“Noi abbiamo compiuto una scelta di campo, una opzione culturale, ben precisa. Cioè quella di non affrontare il tema dell’eutanasia, poiché rifiutiamo totalmente il principio del dare la morte. Al contrario, con questa legge, la nostra finalità è invece quella di accompagnare il paziente, secondo le sue volontà, in un cammino che gli eviti un doloroso e ingiusto accanimento terapeutico. Siamo dunque dentro il solco dell'articolo 32 della Costituzione che consente a chiunque di rifiutare un trattamento terapeutico”.
Così il deputato Dem, Alfredo Bazoli, spiega le ragioni del voto contrario del Pd ad un emendamento M5s che avrebbe introdotto nel nostro ordinamento la pratica dell’eutanasia.
“Con la nuova legge sul testamento biologico abbiamo dato un forte segnale di civiltà. Si garantisce infatti attraverso questo provvedimento il giusto equilibrio tra diritto alla salute e libertà personale senza prevedere nessun abbandono terapeutico del paziente”. Lo dichiara Federico Gelli, deputato del Partito democratico, per commentare l’approvazione della legge sul testamento biologico.
“Si consente alla persona – spiega - in previsione di una possibile propria futura incapacità, di autodeterminarsi esprimendo le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, compresi il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Si prevede poi la possibilità di indicare una persona di fiducia che faccia le nostre veci e ci rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Anche nei casi riguardanti la possibile scelta da parte dei pazienti di interrompere le proprie terapie, non siamo in presenza di un intervento eutanasico. Si prevede infatti solo la possibilità da parte del paziente di opporre il suo rifiuto a forme di accanimento terapeutico”.
“Una legge quindi, e dobbiamo ricordarlo con forza, che non prevede nessun abbandono terapeutico del paziente”, conclude.
“Via libera della Camera a una legge di civiltà e grande umanità, nel rispetto della volontà dei malati e del ruolo dei medici #biotestamento”. Lo scrive su Twitter Andrea Martella, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, per commentare l’approvazione della legge sul testamento biologico.
“Sulla questione della cancellazione del comma 2 dell'articolo 211 del codice degli appalti, a un esame dei passaggi che hanno portato a questo risultato, posso affermare di essere certa che si tratta di un errore materiale e che il governo interverrà in tempi rapidi per correggerlo e per dare attuazione a uno strumento normativo fondamentale”.
Lo dichiara la deputata dem Raffaella Mariani , relatrice alla Camera della riforma degli appalti.
"Sulle questioni dell'edilizia giudiziaria non convincono le varie ipotesi di trasferimenti. Per mantenere tutti i servizi attuali a Bari ci sono sia i fondi che le possibilità tecniche e logistiche. Non condivido l'ultima proposta, formulata dall'on. Sisto, in ordine al trasferimento del tribunale di Sorveglianza dal capoluogo a Modugno e tanto meno quella di trasferire la sezione lavoro". Lo afferma Liliana Ventricelli, deputata del Partito Democratico, che in una costante interlocuzione con gli uffici del ministro Andrea Orlando segue da mesi le vicende relative all'edilizia giudiziaria di Bari e della Città metropolitana.
"Sulla funzione del Tribunale di Sorveglianza - aggiunge l'on. Ventricelli - condivido la presa di posizione della Camera penale di Bari che ne chiede il mantenimento a Bari. Non va sottovalutata l'importanza di questi uffici giudiziari che hanno il ruolo fondamentale di esercitare il controllo sull'esecuzione della pena in carcere, nonché le misure alternative alla detenzione, importanti anche per il mondo del volontariato e di molte realtà associative. A Bari bisogna procedere celermente, senza trovare scorciatoie di trasferimenti. La Città metropolitana ha ricevuto 300mila euro dal governo per far realizzare ad Invitalia uno studio di fattibilità sulla realizzazione della cittadella giudiziaria nelle caserme Milano e Capozzi.
"Intanto - aggiunge Ventricelli - come soluzione transitoria si è appena conclusa la ricerca di mercato per trovare spazi per archivi, 17 aule d'udienza, 8 camere di sicurezza, per le sezioni penali del Tribunale più ulteriori spazi per la Procura. Se la Conferenza permanente lo richiede, anche per la sezione Lavoro il Ministero può avviare la ricerca di un immobile, lasciando inalterati i servizi. Credo che sarebbe urgente percorrere questa strada, piuttosto che ipotizzare trasferimenti di uffici a Modugno. Infine - conclude l'on. Ventricelli - ricordo la disponibilità dimostratami dal ministro Orlando che ha ritenuto di doversi confrontare con l'avvocatura barese, non appena l'ordine sarà ricostituito, su queste questioni, prima di rispondere alle sollecitazioni provenienti dagli uffici giudiziari".
“Noi abbiamo compiuto una scelta di campo, una opzione culturale, ben precisa. Cioè quella di non affrontare il tema dell’eutanasia, poiché rifiutiamo totalmente il principio del dare la morte. Al contrario, con questa legge, la nostra finalità è invece quella di accompagnare il paziente, secondo le sue volontà, in un cammino che gli eviti un doloroso e ingiusto accanimento terapeutico. Siamo dunque dentro il solco dell'articolo 32 della Costituzione che consente a chiunque di rifiutare un trattamento terapeutico”.
Così il deputato Dem, Alfredo Bazoli, spiega le ragioni del voto contrario del Pd ad un emendamento M5s che avrebbe introdotto nel nostro ordinamento la pratica dell’eutanasia.
"Sulle questioni dell'edilizia giudiziaria non convincono le varie ipotesi di trasferimenti. Per mantenere tutti i servizi attuali a Bari ci sono sia i fondi che le possibilità tecniche e logistiche. Non condivido l'ultima proposta, formulata dall'on. Sisto, in ordine al trasferimento del tribunale di Sorveglianza dal capoluogo a Modugno e tanto meno quella di trasferire la sezione lavoro". Lo afferma Liliana Ventricelli, deputata del Partito Democratico, che in una costante interlocuzione con gli uffici del ministro Andrea Orlando segue da mesi le vicende relative all'edilizia giudiziaria di Bari e della Città metropolitana.
"Sulla funzione del Tribunale di Sorveglianza - aggiunge l'on. Ventricelli - condivido la presa di posizione della Camera penale di Bari che ne chiede il mantenimento a Bari. Non va sottovalutata l'importanza di questi uffici giudiziari che hanno il ruolo fondamentale di esercitare il controllo sull'esecuzione della pena in carcere, nonché le misure alternative alla detenzione, importanti anche per il mondo del volontariato e di molte realtà associative. A Bari bisogna procedere celermente, senza trovare scorciatoie di trasferimenti. La Città metropolitana ha ricevuto 300mila euro dal governo per far realizzare ad Invitalia uno studio di fattibilità sulla realizzazione della cittadella giudiziaria nelle caserme Milano e Capozzi.
"Intanto - aggiunge Ventricelli - come soluzione transitoria si è appena conclusa la ricerca di mercato per trovare spazi per archivi, 17 aule d'udienza, 8 camere di sicurezza, per le sezioni penali del Tribunale più ulteriori spazi per la Procura. Se la Conferenza permanente lo richiede, anche per la sezione Lavoro il Ministero può avviare la ricerca di un immobile, lasciando inalterati i servizi. Credo che sarebbe urgente percorrere questa strada, piuttosto che ipotizzare trasferimenti di uffici a Modugno. Infine - conclude l'on. Ventricelli - ricordo la disponibilità dimostratami dal ministro Orlando che ha ritenuto di doversi confrontare con l'avvocatura barese, non appena l'ordine sarà ricostituito, su queste questioni, prima di rispondere alle sollecitazioni provenienti dagli uffici giudiziari".
In legge equilibrio tra libertà personale e alleanza medico-paziente
Abbiamo bocciato l’emendamento presentato dal M5s perché la legge sul testamento biologico che stiamo approvando non contiene derive di tipo eutanasico o di suicidio assistito. È un testo di grande equilibrio che cerca di temperare da una parte la libertà delle persone di decidere sulla propria salute, come del resto già prevede la nostra Costituzione, e dall’altro di confermare l’alleanza terapeutica tra il paziente e il medico e, quindi, non prevede né accanimento terapeutico né tantomeno l’abbandono terapeutico.
Lo afferma Edoardo Patriarca, deputato del Pd in commissione Affari sociali della Camera.
“Una buona notizia dalla multinazionale Diageo nella direzione degli impegni assunti con i lavoratori con i sindacati e con il territorio. La riconversione produttiva che ha infatti interessato lo stabilimento di Santa Vittoria D'Alba, dove la produzione di nuove bevande ha sostituito quella vitivinicola, sta permettendo passi importanti verso la piena salvaguardia gli attuali livelli occupazionali”. E’ quanto dichiarano i deputati piemontesi del Partito Democratico Massimo Fiorio, Chiara Gribaudo e Mino Taricco.
“In forza dei miei emendamenti approvati dall’Aula, le Dichiarazioni anticipate di Trattamento (DAT) dovranno essere rilasciate con atto pubblico, con scrittura privata autenticata ovvero con scrittura privata consegnata personalmente dal disponente all’Ufficiale dello Stato Civile del comune di residenza, e quindi annotate in apposito registro oppure alle Strutture Sanitarie nelle Regioni che ne abbiano regolamentato la raccolta. Potranno poi essere revocate, in caso di urgenza e di emergenza, con dichiarazione verbale raccolta alla presenza di due testimoni o videoregistrata.” Lo rende noto il deputato del PD Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, che precisa: “La proposta di legge in oggetto è un testo equilibrato che coniuga il principio di autodeterminazione con diritti costituzionali quali il diritto alla vita, la tutela della salute, il rispetto della dignità umana. Era però necessario attribuire al disponente, e con assoluta certezza, le volontà contenute nelle DAT, così come specificare le forme da seguire nel caso in cui lo stesso disponente volesse revocarle in caso di urgenza e emergenza.” “Autodeterminazione nel rispetto dei diritti fondamentali e costituzionali, ma nessuna incertezza o ambiguità – conclude Vazio - circa la reale volontà del disponente, senza possibilità di manipolazioni o fraintendimenti.”
La moderna medicina salvaguardia la relazione medico-paziente
“Sapevamo che durante l’esame della legge su testamento biologico si sarebbero confrontate due posizioni estreme. Da un lato il vecchio modello paternalistico secondo cui il medico decide tutto, dall’altro l’autonomia assoluta di ciascuna persona che deve essere accettata dal personale medico. La moderna medicina salvaguarda il principio per cui il medico opera per il bene del paziente ma riconosce il dovere di rispettare la volontà del paziente stesso, e ciò avviene nella relazione tra medico e paziente su cui si fonda il consenso informato. In questo contesto la legge fa un passo avanti. E per questo è improprio e fuori luogo parlare di obiezione di coscienza da parte del medico; bensì bisogna riconoscere che la relazione può essere interrotta e ne può essere costruita una nuova. Le modifiche all’articolo 3 della legge che disciplina le disposizioni anticipate di trattamento fatte nel corso dell’esame in Aula non mettono in discussione l’impano della legge che rimane invariato e rappresenta un importante passo avanti atteso da molti anni. Le Dat potranno essere fatte con atto pubblico o scrittura privata, oppure depositate presso i Comuni o una struttura sanitaria individuata da ciascuna Regione che potranno con propria normativa prevederne l’inserimento nel fascicolo sanitario elettronico del paziente. Le disposizioni anticipate non saranno un quiz o un modulo su cui mettere le crocette. Il paziente in piena coscienza potrà esprimere le proprie volontà sui trattamenti sanitari a cui essere sottoposto se si verrà a trovare in una situazione in cui non sarà in grado di esprimere le proprie volontà”.
Lo ha detto Margherita Miotto, deputata del Pd e componente della commissione Affari sociali durante la dichiarazione di voto all’art. 3 del ddl sul consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento.
“In Commissione Lavoro si è concluso l’iter della proposta di legge sulla tracciabilità della retribuzione”. Ne dànno notizia la vicepresidente del gruppo Pd Titti Di Salvo, prima firmataria della pdl e Valentina Paris, relatrice del provvedimento.
“Il provvedimento – spiegano – intende impedire l’odiosa pratica di corrispondere ai lavoratori e alle lavoratrici una retribuzione effettiva inferiore a quella indicata nella regolare busta paga. Si tratta di un espediente cui alcuni datori di lavoro scorretti ricorrono per comprimere, sotto il ricatto del licenziamento o di una mancata assunzione, il costo del lavoro e rappresenta quindi, oltre che una grave lesione dei diritti delle persone, uno strumento di concorrenza sleale bei confronti delle imprese sane. Paola Clemente, la bracciante di Andria stroncata dalla fatica per una retribuzione di 27 euro al giorno, è una delle vittime di questo fenomeno. La nostra proposta di legge si propone di stroncarlo attraverso un semplice meccanismo anti-elusivo: rendere obbligatorio il pagamento delle retribuzioni negli istituti bancari e negli uffici postali”.
“Oggi la Commissione Lavoro ha chiesto alla presidenza della Camera l’iter in sede legislativa. Si tratta di un passo molto importante verso una maggiore trasparenza e legalità, precondizioni per la tutela dei diritti delle persone che lavorano”, concludono.
"Sono sconcertato dal fatto che non sia rispettata la legge da parte delle istituzioni. Come si può sperare di avere una PA efficiente e digitale se non c’è alcun responsabile della transizione alla modalità operativa digitale? Se le organizzazioni non vengono scalfite? Se nessuno misura i risultati?". Lo afferma Paolo Coppola (PD), presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni.
Coppola, si è rivolto al Commissario straordinario per l’Agenda Digitale, Diego Piacentini, chiedendo di intervenire riguardo alle nomine dei responsabili della trasformazione digitale e del Difensore civico digitale delle Pubbliche Amministrazioni. La missiva sarà inviata oggi stesso, per conoscenza, anche al Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni.
“Il Responsabile della trasformazione digitale e il Difensore civico digitale sono ruoli previsti dall’articolo 17 del Cad (Codice dell’amministrazione digitale) – ha aggiunto Coppola -. La commissione ha convenuto nell’opportunità di inviare al Commissario Piacentini una richiesta di intervento. Se entro 30 giorni i ministeri e le regioni non dovessero nominare i responsabili, il Presidente del Consiglio potrà dare i poteri al Commissario per procedere in autonomia”.
La Commissione, infatti, aveva domandato formalmente a ministeri, regioni e città metropolitane di indicare i nomi dei responsabili della trasformazione digitale e del difensore civico digitale: dopo oltre 30 giorni, le uniche risposte pervenute sono state quelle del Ministero dell’Interno, della Difesa e della Città Metropolitana di Venezia (per questi ultimi due enti, il riscontro non si è rivelato congruente con le richieste).
“Desta sconcerto l’attacco condotto dalle opposizioni in Regione Campania contro l’attuale dirigenza EAV”. E’ quanto afferma Anna Maria Carloni, deputata del Partito Democratico e componente della Commissione Trasporti della Camera.
“Vorrei ricordare che l’attuale situazione di forte disagio è figlia delle scelte operate nei cinque anni di governo regionale di centrodestra. Infatti l'azienda di trasporto regionale era praticamente fallita, e solo un intervento di Parlamento e Governo ha potuto salvarla, con ben 600 milioni di Euro”.
“Risalire la china da questo baratro - conclude la Carloni - è operazione lunga e difficile, cui con pazienza ed energia si sta dedicando il Presidente dell’EAV, Umberto De Gregorio. Per rispetto a quanto si sta facendo, e all’impegno, anche finanziario, profuso, credo che le opposizioni debbano essere chiamate ad una riflessione ed un apporto più responsabile e costruttivo".
Senato dia segnale e approvi legge contro consumo di suolo.
“Sabato 22 aprile si celebra la Giornata mondiale della Terra. Un momento di sensibilizzazione che nel’edizione 2017 si pone l'obiettivo di coinvolgere maggiormente politica, istituzioni e anche i cittadini nella difesa di aria, acqua e suolo. Un'occasione per riflettere e agire sulle emergenze ambientali che affliggono il pianeta, tra tutte il cambiamento climatico e la tutela del suolo risparmiato dalla cementificazione e dall'inquinamento. L’Italia, pur vantando eccellenze nella green economy e nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, è purtroppo affetta da entrambe queste patologie: sta attraversando un anomalo periodo di siccità preceduto da un inverno ugualmente povero di precipitazioni e spreca ancora 4 metri quadrati al secondo di suolo, ovvero 35 ettari di terreno al giorno''. Lo afferma Chiara Braga, deputata del Partito Democratico sulla Giornata della Terra che si celebrerà in tutto il mondo il prossimo sabato 22 aprile. “In effetti - prosegue Chiara Braga - i cambiamenti climatici, l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi con migliaia di piante e specie animali che scompaiono, la desertificazione e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili stanno minando la sopravvivenza stessa della Terra, almeno così come la conosciamo. E' perciò necessario, oggi più che mai, pensare a soluzioni concrete che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività antropiche: riducendo le emissioni, promuovendo le fonti energetiche rinnovabili e l'efficienza, abbandonando il modello di sviluppo del 'business as usual' a favore di uno sviluppo davvero sostenibile, incentivando forme di economia circolare con il riuso dei materiali e la riduzione drastica della produzione di rifiuti, la conservazione delle risorse naturali e dei suoli, la cessazione dello sfruttamento intensivo di habitat vergini'. Per questo mi appello nuovamente ai colleghi parlamentari del Senato affinché si impegnino ad approvare la legge contro il consumo di suolo entro la fine della XVII Legislatura”.