“Polli lanciati contro le pareti, animali cannibalizzati vivi, carcasse in putrefazione tra gli altri animali. Quello che Report ha mostrato domenica scorsa non è uno scandalo isolato: è la normalità dell'allevamento intensivo basato su razze a rapido accrescimento. Una normalità che non possiamo più tollerare.
Ho presentato oggi un'interrogazione ai Ministri dell'Agricoltura e della Salute per chiedere conto di quanto accade negli allevamenti di riproduttori della filiera AIA, per sapere se i controlli esistano davvero e per pretendere un cambio di rotta sistemico.
Avevo già acceso i riflettori su questo sistema con la mia interrogazione sul white striping, la malattia muscolare visibile a occhio nudo sui petti di pollo, indice di sofferenza e di carne di qualità scadente. Allora come oggi, il problema è lo stesso: razze selezionate per crescere il più in fretta possibile, a spese degli animali e dei consumatori. Il Governo ci dica cosa intende fare”. Lo dichiara la deputata del Pd, Eleonora Evi, componente della commissione Ambiente della Camera.
“Bene che la Presidente Meloni riconosca anche a livello internazionale il lavoro fatto dal Parlamento italiano per la tutela dei minori nell’ambiente digitale. È un tema serio, che richiede responsabilità e coerenza.
Ora però si passi dalle parole ai fatti: il Governo tolga il blocco che di fatto tiene ferma al Senato la proposta di legge bipartisan, di cui sono prima firmataria alla Camera, e si proceda rapidamente alla sua approvazione.
Servono regole chiare e strumenti efficaci per proteggere i più giovani online, chiamando anche le piattaforme a una responsabilità piena. Il Parlamento è pronto: tocca al Governo dimostrarlo con i fatti” così Marianna Madia, deputata del Partito Democratico.
“Cinque lupi morti ad Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: un fatto gravissimo su cui la Procura di Sulmona ha aperto un’indagine. Sarebbero già dieci gli esemplari trovati senza vita nella stessa area. Serve fare piena luce e punire i responsabili.
È una mattanza. Ma non è un fatto isolato. È il frutto avvelenato di un clima politico che questo Governo ha deliberatamente coltivato.
Il Governo Meloni ha scelto di fare la guerra alla natura. Da mesi promuove politiche che indeboliscono la tutela della fauna, a partire dal DDL Malan-Lollobrigida, che vuole più armi in circolazione, più caccia, meno aree protette per la natura ed è fortemente osteggiato da decine di associazioni.
Quando si descrive il lupo come un problema da abbattere non ci si può stupire se qualcuno passa dalle parole ai fatti. Il lupo appenninico è un simbolo della biodiversità italiana e va difeso.
Esprimiamo solidarietà al Parco e chiediamo più risorse per la tutela delle aree protette. Chiediamo al Governo di ritirare il DDL Malan. E chiediamo a tutte le forze politiche, al di là degli schieramenti, un impegno trasversale e inequivocabile: un vero trattato di pace con la natura, perché quella natura non è nostra, è dei nostri figli”. Lo dichiarano in una nota congiunta, le deputate del PD Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
"Come già accaduto in Commissione Ambiente, ieri in Aula alla Camera dei Deputati, dopo il parere negativo del Governo, sono stati bocciati tutti gli emendamenti che avevamo presentato in occasione della conversione del cosiddetto Dl Niscemi per contrastare lo spostamento della Agenzia Italia Meteo dal Tecopolo di Bologna a Roma. Bocciata anche la proposta di compromesso che avrebbe mantenuto la sede operativa a Bologna e spostata a Roma solo la sede amministrativa. Si
conferma la scelta scellerata del Governo, volutamente punitiva per Bologna e l' Emilia-Romagna e dannosa per Il Paese, perché il Tecopolo dal punto di vista scientifico rappresenta la sede naturale per l' Agenzia. Continueremo la battaglia parlamentare, come gruppi del Partito Democratico, quando il provvedimento arriverà in Senato". Andrea De Maria e Virginio Merola deputati PD.
“Un uomo di 36 anni di nazionalità indiana è stato abbandonato davanti all’ospedale Ruggì di Salerno in condizioni gravissime. Con entrambe le gambe in stato di cancrena avanzata. Lavorava nei campi, il caporale lo ha scaricato come un sacco di patate davanti al nosocomio. Un episodio che ricorda quello di due anni fa a Latina di un altro bracciante Satnam Singh. Auspichiamo indagini celeri su questo trattamento al limite della bestialità. Presenteremo immediatamente una interrogazione: il caporalato è la principale piaga del lavoro nei campi”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Un’altra occasione persa di questa legislatura, quella del decreto legge maltempo. Sono passati tre mesi dal ciclone Harry e ancora i sindaci siciliani non hanno ricevuto in cassa neanche un euro delle somme stanziate.
La maggioranza - con il parere contrario del governo - ha bocciato tutti gli emendamenti del PD. Erano tutte proposte di buon senso volte a garantire più unità di personale e più risorse in modo da avere tempi più celeri per finanziare i progetti delle infrastrutture necessarie. Bocciato pure quello che prevedeva interventi specifici per eliminare lo sversamento delle fogne in mare che rappresenta - nel silenzio di troppi - una vergogna assoluta.
E non ci è piaciuto neanche l'approccio che ha avuto il centrodestra nei confronti dei lidi balneari.
Queste continue pacche sulle spalle ai gestori dei lidi - da parte dei procacciatori di voti del centrodestra -promettendo che prorogheranno la Bolskenstein è un modo insopportabile di prendere in giro coloro che con fatica continuano a gestire i lidi dopo i fatti del ciclone.
Abbiamo chiesto anche una delocalizzazione vera a proposito della frana di Niscemi; il contributo di autonoma sistemazione non è sufficiente, servono risorse per indennizzare coloro che hanno la casa o la propria attività nei pressi della zona rossa in modo che con gli indennizzi siano in condizioni di delocalizzare con una nuova attività e acquistare un nuovo immobile. Anche questa proposta è stata bocciata.
Siamo preoccupati che il governo dovrà ricorrere a nuove decretazioni d'urgenza o a un nuovo intervento dell'aula perché a fronte di tutte queste problematiche non sono arrivate al nostro giudizio risposte adeguate”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, deputato e segretario del Pd siciliano.
"Solidarietà al direttore de L'Espresso, Emilio Carelli, al reporter Pietro Masturzo e a tutta la redazione del settimanale per l'ignobile attacco subito per avere mostrato la verità di ciò che accade in Cisgiordania, ogni giorno, ai danni dei palestinesi.
Raccontare la quotidianità di quella terra è giusto e doveroso per chiunque interpreti il mestiere del giornalista nel modo più genuino e professionale. E questo ha fatto L'Espresso, come poche altre voci hanno fatto.
Le accuse di antisemitismo e, addirittura, di avere manipolato le immagini con l'intelligenza artificiale sono la reazione di chi vuole negare la realtà che è sotto gli occhi di tutti e tenta di intimidire e zittire le voci libere. Esattamente come accade a coloro che sono oggetto di esposti all'Ordine dei giornalisti perché continuano a raccontare il genocidio e i crimini commessi dal governo israeliano.
Noi stessi parlamentari abbiamo visto con i nostri occhi, durante le nostre missioni nei territori palestinesi occupati, ciò che succede: il governo israeliano ha instaurato un vero regime del terrore e di apartheid di cui i coloni sono l'avanguardia, protetti e sostenuti dall'esercito e dai ministri di Netanyahu.
Tutto questo non può e non deve passare sotto silenzio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Dopo la Lombardia, al via in Sardegna la seconda tappa del tour dei componenti del Partito democratico in commissione Agricoltura alla Camera. L’obiettivo è quello di avere un confronto diretto con il mondo agricolo e costruire una proposta politica fondata sui problemi reali delle imprese.
Alle tappe in Sardegna, da domani venerdì 17 a sabato 18 aprile, parteciperanno la capogruppo Antonella Forattini, Nadia Romeo e Stefano Vaccari, insieme ai parlamentari sardi, Silvio Lai, segretario regionale, e Marco Meloni, in un percorso di 10 incontri di ascolto che coinvolgerà imprese, associazioni di categoria e operatori del settore, oltre all’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Agus, al presidente della commissione Agricoltura regionale, Antonio Solinas, al vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni, e che si svilupperà nelle province di Sassari, Oristano e della Gallura.
Il comparto agricolo sta attraversando una fase complessa, segnata dall’aumento dei costi di produzione, dalla volatilità dei prezzi e da squilibri sempre più evidenti lungo la filiera, che troppo spesso scaricano il peso sulle imprese agricole. In Sardegna saranno visitate aziende di diversi settori dell’allevamento e della produzione casearia, vitivinicola e olivicola.
Il tour proseguirà nei prossimi mesi in altre regioni italiane (Emilia Romagna 4-5 giugno, Toscana 9-10 luglio), con l’obiettivo di restituire al Parlamento una fotografia reale delle condizioni del settore e avanzare proposte in grado di rafforzare la competitività e la sostenibilità dell’agricoltura italiana.
“Apprendiamo dalla stampa che nel nuovo istituto penale per minorenni di Rovigo, inaugurato da pochi mesi, si sarebbero verificati momenti di forte tensione e insubordinazione e che nella serata del 14 aprile un giovane detenuto ha tentato di togliersi la vita nella propria cella ed è stato salvato grazie al tempestivo intervento degli agenti della Polizia penitenziaria. Come ho appurato nella mia visita al penitenziario, l’istituto è di fatto ancora un cantiere: alcune aree risultano incomplete, diversi lavori non sono stati ultimati e mancano ancora infrastrutture essenziali per il pieno funzionamento della struttura”. Lo dichiara la deputata PD, Nadia Romeo che ha presentato un'interrogazione parlamentare per avere chiarezza e un pronto intervento del governo nell'istituto penale per minorenni di Rovigo.
“Ancora non sono presenti e operativi tutti i 45 poliziotti in dotazione – aggiunge la parlamentare - e risulta assente una mensa per il personale. Ma soprattutto manca un presidio stabile di sanità penitenziaria: il medico assegnato risulterebbe ancora in carico alla casa circondariale ed è l’unica unità disponibile, mentre il personale infermieristico viene reperito dalla medesima struttura”. “Queste e altre ulteriori criticità sulla sicurezza e compatibilità della struttura con il contesto urbano, rischiano di incidere in maniera significativa sul clima interno dell’istituto e sul benessere dei ragazzi, contribuendo ad alimentare situazioni di tensione e disagio”, conclude Romeo.
La deputata del Partito Democratico Laura Boldrini è intervenuta oggi alla Camera chiedendo un’informativa urgente del governo sulla situazione in Libano.
Boldrini ha denunciato l’escalation del conflitto e le conseguenze sulla popolazione civile, citando le migliaia di vittime e feriti, il milione e quattrocentomila sfollati, gli attacchi ad interi quartieri altamente popolati delle città del sud e nella capitale Beirut e a infrastrutture civili come acquedotti, “per usare la sete come arma di guerra”, a tutti i ponti sul fiume Litani. È il “modello Gaza”, ha sottolineato, “che fa tabula rasa di tutto, in modo indiscriminato.”Boldrini ha chiesto un’iniziativa politica dell’Italia e dell’Unione europea.
Nel suo intervento Boldrini ha invocato la necessità di “fermare Netanyahu”: “Va fermato per il genocidio a Gaza, va fermato per la pulizia etnica in Cisgiordania, va fermato per la guerra in Libano, va fermato per l’aggressione all’Iran, va fermato perché ha compromesso l’accordo per riaprire lo Stretto di Hormouz. E va fermato perché il suo obiettivo è “il grande Israele”, diventare potenza dominate dell’intero Medio Oriente a discapito degli altri paesi. E non va fermato con le esortazioni, perché così Benjamin Netanyahu non si ferma. Bisogna mettere le sanzioni, bisogna fare in modo che ci siano conseguenze pesanti che lui e i suoi ministri avvertano con forza”.
Boldrini ha anche sollecitato il governo a riferire in Parlamento su cosa intenda fare in ambito UE, sottolineando che il voto dell’Italia è determinante sulla sospensione dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele, un accordo basato sul rispetto dei diritti umani. “Tutti i diritti umani sono stati calpestati dal governo Netanyahu”, ha concluso e “quell’accordo non può continuare”.
"La decisione di Piantedosi di aprire un Cpr in Toscana, senza neanche un confronto reale con il territorio e con la Regione, è l'ennesima mossa propagandistica del governo per far credere all’opinione pubblica che sta rimpatriando gli immigrati irregolari. Non solo i Cpr esistenti non sono pieni, il che significa che non servono altre strutture, ma parliamo di un sistema di detenzione amministrativa che di fatto priva della libertà e di ogni diritto le persone trattenute, molte delle quali non hanno commesso alcun crimine, che poi vengono rilasciate perché non ci sono gli accordi di riammissione con i paesi di origine.
Pensare di realizzare un Cpr in Toscana, terra di accoglienza e di diritti, è uno sfregio al territorio e alla storia della Regione". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Questo Governo è quello che ha reso il PNRR un’occasione mancata e sprecata soprattutto sulle questioni energetiche e che ha tagliato il fondo Draghi sulle politiche industriali, senza però avere una proposta alternativa per sostenere la nostra economia”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta a SkyTg24.
“Si sta perdendo tempo e non si mette in campo nessuna azione concreta, senza ottenere risultati perché non si vogliono affrontare i nodi - ha proseguito la deputata dem - Anche in Parlamento si potrebbe intervenire più e meglio, soprattutto in una situazione di inflazione, gli spazi per dialogare c’erano”.
“Servirebbe la capacità di costruire delle risposte serie, perché la desertificazione industriale è in atto, anche negli ultimi quattro anni. Abbiamo un problema di salari e di lavoro povero: non deve accadere quanto successo nel 2022 e 2023 perché a pagarne il prezzo sono stati lavoratori e lavoratrici” ha concluso Gribaudo.
“Il ministro della Giustizia Carlo Nordio deve chiarire la presenza di esponenti del DAP alle cene con l’ex sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove presso il ristorante “Bisteccherie d’Italia”. È necessario fare piena luce su questi episodi e chiarire di cosa si sia discusso in quelle occasioni, alle quali avrebbero partecipato anche persone oggi detenute. Se, come dichiarato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, non vi è alcuna intenzione di coprire responsabilità o zone d’ombra, allora Nordio deve chiarire senza indugi quanto accaduto e fornire tutte i chiarimenti necessari e spiegare se ritiene opportuno che queste persone restino al loro posto”. Lo ha detto intervenendo in Aula alla Camera dei deputati, Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico e deputata PD chiedendo un’informativa urgente al ministro della Giustizia.
“Ci tengo a ribadire anche da parte mia la solidarietà alla Presidente del Consiglio. Non è questa la postura che si deve avere nei confronti del nostro Paese”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta a SkyTg24 sulle parole di Donald Trump su Giorgia Meloni.
“Lo dicevamo da tempo, questo linguaggio e postura di Trump è sbagliata dall’inizio, c’è però voluto l’attacco al Papa per prendere le distanze - ha proseguito la deputata dem - Il Governo ora può togliere ogni ambiguità, o almeno io mi aspetto questo, soprattutto dopo le gravi ulteriori parole del vice Vance: stiamo tornando a prima del 1861 perché Cavour era decisamente più avanzato, stanno perdendo la misura e se questa è la linea ora il nostro Paese deve smarcarsi dall’approccio”.
“Non vuol dire che ci discostiamo dalla collocazione atlantista, è Trump semmai che lo sta facendo, ma continuare a esserlo non vuol dire servilismo nei confronti del presidente USA. Serve un salto di qualità che fino a oggi salvo le parole tardive non c’è stato” ha concluso Gribaudo.
“L'accordo di Associazione Ue-Israele è diventato il simbolo della doppia morale, del doppio standard, dei Paesi europei. La possibilità di sospendere questo accordo è oggi essenzialmente nelle mani dell'Italia: se il nostro Paese cambia posizione, si raggiunge la maggioranza necessaria per modificare quell'accordo. L'Italia è il principale impedimento affinché l'Unione Europea, dopo anni di inerzia, possa finalmente assumere una posizione che ne salvi la dignità, i suoi valori di fondo, il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale, delle istituzioni multilaterali, che in Medio Oriente vengono calpestate a causa del governo Netanyahu. La sospensione del rinnovo automatico del memorandum di cooperazione militare è stata tardiva, ma necessaria. Ora però per raggiungere effetti concreti occorre coerenza. Avevamo chiesto al governo di compiere un’azione concreta, una scelta di campo, riguardo alla sospensione dell'accordo di Associazione Ue-Israele e invece non abbiamo avuto alcuna risposta. Questo purtroppo ci preoccupa molto, perché non riscontriamo la serietà necessaria a voler intraprendere una strada chiara di condanna dell'operato del governo Netanyahu e di azione positiva per il perseguimento della pace”.
Così il deputato dem e responsabile Esteri del Pd, Giuseppe Provenzano, replicando al governo in commissione Esteri alla Camera.