"I fatti di Amsterdam sono gravissimi. È, infatti, inaccettabile che i tifosi di una squadra di calcio in trasferta, il Maccabi Tel Aviv, vengano inseguiti, attaccati violentemente e insultati con slogan antisemiti che ci rimandano indietro all'epoca più buia dell'Europa.
In queste ore, inoltre, circolano dei video in rete in cui si vedono gli stessi tifosi che vanno in giro per la città inneggiando allo sterminio del popolo palestinese e strappando bandiere palestinesi dalle case delle persone. Questi comportamenti di cui riferiscono anche i media olandesi, israeliani e la stessa polizia di Amsterdam, sono assolutamente da stigmatizzare.
Quanto accaduto in Olanda non ha niente a che fare con lo spirito sportivo che dovrebbe essere di condivisione.
Ferma condanna, dunque, per qualsiasi forma di violenza e di antisemitismo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
*Presentata mozione unitaria Pd, M5S, Avs, Azione e Italia Viva*
Le opposizioni hanno presentato una mozione congiunta per il sostegno e lo sviluppo delle aree interne. Pd, M5S, Avs, Azione e Italia Viva chiedono al governo di realizzare un piano articolato di interventi concreti per promuovere la crescita economica e sociale delle aree interne, storicamente svantaggiate e bisognose di sostegno. In un momento in cui è essenziale colmare le disparità territoriali, l’interpellanza congiunta propone una serie di misure coordinate per favorire l’inclusione, lo sviluppo e il benessere nelle aree periferiche del Paese. Dalla sanità ai trasporti, dai servizi pubblici essenziali agli incentivi per le imprese, con questo atto parlamentare le opposizioni chiedono di incentivare la crescita economica delle aree interne attraverso misure fiscali vantaggiose per le imprese, di rafforzare i sistemi di premialità per chi investe nelle zone meno sviluppate e carenti di infrastrutture, con particolare attenzione al ricambio generazionale. Si propone, inoltre, di agevolare la fusione dei comuni sotto i 5.000 abitanti e di sostenere l’attrattività delle aree periferiche attraverso incentivi economici e soluzioni abitative per il personale scolastico e sanitario. La proposta impegna il Governo a rivedere la normativa sugli ospedali di aree disagiate, con l’obiettivo di garantire un soccorso tempestivo per le patologie tempo-dipendenti, e di rafforzare il sostegno alla non autosufficienza attraverso servizi integrati socio-sanitari con attenzione alla domiciliarità. In ambito educativo, si chiede di preservare il diritto all’istruzione in questi territori, evitando la chiusura delle scuole. Inoltre, viene proposta la creazione di un piano pluriennale per sostenere biblioteche pubbliche e strutture culturali, così come l’incremento del fondo per i comuni marginali al fine di supportare le attività locali oltre il 2026. Il documento propone anche interventi per scongiurare la riduzione degli sportelli postali e bancari nelle aree interne, e per risolvere il problema della copertura di telefonia mobile nelle zone già servite dalla fibra ottica. Viene richiesto un piano di manutenzione straordinaria per la viabilità, soprattutto quella rurale, insieme a un programma di riuso del patrimonio edilizio. La mozione impegna inoltre il Governo a potenziare il trasporto pubblico locale con modalità flessibili, come il trasporto a chiamata, garantendo collegamenti con aeroporti e alta velocità, e incentivando la gratuità per studenti e lavoratori residenti. Per migliorare i servizi locali, si chiede di rafforzare gli organici degli enti locali nelle aree periferiche e di incentivare il lavoro agile e la creazione di spazi di coworking. Viene proposto di agevolare la costituzione di comunità energetiche locali e di riconoscere compensazioni per i comuni che offrono servizi ambientali di rilievo. Si richiede inoltre l’esenzione dei comuni montani fino a 3.000 abitanti dal contributo al Fondo di solidarietà e di promuovere interventi per contrastare il dissesto idrogeologico, incentivando la manutenzione forestale e la prevenzione degli incendi. Infine, l’interpellanza include la proposta di un piano di forestazione e l’adozione di sistemi di monitoraggio meteorologico nelle aree interne per accrescere la resilienza agli eventi climatici estremi. Le forze di opposizione sfidano il Governo su queste ed altre misure, indispensabili per assicurare una crescita più equa e sostenibile in tutte le aree del Paese.
È molto grave l’attacco della deputata di Fratelli d’Italia, Alice Buonguerrieri, al giornalista di TeleRomagna per il quale ha chiesto all’editore della rete di prendere provvedimenti soltanto perché ha espresso disappunto per l’assenza di Elena Ugolini durante la trasmissione di confronto tra i candidati alla Regione. Ci preoccupa molto l’atteggiamento di fastidio e di indifferenza di questa destra nei confronti della libertà di stampa.
TeleRomagna non è teleMeloni.
Evidentemente certe impostazioni assunte dal servizio pubblico e dall'uso politico e con fini di propaganda di telegiornali e informazione in Rai vengono ormai date per scontate e da applicarsi a tutto il giornalismo e la libera stampa da Fratelli d’Italia, al punto di chiedere licenziamenti per giornalisti che hanno addirittura l’ardire di far notare l’assenza di una candidata ad un confronto. Seppur leggendo come previsto da Corecom la nota scritta che ha fatto pervenire Ugolini alla redazione.
Esprimiamo la nostra totale solidarietà al giornalista e a TeleRomagna perché con il loro lavoro contribuiscono a rendere più forte la nostra democrazia.
“Due cose appaiono evidenti in questa triste e squallida vicenda che riguarda i finanziamenti elargiti dall’Ars e dalla Regione Sicilia. Una è l’inadeguatezza del deputato Auteri, il cui linguaggio e i modi sono incompatibili con il ruolo istituzionale e l’appartenenza al Parlamento Regionale. L’altra è l’emergere di un sistema molto più profondo e radicato del semplice, scandaloso, caso portato alla luce nelle ultime ore. Un sistema che vede l’occupazione politica delle centrali di spesa su turismo e cultura. Se dovesse essere confermato un passaggio di risorse che finiscono per finanziare le casse di un partito, saremmo davanti a qualcosa che va ben oltre l’ennesimo scandalo del centrodestra. E certamente non limitato alla Sicilia. Qualcosa su cui sarebbe doveroso fare chiarezza”.
Così la deputata democratica Giovanna Iacono.
“Il governo dica con chiarezza se vuole difendere gli uffici postali o se ha intenzione di farli chiudere”, lo chiede la vicepresidente PD alla Camera e componente Commissione Trasporti Valentina Ghio dopo le ultime notizie di stampa che a Genova parlano del rischio di chiusura di cinque uffici postali.
“Il 25 settembre scorso durante un’audizione in Commissione Trasporti alla Camera l’amministratore delegato di Poste presentando il Piano industriale, aveva assicurato, a nostra specifica domanda, che non erano previste chiusure di sportelli, ma al massimo una rimodulazione sulla base di richieste precise. Ora invece scopriamo che non è così, sicuramente per la Liguria, e ci chiediamo se anche in altre regioni si stanno pianificando nuove chiusure. La preoccupazione per le scelte che il governo sta portando in questi mesi su Poste è grande, dopo la conferma di un ulteriore ingresso di privati in Poste, scelta che ha generato apprensione tra lavoratori e sindacati, che in prima battuta non sono neanche stati coinvolti nelle decisioni.
Gli sportelli postali sono fondamentali non solo perché erogano un servizio importante, ma perché rappresentano un presidio per i territori, sia nei piccoli paesi a rischio di spopolamento, sia nei quartieri delle grandi città, che spesso hanno una mobilità congestionata e poco praticabile, soprattutto per gli anziani. Ho presentato un’interrogazione alla Camera, insieme ai deputati Orlando, Barbagallo, Bakkali, Casu, Morassut, Pastorino, per chiedere al governo di parlare in modo chiaro del futuro di Poste italiane e scongiurare ulteriori chiusure a un servizio necessario e vitale per i cittadini”, conclude Ghio.
“Con il passare dei giorni sta venendo fuori la verità sui conti della manovra. Le audizioni nelle commissioni raccontano cose diverse rispetto alla propaganda del governo, a cominciare dalla sanità, dove Gimbe ha detto che c'è un buco di 19 miliardi. Ma soprattutto tutti, dalla Corte dei Conti, all'Ufficio parlamentare di bilancio, ci raccontano e mettono nero su bianco, che la spesa sanitaria sul Pil è tornata ai livelli pre-pandemia. Poi ci sono più di 8 miliardi di tagli agli enti locali, come faranno a garantire i servizi per le cittadine e i cittadini? Aumentano di solo 3 euro al mese le pensioni minime. E poi la crescita che non c'è. Ce l'ha detto anche Confindustria. Come farà questo Paese a fare davvero gli investimenti che gli servono?”. Così la deputata dem Silvia Roggiani, componente della commissione Bilancio, intervistata sui canali social dei deputati Pd.
“Con tutti questi tagli – ha concluso Roggiani - vedo grandi rischi per le famiglie italiane che già fanno fatica. Fanno fatica con un'inflazione che galoppa e oggi si troveranno a non poter più avere quei servizi essenziali, dal trasporto pubblico, alla sanità, alla scuola, fino ai servizi che gli enti locali dovrebbero garantire per poter vivere serenamente. Il Partito Democratico c'è e sarà al loro fianco per migliorare questa manovra che francamente è un disastro”.
“Il Pd è accanto accanto ai lavoratori del comparto trasporti oggi in sciopero. Comprendiamo le loro rivendicazioni loro la cui responsabilità va ricondotta a Matteo Salvini, un ministro inadeguato, incapace a dare risposte e strategie di miglioramento al sistema del trasporto pubblico locale”. Così Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
“Salvini se la prende con i lavoratori per mascherare la sua totale inadempienza ad affrontare i problemi e a migliorare i servizi. Ma le richieste dei lavoratori sono giuste e lo dimostrano anche i numeri della manovra di bilancio dove il governo ha stanziato solo 120 milioni per il 2025, quando ne servirebbero almeno 1,7 miliardi per sostenere servizi, lavoratori e comuni”, conclude Ghio.
“Un tavolo istituzionale presso il Ministero della Protezione civile per monitorare e risolvere la crisi idrica della Sicilia”: è quanto chiede la deputata Pd in Commissione Agricoltura Maria Stefania Marino presentando un apposito emendamento alla Legge di Bilancio 2025 attualmente in discussione a Montecitorio.
“E’ ormai evidente, come testimoniato anche dai recenti dati Ispra, che la Sicilia sia il territorio maggiormente colpito dalla siccità nel nostro paese con gravissime ripercussioni che riguardano da mesi i bisogni essenziali della popolazione e l’attività delle imprese. E’ quindi necessaria un'attenzione particolare, di concerto con la Regione ed il Commissario straordinario di Governo, per programmare ed effettuare tempestivamente interventi efficaci. Mi auguro che questo emendamento venga appoggiato anche dai deputati di maggioranza del territorio”: conclude Maria Stefania Marino.
Mobilitazione per salvare stabilimento Siena
"La riunione di ieri al Ministero del Made in Italy su Beko è andata nel peggiore dei modi ma purtroppo si tratta di un fallimento ampiamente annunciato. Da mesi chiedevamo al Governo Meloni di intervenire per salvaguardare gli stabilimenti italiani; dal Ministro Urso però, a seguito delle nostre interrogazioni parlamentari, abbiamo sempre ricevuto vaghe promesse e timide rassicurazioni nonostante, soprattutto per quanto riguarda il sito di Siena, si registrassero cali di produzione e aumento della cassa integrazione": è quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem Emiliano Fossi.
"Mentre i sindacati aspettavano da tempo il piano industriale per rilanciare le attività, la proprietà ha annunciato la ventilata chiusura di alcuni stabilimenti: tra cui proprio quello di Siena che conta 300 addetti. L'unica certezza, ancora una volta, è l'inconsistenza e l'indifferenza di questo governo verso le multinazionali e la mancanza di politiche industriali. Nei prossimi giorni mi recherò a Siena per incontrare i lavoratori ed i sindacati e per concordare le iniziative utili a salvaguardare la presenza del sito produttivo": conclude Emiliano Fossi.
“Se oggi il trasporto è bloccato dallo sciopero generale e migliaia di cittadini ne pagano le conseguenze, qualcuno dovrebbe assumersi le vere responsabilità. Mi riferisco a Matteo Salvini che in questa legislatura ha fatto di tutto, tranne che il ministro dei Trasporti”. Lo dice Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera.
“Per lui – continua il deputato dem - le cose vanno sempre bene o, quanto è costretto ad ammettere errori, è sempre colpa di qualcun altro. Ma i numeri parlano chiaro: l'intero comparto trasporti è al collasso per inerzia, mancanza di risorse e assenza di investimenti”. “Nella manovra economica non c'è un solo euro a disposizione per risolvere i problemi ma sono sicuro che Salvini troverà un nuovo capro espiatorio”, conclude Barbagallo.
“Ieri si è tenuto al Ministero per il Made in Italy in presenza del Ministro Urso e i vertici della Beko che hanno rilevato l’ex Whirlpool Europa un incontro con i sindacati dove si è parlato della produzione in Italia della parte calda come i forni e fredda quali frigoriferi e quant’altro.
È emerso che la parte fredda non verrebbe garantita dalla Beko e quindi ci sarebbero dei disinvestimenti su questa parte di settore poiché è un segmento molto aggredito dal mercato asiatico.
Abbiamo appreso che i sindacati sono rimasti molto delusi da questo incontro in quanto non si è minimamente parlato dei livelli occupazionali né della tutela dei 5000 dipendenti italiani e dei vari stabilimenti presenti qui in Italia. Inoltre i sindacati giustamente lamentano una totale assenza di piano industriale da parte dell’azienda. Ancora una volta il governo si è dimostrato totalmente inadeguato nel trattare situazioni di crisi industriali ormai presenti in tutti i settori e in tutte le aziende, non solo del territorio campano ma a livello nazionale.
I sindacati hanno richiesto l’applicazione della golden Power per tutelare i livelli occupazionali per evitare esuberi e licenziamenti. Sosteniamo la mobilitazione del sindacato e chiediamo al governo di esercitare la golden power e non di limitarsi ad evocarla”. Lo dichiarano in una nota congiunta Arturo scotto capo gruppo pd in commissione lavoro di Montecitorio e Stefano Graziano Deputato pd presente sul territorio campano.
“Il bando sugli studentati previsto dal Pnrr è stato scritto davvero male: vengono stabiliti solo 10mila posti di cui il 98% delle richieste viene da costruttori privati. Non si dà garanzia a quel 30% previsto del bando per gli studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi – come dice la Costituzione – ad avere un posto letto. I privati hanno convenzioni con l'operatore pubblico che riescono ad aggirare aggiungendo dei servizi obbligatori che aumentano i prezzi finali per gli studenti fino a 1000€. Questo è il vero punto a cui il governo non vuole dare risposta”. Così la deputata dem Lia Quartapelle in una interpellanza urgente al governo.
“Chiediamo al governo – continua la parlamentare - di fissare nuovi vincoli privati perché quelli attuali sono parziali, facilmente aggirati e penalizzano gli studenti nelle grandi città. In altre parole nelle università non vanno i capaci e meritevoli ma solo chi se lo può permettere”. "Il governo è sordo alle esigenze riportate, tanto che manda a rispondere un sottosegretario alla salute (che poco sa di diritto allo studio e PNRR) e che è sotto esame per l’inopportunità dei suoi investimenti nel settore della sanità privata.”, conclude Quartapelle.
“Meloni attacca la cosiddetta ‘sinistra al caviale’ dicendo che il suo Governo garantisce molto di più i diritti sindacali rispetto al passato. Non so di quale caviale parli, forse di quello che evidentemente mangia insieme al suo amico plurimiliardario Elon Musk che, come è noto, il sindacato nelle sue fabbriche non lo fa nemmeno entrare. Spero non sia questo il modello a cui si ispira la Presidente del Consiglio quando sceglie ad esempio di convocare i sindacati a manovra abbondantemente chiusa”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Ripristinare l'uso della zattera di altura per la navigazione oltre le 12 miglia e l'obbligo di dotazione dello strumento di salvataggio in tutte le imbarcazioni, garantendo standard di sicurezza elevati per salvare vite umane”: è quanto chiede il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani al Ministro Matteo Salvini, con una interrogazione sottoscritta anche dai deputati Dem Andrea Casu, Valentina Ghio, Anthony Barbagallo, Ouidad Bakkali e Claudio Stefanazzi.
“Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con proprio decreto, ha infatti modificato il Codice della Nautica rendendo più difficoltose e rischiose le procedure di emergenza e soccorso in caso di naufragio. Le imbarcazioni non dovranno infatti più dotarsi obbligatoriamente di strumenti spesso indispensabili per assicurare l’incolumità dei passeggeri. Si tratta di una scelta incomprensibile che non garantisce la sicurezza in mare e penalizza molte imprese del paese, ed in particolare della provincia di Grosseto, che da anni producono le zattere, vanto del Made in Italy per innovazione e sicurezza nautica. Chiediamo al governo di modificare questa norma assurda”: conclude Marco Simiani.
Un’altra giornata da incubo per milioni di cittadini che pagano l’indifferenza del governo e la latitanza di Salvini che da quando è Ministro non ha mai voluto ascoltare il grido di allarme di Comuni, aziende e lavoratori del trasposto pubblico locale. I lavoratori del tpl oggi in sciopero chiedono il rinnovo del contratto, investimenti e risorse per garantire un servizio adeguato ai cittadini e per poter lavorare in sicurezza. La legge di bilancio invece è la prova del fallimento di questa destra: servirebbero 1,7 mld ma il governo ha messo solo 120 milioni. E così anche oggi le conseguenze dell’incapacità di governare le paga chi deve spostarsi e chi lavora in condizioni difficili. Stiamo parlando di servizi essenziali per chi vive in città sempre più congestionate dal traffico privato, ma anche nelle aree interne che rischiano l’isolamento.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati