Il presidente dei deputati del Pd, on. Ettore Rosato, sara' domani, venerdì 23 giugno, in Lombardia . Alle 19, Rosato sara' a Castiglione delle Stiviere , in piazza Ugo Dallo', per la manifestazione conclusiva delle elezioni amministrative a sostegno della candidatura a sindaco di Alessandro Novellini. Alle 21.15 , Rosato sarà ospite della festa dell'Unita' provinciale di Mantova e sarà intervistato da Paolo Boldrini, direttore della Gazzetta di Mantova. La Festa si svolge presso l'Area Feste Boschetto in via Ferruccio Parri.
“Urge riflessione del Parlamento”
"L'accordo commerciale con il Canada mortifica le produzioni agroalimentari di qualità italiane e del Sud e rischia di vanificare la lotta all'italian sounding e alla contraffazione. Urge una riflessione del Parlamento”. Lo afferma Colomba Mongiello, vice presidente della commissione inchiesta sulla contraffazione e prima firmataria dell'interpellanza urgente in cui si chiede al ministro delle politiche Agricole Martina di "sanare questa incresciosa anomalia".
"Ogni anno – spiega Mongiello - entrano in Italia prodotti alimentari ‘clandestini’ e ‘pericolosi’ per oltre 2 miliardi di euro, pari al 5 % della produzione agricola nazionale. Di qui le trattative tra UE e Canada per proteggere da imitazioni anche i prodotti made in Italy, prospettando vantaggi commerciali reciproci e una maggiore sensibilizzazione dei consumatori ai prodotti di qualità.
Il CETA, approvato a Bruxelles, in attesa della ratifica dei Parlamenti nazionali, prevede la tutela di 69 DOP e IGP, sulle 367 registrate in Italia. Di queste appena 5 sono quelle meridionali: 3 siciliane, 1 a testa per campane e pugliesi, nessuna della Basilicata e della Calabria.
Se il testo fosse confermato nella forma attuale, un'opportunità di sviluppo e commercio si trasformerebbe in una inaccettabile discriminazione tra prodotti e aree produttive. Altrettanto grave è la beffa contenuta nell'accordo bilaterale UE-Cina che prevede la selezione di 100 indicazioni geografiche per area a cui garantire protezione. Nell’ elenco dei prodotti ho scoperto che nel Paese asiatico dovrebbe essere tutelata una sola DOP del Sud, la mozzarella di bufala campana.
Governo e Parlamento devono intervenire a tutela del nostro patrimonio economico e culturale dai contraffattori e imitatori canadesi e cinesi. E per favorire scambi commerciali fondati sulla qualità e la salubrità delle merci, scongiurando le dannose distorsioni che già oggi subiamo dalle importazioni di grano canadese e pomodoro cinese. Attendo di conoscere la risposta del ministro Martina - conclude Mongiello - e mi auguro che il presidente del Senato Pietro Grasso, al quale si sono rivolte le organizzazioni che rappresentano imprese, lavoratori e consumatori, riesca ad ottenere dal Governo attenzione alle legittime istanze avanzate a tutela dell'agricoltura e dell'agroalimentare italiani".
“Fiano non ha mai parlato di una cacciata di Marroni da Consip da parte del governo”. Lo dichiara Alan Ferrari, deputato del Partito democratico, a proposito delle polemiche seguite al dibattito durante la trasmissione Omnibus su la 7 di stamani.
“Dispiace – continua - che il collega Leva, seguito con prontezza dai deputati 5 Stelle, tragga delle conclusioni da teoremi opportunistici, più che dalle parole di Emanuele Fiano, che ha smentito con nettezza di aver pronunciato quanto a lui attribuito dal giornalista Lillo e la registrazione della trasmissione ne dà inequivocabile conferma”.
“Ne è prova il fatto che la mozione del Pd al Senato non chiedeva la rimozione di Marroni mentre quella di Articolo 1 sì. Vediamo che purtroppo si continua a preferire strumentalmente lo scontro a tutti i costi per pura convenienza politica”, conclude.
Roma, 21 giugno 2017
“Molto positivo l’intervento di Paolo Gentiloni in merito al Consiglio Europeo di domani. Il riferimento del presidente del Consiglio ai rischi per la nostra sicurezza che provengono dalla rete ed in particolare dei social conferma la necessità di mettere i ‘giganti del web’ davanti alle loro responsabilità nel contrasto al terrorismo, tema che sicuramente l’Italia saprà imporre a Bruxelles”. Lo sostiene il Capogruppo Pd in Commissione Difesa della Camera, Tonino Moscatt, che aggiunge: “auspichiamo che il presidente del Consiglio si occupi anche della tutela dei paesi nel cyberspazio, argomento sempre più attuale per una sicurezza delle nazioni”.
“Pieno sostegno al presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo. Nella sua relazione Paolo Gentiloni ha toccato tutti i temi caldi della prossima agenda dell’Unione. E lo ha fatto con l’approccio giusto, quello cioè di tramutare la Brexit in un’opportunità per dare una spinta al processo di riforma dell’Europa, sia sul piano dell’architettura istituzionale che nell’affrontare le materie di strettissima attualità. Mi riferisco all’esigenza di una vera unione monetaria, di politiche su lavoro, investimenti e welfare che chiudano definitivamente la triste stagione dell’austerità per puntare alla crescita economica; alle iniziative per fronteggiare il terrorismo con risposte comuni che coinvolgano anche ciò che si muove sul web; all’esigenza di un’accelerazione su come l’Ue si attiva nella gestione dei flussi migratori che resta molto al di sotto di quanto è necessario e fondamentale; e, infine, sulla necessità di risposte efficaci sulla cooperazione con gli Stati terzi, a cominciare da un nuovo rapporto con i Paesi africani”.
Così la deputata Dem Marina Berlinghieri, Capogruppo del Pd in Commissione Politiche dell’Unione europea.
“Con la riforma dei Parchi e delle aree marine protette, la loro funzione di scrigni di biodiversità e baluardi di difesa dell’ambiente non solo rimane intatta ma in più essi diventano un vero e proprio motore di sviluppo per l’economia locale”. Lo dichiara Liliana Ventricelli, deputata del Partito democratico.
“Tra i punti qualificanti inseriti nel corso dell’esame in Commissione Ambiente alla Camera – continua - c’è l’istituzione di un sistema nazionale delle aree naturali protette costituito dai parchi nazionali e regionali, dalle riserve naturali, dalle aree marine e dalle aree naturali protette, e di un Piano nazionale triennale di sistema. Quest’ultimo è uno strumento di programmazione nazionale finanziato da 30 milioni per gli anni 2018-2020. Inoltre è stato chiarito che “nel territorio dei Parchi e nelle aree contigue sono vietate le attività di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi. Anche se le novità sono tante, vorrei soffermarmi su due punti che riguardano la compatibilità del presidio ambientale e naturale con le attività umane. Ho fortemente condiviso l’introduzione di una disposizione che prevede l’ingresso nel consiglio direttivo degli Enti Parchi nazionali di un rappresentante delle associazioni scientifiche e di uno degli agricoltori o dei pescatori, per orientare le attività economiche locali verso la sostenibilità. Un’altra questione esaminata riguarda la proliferazione dei cinghiali, un elemento di disturbo per l’equilibrio delle aree protette. Un problema avvertito, ad esempio, nel Parco nazionale dell’Alta Murgia. La questione sarà regolamentata dal Ministero delle politiche agricole e forestali con l’applicazione del divieto di immissione di cinghiali su tutto il territorio nazionale, così come previsto dal cosiddetto ‘Collegato ambientale’”.
“Finalmente si tiene conto delle tante realtà e dei diversi problemi delle aziende agricole che operano e fanno vivere i nostri parchi. Ciò vale anche e soprattutto per il Parco dell’Alta Murgia, che ha una connotazione fortemente rurale. e a breve sarà chiamato a rinnovare la sua governance con particolare attenzione anche a questo mondo”, conclude.
"Il Cda della Rai deve andare avanti". Lo afferma Sergio Boccadutri, deputato Pd e componente della Commissione Vigilanza Rai.
"Bisogna compiere scelte nell'interesse primario ed esclusivo degli ascoltatori. Per questo, il Consiglio di Amministrazione deve lavorare, nell'ambito delle proprie prerogative, con il nuovo direttore generale. Ed è davvero ridicolo l'atteggiamento dei M5S, che prima affermano che i partiti non dovrebbero occuparsi di Rai, e il minuto dopo contestano il nuovo dg perché a loro politicamente sgradito", conclude.
“Il Cara di Mineo è rimasto aperto fin troppo a lungo. Dopo i sopralluoghi effettuati dalla Commissione d'inchiesta, è convinzione di tutti procedere alla sua chiusura in tempi rapidi”. Lo dichiara Elena Carnevali, capogruppo Pd della Commissione d'Inchiesta migranti, per commentare l’odierna approvazione, all'unanimità, della relazione sul centro di accoglienza.
“Come emerge dalla relazione del collega e relatore Giovanni Burtone – spiega - questa è di certo la pagina più nera registrata dall'intero del sistema di accoglienza attuato oggi in Italia. Abbiamo assistito senza dubbio a una cattiva gestione: si va dagli sprechi alle inadeguate normative di sicurezza, dal mancato rispetto delle norme igienico sanitarie, alle assunzioni clientelari che fanno capo a un direttore già indagato per truffa e di cui chiediamo un'immediata revoca dell'incarico. E' evidente che, a monte di tutte le responsabilità politiche e irregolarità riscontrate, ci sia un sistema rappresentato dalla realizzazione di grandi centri di accoglienza difficili da controllare e che devono essere superati a favore di un sistema di accoglienza diffuso sull'intero territorio nazionale e in cui ogni Comune deve fare la sua parte. Non possiamo più continuare a parlare di emergenza di fronte a un fenomeno che certamente proseguirà nei prossimi anni e nel quale le prime strutture di accoglienza ricoprono un ruolo chiave”.
“Per questo motivo, le strutture future, e quelle oggi aperte, dovranno essere soggette a continui controlli e in grado di rispettare requisiti ben definiti in modo da evitare il ripetersi di gravi episodi come quello di Mineo”, conclude.
Post su fb di Ettore Rosato, presidente deputati Pd
Per anni, di banche non ha parlato nessuno, neppure quando evidenti limiti gestionali rischiavano di essere scaricati solo sui risparmiatori.
Il primo governo che si è posto davvero il problema sul nostro sistema bancario è stato quello di Matteo Renzi. Il muro di gomma è stato abbattuto con la riforma delle Popolari che, attesa da decenni - la prima fu proposta dal Ministro Ciampi -, ha consentito di salvare un milione di correntisti e oltre mille lavoratori delle banche regionali. E nonostante quella riforma ancora resta molto da fare.
Una mano importante ce la potrà dare la Commissione d'inchiesta che abbiamo istituito oggi.
Uno strumento in più per capire interessi, responsabilità, omissioni, efficacia dei controlli e delle legislazione italiana ed europea.
Un'occasione con cui fare luce anche su tanta demagogia a buon mercato su un tema caro e delicato: il risparmio delle famiglie italiane.
“È doveroso indagare sulle modalità di gestione delle banche entrate in crisi a causa dell’adozione di sistemi viziati, all'interno di un settore rimasto per troppi anni immune da interventi, ritenuti da molti necessari”. Lo dichiara Sara Moretto, deputata del Partito democratico e componente della Commissione Finanze, per commentare l’approvazione da parte della Camera della Commissione d’inchiesta su le banche.
“Ne sono conseguite politiche del credito deviate, comportamenti criminosi, mancata vigilanza, commistione con classi dirigenti locali. Questo e molto altro dovrà essere oggetto dell'attività della commissione bicamerale d'inchiesta: risparmiatori, imprese e lavoratori attendono risposte. Anche in Veneto”, conclude.
“Le parole di Virginia Raggi, che annuncia nuovi risultati, più che una rassicurazione sembra una minaccia per i romani”. Lo dichiara Stella Bianchi, deputata del Partito democratico, per commentare il post pubblicato in cui la sindaca di Roma Virginia Raggi fa un bilancio del suo primo anno di attività amministrativa.
“Considerando – spiega - i rifiuti per le strade e l'emergenza alle porte, gli autobus che non passano e il limite a 10 km orari per evitare le buche, i grandi progetti cancellati e le vistose faide interne, quando la Raggi parla di alcuni primi risultati in vista di altri più che rassicurare la città sta vistosamente minacciando i romani. E per quanto possa circondarsi dei suoi fan più scatenati quando appare in pubblico, i fatti rimangono purtroppo sotto gli occhi di tutti e arrivano nelle cronache anche internazionali, la Raggi e la sua giunta improvvisata stanno affondando la capitale e i romani lo pagano con il proprio disagio e la perdita di prospettive anche lavorative”.
“E non basterà il cordone di sicurezza di Grillo o il lancio dei più vari diversivi a cancellare il peggioramento netto di Roma dopo un anno di giunta Raggi”, conclude.
“Sforamenti orari come quelli subiti da ieri sera da Linea Notte, andato in onda con dieci minuti di ritardo per il prolungarsi di Cartabianca, non sono compatibili né con il rispetto dovuto ai telespettatori né con l’immagine che il servizio pubblico deve dare di se stesso”. Lo dichiara Sergio Boccadutri, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Vigilanza Rai, che presenterà un’interrogazione parlamentare sulla denuncia fatta ieri in diretta dal conduttore di Linea Notte Maurizio Mannoni.
“Ritardi del genere sono ancora meno ammissibili se, come segnalato dal conduttore di Linea Notte Mannoni, non sono ‘neppure giustificati da motivi giornalistici’ e dunque ‘quasi un puro sfregio’ alla trasmissione che segue e, soprattutto, alle attese del pubblico. Chiediamo per questo che l’azienda intervenga in modo da evitare che episodi di questo tipo non si ripetano”, conclude.
“L'analisi sulla redistribuzione del reddito che l'Istat ha pubblicato oggi ci dice due cose importanti. La prima è che le principali politiche redistributive messe in atto dal governo Renzi (bonus 80 euro, aumento della 14a per i pensionati e SIA - Sostegno di inclusione attiva) hanno ridotto la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi e il rischio di povertà. È un risultato significativo, con buona pace per i giudizi liquidatori della parte più radicale della sinistra e del Movimento 5 Stelle nei confronti del PD”. Lo dichiara Antonio Misiani, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Bilancio della Camera.
“Il secondo punto che emerge è il ritardo da colmare nei confronti di alcune fasce sociali poco tutelate: i giovani che vivono da soli o in coppia senza figli, i monogenitori e le coppie con figli minori. Sono utili indicazioni per la prossima manovra di bilancio, che dovrebbe concentrare le risorse non su uno sgravio Irpef generalizzato, ma sull'occupazione giovanile (riducendo permanentemente il cuneo fiscale sui neoassunti), sulla lotta alla povertà (impostando un percorso di completamento del reddito di inclusione) e sulle famiglie con minori a carico (unificando detrazioni Irpef e assegni familiari in un unico strumento di sostegno delle famiglie con figli)”, conclude.
“La relazione sul Cara di Mineo approvata quest'oggi all'unanimità dalla commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza è molto più complessa di quello che alcuni componenti lasciano intendere con le loro dichiarazioni. È, infatti, il risultato di un lavoro di approfondimento avviato molti mesi fa e di una attività ispettiva svolta dalla Commissione in cui si sono evidenziate molte criticità. Il caso di Mineo si sviluppa in un arco temporale piuttosto lungo e attraversa la storia recente dell'accoglienza affrontata dall'Italia in relazione al fenomeno migrazione. La relazione affronta i nodi di un modello che va superato ma pone anche una serie di questioni che non possono essere eluse ideologicamente. Da relatore non posso che esprimere soddisfazione per il via libera unanime della Commissione al documento che offre al Parlamento una attenta disamina di caso che rappresenta un unicum”.
Lo ha detto Giovanni Burtone, deputato del Pd e componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione.
"Condivisibile e apprezzabile l'appello lanciato da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca sul bisogno di dare una svolta alle politiche di sostegno per i lavoratori del settore ittico". Lo afferma in una nota Nicodemo Oliverio, deputato Pd e capogruppo Democratico in commissione Agricoltura di Montecitorio.
"Occorre rilanciare una strategia – continua - che valorizzi il legame tra qualità del lavoro e competitività, attivare specifici ammortizzatori sociali, riconoscere lo status di lavoro usurante a tanti addetti imbarcati che contribuiscono all'eccellenza delle nostre marinerie. Dobbiamo consolidare con norme ad hoc un modello mediterraneo che vive di territorialità e alta qualità. La via è quella di una politica di supporto alla contrattazione e di scelte che diano continuità all'occupazione e certezza alle retribuzioni. L'impegno del Pd è quello di lavorare ad un Patto che unisca tutti gli attori coinvolti in un cammino verso obiettivi comuni che si chiamano produttività, sostenibilità, efficienza e redditività. Va ridato respiro a un grande progetto sulla pesca, - a partire dalle risorse del fermo biologico che vanno al più presto destinate ai soggetti della filiera - e che dia spessore alle potenzialità inespresse di un settore che già muove con l'indotto oltre 2 miliardi di fatturato ogni anno e dà occupazione a più di 30 mila addetti. Siamo tutti coinvolti in questa sfida, istituzioni e parti sociali, Regioni e livello nazionale, Italia ed Europa, chiamata ad allentare su certe rigidità davvero incomprensibili”.
“Da parte nostra l'impegno deve concentrarsi su norme condivise che incidano anche su diseconomie di sistema e scarsa propensione agli investimenti e su modelli che rilancino lo stretto legame che unisce qualità del lavoro ed eccellenza produttiva", conclude.