20/04/2026 - 14:17

“Prendiamo atto della proposta parlamentare avanzata da esponenti della maggioranza per modificare il Codice dell’ordinamento militare, con l’obiettivo di rafforzare la prevalenza dello Stato nelle aree militari anche rispetto ai profili ambientali e sanitari. Non si tratta di un’iniziativa estemporanea: è evidente che per scrivere questi contenuti esiste un’elaborazione maturata in ambiti tecnici, e questo la rende ancora più rilevante e insidiosa. Siamo inoltre di fronte a una tendenza che va fermata. Negli ultimi anni, con le norme sulle materie critiche e sulle aree idonee, si è già costruito un sistema in cui lo Stato decide su energia, infrastrutture e aree militari, con un ruolo della Regione ridotto o spesso superabile”.

Così Silvio Lai, deputato democratico e segretario regionale del Pd in Sardegna.

“La Sardegna - aggiunge - lo vive più di altri territori, perché concentra una quota rilevante di servitù militari ed è oggi al centro della transizione energetica.
In questo contesto, anche iniziative di singoli parlamentari che vanno nella direzione di rafforzare la supremazia statale non possono essere sottovalutate. Il punto non è mettere in discussione la difesa nazionale o gli obiettivi energetici del Paese. Il punto è come si decidono queste scelte e con quali garanzie per i territori. Non è accettabile che il ruolo della Regione sia ridotto a un passaggio formale. Per questo - conclude - chiediamo al Governo di chiarire la propria posizione e di escludere ogni intervento che riduca ancora le prerogative regionali: su salute e ambiente non possono esistere zone grigie”.

 

20/04/2026 - 14:08

“Prendiamo atto della proposta parlamentare avanzata da esponenti della maggioranza per modificare il Codice dell’ordinamento militare, con l’obiettivo di rafforzare la prevalenza dello Stato nelle aree militari anche rispetto ai profili ambientali e sanitari. Non si tratta di un’iniziativa estemporanea: è evidente che per scrivere questi contenuti esiste un’elaborazione maturata in ambiti tecnici, e questo la rende ancora più rilevante e insidiosa. Siamo inoltre di fronte a una tendenza che va fermata. Negli ultimi anni, con le norme sulle materie critiche e sulle aree idonee, si è già costruito un sistema in cui lo Stato decide su energia, infrastrutture e aree militari, con un ruolo della Regione ridotto o spesso superabile”.

Così Silvio Lai, deputato democratico e segretario regionale del Pd in Sardegna.

“La Sardegna - aggiunge - lo vive più di altri territori, perché concentra una quota rilevante di servitù militari ed è oggi al centro della transizione energetica.
In questo contesto, anche iniziative di singoli parlamentari che vanno nella direzione di rafforzare la supremazia statale non possono essere sottovalutate. Il punto non è mettere in discussione la difesa nazionale o gli obiettivi energetici del Paese. Il punto è come si decidono queste scelte e con quali garanzie per i territori. Non è accettabile che il ruolo della Regione sia ridotto a un passaggio formale. Per questo - conclude - chiediamo al Governo di chiarire la propria posizione e di escludere ogni intervento che riduca ancora le prerogative regionali: su salute e ambiente non possono esistere zone grigie”.

 

20/04/2026 - 14:06

“Quello in discussione è l’ennesimo decreto sulla sicurezza, e proprio per questo certifica il fallimento delle politiche del governo. Siamo di fronte a un provvedimento che non porta risorse nuove per le forze dell’ordine, non introduce innovazioni concrete e continua invece nella direzione sbagliata: aumentare le pene e inventare nuovi reati, misure che non servono assolutamente a nulla se non sono accompagnate da strumenti reali ed efficaci”. Lo ha dichiarato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico e deputato, intervenendo a margine dei lavori delle commissioni   parlamentari impegnate nell’esame del decreto sicurezza alla Camera. “Da mesi sindaci e amministratori locali chiedono interventi seri: più personale, più mezzi, più prevenzione e coordinamento sui territori. Questo decreto non risponde a nessuna di queste esigenze. È un provvedimento propagandistico che non migliora la sicurezza dei cittadini. Anche su un tema cruciale come la sicurezza – conclude Mauri – il governo Meloni dimostra tutta la sua inadeguatezza".

20/04/2026 - 12:12

“La scelta di associare il marchio di una piattaforma come Polymarket a una società storica e popolare come la Lazio solleva interrogativi seri e non eludibili. Parliamo di un soggetto che opera in una zona grigia  e controversa sotto il profilo normativo e che, per caratteristiche, richiama dinamiche assimilabili al gioco e alla scommessa, in un contesto nel quale gli operatori autorizzati in Italia sono invece sottoposti a vincoli stringenti e a divieti molto chiari. Ritengo questa sponsorizzazione sbagliata e profondamente inopportuna perché rischia di aggirare nello spirito quelle tutele che il legislatore ha introdotto e deve ulteriormente introdurre per contenere la pressione commerciale sul gioco, soprattutto nel mondo dello sport, che ha un impatto fortissimo sui giovani e sulle fasce più esposte”.

 

20/04/2026 - 12:01

Lettera al Presidente per convocare commissioni.  

 

E’ in corso un tentativo da parte della maggioranza di indebolimento del procedimento legislativo che sempre più rischia di compromettere la capacità dell’Assemblea di deliberare in modo pienamente informato, anche su aspetti sensibili come diritti fondamentali e profili costituzionali.

È quanto denuncia una lettera al Presidente Fontana contro la decisione di non convocare le commissioni per i pareri sul Decreto Sicurezza inviata da Chiara Braga e Luana Zanella, capigruppo del Pd e di Avs alla Camera dei Deputati.

Di seguito il testo della lettera.

Egregio Presidente, Roma, 20 aprile 2026 Al Presidente della Camera dei deputati On. Lorenzo FONTANA SEDE con la presente si intende sottoporre alla Sua attenzione una questione di particolare rilievo concernente le modalità di esame del disegno di legge A.C. 2886, recante la conversione del decreto-legge in materia di sicurezza. Come è noto, il corretto svolgimento del procedimento legislativo, anche con riferimento ai disegni di legge di conversione dei decreti-legge, presuppone il pieno coinvolgimento delle Commissioni parlamentari competenti, sia in sede referente sia in sede consultiva, al fine di garantire una valutazione approfondita, sistematica e tecnicamente adeguata dei contenuti normativi. Nel caso di specie, il provvedimento è stato assegnato in sede consultiva alle Commissioni III (Affari esteri), IV (Difesa), V Bilancio e Tesoro), VI (Finanze), ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria, VII (Cultura), IX (Trasporti), XI (Lavoro), XII (Affari sociali), XIV (Politiche dell'Unione europea). Tuttavia, allo stato, risultano convocate per l'espressione del prescritto parere unicamente le Commissioni III (Affari esteri) e V (Bilancio e Tesoro), mentre le ulteriori Commissioni assegnatarie non risultano poste nelle condizioni di esercitare le proprie prerogative. È ben noto come nella prassi parlamentare non manchino precedenti di provvedimenti pervenuti all'esame dell'Assemblea in assenza dei pareri delle Commissioni in sede consultiva. Tuttavia, nel caso in esame, tale circostanza si inserisce in un quadro procedurale già compromesso, alla luce delle modalità con cui il decreto-legge è stato esaminato nel precedente ramo del Parlamento e della inaccettabile ristrettezza dei tempi disponibili presso la Camera. In tale contesto, la mancata attivazione della sede consultiva determinerebbe un ulteriore vulnus al corretto procedimento legislativo, incidendo in modo rilevante sulla pienezza del coinvolgimento delle Commissioni competenti, sulla qualità complessiva dell'istruttoria parlamentare e sulla possibilità per l'Assemblea di deliberare su un testo adeguatamente istruito sotto tutti i profili rilevanti, inclusi quelli costituzionali, ordinamentali, finanziari e di tutela dei diritti fondamentali. Alla luce di quanto sopra esposto, si chiede pertanto che la Presidenza voglia valutare l'opportunità di assumere le necessarie iniziative affinché tutte le Commissioni competenti in sede consultiva siano tempestivamente convocate e possano esprimere i rispettivi pareri sul disegno di legge A.C. 2886, in coerenza con le finalità di garanzia e di qualità della legislazione sottese al sistema delineato dal Regolamento della Camera. Confidando nella Sua attenzione al rispetto delle prerogative parlamentari e delle garanzie procedurali, si porgono distinti saluti.

Chiara Braga, Luana Zanella 

 

19/04/2026 - 13:39

"Con la norma introdotta dalla maggioranza nel decreto sicurezza siamo arrivati al paradosso inaccettabile dell'invenzione di un 'bonus remigrazione': un incentivo agli avvocati per favorire il rimpatrio dei migranti. Una scelta che racconta più di tante parole le priorità sbagliate di questo Governo". Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
"Parliamo di una misura che rischia di alterare il corretto equilibrio del sistema di tutela dei diritti, mettendo in discussione anche il ruolo e l’autonomia della difesa, che deve restare orientata esclusivamente all’interesse del cliente e non a meccanismi incentivanti. È per questo - sottolinea la deputata - che nella discussione alla Camera chiederemo la cancellazione di questa norma, come ha già fatto anche il Consiglio nazionale forense".
"È evidente – conclude Di Biase – che questo Governo ha perso di vista le vere emergenze del Paese, preferendo alimentare una narrazione ideologica piuttosto che dare risposte reali ai cittadini".

19/04/2026 - 12:02

“Desidero rivolgere, a nome mio personale, un sincero e sentito ringraziamento a S.E. Tserendorj Narantungalag per il lavoro svolto in Italia in questi anni e per il contributo offerto al rafforzamento dei rapporti tra i nostri due Paesi”. Lo dichiara Nicola Carè, presidente della sezione bilaterale di amicizia parlamentare Italia-Mongolia, in occasione della conclusione del mandato dell’Ambasciatrice della Mongolia in Italia.
“Nel corso di quasi quattro anni di servizio – aggiunge Carè – l’Ambasciatrice Narantungalag ha accompagnato con intelligenza, sensibilità istituzionale e spirito di dialogo una fase importante delle relazioni tra Italia e Mongolia, consolidando un legame fondato su rispetto, cooperazione e amicizia”.
“Il suo impegno ha rafforzato non solo il dialogo diplomatico, ma anche quello parlamentare, culturale e umano. A lei va il mio grazie più sincero; da parte dell’Italia, il saluto riconoscente di chi ne ha apprezzato la dedizione, la misura e la capacità di costruire ponti autentici tra i nostri popoli. Le auguro ogni bene per il futuro, certo che il segno lasciato dal suo mandato resterà vivo e prezioso nei rapporti tra Italia e Mongolia”, conclude il parlamentare dem.

18/04/2026 - 19:24

"Nutriamo grande apprensione per il destino del cittadino di origine indiana, in fin di vita, all’ospedale Ruggi di Salerno abbandonato davanti al pronto soccorso del nosocomio in fin di vita. Al momento non sappiamo quale sia la sua identità: è noto soltanto che è stato esposto ad agenti chimici pericolosi e che entrambi gli arti inferiori sono in cancrena. Abbiamo fiducia nella celerità con cui la magistratura interverrà nelle indagini. Chiediamo a tutti collaborazione: c’è una enorme emergenza che riguarda lo sfruttamento nei campi e in altri settori dove la manodopera di origine straniera viene usata come carne da macello. Non staremo zitti: mentre loro fanno decreti sicurezza  per lucrare sulle paure delle persone, noi chiediamo una legislazione che garantisca canali legali di ingresso nel nostro paese e sanzioni severe per chi in nome del profitto continua a tollerare condizioni disumane di lavoro". Lo dichiara il deputato e Capogruppo PD in Commissione Lavoro, Arturo Scotto.

18/04/2026 - 15:57

“Il blocco totale delle movimentazioni dei bovini in uscita dalla Sardegna è una misura non proporzionata, non supportata da evidenze scientifiche e con effetti economici pesantissimi per gli allevatori”. Lo dichiara il segretario del PD Silvio Lai che, con i deputati del Partito Democratico Ilenia Malavasi, Antonella Forattini, Gianni Girelli, Nadia Romeo, Andrea Rossi e Stefano Vaccari, Stefania Marino, ha presentato un’interrogazione al Ministro della Salute sul provvedimento adottato a seguito del focolaio di dermatite nodulare bovina (Lumpy Skin Disease) registrato nel Sarrabus.
“Dalla stessa comunicazione del Ministero – spiegano i parlamentari – emerge che il focolaio è localizzato e che le misure standard previste dalla normativa europea si basano su zone di protezione di 20 chilometri e di sorveglianza di 50 chilometri. Nonostante questo, si è scelto di bloccare l’intera Sardegna, senza una chiara motivazione tecnico-scientifica”.
“È una decisione che rischia di trasformare un problema sanitario circoscritto in una crisi economica regionale – proseguono – colpendo in particolare il Nord Sardegna e la Gallura, aree fortemente orientate all’esportazione dei capi verso i centri di ingrasso della penisola”.
I deputati Pd sottolineano inoltre che “la copertura vaccinale nell’isola supera il 98%, elemento che riduce significativamente il rischio di diffusione della malattia e che avrebbe dovuto orientare verso misure più mirate e proporzionate”. “Chiediamo al Governo – concludono i parlamentari PD – di chiarire le basi scientifiche della decisione, di verificare la coerenza con il principio di proporzionalità previsto dalle norme europee e soprattutto di prevedere una rapida revisione del provvedimento, consentendo la ripresa delle movimentazioni dalle aree indenni, nel rispetto delle necessarie condizioni di sicurezza sanitaria”.

18/04/2026 - 15:50

"Il Governo ha fatto scadere oggi la delega al Ministro del lavoro sui salari. Fu il trucchetto usato vigliaccamente dalla destra per affossare la proposta delle opposizioni del Salario minimo ormai due anni e mezzo fa. Abbiamo sempre contestato questa decisione, ma adesso sfiorano il ridicolo. Hanno scelto di rinviare per non decidere, privando l’Italia di uno strumento essenziale per contrastare il lavoro povero". Lo dichiara il deputato e Capogruppo PD in Commissione Lavoro, Arturo Scotto.
"La Ministra Calderone prima si è presa una delega e poi non l’ha esercitata per decisione di Giorgia Meloni. Nei fatti è stata sfiduciata: non si capisce a questo punto cosa resti a fare ancora al proprio posto. Ora parlano di decreto Primo Maggio: un’operazione spot che non garantirà nei fatti né lotta alla precarietà, nè recupero del potere d’acquisto di chi lavora. Tecnicamente si chiama truffa verso il Parlamento", conclude il parlamentare dem.

18/04/2026 - 15:01

“È passato quasi un anno dalla mia interrogazione parlamentare, ma a Barcellona Pozzo di Gotto nulla è cambiato: circa 10mila cittadini continuano a essere costretti a utilizzare un container come ufficio postale. Quella che doveva essere una soluzione temporanea è diventata una condizione permanente e inaccettabile, con persone costrette a fare la fila all’esterno, esposte a pioggia e vento, senza adeguate garanzie di privacy e accessibilità. Altro che progetto ‘Polis - Casa dei Servizi di Cittadinanza Digitale’: questa è la realtà di un servizio che non tutela i cittadini e mortifica un territorio già fragile”. Lo dichiara la deputata del PD Maria Stefania Marino.
“Ancora più grave è il contrasto con le scelte di Poste Italiane, che continua a registrare utili e a realizzare operazioni finanziarie e acquisizioni rilevanti sui mercati. Mentre cresce e investe, però, non garantisce servizi dignitosi nei territori e tradisce la propria missione di presidio pubblico e coesione sociale. Per questo chiediamo al governo e a Poste di intervenire subito per superare questa situazione indegna e restituire ai cittadini un servizio all’altezza degli impegni annunciati”, conclude la parlamentare dem.

18/04/2026 - 12:12

Stop al “panpenalismo”, più prevenzione e più agenti sul territorio. È questa la linea del Partito Democratico, che ha depositato circa 300 emendamenti al decreto legge sicurezza per cambiare profondamente il provvedimento. L’obiettivo, spiegano i dem, è chiaro: meno norme punitive “a effetto” e più interventi concreti per la sicurezza reale dei cittadini. Tra le proposte, una riduzione delle nuove fattispecie di reato e pene più proporzionate, per evitare un uso eccessivo del diritto penale.
Al centro anche la difesa dei principi costituzionali. Il Pd chiede di eliminare le norme che rischiano di introdurre responsabilità “automatiche”, come nel caso delle sanzioni ai genitori per i reati dei figli minori, ribadendo che la responsabilità deve restare personale. Un capitolo importante riguarda i giovani: meno repressione e più prevenzione. Gli emendamenti puntano a rafforzare servizi sociali, scuole e interventi educativi, con l’obiettivo di affrontare le cause del disagio e ridurre la recidiva.
Sulla sicurezza, i dem chiedono più presenza dello Stato: aumento delle assunzioni nelle forze di polizia, miglior trattamento economico e previdenziale, e migliori dotazioni.
Nel mirino anche le norme sulla sicurezza urbana, introducendo regole più chiare e controlli più rigorosi. Infine, la tutela del diritto di manifestare: il Pd propone di modificare le norme ritenute troppo restrittive, garantendo la possibilità di protestare pacificamente senza comprimere il dissenso democratico.
“Più sicurezza vera e meno propaganda”, è la sintesi politica degli emendamenti.

18/04/2026 - 12:09

"Il governo taglia la memoria per fare cassa sulla benzina. È questo il senso politico, prima ancora che contabile, della scelta contenuta nel decreto carburanti di marzo: ridurre le accise finanziando l’intervento con tagli lineari e opachi, che colpiscono anche presìdi fondamentali della cultura democratica del paese. Tra questi, in modo grave e inaccettabile, il Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, simbolo della memoria delle stragi nazifasciste, che si vede sottrarre circa 140 mila euro annui senza alcuna spiegazione. Una decisione che non è neutra né tecnica: è una scelta che colpisce un luogo dove si educano le nuove generazioni ai valori dell’antifascismo, della Costituzione e della convivenza civile". Lo dichiara il segretario del PD della Toscana Emiliano Fossi dopo aver depositato - insieme ai colleghi deputati dem Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Laura Boldrini, Marco Furfaro, Arturo Scotto e Christian Di Sanzo - una interrogazione parlamentare.
"Ridurre le risorse a Sant’Anna, mentre si registrano troppe assenze istituzionali nelle ricorrenze del 25 aprile e del 12 agosto, manda un segnale politico preciso e profondamente sbagliato: la memoria non è una priorità. Noi chiediamo al Ministro della Cultura di chiarire immediatamente e di intervenire per ripristinare integralmente i finanziamenti previsti dalla legge. Perché qui non si tratta solo di bilanci, ma della dignità della Repubblica e del rispetto dovuto alle vittime. Usare i luoghi della memoria come bancomat è una linea che va fermata: la memoria della Resistenza non si taglia, si difende", conclude Fossi.

17/04/2026 - 19:46

“Il decreto sicurezza ha già fallito, perché è in vigore da oltre 45 giorni e non è riuscito a garantire più sicurezza, perché ancora una volta interviene solo sulle norme per aumentare le sanzioni e le pene dopo, non per garantire maggiore prevenzione e presenza di forze dell'ordine nelle strade, attraverso tutti gli scorrimenti delle graduatorie che servono. Abbiamo aspramente criticato la forzatura di queste ore: stanno comprimendo gli spazi di confronto parlamentare perché vogliono evitare almeno il fallimento nella conversione del decreto. Però si è abbassata l’asticella: prima puntavano a garantire più sicurezza, adesso cercano in tutti i modi di evitare i fallimenti della conversione dei decreti” Dichiara Andrea Casu, deputato Pd intervistato da Rainews 24.

17/04/2026 - 19:30

"Oggi è la prima giornata mondiale del trasporto pubblico locale perché è fondamentale per tutti tranne che per Meloni e Salvini. Noi questa settimana come Partito Democratico insieme al Movimento 5 stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa abbiamo presentato una mozione unitaria per chiedere di potenziare le risorse del fondo nazionale dei trasporti, che è stato tagliato da questo governo, e la maggioranza invece ha difeso quei tagli. Questi tagli si scaricano sulle Regioni, sugli enti locali, sui passeggeri, sui lavoratori, creano quelle condizioni di trasporto che negli ultimi dati Eurostat ci dicono che l'Italia è il secondo paese in Europa, solo dopo dietro Cipro, per numero di persone che non utilizzano mai il trasporto pubblico locale: il 68%, 7 persone su 10. Cipro dal ‘74 è divisa da una linea verde, l'ultimo muro d'Europa, questo governo sta creando un altro muro che divide cittadini di serie A e cittadini di serie B, fra chi ha il diritto alla mobilità e chi non ce l'ha.” Dichiara Andrea Casu deputato Pd e Vice Presidente Commissione Trasporti.

 

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