“Il ministro della Giustizia Carlo Nordio deve chiarire la presenza di esponenti del DAP alle cene con l’ex sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove presso il ristorante “Bisteccherie d’Italia”. È necessario fare piena luce su questi episodi e chiarire di cosa si sia discusso in quelle occasioni, alle quali avrebbero partecipato anche persone oggi detenute. Se, come dichiarato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, non vi è alcuna intenzione di coprire responsabilità o zone d’ombra, allora Nordio deve chiarire senza indugi quanto accaduto e fornire tutte i chiarimenti necessari e spiegare se ritiene opportuno che queste persone restino al loro posto”. Lo ha detto intervenendo in Aula alla Camera dei deputati, Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico e deputata PD chiedendo un’informativa urgente al ministro della Giustizia.
“Ci tengo a ribadire anche da parte mia la solidarietà alla Presidente del Consiglio. Non è questa la postura che si deve avere nei confronti del nostro Paese”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta a SkyTg24 sulle parole di Donald Trump su Giorgia Meloni.
“Lo dicevamo da tempo, questo linguaggio e postura di Trump è sbagliata dall’inizio, c’è però voluto l’attacco al Papa per prendere le distanze - ha proseguito la deputata dem - Il Governo ora può togliere ogni ambiguità, o almeno io mi aspetto questo, soprattutto dopo le gravi ulteriori parole del vice Vance: stiamo tornando a prima del 1861 perché Cavour era decisamente più avanzato, stanno perdendo la misura e se questa è la linea ora il nostro Paese deve smarcarsi dall’approccio”.
“Non vuol dire che ci discostiamo dalla collocazione atlantista, è Trump semmai che lo sta facendo, ma continuare a esserlo non vuol dire servilismo nei confronti del presidente USA. Serve un salto di qualità che fino a oggi salvo le parole tardive non c’è stato” ha concluso Gribaudo.
“L'accordo di Associazione Ue-Israele è diventato il simbolo della doppia morale, del doppio standard, dei Paesi europei. La possibilità di sospendere questo accordo è oggi essenzialmente nelle mani dell'Italia: se il nostro Paese cambia posizione, si raggiunge la maggioranza necessaria per modificare quell'accordo. L'Italia è il principale impedimento affinché l'Unione Europea, dopo anni di inerzia, possa finalmente assumere una posizione che ne salvi la dignità, i suoi valori di fondo, il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale, delle istituzioni multilaterali, che in Medio Oriente vengono calpestate a causa del governo Netanyahu. La sospensione del rinnovo automatico del memorandum di cooperazione militare è stata tardiva, ma necessaria. Ora però per raggiungere effetti concreti occorre coerenza. Avevamo chiesto al governo di compiere un’azione concreta, una scelta di campo, riguardo alla sospensione dell'accordo di Associazione Ue-Israele e invece non abbiamo avuto alcuna risposta. Questo purtroppo ci preoccupa molto, perché non riscontriamo la serietà necessaria a voler intraprendere una strada chiara di condanna dell'operato del governo Netanyahu e di azione positiva per il perseguimento della pace”.
Così il deputato dem e responsabile Esteri del Pd, Giuseppe Provenzano, replicando al governo in commissione Esteri alla Camera.
“Cosa pensano la Presidente del Consiglio e il Ministro della Cultura dell’iniziativa della Lega sulla Biennale di Venezia? Condividono la posizione che il partito del vicepremier Salvini sta portando avanti in Europa oppure no?” Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari europei della Camera.
“Sulla vicenda della Biennale siamo di fronte a un fatto politico gravissimo: una forza di maggioranza sceglie di muoversi in totale autonomia in Europa, nonostante le dichiarazioni della Presidente del Consiglio e del Ministro della Cultura, assumendo una posizione di fatto opposta a quella espressa dal Governo.”
“È una scelta che rappresenta un attacco diretto alla linea indicata dalla Presidente del Consiglio e dal Ministro della Cultura, e che certifica una frattura evidente all’interno della maggioranza. Sono fuori controllo”. “La Presidente del Consiglio ha infatti rivendicato il ruolo del Governo nella politica estera, mentre il Ministro della Cultura ha preso le distanze dal Presidente della Fondazione della Biennale. In questo quadro già confuso, la Lega interviene direttamente presso le istituzioni europee con una propria linea, diversa e incompatibile con quella dell’Esecutivo.”
“È evidente che non esiste una posizione unitaria. Ci chiediamo allora: chi guida davvero la politica culturale ed estera del Paese? Chi rappresenta l’Italia nel confronto con l’Unione Europea? Chiediamo al Governo di chiarire immediatamente quale sia la posizione ufficiale dell’Italia sulla Biennale e nei rapporti con l’Unione Europea, mettendo fine a questo caos e assumendosi la responsabilità politica delle proprie scelte.”
“Oggi, a meno di un’ora dall’inizio della seduta della Commissione Cultura e Istruzione della Camera nella quale si sarebbero dovuti votare gli emendamenti, la riforma del reclutamento del personale docente dell’Università è stata ritirata dall’ordine del giorno. Pochi minuti prima la Ministra Bernini con un comunicato stampa ha annunciato la volontà di aprire al dialogo con le opposizioni sulla riforma e di organizzare un incontro strutturato a tal fine.
In commissione però di fronte alle richieste dei capigruppo di Pd, M5S, IV ed AVS di capire come sarebbe proseguito l’iter e le ragioni di questa novità non è arrivata nessuna risposta.
Si tratta della prima volta dall’inizio della legislatura che questo accade, quindi è importante capire se l’apertura di questo dialogo ha delle reali finalità di modifica della riforma precedentemente proposta e approvata al Senato.
Noi per il bene dell’Università italiana ci auguriamo che le aperture siano reali e ribadiamo la nostra disponibilità a confrontarci, portando al tavolo le proposte unitarie che le opposizioni hanno elaborato. Se si aprirà un tavolo di confronto, noi rimarcheremo la necessità di legare la riforma del reclutamento alla vera questione cruciale, quella del precariato della ricerca.
Ci sono circa 30.000 ricercatori e ricercatrici che sono state già espulsi o rischiano di essere espulsi a breve dal sistema universitario, a causa dei tagli e della fine del PNRR”. Così i capigruppo in commissione istruzione di Pd, M5S, AVS e IV Irene Manzi, Antonio Caso, Elisabetta Piccolotti e Roberto Giachetti.
“Ricordare Amendola nel centenario della morte significa in primo luogo non dimenticare che cosa è stato il fascismo, la sua natura violenta e autoritaria, altro che ‘Mussolini ha fatto anche cose buone’. Condurrà una battaglia senza quartiere sia in Parlamento sia delle colonne de ‘Il Mondo’, contro la violenza squadrista. Amendola, liberale intransigente, non si farà mai intimidire. Nonostante il 26 dicembre del 1923 fosse stato bastonato dai fascisti darà vita l’anno successivo all'Unione nazionale a cui aderiranno figure importanti e intellettuali dell'epoca tra cui Calamandrei e Rossi. Sarà tra i promotori dell'Aventino e forse dovremmo provare anche a riflettere meglio su quell'esperienza che oggi giudichiamo in maniera retrospettiva in modo negativo. Credo che la scelta legalitaria che fecero Amendola e Turati fosse una scelta giusta e in piena coerenza con quella di Giacomo Matteotti non rispondere alla violenza con la violenza. A loro venne a mancare l’apporto del capo dello Stato, il re, che tra la legalista e il fascismo scelse il secondo. In una lettera a Turati nel dicembre 1925 auspicava che ‘i figli e i nipoti benediranno la memoria di colori che non disperarono e che nel folto della notte più buia testimonieranno per l’esistenza del sole’. Se oggi viviamo nel sole della democrazia repubblicana, lo dobbiamo a uomini come Giovanni Amendola a cui oggi doverosamente abbiamo reso omaggio”.
Così Federico Fornaro, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula per commemorare la figura di Giovanni Amendola.
"Finalmente si è abbattuto il muro di silenzio che circondava la vicenda della Global Starnet Ltd, concessionaria per l’attivazione e la gestione operativa della rete telematica destinata al gioco. Una vicenda caratterizzata da violazioni degli obblighi concessori e fiscali, mancati versamenti di imposte, debiti rilevanti e sanzioni amministrative tuttora non integralmente saldate".
A fare luce sulla situazione è stata un’interrogazione parlamentare presentata dal gruppo Partito Democratico alla Camera, a prima firma dei deputati Stefano Vaccari e Virginio Merola, alla quale ha risposto oggi, per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la sottosegretaria Sandra Savino Albano.
«Ora i fatti sono finalmente noti e resi trasparenti, dichiarano i due parlamentari. La Global Starnet ha violato gli obblighi concessori e fiscali nel settore del gioco ed è stata condannata al pagamento di 395 milioni di euro. Di tale importo è stata versata solo una parte, mentre la società è nel frattempo entrata in amministrazione giudiziaria».
I deputati evidenziano inoltre come le attività connesse alla concessione siano state trasferite a una nuova società, la Global Srl, costituita ex novo nel 2025. «L’anomalia – sottolineano – è che, attraverso un meccanismo assimilabile a quello delle “scatole cinesi”, la concessione continua a essere operativa nella nuova configurazione societaria».
Da qui una serie di interrogativi rivolti al Governo: se l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli abbia effettuato tutte le verifiche necessarie sui requisiti di onorabilità, affidabilità e solidità patrimoniale del nuovo soggetto; se il Ministero disponga dei bilanci e della documentazione contabile sia della società originaria, oggi in amministrazione giudiziaria, sia della nuova società operativa; e se i passaggi societari che hanno consentito la continuità della concessione siano pienamente conformi alla normativa vigente.
«Per queste ragioni – concludono Vaccari e Merola – continueremo a incalzare il Governo attraverso ulteriori iniziative di sindacato ispettivo, al fine di valutare le risposte fornite e accertare eventuali responsabilità nelle procedure e nelle valutazioni effettuate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli».
“Mentre il ministro Lollobrigida utilizza la vetrina di Vinitaly per continuare a criticare l'Unione europea, resta il dubbio se il governo italiano si sia mosso seriamente per affrontare il problema del blocco dei fertilizzanti dovuto alla guerra sullo Stretto di Hormuz”. Lo dichiara la deputata PD Maria Stefania Marino durante il Question Time alla Camera con il ministro Lollobrigida.
“La crisi sullo Stretto del Golfo Persico, che sta facendo esplodere i costi dei fertilizzanti con aumenti del 50% - aggiunge la parlamentare - ha effetti immediati sui raccolti e sui prezzi di pane e pasta. Servono dunque scelte immediate, sostegno diretto agli agricoltori, lo stop ai costi aggiuntivi e un piano per rafforzare l'autonomia produttiva”.
“Alle promesse seguono i fatti altrimenti il governo continuerà a scaricare su imprese e cittadini l'ennesima crisi agricola che aumenta l'inflazione e l'insicurezza alimentare. Il tempo delle scuse, delle attese è finito: gli italiani vogliono fatti concreti”, conclude Marino.
“Per settimane, dopo la frana di Niscemi, abbiamo dovuto sorbirci le ‘lezioncine’, abbastanza supponenti ed arroganti, del ministro Musumeci e del capo della protezione civile siciliana, Salvo Cocina che bacchettavano i sindaci ed alludevano a specifiche omissioni e responsabilità da parte degli Enti locali. Oggi però, dall’alto della sua esperienza, Musumeci dovrebbe interrogarsi sull’opportunità di continuare a restare ministro della Protezione Civile, essendo indagato per una ipotesi di reato, commesso quando era Presidente della regione siciliana ma che è anche una materia di competenza del ministero di cui è a capo ”. Lo ha dichiarato ai cronisti a margine del dibattito alla Camera sul Dl Maltempo, il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato alla Camera, Anthony Barbagallo, dopo che la procura di Gela ha reso noto di avere indagato 13 persone per la mancata realizzazione delle opere di mitigazione, tra cui gli ultimi 4 presidenti della Regione siciliana.
“Dopo oltre 3 anni e mezzo di governo il ministero delle Infrastrutture ammette candidamente che non sono stati ancora quantificati i costi di progettazione per il passaggio di consegne da Sat ad Anas deciso e finanziato dal governo Draghi nel 2022. Adesso abbiamo la certezza che la destra ha deliberatamente rallentato questa procedura per sottrarre le risorse già stanziate e utilizzarle in altro modo. Il Mit ha addirittura chiuso ogni speranza su una rapida messa in sicurezza dei tratti maggiormente pericolosi, come quello in prossimità di Capalbio, rimandando ogni intervento al futuro passaggio di consegne da Anas e Sat. A questo punto è evidente che ogni nostra proposta per completare l’infrastruttura con Meloni e Salvini non potrà mai essere approvata. Sarà soltanto con il governo di centrosinistra che questa infrastruttura verrà realizzata”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera Marco Simiani, in merito alla risposta, in data odierna, del Mit ad una interrogazione sulla Tirrenica.
“La decisione della Città Metropolitana di Bari di attivare concretamente le opportunità offerte dalla Legge Berruto rappresenta una scelta di grande valore sociale. Essere i primi in Italia a tradurre questa norma in realtà è motivo di orgoglio per tutto il nostro territorio”.
Così Marco Lacarra, deputato barese del Partito Democratico.
“Aprire le palestre scolastiche anche nelle ore serali, nei giorni festivi e durante l’estate significa restituire spazi pubblici alle comunità, offrire nuove occasioni di pratica sportiva ai ragazzi e sostenere concretamente il lavoro delle associazioni sportive dilettantistiche. È una risposta concreta al bisogno di socialità, inclusione e benessere, soprattutto nei quartieri dove lo sport può diventare uno strumento decisivo di prevenzione del disagio e di contrasto al degrado”.
“Questa scelta dimostra che quando le istituzioni lavorano con visione e responsabilità si possono ottenere risultati concreti e immediati. Rendere le palestre scolastiche veri e propri presìdi aperti alla cittadinanza significa investire nel futuro dei nostri giovani e nella qualità della vita delle famiglie”.
“Voglio rivolgere un plauso al sindaco e al Consiglio della Città Metropolitana di Bari per aver colto fino in fondo lo spirito della Legge Berruto e aver dato un segnale forte: lo sport non è un lusso, ma un diritto e un presidio fondamentale di salute, educazione e coesione sociale.”
“Quanto accaduto in questa settimana è molto grave per le comunità colpite dal sisma del 2016. Parliamo di una situazione senza precedenti nella storia della ricostruzione, che riguarda uno dei cantieri più grandi d’Italia. Nonostante le difficoltà, mai era successo che un beneficiario del contributo si vedesse respingere dalla banca la richiesta di accesso ai fondi. Questo rischia di incrinare profondamente il rapporto di fiducia tra cittadini, terremotati e Stato, nonostante le rassicurazioni del commissario straordinario Guido Castelli, il quale afferma che il prossimo 27 aprile le spettanze alle imprese verranno regolarmente erogate”. Lo dichiara Augusto Curti, deputato del Partito Democratico, intervenendo sulle segnalazioni in merito ai blocchi nelle autorizzazioni dei pagamenti per la ricostruzione nel Centro Italia.
“Alla base della criticità - spiega l’esponente dem - vi sarebbe una comunicazione di Cassa Depositi e Prestiti agli istituti di credito coinvolti nella ricostruzione, in cui si segnalerebbe la mancanza di coperture finanziarie. Una situazione determinata dal mancato rifinanziamento, da parte del governo, di risorse fondamentali, in particolare per il pagamento delle rate dei mutui legati alla ricostruzione. È un fatto incredibile e di estrema gravità. Il Partito Democratico ha quindi presentato un’interrogazione parlamentare per chiarire quanto sta accadendo e per scongiurare conseguenze immediate sui territori”.
“Il nostro obiettivo – conclude Curti - è fare piena luce e soprattutto evitare il blocco dei cantieri. Sono convinto che una soluzione si troverà, anche grazie all’iniziativa che abbiamo messo in campo. Ma resta la delusione per un governo che si dimostra incapace di gestire questa emergenza. Non è la prima volta che le comunità colpite dal sisma del 2016 subiscono rallentamenti e incertezze. È inaccettabile: servono risposte immediate e garanzie concrete per assicurare continuità alla ricostruzione e dare certezze ai cittadini”.
“Il governo Meloni punisce con sanzioni spropositate chi osa utilizzare le parole “latte” o “formaggio” per i prodotti vegetali. È stato approvato il disegno di legge che tutela i prodotti agroalimentari ma nei fatti colpisce un settore innovativo, in crescita, made in Italy, fatto di artigiani e artigiane che producono prodotti sani, etici e compassionevoli, come i formaggi vegetali.
Questa è l’ennesima crociata ideologica senza senso da parte di Lollobrigida, come quella sulla carne coltivata, se non quello di fermare un cambiamento culturale sempre piú diffuso nella società per continuare a difendere un settore zootecnico al collasso e in particolare gli allevamenti intensivi.
Invece di ascoltare la scienza e lavorare per ridurre il consumo eccessivo di carne e derivati per il bene dell’ambiente, del clima e della salute pubblica, questo governo punisce chi produce in modo etico e sostenibile prodotti vegetali invocando il rischio che il consumatore possa essere tratto in inganno davanti a prodotti plant based. Semplicemente surreale”. Lo dichiara la deputata del Pd, Eleonora Evi.
Il Partito Democratico ha depositato un’interrogazione a risposta in Commissione al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per chiedere chiarimenti su una bozza di decreto ministeriale relativa al riassetto organizzativo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
Lo rende noto la responsabile nazionale Giustizia del Pd, la deputata democratica Debora Serracchiani.
Nel testo - sottoscritto anche dai componenti dem della
Commissione giustizia della Camera Gianassi, Lacarra, Scarpa e Di Biase - si richiama il decreto del Presidente della Repubblica n. 189 del 2025, che ha istituito la Direzione generale delle specialità del Corpo di polizia penitenziaria, alla quale è attribuito un ruolo di coordinamento di diverse articolazioni operative particolarmente sensibili, tra cui il Gruppo operativo mobile, il Gruppo di intervento operativo, l’Ufficio per la sicurezza e la vigilanza e il Nucleo investigativo centrale. Queste strutture, secondo l’assetto vigente, restano comunque alle dipendenze funzionali del Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, la bozza di decreto ministeriale in esame andrebbe oltre questo perimetro, prevedendo che tali articolazioni operative non rispondano più direttamente al Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ma siano poste alle dipendenze della nuova Direzione generale delle specialità.
Una modifica che, secondo il Pd, determinerebbe un cambiamento sostanziale dell’assetto delle competenze, trasformando il ruolo della Direzione generale da funzione di coordinamento a rapporto di vera e propria dipendenza gerarchica. Una distinzione considerata rilevante perché inciderebbe direttamente sull’equilibrio dei poteri e sulle responsabilità amministrative all’interno dell’amministrazione penitenziaria, alterando il rapporto tra strutture operative e vertice del Dipartimento. L’interrogazione chiede a Nordio di chiarire dal momento che la differenza tra coordinamento e dipendenza gerarchica non sia solo formale, ma produca effetti concreti sull’organizzazione e sulla catena delle responsabilità.