Dichiarazione di Marco Simiani capogruppo Pd in commissione ambiente
“Garantire la progettazione e la realizzazione dell’Alta Capacità ed Alta Velocità ferroviaria nella tratta Genova – Roma della dorsale tirrenica per aumentare il diritto alla mobilità e sviluppare l’enorme potenziale economico, produttivo ed occupazionale di numerose zone del paese”: sono questi i contenuti di un ordine del giorno alla Legge di Bilancio presentato dal capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani ed approvato oggi, venerdì 20 dicembre, dall’Aula di Montecitorio.
“L’attuale linee ferroviaria presenta infatti caratteristiche tecniche non adeguate agli standard europei anche per quanto riguarda il trasporto merci, limitando la possibilità di far viaggiare treni di dimensioni e peso elevati in una tratta che congiunge numerosi porti commerciali come Genova, La Spezia, Carrara Livorno, Pisa, Piombino e Civitavecchia. Tale opera porterebbe quindi numerosi benefici: migliorerebbe il trasporto delle persone, accorciando i tempi di percorrenza e limitando i disagi oggi causati prevalentemente dai guasti all’attuale rete; garantirebbe crescita esponenziale al sistema produttivo territoriale promuovendo l’ottimizzazione della logistica e le esportazioni; metterebbe a sistema la complessa rete infrastrutturale presente o in fase di realizzazione (tra cui aeroporti, porti ed interporti). Le risorse ci sono, la volontà politica ed istituzionale è stata oggi sancita dal Parlamento; questo atto ha infatti avuto un sostegno bipartisan e voglio ringraziare i deputati di maggioranza ed opposizione che lo hanno sostenuto. Adesso occorre vigilare che gli impegni vengano mantenuti e le opportunità di crescita realizzate”: conclude Marco Simiani.
Abbiamo presentato questo ordine del giorno per mettere un freno all'ipocrisia del governo e della maggioranza sul tema della sicurezza e per provare anche ad evitare un danno grave perché dentro la legge di bilancio era previsto il taglio del 25% del turnover per molte categorie tra cui quella del comparto sicurezza. Un'assurdità soprattutto se guardiamo agli interessi del Paese ma anche vista la propaganda che quotidianamente il governo fa proprio sul tema della sicurezza. È facile dimostrarsi vicino alle forze dell'ordine a parole senza però mai mettere mano al portafoglio. Poi la maggioranza forse si è fatta qualche conto e sulla base di spinte anche interne ha visto bene di ritornare al 100% per quest'anno per riparlare di tagli nel 2026. Qui noi diciamo no: le forze dell'ordine non si toccano, non solo non si possono ridurre ma si devono aumentare. Noi abbiamo bisogno di forze di polizia qualificate e in numero più consistente e quelle forze dell'ordine hanno bisogno di essere trattate con dignità. Mentre non è dignitoso il fatto che nel rinnovo del contratto si sia messo un aumento ridicolo che non copre nemmeno un terzo dell'inflazione di questi anni. Bisogna essere seri e responsabili perché qui c'è in gioco un pezzo importante della sicurezza degli italiani.
Così il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito democratico.
“Occorrono nuove risorse per sostenere le imprese della filiera suinicola che hanno subito danni indiretti dall'applicazione dei provvedimenti sanitari attivati per l'adozione di misure di prevenzione, eradicazione e contenimento dell'epidemia di peste suina africana (Psa) e dal blocco delle esportazioni dei prodotti trasformati. E’ l’impegno chiesto al governo e votato dall’Aula di Montecitorio attraverso un ordine del giorno alla manovra finanziaria presentato dal gruppo Pd della commissione agricoltura della Camera. Ci aspettiamo ora che il governo valuti al più presto questa indicazione poiché c’è da dare risposte ad una situazione di grave criticità che interessa in particolare le regioni Emilia-Romagna, la Liguria, la Lombardia e il Piemonte, con quasi centomila maiali abbattuti ai quali si aggiungono i problemi legati alla mancata movimentazione degli animali”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd della Commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“La trasformazione delle carni suine in salumi - aggiunge - fattura 9,5 miliardi ogni anno. In Italia vengono allevati circa 10 milioni di maiali e le restrizioni all'export imposte dalle normative per il contenimento della peste suina hanno fatto perdere all'Italia tra i 20 e i 30 milioni di euro al mese. È necessario garantire la tutela di uno dei settori strategici fondamentali per la nostra economia e la nostra sovranità nazionale. Per questo abbiamo chiesto precisi impegni al Governo”.
“Risolvere le criticità causate dalle delocalizzazioni è necessario e rivitalizzare le fabbriche dismesse è possibile: uno degli strumenti più efficaci in questa direzione è la cosiddetta legge ‘Nuova Marcora’ che ha previsto da tempo un fondo per promuovere la nascita e lo sviluppo di imprese cooperative costituite dai lavoratori per il recupero di aziende in crisi e per i processi di ristrutturazione o riconversione industriale. Nonostante le esperienze positive le risorse però sono attualmente pochissime: per questo motivo avevo presentato un emendamento alla Legge di Bilancio, poi bocciato dalla destra, per aumentarle. Il Governo oggi però sembra averci ripensato, evidentemente si è reso conto che i fallimenti, come nel caso della vertenza Beko, rischiano di trasformarsi in vere e proprie bombe sociali. L’Aula di Montecitorio ha oggi infatti approvato un mio ordine del giorno finalizzato ad incrementare questo fondo: vigilerò ora che le promesse vengono mantenute anche perché, come è emerso nel corso dei lavori sulla Manovra economica, ci sono ancora risorse non utilizzate per decine di milioni di euro”: è quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana, Emiliano Fossi.
“Usare le gabbie per allevare animali è una delle cose più crudeli che l’uomo continua a fare. Porre fine a questa barbarie è oggi una questione non solo etica per dare un senso alle parole 'benessere animale' ma soprattutto scientifica di tutela della salute pubblica. Sempre più aziende si stanno impegnando a non utilizzare più prodotti da allevamento in gabbia e sempre più consumatori sono attenti al benessere animale. In attesa delle decisioni che prenderà l’UE, proponiamo di introdurre un segno distintivo in etichetta per riconoscere in modo chiaro i prodotti realizzati senza l’uso di gabbie. Anche così si dà sostegno a quegli allevatori che hanno già deciso di abbandonare questa pratica crudele, che fino ad oggi non hanno avuto alcun sostegno dallo Stato, o decideranno di farlo. Il Pd monitorerà il governo affinché mantenga l’impegno preso e introduca quanto prima una etichetta 'cage-free'”. Lo dichiara la deputata dem Eleonora Evi dopo l'approvazione all'unanimità dell'Odg a sua firma alla legge di Bilancio.
“Il governo Meloni ammette i tagli che stanno compromettendo il settore della Giustizia e dà il via libera a un mio atto che chiede di aumentare le risorse. Il processo telematico civile è in tilt, a breve entra in vigore il processo telematico penale e i rischi di blocco del sistema sono enormi, i Giudici di Pace fissano prime udienze al 2030 e nel 2025 aumenteranno per legge ancora le loro competenze, la situazione carceraria è tragica e delle misure urgenti del Ministro Nordio annunciate nei mesi scorsi si sono perse le tracce. In questo quadro desolante il governo taglia tra il 2025 e il 2027 500 milioni di euro e impegna tutte le sue energie in battaglie ideologiche, divisive, al più inutili. Così non si può andare avanti, serve un radicale cambio di passo”.
Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, sul suo ordine del giorno alla Legge di Bilancio.
"Le parole del Presidente La Russa, pronunciate contro il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, O'Flaherty, sono molto gravi. È inammissibile che la destra continui a sentirsi al di sopra della legge, fuori dalle regole fondamentali della costituzione del diritto europeo e delle convenzioni internazionali. Il commissario ha inviato una lettera in cui ha espresso le stesse preoccupazioni che stiamo denunciando da settimane rispetto ad indebite restrizioni del diritto a manifestare ed esprimersi pacificamente. Che a fare queste dichiarazioni incendiarie sia la seconda carica dello Stato è ancora più pericoloso. Il presidente La Russa, purtroppo, ci ha abituato ad uscite scomposte e a gamba tesa, ma questa volta si è superato il limite. Auspichiamo che i colleghi di maggioranza fermino la corsa al buio e ascoltino non solo le preoccupazioni delle opposizioni ma tengano conto anche dei richiami del commissario O'Flaherty per assicurare il rispetto degli standard del Consiglio d'Europa in materia di diritti umani. Guai a portare l'Italia fuori dal perimetro delle convenzioni e del diritto internazionale". Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee.
“La scelta di Glencore di anticipare al 23 dicembre la chiusura della linea zinco arriva ancora prima dell’incontro tecnico stabilito in sede di Ministero, per consentire la valutazione della possibile vendita dell’impianto a terzi è incomprensibile e inaccettabile sotto ogni punto di vista.
Si tratta di una scelta gravissima per il territorio e il residuo sistema industriale del Sulcis e inaspettata considerati gli impegni presi in sede ministeriale.
Peraltro attribuisce alla Glencore una dimensione di inaffidabilità che porta a riconsiderare la credibilità degli altri progetti sinora prospettati.
Il Governo non può esimersi dal fare i passi conseguenti attribuendo, alla produzione di zinco della fabbrica sulcitana, l’interesse nazionale.” Così dichiara il parlamentare sardo del PD Silvio Lai su sulla decisione della Glencore di sospendere l’attività della linea zinco.
“Raccogliendo un impulso da parte della Lega Anti Vivisezione, ho presentato una proposta di civiltà, quella che limita l'utilizzo di botti esplosivi pericolosi e nocivi per l'ambiente, pericolosi per gli umani e per gli animali e tutto il pianeta. E lo facciamo con grande consapevolezza, sapendo che da recenti studi, oltre il 95 per cento degli italiani sono contrari ai botti esplosivi e quindi penso che sia giunto il momento che la politica dia un segnale, batta un colpo e cominci a limitare, a vietare l'utilizzo di quei botti esplosivi che provocano tanto dolore disagio inquinamento e soprattutto tortura per gli animali”. Così la deputata dem Patrizia Prestipino, Garante per la Tutela e il Benessere degli animali di Roma Capitale, nel corso della conferenza stampa per presentare la sua pdl per limitare i botti esplosivi a Capodanno.
“Da Garante - ha aggiunto Prestipino - sto seguendo con grande attenzione una proposta di delibera comunale presentata dal Pd che, modificando il regolamento della Polizia municipale, andrebbe a vietare l’acquisto e la vendita di botti esplosivi. Sarebbe bello e importante che dalla Capitale venisse questo segnale di grande civiltà”.
“Respinto l’ordine del giorno che ho presentato insieme ai colleghi Sarracino, Fossi e Guerra, che destinava il fondo istituito per il trattamento economico integrativo dei ministri e sottosegretari non parlamentari alle associazioni di volontariato e alla ricerca scientifica per le malattie rare. Per giorni i destinatari della misura hanno dichiarato che quelle risorse non le avrebbero utilizzate, ma evidentemente hanno cambiato idea, mentre negavano il salario minimo e mettevano soldi largamente insufficienti per il rinnovo del contratto del pubblico impiego non riconoscendo il recupero del potere d’acquisto perduto per tre milioni di lavoratori”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La destra conferma che le multe ai no-vax verranno cancellate: si tratta di una decisione incomprensibile e pericolosa che dimostra ancora una volta come il Governo Meloni sia disposto a tutto per recuperare consenso. Capace anche di screditare la scienza e la medicina, di infangare la memoria del personale medico che è morto per cercare di salvare vite, di mortificare i cittadini che per responsabilità civile verso i più deboli si sono vaccinati, e di sbeffeggiare chi ha già pagato le multe previste. Senza dimenticare che così vengono cancellati anche oltre 150 milioni di euro di mancati introiti per lo Stato: si tratta di risorse ingenti che potevano essere utilizzate per recuperare, almeno in parte, i tagli alla sanità pubblica attuati dal governo”: è quanto dichiara Simona Bonafè, vice presidente dei deputati Pd, sul suo ordine del giorno alla Legge di Bilancio firmato da tutte le opposizioni e respinto dall’Aula di Montecitorio.
“Tra i grandi assenti di questa manovra c'è la continuità territoriale, una questione che complica la vita a milioni di persone. I prezzi dei biglietti aerei nel solo periodo di Natale vedono un aumento che tocca fino a +1044% e chi vuole raggiungere casa nel Sud e nelle isole è costretto a rinunciare o addirittura optare per la 'beffa' ferroviaria del Sicilia Express che da Torino alla Sicilia ci metterà appena 22 ore! Il Pd ha presentato emendamenti alla manovra per rimpinguare il fondo per l'insularità, il governo li ha bocciati sciogliendosi davanti ai poteri forti delle compagnie aeree con la complicità degli amici dell'esecutivo ovvero le società di gestione aeroportuali. Non vi daremo tregua su questi argomenti e continueremo a incalzarvi in ogni sede”. Lo ha detto il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti e segretario regionale siciliano intervenendo in Aula sugli Odg alla legge di Bilancio.
“Le aree interne della Sicilia, ed in particolare la provincia di Enna, sono state devastate dal ridimensionamento scolastico voluto ed attuato dal Governo Meloni: fino ad oggi sono già quattro gli istituti accorpati ma le previsioni per i prossimi mesi sono ancora peggiori. Le ricadute negative per il territorio sono moltissime: in termini occupazionali con oltre 200 unità di personale in meno, in termini economici con la perdita di finanziamenti comunitari e nazionali che le scuole accorpate non potranno ricevere. Senza dimenticare i disagi che verranno creati agli studenti, ai docenti, al personale amministrativo ed a tutti i nuclei familiari coinvolti. Ridurre i servizi scolatici in intere zone marginali significa poi, oltre a compromettere il pieno diritto all’istruzione, favorire l’abbandono scolastico e disincentivare lo sviluppo sociale, economico ed occupazionale del territorio. Per fermare questo disastro avevo presentato, prima un emendamento e poi un ordine del giorno alla Legge di Bilancio: entrambi però bocciati dalla maggioranza; da una destra ottusa ed irresponsabile che sta penalizzando ancora una volta la Sicilia ed il suo futuro”: è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino sulla discussione dalla Manovra economica in discussione oggi, venerdi 20 dicembre, nell’Aula di Montecitorio.
“Enrico Letta, con le sue esperienze, il suo profilo e le sue capacità, rimane uno dei protagonisti della politica italiana ed europea ed uno dei padri del Partito Democratico. Oggi lascia il Parlamento ma siamo sicuri che il suo impegno e la sua autorevolezza potranno essere nuovamente essere spesi a sostegno della Repubblica e delle Istituzioni”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera, Marco Simiani sulle dimissioni di Enrico Letta da deputato approvate oggi, venerdì 20 dicembre, dall’Aula di Montecitorio.
"Grazie a Gisèle Pelicot per aver reso chiaro e inequivocabile che la vergogna deve ricadere sugli stupratori e non su chi la violenza la subisce. Mai.
La colpa va attribuita a chi ce l'ha: al marito e a quelle decine di uomini che senza farsi alcuno scrupolo hanno abusato di lei per dieci anni.
La storia di Gisèle ha molto da insegnare, molto, a chi nega la cultura patriarcale che regna anche nei nostri civilissimi paesi europei, a partite da alcuni di coloro che ricoprono ruoli istituzionali. Quel "avevo il permesso del marito" che alcuni degli stupratori hanno usato quasi per giustificarsi è emblematico dell'idea che si ha del consenso, dell'autodeterminazione delle donne, della loro volontà, del loro corpo. Una proprietà dei maschi.
La vicenda di Gisèle Pelicot passerà alla storia. A noi il compito di sovvertire questa cultura prevaricatrice e violenta.
Grazie, Gisèle". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Coordinatrice dell'Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità.