a far sparire tracce sulla caratterizzazione e la provenienza dei rifiuti. Bene il tempestivo interessamento, con l’avvio delle indagini, della prefettura di Foggia e della direzione distrettuale antimafia di Bari ma il profilo e l’estensione degli accadimenti delittuosi richiede precisi approfondimenti istituzionali per valutare anche responsabilità e coinvolgimenti. Per questo abbiamo chiesto, insieme ai colleghi del gruppo cinque stelle, di aprire un nuovo filone d’inchiesta nella commissione parlamentare ecomafie”.
Lo dichiarano i deputati del Pd Stefano Vaccari, capogruppo in commissione Ecomafie e segretario di presidenza della Camera, e Ubaldo Pagano, capogruppo in commissione Bilancio.
“Nel 2024 - aggiungono - è stato superato il muro dei 40mila reati ambientali nel nostro Paese. Il 42,6% dei reati ambientali si concentra nelle 4 regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). Subito dopo la filiera del cemento i reati nel ciclo dei rifiuti sono stati ben 11.166, +19,9% rispetto all’anno precedente. Il filone di inchiesta - concludono - servirà anche ad evidenziare i correttivi normativi che dovrà adottare il Parlamento al fine di approvare finalmente una riforma più complessiva che parta dal recepimento della direttiva europea sulla tutela generale dell’ambiente”.
“Paolo Mieli lo sa perché, a differenza di quelli fascisti, nessuno etichetta come ‘comunisti’ i reati dei terroristi di sinistra, come invece il direttore chiedeva l’altra sera a In Onda su La7? Per un motivo molto semplice. Perché di fronte alla nascita delle Brigate Rosse e ai loro vili e sanguinari attentati il Partito Comunista Italiano per primo contrastò con ogni mezzo, nelle istituzioni, nelle piazze e nelle fabbriche, quell’attività criminale, ergendo un muro ideale e democratico. E pagò anche un prezzo altissimo subendo l’assassinio dell’operaio e sindacalista Guido Rossa che seguendo le indicazioni denunciò le infiltrazioni brigatiste nella fabbrica in cui lavorava. Di contro le stragi neofasciste come rilevano anche le sentenze dei tribunali, ultima delle quali riferita alla strage della stazione di Bologna, dimostrano contiguità tra esponenti e formazioni politiche di destra, come il Movimento Sociale, con quella deriva eversiva. La storia ci parla di silenzi, omissioni, coperture. Semmai bisognerebbe domandarsi perché oggi vivono rigurgiti neofascisti nella società e nella politica”.
Così il segretario di presidenza della Camera e capogruppo Pd in commissione Ecoreati, Stefano Vaccari.
“Siamo di fronte a un vero e proprio terremoto per il vino e per tutto il comparto agroalimentare italiano. I dazi statunitensi rischiano di portare fuori mercato molte delle nostre eccellenze e il governo Meloni, invece di giocare la partita, ha scelto di restare in panchina”. Lo dichiara il deputato Stefano Vaccari, componente della commissione Agricoltura e capogruppo Pd in commissione Ecoreati.
“Il tentativo della premier di presentarsi come mediatrice – aggiunge l’esponente dem - è fallito ancor prima di iniziare. I danni stimati, come ricorda anche Federvini, si aggirano attorno ai 460 milioni di euro tra mancate vendite e ricadute lungo tutta la filiera. Parliamo di un aumento del 148% del prezzo finale delle bottiglie italiane negli Stati Uniti, a causa dei dazi e dei rincari di distributori e importatori. Una batosta che rischia di escludere il nostro vino da un mercato strategico. Le conseguenze saranno pesanti anche per l’occupazione, e il miliardo annunciato dal governo per il settore agroalimentare si rivela oggi del tutto insufficiente, non solo per affrontare questa crisi, ma anche per rispondere ai problemi strutturali dell’agricoltura italiana”.
“Il Partito Democratico – conclude Vaccari - chiede di superare la gestione emergenziale. Servono misure strategiche: contrasto ai cambiamenti climatici, sostegno alla domanda interna, apertura di nuovi mercati, ricambio generazionale. Il governo deve smettere di rincorrere le crisi e iniziare finalmente a costruire il futuro del comparto agroalimentare italiano”.
«Il comparto zootecnico sardo è ad altissimo rischio a causa dell’epidemia di dermatite nodulare bovina, e non può essere lasciato solo. La destra, in Sardegna, propone di stanziare oltre 30 milioni di euro a carico della Regione. Ma le norme europee parlano chiaro: è il Governo, e in particolare il Ministro dell’Agricoltura, che può attivare il fondo nazionale previsto dalla PAC per queste emergenze. E deve farlo subito».
È quanto dichiarano il deputato sardo Silvio Lai, con i colleghi Antonella Forattini e Stefano Vaccari della Commissione Agricoltura, firmatari di un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro Francesco Lollobrigida.
«Il Regolamento (UE) 2021/2115 – spiegano – mette a disposizione oltre 450 milioni di euro per l’Italia, anche per casi come la dermatite nodulare. Ma per sbloccare queste risorse servono atti formali: una delibera della Regione, una ricognizione dei danni, una richiesta ufficiale del MASAF a Bruxelles. Vogliamo sapere se il Ministro si è già attivato, e in che tempi intenda farlo».
L’interrogazione chiede anche chiarezza su quali siano i tempi previsti per l’attivazione del fondo e l’erogazione degli aiuti, se siano state attivate le procedure previste o se si stia pensando ad altri fondi ordinari e, infine, se siano in corso le necessarie modifiche ai parametri ISMEA troppo bassi che oggi stabiliscono i ristori.
«Le tariffe attuali – denunciano i parlamentari PD – non coprono minimamente i costi reali dei capi abbattuti o dichiarati improduttivi. Così si scarica il peso della crisi direttamente sugli allevatori».
«Chiediamo al Governo, in questo caso al Ministero dell’agricoltura – concludono Lai, Forattini e Vaccari – di assumersi la propria responsabilità e di agire con la massima urgenza non solo nell’accompagnamento alla dimensione epidemiologica ma anche sul piano economico delle imprese. L’emergenza è nazionale, non regionale. E l’Europa ha già previsto gli strumenti per affrontarla anche in Italia. Non si perda altro tempo».