“Sul bilancio della Camera è stato approvato il mio ordine del giorno n. 14 che chiede di informare tutti i parlamentari sulle singole voci di spesa della neo costituita società in house. Ciò consentirà la massima trasparenza, finora garantita solo ai componenti dell’ufficio di presidenza, sul rilevante impegno di spesa che la Camera dovrà sostenere a favore della stessa società (15 milioni di euro) sulla quale permangono dubbi e critiche che i riscontri economici degli ultimi mesi confermano. Positivo inoltre l'accoglimento di una proposta che ho avanzato insieme alla vicepresidente Ascani per il gruppo PD, di inserire in alcuni odg presentati da colleghi della maggioranza l’impegno a trasformare i contratti dei dipendenti, attualmente in servizio e che successivamente saranno assunti, della Società in house da part time a tempo pieno. Questo attesta, se mai vi fossero dubbi strumentalmente veicolati, che le nostre riserve non erano legate alla necessità di dare certezze di stabilità e salariali ai lavoratori ma erano e rimangono conseguenza delle modalità frettolose, unilaterali e non tecnicamente riflettute, con le quali si è costituita la stessa società in house. Da oggi monitoreremo la coerenza sugli impegni presi e ci auguriamo che non vi siano più atti d'imperio a maggioranza sulla società CD Servizi”.
Così il segretario di Presidenza della Camera e capogruppo Pd in commissione Ecoreati, Stefano Vaccari.
“La proposta di legge che abbiamo presentato assieme al collega Simiani vuole proporre una nuova alleanza tra l’ippicoltura e il settore agricolo, le imprese agricole che hanno visto nascere e crescere l’ippicoltura nel nostro paese. La nostra proposta intende dare lo stesso trattamento fiscale all’ippicoltura e sviluppare in modo sistematico una filiera, quella agricola, che oggi vive momenti di grande difficoltà e quindi di conseguenza anche dare un futuro a tutte le professioni connesse alle attività equestri e agricole”. Lo ha detto Stefano Vaccari, deputato Pd e segretario di presidenza della Camera, in conferenza stampa di presentazione della proposta di legge del Pd sulla Disciplina dell’ippicoltura e le disposizioni per la promozione delle attività equestri, di cui è co-firmatario con il collega Marco Simiani.
Conferenza stampa oggi, mercoledì 23 luglio alle ore 13 presso la Sala stampa di Montecitorio.
“Serve un quadro normativo chiaro, moderno e coerente per un settore strategico per l’economia rurale, la cultura agricola e il benessere animale come quello dell’ippicoltura e delle attività equestri”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati Pd Marco Simiani e Stefano Vaccari, in merito alla loro proposta di legge “Disciplina dell’ippicoltura nonché disposizioni per la promozione delle attività equestri e il benessere degli equidi” che verrà presentata oggi, mercoledì 23 luglio alle ore 13 presso la Sala stampa di Montecitorio.
“Il comparto equestre - aggiungono i deputati dem - nonostante la sua importanza storica e socioeconomica, è stato per troppo tempo lasciato in un limbo normativo e fiscale che ha penalizzato allevatori, operatori e territori. È arrivato il momento di riconoscere pienamente l’ippicoltura come attività agricola, con tutti i diritti e le agevolazioni del settore primario. La proposta di legge si pone, in questa direzione, obiettivi diversificati: dal riconoscimento dell’ippicoltura come attività agricola, con relativa estensione del regime fiscale e previdenziale agevolato, alla valorizzazione delle attività connesse, come la doma, l’addestramento, il turismo equestre e l’ippoterapia. Tra i punti centrali della proposta anche la pensione equina, ovvero la possibilità per le aziende agricole di ospitare cavalli a fine carriera in modo etico e sostenibile, e la regolamentazione delle professioni equestri, con particolare attenzione alla figura del maniscalco, oggi priva di un adeguato riconoscimento giuridico nonostante il suo ruolo essenziale per il benessere degli animali".
“La nostra proposta - concludono Simiani e Vaccari - prevede inoltre misure concrete per incentivare l’occupazione giovanile nel settore equestre, sostenere le imprese che investono in turismo rurale e attività terapeutiche con i cavalli, e valorizzare le tradizioni agricole legate al cavallo come parte del patrimonio culturale italiano. Il rilancio dell’ippicoltura non è solo una scelta economica, ma anche culturale e ambientale. Integrazione tra cavalli e agricoltura significa sviluppo sostenibile delle aree interne, tutela della biodiversità, promozione del benessere animale e nuove opportunità per i territori rurali”
Conferenza stampa domani mercoledì 23 luglio alle ore 13 presso la Sala stampa di Montecitorio.
“Serve un quadro normativo chiaro, moderno e coerente per un settore strategico per l’economia rurale, la cultura agricola e il benessere animale come quello dell’ippicoltura e delle attività equestri”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati Pd Marco Simiani e Stefano Vaccari, in merito alla loro proposta di legge “Disciplina dell’ippicoltura nonché disposizioni per la promozione delle attività equestri e il benessere degli equidi” che verrà presentata domani mercoledì 23 luglio alle ore 13 presso la Sala stampa di Montecitorio.
“Il comparto equestre - aggiungono i deputati dem - nonostante la sua importanza storica e socioeconomica, è stato per troppo tempo lasciato in un limbo normativo e fiscale che ha penalizzato allevatori, operatori e territori. È arrivato il momento di riconoscere pienamente l’ippicoltura come attività agricola, con tutti i diritti e le agevolazioni del settore primario. La proposta di legge si pone, in questa direzione, obiettivi diversificati: dal riconoscimento dell’ippicoltura come attività agricola, con relativa estensione del regime fiscale e previdenziale agevolato, alla valorizzazione delle attività connesse, come la doma, l’addestramento, il turismo equestre e l’ippoterapia. Tra i punti centrali della proposta anche la pensione equina, ovvero la possibilità per le aziende agricole di ospitare cavalli a fine carriera in modo etico e sostenibile, e la regolamentazione delle professioni equestri, con particolare attenzione alla figura del maniscalco, oggi priva di un adeguato riconoscimento giuridico nonostante il suo ruolo essenziale per il benessere degli animali".
“La nostra proposta - concludono Simiani e Vaccari - prevede inoltre misure concrete per incentivare l’occupazione giovanile nel settore equestre, sostenere le imprese che investono in turismo rurale e attività terapeutiche con i cavalli, e valorizzare le tradizioni agricole legate al cavallo come parte del patrimonio culturale italiano. Il rilancio dell’ippicoltura non è solo una scelta economica, ma anche culturale e ambientale. Integrazione tra cavalli e agricoltura significa sviluppo sostenibile delle aree interne, tutela della biodiversità, promozione del benessere animale e nuove opportunità per i territori rurali”.
“Serve un quadro normativo chiaro, moderno e coerente per un settore strategico per l’economia rurale, la cultura agricola e il benessere animale come quello dell’ippicoltura e delle attività equestri”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati Pd Marco Simiani e Stefano Vaccari, in merito alla loro proposta di legge “Disciplina dell’ippicoltura nonché disposizioni per la promozione delle attività equestri e il benessere degli equidi” che verrà presentata mercoledì prossimo 23 luglio alle ore 13 presso la Sala stampa di Montecitorio.
“Il comparto equestre - aggiungono i deputati dem - nonostante la sua importanza storica e socioeconomica, è stato per troppo tempo lasciato in un limbo normativo e fiscale che ha penalizzato allevatori, operatori e territori. È arrivato il momento di riconoscere pienamente l’ippicoltura come attività agricola, con tutti i diritti e le agevolazioni del settore primario. La proposta di legge si pone, in questa direzione, obiettivi diversificati: dal riconoscimento dell’ippicoltura come attività agricola, con relativa estensione del regime fiscale e previdenziale agevolato, alla valorizzazione delle attività connesse, come la doma, l’addestramento, il turismo equestre e l’ippoterapia. Tra i punti centrali della proposta anche la pensione equina, ovvero la possibilità per le aziende agricole di ospitare cavalli a fine carriera in modo etico e sostenibile, e la regolamentazione delle professioni equestri, con particolare attenzione alla figura del maniscalco, oggi priva di un adeguato riconoscimento giuridico nonostante il suo ruolo essenziale per il benessere degli animali".
“La nostra proposta - concludono Simiani e Vaccari - prevede inoltre misure concrete per incentivare l’occupazione giovanile nel settore equestre, sostenere le imprese che investono in turismo rurale e attività terapeutiche con i cavalli, e valorizzare le tradizioni agricole legate al cavallo come parte del patrimonio culturale italiano. Il rilancio dell’ippicoltura non è solo una scelta economica, ma anche culturale e ambientale. Integrazione tra cavalli e agricoltura significa sviluppo sostenibile delle aree interne, tutela della biodiversità, promozione del benessere animale e nuove opportunità per i territori rurali”.
“Aumenta la criminalità agroambientale nel nostro Paese. Questo il dato inquietante che ci consegna il rapporto di Legambiente sulle ecomafie. Una crescita significativa visto che i reati superano ormai la soglia dei quarantamila. Di inquietante c’è che di fronte ad un fenomeno sempre più diffuso diminuiscono accertamenti e controlli con particolare riferimento al settore agroalimentare dove le verifiche legate al caporalato passano da 268 a 97 a dimostrazione che il rispetto della legalità continua ad essere evocata, davanti a soprusi e morti, per poi diventare occasionalità di intervento visto che non vengono attivate tutte le misure e le risorse a disposizione per consentire alle forze dell’ordine e agli ispettorati del lavoro di attivarsi con maggiore forza e continuità. E se cosche, reati e illeciti sono stati scoperti lo si deve proprio al prezioso e professionale lavoro di tanti servitori dello Stato ai quali il governo non offre condizioni di lavoro migliori”.
Così il capogruppo Pd in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Occorre dare più forza alla legge 60 del 2015 - aggiunge - che ha rappresentato un perno insostituibile di legalità, che ha consentito di ottenere i numeri registrati nel rapporto e quando l’approvammo eravamo consapevoli della portata storica di quel provvedimento. Se non piace più, e lo chiediamo al governo, lo si dica chiaramente. E comunque i dati del rapporto, ci segnalano la necessità di investire maggiormente la commissione d’inchiesta sulle ecomafie per entrare maggiormente nel merito di alcune tipologie di reati: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dalle violazioni al patrimonio archeologico a quelle del codice della navigazione anche nelle aree protette, dai reati contro gli animali agli incendi boschivi e ai reati contro la flora. Come gruppo PD in Commissione Ecomafie - conclude - sosterremo le richieste formulate dal rapporto di Legambiente di modifica e aggiornamento normativo per rendere più efficace l’azione di prevenzione che repressiva”.
“La coltivazione della castagna, oltre ad essere un fattore di sostentamento economico per molte comunità, costituisce un presidio decisivo anche dal punto di vista paesaggistico e del contrasto al fenomeno del dissesto idrogeologico. Nei 10,5 milioni di ettari occupati da boschi, la frazione investita a castagno rappresenta il 7,53 per cento di quella forestale, per un totale di circa 780mila ha. In questo contesto abbiamo chiesto al governo, con un ordine del giorno approvato dalla Camera nel Dl Montagna, di adottare iniziative normative volte ad istituire nello stato di previsione del ministero dell'Agricoltura un Fondo destinato a promuovere e favorire interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei castagneti dei territori montani di particolare pregio paesaggistico, storico e ambientale, abbandonati ed esposti al rischio di dissesto idrogeologico”.
“Così il segretario di Presidenza della Camera e deputato Pd in commissione Agricoltura, Stefano Vaccari.
“Con l’ordine del giorno n. 7 - aggiunge - che ho presentato a mia prima firma al Dl Montagna, insieme ai colleghi del Pd Forattini, Marino, Romeo, Andrea Rossi, ed accolto
dal Governo, abbiamo sottolineato che per i castagneti abbandonati e frammentati non vanno previste solo azioni di accorpamento fondiario ma anche forme di gestione associata che non modificano le piccole proprietà ma consentono di fare insieme gli interventi necessari per il recupero forestale e la commercializzazione dei prodotti e per invertire la tendenza allo spopolamento delle aree interne. Il rilancio dell'economia montana dovrà basarsi prevalentemente sulla valorizzazione del patrimonio forestale riservando risorse non solo al sostegno di questa attività ma anche alla formazione di professionalità, che ora scarseggiano o mancano completamente, indicate dai consorzi agroforestali e dalle associazioni di produttori presenti in montagna. Un segnale importante - conclude - per invertire la tendenza e sostenere un settore importante”.
“I dazi Usa sui prodotti agroalimentari italiani ed europei al 17% rappresenterebbero una tassazione insopportabile per le imprese e il comparto agricolo. Una scelta ignobile che si abbatterebbe sui consumatori con conseguenza di perdita di mercato per le nostre produzioni che faticherebbero a competere con le merci di scarsa qualità provenienti da altre parti del mondo. Senza contare che il 17% si sommerebbe alla svalutazione del 13,5% del dollaro dall'inizio dell'età Trump. I dati attestano che già c'è una riduzione significativa dell'export. Servirebbero spalle dritte ma il nostro governo le ha decisamente ricurve per non disturbare l'alleato Trump e non fa sentire come dovrebbe la voce dell'Italia in sede Europea a difesa delle nostre eccellenze e del settore agricolo”.
Così il segretario di Presidenza della Camera e capogruppo dem in commissione Ecoreati, Stefano Vaccari.
“Sul tema del gioco pubblico e del suo riordino il governo ha innestato la retromarcia. La riforma del gioco fisico è stata spostata in avanti al 31.12.2026, non si dovrà più operare una 'diminuzione' dell’offerta come da delega al Governo, ma solo una 'revisione'. In aggiunta non saranno più disponibili i dati sul gioco, si tornerà indietro sulla pubblicità degli operatori dell’azzardo, dopo l'abolizione dell’Osservatorio nazionale e la riduzione delle risorse per affrontare il problema. Tutto questo favorisce la crescita delle dipendenze e della ludopatia, e l'espansione della criminalità organizzata che pesca nel disagio e inquina il settore soprattutto online”. Lo dice Stefano Vaccari, deputato Pd e coordinatore dell'Intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d'azzardo a margine degli 'Stati Generali del Gioco d'azzardo' in corso nella Sala Matteotti della Camera.
“Il problema dell'azzardo gioco va analizzato e approfondito meglio soprattutto per la parte online, socialmente pericolosissimo vista la grande diffusione tra i minori. È chiaro che la normativa vigente non funziona”, sottolinea il deputato dem.
“Serve una riforma diversa, fondi per campagne di sensibilizzazione e informazione sui rischi dell’azzardo, fondi per contrastare e intervenire sulle dipendenze. Servono più controlli sulle giocate fisiche e online, e monitorare l’intera filiera del gioco per conoscere meglio chi sono gli esercenti e i consumatori. Oggi abbiamo tentato di fare dialogare le parti ma questo è un compito che spetterebbe al governo per definire una riforma condivisa”, conclude Vaccari.
“Sui dazi imposti dagli Stati Uniti il nostro Paese rischia di capitolare, ma dal governo Meloni solo parole di circostanza e nessuna iniziativa concreta per non disturbare l’alleato Trump. Si parla del 10% sui nostri prodotti ma in realtà si arriva al 23% con la svalutazione del 13% del dollaro dall’insediamento di Trump, come ha ricordato anche il presidente di Confindustria Orsini, ai quali aggiungere lo stop alla global minimum tax sulle multinazionali americane e l'accordo Nato per aumentare le spese per difesa e sicurezza al 5 per cento del Pil entro il 2035, con un costo aggiuntivo per i contribuenti italiani di oltre 400 miliardi di euro in dieci anni. Un vero e proprio disastro peraltro già certificato da alcuni dati preoccupanti che arrivano dal settore agroalimentare. Ad aprile, quando sono entrate in vigore le tariffe aggiuntive sulle merci di importazioni europee la crescita delle esportazioni di cibo made in Italy negli Stati Uniti è crollata al +1,3% rispetto al +28,7% dell’anno precedente
Si registra al contempo una diminuzione significativa di consumo di vino italiano negli Stati Uniti, 6,3 per cento in meno sia in quantità e sia nel giro d’affari. La media generale della domanda di vino negli Stati Uniti nel loro complesso segna un -14,4% rispetto a maggio 2024 e un -9%, considerando i primi 5 mesi dell’anno in corso. Ed allora prima di riempirsi la bocca di Eccellenze e Made in Italy il governo Meloni dovrebbe impegnarsi di più sul fronte europeo per alimentare quella trattativa vera che fino ad ora con l’Usa di Trump non vi è stata anche perché, erroneamente a quanto si pensa, l’Italia non esporta solo prodotti di lusso che potrebbe non risentire dell’aumento del prezzo ma anche e soprattutto prodotti dai costi più contenuti e per un mercato di acquirenti molto più vasto. Intanto in Italia riprende la crescita dell’inflazione e l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima ricadute, per una famiglia media, pari a +535,50 euro annui, di cui +174,60 euro solo nel settore alimentare”.
Così il capogruppo Pd in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
Riforma nasca da confronto e tuteli persona
Si svolgerà domani, giovedì 3 luglio, dalle ore 15 alle ore 18, nella Sala Matteotti della Camera dei Deputati, in Piazza del Parlamento 19, il convegno “Gli Stati Generali del Gioco. La riforma nasca dal confronto e rimetta al centro la tutela della persona”.
A promuovere l’evento la Fondazione Bruno Buozzi e l’Intergruppo Parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d'azzardo. Presiede e coordina Luciana Cimino, giornalista de Il Manifesto. Introduce Giorgio Benvenuto, presidente Fondazione Bruno Buozzi. Partecipano: Gennaro Schettino, presidente Agic; Antonio Giuliani, dirigente Ufficio Gioco a distanza e scommesse, Direzione Giochi/Adm; Paolo Jarre, psicoterapeuta; Don Armando Zappolini, Mettiamoci in gioco; Geronimo Cardia, presidente Acadi; Riccardo Pedrizzi, già presidente commissione Finanze XIV legislatura Senato; Emmanuele Cangianelli, presidente Egp Fipe Confcommercio; Stefano Locatelli, vicepresidente Anci; Massimo Fabi, assessore Regione ER e coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni; cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente Cei (in videomessaggio); i parlamentari componenti dell'Intergruppo.
Conclude Stefano Vaccari, coordinatore dell’Intergruppo parlamentare e segretario di Presidenza della Camera.
Per accreditarsi scrivere a segreteria.vaccari@camera.it.
Riforma nasca da confronto e tuteli persona
Si svolgerà giovedì 3 luglio, dalle ore 15 alle ore 18, nella Sala Matteotti della Camera dei Deputati, in Piazza del Parlamento 19, il convegno “Gli Stati Generali del Gioco. La riforma nasca dal confronto e rimetta al centro la tutela della persona”.
A promuovere l’evento la Fondazione Bruno Buozzi e l’Intergruppo Parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d'azzardo. Presiede e coordina Luciana Cimino, giornalista de Il Manifesto. Introduce Giorgio Benvenuto, presidente Fondazione Bruno Buozzi. Partecipano: Gennaro Schettino, presidente Agic; Antonio Giuliani, dirigente Ufficio Gioco a distanza e scommesse, Direzione Giochi/Adm; Paolo Jarre, psicoterapeuta; Don Armando Zappolini, Mettiamoci in gioco; Geronimo Cardia, presidente Acadi; Riccardo Pedrizzi, già presidente commissione Finanze XIV legislatura Senato; Emmanuele Cangianelli, presidente Egp Fipe Confcommercio; Stefano Locatelli, vicepresidente Anci; Massimo Fabi, assessore Regione ER e coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni; cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente Cei (in videomessaggio); i parlamentari componenti dell'Intergruppo.
Conclude Stefano Vaccari, coordinatore dell’Intergruppo parlamentare e segretario di Presidenza della Camera.
Per accreditarsi scrivere a segreteria.vaccari@camera.it.
A Modena situazione catastrofica, ripristinare dignità
“La Costituzione italiana, all’articolo 27, stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Nelle carceri italiane avviene tutt’altro. Sovraffollamento, assenza di servizi, strutture fatiscenti, personale insufficiente sono fatti che segnano negativamente la vita di tutti, reclusi e personale. Autorevolmente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilevato le abnormi criticità. Dal governo però, a cominciare dal ministro Nordio, solo parole di circostanza che non lasciano intendere alcuna iniziativa di immediato intervento. Anzi, l’unico obiettivo del governo è quello di dare l’impressione che si occupa di sicurezza aumentando pene e reati e nominando commissari che gestiscono la routine. Invitiamo Nordio e la presidente Meloni a visitare gli istituti penitenziari. Vadano anche a Modena, dove sono stato con la senatrice Rando e il consigliere comunale Luca Barbari e si troveranno di fronte, nonostante il prezioso lavoro svolto dalla direzione, dalla polizia penitenziaria e dagli operatori sanitati e sociali, ad una situazione catastrofica. Più della metà di detenuti in più, ora 586. Nelle celle la temperatura supera i 50 gradi perché l’impianto elettrico è vetusto e non sopporta il carico di ventilatori aggiuntivi, vi sono infiltrazioni d’acqua negli interrati. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Nordio per sapere come intende risolvere le gravissime e diversificate problematiche e se non ritiene di attivare un piano straordinario di intervento per la casa circondariale di Modena, per ripristinare la dignità umana oggi negata, promuovendo al contempo trasparenza, umanità ed equità nel trattamento dei detenuti, aumentando altresì la dotazione di personale oggi rapportato alla capienza originaria, e mettendolo nelle condizioni di svolgere al meglio il loro prezioso lavoro”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Decreto Sicurezza un vero disastro. A certificarlo la Corte di Cassazione con la relazione dell'Ufficio del Massimario e del Ruolo, Servizio Penale. Cosa diranno ora Meloni e le destre Che è sempre colpa dei giudici politicizzati o che, come si dovrebbe, avvieranno una rigorosa riflessione per correggere le astruse e pericolose norme approvate? Non siamo in realtà così ottimisti poiché è ormai chiaro che le destre non vogliono governare ma comandare, su tutto e su tutti, anche annullando i poteri di equilibrio e di bilanciamento imposti dalla Costituzione. Ed allora continuano ad abusare della decretazione d'urgenza anche quando le circostante non lo consentirebbero, mettendo insieme argomenti tra loro eterogenei”.
Così il capogruppo Pd in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Severa - aggiunge - è la critica della Cassazione su questa metodologia ma anche nel merito sono molti i rilievi che attestano l'esuberanza legislativa del governo pronta a colpire il dissenso anche quello pacifico, ad aggravare le criticità nelle carceri, a superare il buon senso con l'allargamento dello spettro dei reati e delle pene.
Come se non bastasse il governo si inventa la misura proibizionista sulla canapa in spregio alle regole comunitarie e inventandosi una pericolosità inesistente. Mettono sul lastrico un intero comparto senza prevedere periodi transitori per consentire, attraverso sostegni economici dovuti, la riconversione delle imprese. Ed ora? Sorgeranno conflitti costituzionali e ci saranno vertenze nel Tribunali. Non se ne sentiva davvero il bisogno - conclude - ma ancora una volta in sede di governo si ragiona con la pancia e le manette anziché utilizzare testa e costituzione per rispondere agli interessi del Paese”.
“Manifestano per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro ed ora rischiano dopo l'approvazione del decreto Sicurezza di essere denunciati perché a Bologna i metalmeccanici hanno imboccato la tangenziale bloccando il traffico. Assurdo che possa succedere ed assurdo che possano essere colpiti lavoratori che rivendicano certezza di diritto per il lavoro che svolgono. A questo si è arrivati con il governo Meloni che pur di tarpare le ali alla protesta e al dissenso ha fatto approvare norme liberticide e da stato di polizia. Piena solidarietà a quei lavoratori. Saremo al loro fianco nelle giuste battaglie che stanno portando avanti”.
Così il segretario di Presidenza della Camera e capogruppo Pd in commissione Ecoreati, Stefano Vaccari.