14/04/2026 - 17:17

La decisione della maggioranza di salvare Giusi Bartolozzi, nonostante le gravi ombre legate alle false dichiarazioni sulla vicenda Almasri è un segnale preciso: quando si tratta di tutelare i propri, la destra sceglie ancora una volta la chiusura invece della trasparenza e della responsabilità. Quella di aver rimpatriato un torturatore accusato di crimini contro l’umanità.

Così non si fa giustizia e si mina il principio di uguaglianza davanti alla legge. Un altro triste capitolo del modo in cui la destra svilisce le istituzioni favorendo logiche di potere e opacità.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

14/04/2026 - 16:59

“L’accordo raggiunto a Bruxelles tra Parlamento europeo e Consiglio UE sulle misure anti-sovraccapacità nel settore siderurgico è un segnale positivo che va nella direzione da noi sempre auspicata. Ridurre i volumi di importazione esenti da tariffa e innalzare il dazio fuori quota al 50% significa finalmente dotare l’industria europea di strumenti efficaci contro una concorrenza sleale che dura da anni, alimentata da chi non rispetta i nostri stessi standard sociali, ambientali ed energetici.
“Il nuovo criterio basato sul Paese di fusione e colata è un passo fondamentale contro le triangolazioni commerciali: è il level playing field che il Partito Democratico sostiene con forza. Tuttavia lo scudo europeo non può colmare il vuoto strategico del Governo Meloni. Le misure di Bruxelles migliorano il contesto esterno, ma non risolvono l'assenza di una strategia nazionale che ha trasformato la vicenda ex ILVA in una sequenza di interventi emergenziali a spese dei contribuenti e dei lavoratori. Chiediamo al Ministro Urso di cogliere questa finestra per venire immediatamente in Commissione e presentare finalmente quella visione industriale di lungo periodo che il settore attende. Il Governo esca dall’immobilismo: Taranto e l’acciaio italiano non possono più aspettare”.
Lo dichiara Vinicio Peluffo, deputato PD e vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Camera.

14/04/2026 - 16:34

“Le nuove stime del Fondo Monetario Internazionale confermano un quadro che desta forte preoccupazione: la crescita dell’Italia si ferma allo 0,5% nel 2026 e nel 2027, collocandoci ancora una volta tra i paesi meno dinamici in Europa. Non siamo di fronte a un semplice rallentamento ciclico, ma al segnale di una fragilità strutturale che il governo continua a sottovalutare.

La situazione geopolitica, e specialmente la guerra nel Golfo scatenata da Trump e Netanyahu a partire dalla crisi in Medio Oriente, incidono su tutte le economie europee e rischia di portare, secondo le valutazioni del Fmi a una recessione globale. Tuttavia, il confronto fra il nostro e altri paesi è eloquente: anche in un contesto difficile, economie come quella spagnola mostrano una capacità di crescita ben più sostenuta. Questo significa che le differenze nelle politiche economiche contano, e molto.

Serve un cambio di passo netto. Occorre rilanciare gli investimenti pubblici e privati, rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie, partendo dalla difesa dei salari e dal contrasto del fiscal drag, e sostenere il sistema produttivo con misure mirate alla transizione ecologica e digitale. È inoltre fondamentale non disperdere le risorse del PNRR, che rappresentano un’occasione irripetibile per modernizzare il Paese.

Come Partito Democratico continueremo a incalzare il Governo affinché metta al centro crescita, lavoro e coesione sociale, evitando scelte miopi che rischiano di aggravare ulteriormente il rallentamento in atto”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera.

 

14/04/2026 - 16:33

“L'incresciosa saga del caso Almasri, nota come la genuflessione del governo italiano dinnanzi al tagliagole libico, oggi si arricchisce di una nuova pagina vergognosa: la richiesta di un salvacondotto dal processo a Giusy Bartolozzi, accusata di false dichiarazioni davanti ai giudici. Una clamorosa estensione dell'immunità che è concessa ai ministri o chi ha agito in concorso con i ministri. Il Pd dice chiaramente no: non c'è bisogno per le istituzioni italiane di fare un altro passo verso il baratro”. Lo dichiara in Aula il capogruppo PD in Commissione Giustizia, Federico Gianassi annunciando il voto contrario del Partito democratico alla proposta di sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, davanti alla Corte costituzionale, nei riguardi del Tribunale dei ministri e della Procura di Roma per Giusi Bartolozzi, ex capo di Gabinetto del dicastero della Giustizia.
“I ministri Nordio e Piantedosi – sottolinea il parlamentare dem - come azzeccagarbugli sono venuti in Aula a mentire sul caso Almasri ma la verità è emersa grazie al Tribunale dei ministri. Su Almasri c'è stato un patto diabolico tra i membri del governo per la liberazione e rimpatrio su volo di Stato italiano. Quando si trattò di votare sui ministri per la loro immunità il Parlamento si è giustificato parlando di interesse nazionale ma l’interesse nazionale è quello di arrestare i criminali e non liberarli, seguire gli obblighi internazionali e non violarli”. “Di cosa ha paura il governo riguardo a Bartolozzi? Se le è contestato un reato si difenderà in sede penale. L'estensione dell'immunità sarebbe una ferita clamorosa al principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. È un governo che chiede a cittadini di rispettare le norme sui tanti e nuovi reati che ha introdotto ma che vuole immunità per i suoi ministri e i suoi collaboratori”, conclude Gianassi.

 

14/04/2026 - 16:06

“Intervengo per chiedere il voto a scrutinio segreto. È vero: formalmente stiamo discutendo di un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, ai sensi dell’articolo 49 del Regolamento. Ma qui non siamo di fronte a un conflitto astratto tra istituzioni. Qui c’è una vicenda concreta, che riguarda un fatto specifico e una persona determinata. La nostra decisione incide direttamente su quella persona, perché stabilisce quale sarà il giudice competente: se il giudice ordinario oppure il Tribunale dei ministri. Questo non è un dettaglio tecnico. È il cuore delle garanzie costituzionali”.

Così il deputato democratico, Marco Lacarra, intervenendo di Aula alla Camera sull'ordine dei lavori.

“Parliamo - aggiunge - del principio del giudice naturale, sancito dall’articolo 25 della Costituzione. Possiamo sostenere che il voto di ciascun deputato non sia influenzato dalla consapevolezza di incidere sulla posizione concreta di quel soggetto? La risposta è No. Per questo ritengo che qui non si possa applicare una lettura formale dell’articolo 51 del Regolamento. Quando una deliberazione parlamentare ha questo tipo di impatto, torna pienamente la ratio del voto segreto per garantire la libertà del parlamentare. Libertà da pressioni politiche e da esposizione mediatica. Libertà di decidere secondo coscienza. Negare lo scrutinio segreto - conclude - significherebbe creare una contraddizione: ammettere il voto segreto quando si incide direttamente su una persona e negarlo quando si decide quale giudice dovrà giudicare quella medesima persona: una schizofrenia insostenibile”.

 

14/04/2026 - 16:03

Oggi ci troviamo di fronte ad un voto importante sullo scudo parlamentare per Giusi Bartolozzi con ben dieci esponenti della opposizione non presenti in Aula a causa di provvedimenti disciplinari ingiusti e sproporzionati adottati nei giorni scorsi.

Chiediamo la convocazione urgente della Giunta del Regolamento affinché possa pronunciarsi in merito all'applicazione dell'articolo 60 comma 4 nel combinato disposto con il comma 3 per interpretare questa norma e meglio delimitarne il perimetro, tenuto conto della necessità a nostro giudizio di verificare un diverso sistema sanzionatorio tra comportamenti non violenti e comportamenti verbali o fisici violenti.

Così Federico Fornaro, dell’ufficio di presidenza del gruppo PD alla Camera dei Deputati e componente della Giunta del Regolamento, intervenendo in Aula.

 

14/04/2026 - 16:00

“Non possiamo che aderire anche noi dopo l’adesione del presidente Conte alla richiesta di informativa sulla fornitura di mascherine durante il Covid, che però a questo punto andrebbe chiesta davvero a tutto campo, e per esempio estesa alle Regioni. Nella fattispecie avrei grande curiosità di sapere perché sono stati spesi 8 milioni di euro per comprare delle mascherine in Regione Lombardia che non sono state minimamente utilizzate semplicemente perché del tutto inadeguate alle bisogna, classificate come pannolini, con un assessore al bilancio che le indossava per dimostrare che a qualcosa servivano creando anche qualche imbarazzo, grottesco e quasi comico, nonostante la tragedia di quel momento.

Ma il vero punto è cosa l’abbiamo istituita a fare una commissione d’inchiesta se, invece di aspettare una relazione finale, continuiamo a far uscire veline settimanali su presunti risultati dei lavori di commissione, strumentalizzati continuamente dalla maggioranza che tenta di darne una lettura completamente distorta. Tutto questo è irrispettoso delle migliaia di morti a causa del Covid e delle loro famiglie e molti dovrebbero vergognarsi delle dichiarazioni che rilasciano in quest’Aula e dovrebbero preoccuparsi di approfondire quanto è successo per evitare che tutto questo possa ricapitare in futuro”. Lo ha detto intervenendo in aula il deputato del PD Gian Antonio Girelli vicepresidente della commissione di inchiesta sul COVID.

 

14/04/2026 - 15:39

“Una maggioranza sorda ha bocciato un centinaio di emendamenti del Pd al dl Maltempo. Si tratta di norme che intendevano integrare e migliorare gli interventi previsti dopo i danni causati dal ciclone Harry. In particolare le nostre proposte erano in difesa degli enti locali, delle fasce più deboli della popolazione, dei lavoratori delle imprese danneggiate ed in favore della popolazione di Niscemi”. Lo dichiarano i deputati Marco Simiani ed Anthony Barbagallo, a margine dei lavori della Commissione Ambiente sul dl Maltempo.
“Siamo profondamente preoccupati dalla chiusura del governo e della maggioranza su un provvedimento emergenziale al quale il Pd intende offrire il proprio contributo propositivo. Bocciata anche la proposta di estendere il provvedimento, così come aveva chiesto l’Anci, anche ai danni provocati dal ciclone Ulricke. Ma a questo punto continueremo la nostra battaglia anche in Aula e auspichiamo un moto di buon senso da parte di tutti”.

14/04/2026 - 14:50

“Dopo oltre due anni di bombardamenti indiscriminati, più di 75.000 civili palestinesi uccisi – tra cui 18.000 bambini – oltre 2.000 vittime in Libano sotto le bombe dell’IDF e le continue occupazioni arbitrarie in Cisgiordania, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni annuncia oggi la sospensione del Memorandum con Israele.

Da anni denunciamo l’inaccettabilità del Memorandum di cooperazione militare tra Italia e Israele. Quella annunciata oggi è una decisione doverosa, ma drammaticamente tardiva, arrivata solo dopo forti pressioni politiche e dopo grandi mobilitazioni di giovani e cittadini che hanno chiesto pace. Una decisione che giunge dopo due anni di una tragedia umanitaria sotto gli occhi del mondo.

Ora serve chiarezza totale: quali sono i termini reali di questa sospensione? Quali atti concreti intende adottare il Governo per recedere da ogni forma di cooperazione militare con Israele? Quando l’Italia sosterrà sanzioni nei confronti del Governo Netanyahu e chiederà, come stanno facendo molti Paesi europei, la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele?

Non bastano annunci. Servono coerenza e scelte nette che dimostrino che l’Italia ha davvero invertito la rotta e non intende essere, in alcun modo, complice di chi viola il diritto internazionale e calpesta i diritti fondamentali dei civili.

Su questo continueremo a incalzare il Governo, senza arretrare di un millimetro”.
Lo dichiara la vicepresidente del Gruppo PD alla Camera Valentina Ghio.

 

14/04/2026 - 14:46

“È evidente che nel sistema informatico dell'Università La Sapienza c'è un grande problema di sicurezza e fragilità e il Governo non deve solo dirci cosa ha fatto dopo l’attacco per ripristinare la situazione ma quello che intende fare per evitare che possa ripetersi. La sottosegretaria Bergamotto non risponde alla domanda posta dal PD che, da tempo, ha presentato una proposta di legge di delega al Governo per la definizione di una strategia nazionale per il contrasto degli attacchi informatici a scopo di estorsione. Il tema del ransomware è di assoluta urgenza ma non si vede alcuna traccia da parte del governo di correre ai ripari né di alzare concretamente il livello di guardia del sistema nazionale di difesa da questo tipo di attacchi informatici”. Lo dichiara il deputato PD, Andrea Casu nell'interrogazione posta insieme al collega Matteo Mauri, Responsabile Sicurezza del Partito Democratico sull'attacco hacker che ha colpito l'Università La Sapienza di Roma.

“Da tempo – aggiunge il parlamentare dem - il PD continua a sollecitare la costruzione di strumenti che consentano di colmare il gap di sicurezza informatica per rendere resiliente il sistema pubblico e privato, non solo adeguarlo alla normativa comunitaria ma costruire una strategia di supporto alle nuove norme e agli oneri gravanti. Ma registriamo una totale indisponibilità da parte del governo a rispondere alla nostra richiesta di confronto e al tempo spesso ci viene negata la trasparenza sulle scelte politiche che si stanno facendo sulla sicurezza dei nostri dati visto che si sono rifiutati di rispondere all’interpellanza urgente firmata da 50 parlamentari per chiedere informazioni sulle intese fatte con Peter Thiel, su cui risulta dalla stampa che ci siano accordi presi dai ministeri della Difesa e degli Interni sulla sicurezza dei dati sensibili”. “Il problema è enorme circa l'uso politico delle banche dati – sottolinea - e il governo non può continuare a tenere la testa sotto la sabbia”. “È dunque necessario utilizzare sempre più tecnologie italiane ed europee, tecnologie proprietarie e dare a istituzioni, imprese e cittadini gli strumenti necessari per la difesa dagli attacchi. Ma soprattutto è necessaria chiarezza da parte del governo sugli accordi con Thiel e con i soggetti che stanno mettendo le mani sui nostri sistemi e su questo il PD continuerà a chiedere conto senza piegarsi e interferenze e interessi stranieri”, conclude Casu.

 

14/04/2026 - 14:38

Con la nomina della commissione provinciale per il congresso prende avvio il percorso congressuale che interesserà, nelle prossime settimane, tutti i livelli organizzativi del partito: i circoli, le unioni comunali e la federazione provinciale.

Si apre una fase importante della nostra vita democratica, che si svolgerà nel rispetto delle regole definite dal regolamento congressuale regionale approvato il 7 febbraio 2026, che disciplina tempi e modalità di svolgimento dei congressi su tutto il territorio. Nel percorso congressuale definito dal pd regionale e nazionale rientra anche l’Unione Comunale di Pisa, che non ha completato il percorso del congresso straordinario sospeso lo scorso luglio e che celebrerà anch’essa il congresso in questa tornata.

Una scelta resa necessaria per armonizzare il calendario congressuale. Dobbiamo essere grati alla comunità democratica cittadina per la lunga attesa di una decisione ed il nuovo sforzo ora chiesto.

Arriviamo a questo appuntamento dopo mesi di lavoro intenso sul territorio: un impegno diffuso nei circoli e nelle comunità locali, una gestione attenta e rigorosa del tesseramento che ha potuto appurare la credibilità di una appassionata comunità di militanti e, soprattutto, due importanti campagne elettorali che ci hanno visto protagonisti e vincenti, sia alle elezioni regionali sia nel recente appuntamento referendario.

Oggi il Partito Democratico pisano può ripartire con forza, consapevole delle proprie radici e delle energie che lo attraversano. Il percorso congressuale sarà un momento vero di partecipazione, confronto e rilancio, aperto al contributo degli iscritti, dei militanti e di tutte le sensibilità che compongono la nostra comunità politica. È questo lo spirito che anima il nostro partito, fondato sul pluralismo, sulla partecipazione e sulla trasparenza dei processi decisionali  .

Abbiamo davanti a noi sfide politiche e amministrative decisive. Nelle prossime settimane  saremo impegnati nelle elezioni amministrative che riguarderanno quattro comuni della nostra provincia, tra cui Cascina. E soprattutto dobbiamo fin da ora costruire il percorso per tornare alla guida dell’Amministrazione comunale di Pisa nel 2028.

Per farlo serve un Partito Democratico forte, unito e radicato, capace di interpretare i bisogni della comunità e di costruire un progetto credibile di governo per la città e il territorio. Il congresso non è solo un passaggio statutario: è l’occasione per rafforzare la nostra proposta politica, valorizzare nuove energie e consolidare una classe dirigente all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte.

Da qui ripartiamo: con serietà, apertura e responsabilità.

Vinicio Peluffo, deputato Pd e Commissario Federazione provinciale PD Pisa 

 

14/04/2026 - 14:02

“Sulla partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia, continuiamo a registrare ambiguità da parte del governo. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a parole si è schierato, ma tutto si è poi trasformato in un nulla di fatto, eccezion fatta per la sanzione minacciata dalle istituzioni europee. Non è certo a colpi di carte bollate che si gestisce il patrimonio culturale italiano”. Così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, che denuncia la “forte preoccupazione per le modalità con cui il governo sta procedendo, che finiranno per determinare un taglio di 2 milioni di euro ai finanziamenti alla Biennale”.
“È lecito chiedersi come sia possibile che il Ministero non riesca a dialogare nemmeno con figure che esso stesso ha contribuito a nominare, per giungere a decisioni di buon senso senza dover ricorrere allo scontro. Questa inattività rischia di tradursi nella perdita di importanti fondi europei, che rappresentano un sostegno essenziale per il sistema culturale e per il prestigio internazionale delle nostre istituzioni”

14/04/2026 - 14:02

"Da due anni chiediamo al governo Meloni di non rinnovare il memorandum militare con Israele. Due anni di genocidio a Gaza, di attacchi illegali ad altri Paesi dell'area, dalla Siria all'Iran passando per il Libano, di pulizia etnica in Cisgiordania, due anni in cui da Meloni non è mai arrivata una sola parola ferma e inequivocabile di condanna sui crimini commessi da Benjamin Netanyahu e dal suo governo.
Le uniche, timide, critiche sono arrivate solo quando è stata colpita la parrocchia di Gaza, quando i soldati italiani di Unifil sono stati attaccati e quando al cardinale Pizzaballa è stato impedito di celebrare messa per la Domenica delle Palme.
Ora, forse, si è resa conto che il servilismo verso Trump e Netanyahu non solo non paga, ma è deleterio anche per lei e le fa perdere consenso. Ed ecco che arriva la sospensione del memorandum. Era ora!
Adesso l'Italia deve farsi parte attiva per la sospensione dell'accordo di associazione tra Ue e Israele, anziché ostacolarla come fatto finora. Ci sono più di un milione di firme di cittadine e cittadini dell'Unione che chiedono di agire in questo senso e tantissime di quelle firme sono italiane. Meloni non continui a ignorare queste voci". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

14/04/2026 - 13:36

"In commissione Ambiente alla Camera dei Deputati, dopo il parere negativo del Governo, sono stati bocciati tutti gli emendamenti che avevamo presentato al cosiddetto Dl Niscemi per contrastare lo spostamento della Agenzia Italia Meteo dal Tecopolo di Bologna a Roma. È stato bocciato anche l' emendamento, a mia prima firma, che proponeva una soluzione di compromesso, lasciando la sede operativa a Bologna e spostando a Roma solo la sede amministrativa. Si conferma una scelta inaccettabile, volutamente punitiva per Bologna e l' Emilia-Romagna e dannosa per Il Paese, perché il Tecopolo dal punto di vista scientifico rappresenta la sede naturale per l' Agenzia. Continueremo la battaglia parlamentare quando il provvedimento arriverà dalla Commissione in Aula alla Camera". Così Andrea De Maria, deputato PD.

14/04/2026 - 13:21

"Quel che è successo in trasmissione al deputato Provenzano è veramente increscioso. Il conduttore ha alzato i toni andando oltre il dibattito civile. Chiediamo pertanto la convocazione del direttore Vespa e dell'Ad Rai Rossi. Vengano in commissione a spiegare quanto accaduto". Lo dichiarano in una nota i parlamentari Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai, a margine dell'ufficio di presidenza.

"Apprendiamo inoltre che sul freedom act sia pervenuta una lettera dell'Europa. I ministri Urso e Giorgetti vengano in commissione a spiegare come intende procedere il governo. In un Paese democratico e libero è inaccettabile che non venga recepita una norma fondamentale per la libera informazione e che il governo non venga a spiegare", aggiungono i dem.

“Anche su Anlis e Usigrai che chiedono di essere auditi è incomprensibile il rifiuto della maggioranza di volerli ascoltare. La verità è una sola: la maggioranza non è  interessata alla Rai ma vogliono solo un posto nella Rai, la presidenza”, concludono.

 

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