"Nessuno ha chiesto ne' paventato la chiusura di Report, l'unica cosa eversiva è un presidente della Commissione Vigilanza che istiga gli italiani a non pagare il canone Rai". Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai, per commentare le dichiarazioni di Roberto Fico su Report.
"Visto che Fico - continua - annuncia per domani presidi davanti alla sede Rai di viale Mazzini, lo immaginiamo impegnato nell'organizzazione dell'ennesima iniziativa di parte e non a ottemperare i suoi doveri istituzionali di presidente".
"Si tratta di un comportamento gravissimo che, oltre alla già ampiamente compromesso profilo istituzionale, questa volta si spinge oltre per mettere a rischio anche il funzionamento della Vigilanza", conclude.
“Dopo anni di attesa e di approfondimento in commissione, stiamo arrivando all’approvazione di una legge in materia di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento equilibrata e che non ha niente a che fare con l’eutanasia, come sa bene chi ha letto il testo in votazione alla Camera; questo testo garantisce il pieno rispetto delle volontà dei pazienti e valorizza la relazione terapeutica con il proprio medico curante. Il legislatore non decide al posto dei medici o dei pazienti, a differenza di quanto accaduto in passato con la legge sulla procreazione medicalmente assistita e con l’approvazione in prima lettura a Montecitorio di una proposta di legge sul testamento biologico che imponeva a tutti l’idratazione e l’alimentazione artificiale. Come previsto dall’articolo 32 della Costituzione, nessun trattamento sanitario può essere imposto ad alcun paziente e nessun medico può violare la volontà dei pazienti”.
Lo ha detto Giovanni Burtone deputato del Pd e componente della commissione Affari sociali della Camera.
“Onore a Giusi Nicolini per il premio dell’Unesco per lo straordinario lavoro che svolge da anni a Lampedusa in difesa dei diritti umani”. Lo scrive su Twitter Emanuele Fiano, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionale della Camera.
“Era il 2013 quando la Bicamerale per l'infanzia avviò, su mia proposta, un'indagine conoscitiva sulla povertà minorile. Il documento finale che ne scaturì consegnò al Parlamento, al governo e all'opinione pubblica, dati di enorme preoccupazione circa la condizione di povertà materiale e educativa di più di un milione di bambine, bambini e ragazzi.
Oggi l'Istat ripropone, nel contesto di un'audizione in Commissione bilancio, dati dolorosi sui minori che vivono in povertà: ben 1.250.000 tra loro, pari al 12.3% della popolazione con età inferiore a 18 anni, sono vissuti nel 2016 in condizioni di ‘grave deprivazione'. Sono tanti, sono troppi. E continuano ad essere troppi anche dopo il lavoro importante svolto in Parlamento in questi ultimi tre anni. Continuiamo a pagare scelte politiche sbagliate degli anni precedenti, da Berlusconi a Monti, quando, difronte all'avanzare della crisi economica mondiale, si è continuato a tagliare sui servizi sociali e sulle risorse destinate all'infanzia.
Oggi si stanno finalmente predisponendo misure di contrasto alla povertà a cominciare dal ddl anti povertà di recente approvato con 4 mld di risorse destinate. Ma é ancora troppo poco per fronteggiare un problema così grave e, con il senno di poi, é difficile sostenere che sia stato bene togliere l'imposta sulla casa a tutti o scegliere la via dei bonus. Bisogna cambiare strada e aggredire la piaga della povertà con misure incisive ed efficaci.
Anche per questo ho scelto di sostenere la candidatura Orlando nella cui mozione ritrovo la consapevolezza necessaria e l'indicazione di misure efficaci ad affrontare il problema. È tempo che nel nostro paese si diffonda una reale cultura del rispetto dei diritti dell'Infanzia, è un nostro dovere etico e un investimento per il futuro. Se vogliamo una società migliore dobbiamo avere il coraggio di cambiare rotta”. Così Sandra Zampa, vicepresidente commissione Infanzia e Adolescenza.
“Questo caso conferma come la forza della sanità veneta stia soprattutto nelle risorse umane. E’ il caso del dott. Giovanni Gallo che, in qualità di responsabile del dipartimento prevenzione dell’allora Ulss 10, nonostante l’archiviazione decisa dal Gip su richiesta della Procura, ha continuato a dare fiducia alle testimonianze del personale collaboratore facendo avviare d’intesa con i vertici dell’Azienda delle indagini interne, supplendo di fatto alla magistratura, che hanno portato alla luce lo sconcertante caso”. E’ quanto afferma Simonetta Rubinato, deputata del Pd, in merito alla vicenda dell'infermiera che avrebbe finto di vaccinare molti dei bambini che arrivavano al suo ambulatorio, buttando via le fiale.
“Siamo di fronte – continua - ad una condotta di assoluta infedeltà di un dipendente pubblico alla azienda sanitaria, agli utenti, in questo caso dei minori, e alle regole deontologiche, che se accerta merita il massimo della sanzione”.
“Ma una riflessione è dovuta anche su come sia potuto accadere che, dopo l’indagine dei Nas attivata dall’Asl 2, si sia arrivati all’archiviazione del caso in Tribunale su richiesta della Procura”, conclude.
“Ma Grillo è d’accordo o no con gli argomenti della puntata di ieri di Report? La rimetterebbe in onda?”. Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera.
“Grillo e i grillini – spiega – fanno finta di non capire che qui il problema non è affatto essere pro o contro il giornalismo indipendente, che il Pd tutela come un valore imprescindibile e non si sognerebbe mai di mettere in discussione. Il problema sono le fake news antiscientifiche e pericolose come quelle contro i vaccini”.
“Grillo faccia chiarezza una volta per tutte: sta con la scienza o con la disinformazione?”, conclude.
“Quella secondo cui le autorità sanitarie americane sconsigliano viaggi in Italia a causa della presenza di focolai di morbillo, è una pessima notizia per il turismo e per gli scambi tra i due paesi”. Lo dichiara Silvia Fregolent, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera.
“Si tratta a un tempo di un dato reale – spiega – dal momento che la malattia è in ripresa e anche del frutto avvelenato delle sciocche campagne contro le vaccinazioni. Chi ogni giorno, anche da tribune di largo impatto, come la tv pubblica, diffonde notizie pseudo-scientifiche, deve tenere ben presente che le ripercussioni di certe posizioni non si limitano al campo medico ma investono anche altri settori”.
“E’ purtroppo facile prevedere che l’annuncio delle autorità statunitensi giocherà a svantaggio del settore turistico italiano e a favore dei paesi in cui viene dato meno spazio a campagne assurde e pericolose come quelle contro i vaccini”, conclude.
“Il 7 aprile del 2016 il dg della Rai Campo Dall’Orto, davanti alla Commissione Antimafia, si assunse l’impegno di fare in modo che strafalcioni giornalistici come quelli di Report sui vaccini non si sarebbero più ripetuti e annunciò che dai I settembre avrebbe tradotto in pratica il proposito di prevedere un controllo della direzione informazione su tutti i contenuti giornalistici A oltre sette mesi di distanza, siamo ancora a parlare di propositi”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e componente in Commissione Vigilanza Rai.
“Come nel caso del Capodanno in anticipo del 2016 – spiega - sono stati ancora una volta i social network e non l’azienda a svolgere l’attività di controllo giornalistico che avrebbe evitato alla Rai di contraddire la funzione di servizio pubblico, facendo da megafono a tesi antiscientifiche e pericolose su un tema delicato come quello dei vaccini. Oltre che tardiva, la presa di posizione della Rai è peraltro piuttosto debole. Per controbilanciare le inammissibili argomentazioni di Report si limita ad annunciare una ‘nuova campagna’, in altre parole ‘pubblicità’, in programma per giugno. Promette quindi di rimediare alle proprie omissioni con armi impari - perché la forza argomentativa di uno spot non è nemmeno paragonabile con quella di una trasmissione – e con un inspiegabile ritardo di due mesi”.
“La domanda da porre, a questo punto, è che cos’altro debba succedere perché l’azienda si decida a fare qualcosa?”, conclude.
“Ho chiesto al presidente della commissione Ambiente Ermete Realacci di convocare i vertici dell’Anas per un’audizione da svolgersi il prima possibile in merito al crollo del viadotto a Fossano, in provincia di Cuneo”. Lo afferma il capogruppo del Pd in commissione Ambiente Enrico Borghi.
Quali siano i tempi previsti per il completamento delle opere di ripristino del viadotto Petrulla, crollato il 7 luglio 2014. Lo chiede una interrogazione dei deputati del Pd alla quale risponderà domani in Aula il ministro delle Infrastrutture Delrio.
Il viadotto Petrulla si trova lungo la strada statale 626 che collega i Comuni di Licata, Ravanusa, Canicattì e Campobello di Licata in Sicilia. In conseguenza dell’interruzione di un tratto cruciale delle infrastrutture viarie i cittadini e gli operatori economici della zona di Licata hanno subito pesanti disagi in questi tre anni.
“Il provvedimento sull’agricoltura biologica, il cui esame in aula è iniziato oggi, nasce dall’esigenza di rispondere a una domanda sempre più in crescita da parte del consumatore. Dalla necessità che la normativa oggi di riferimento, nata in un contesto in cui il biologico rappresentava ancora una ‘nicchia’, debba essere aggiornata. Questa pdl vuole ribadire con forza che è indispensabile un dialogo interdisciplinare tra i numerosi soggetti coinvolti e che sono urgenti iniziative per dare informazioni sul cibo, che, oltre a essere cultura, è anche e soprattutto salute e benessere”. Lo ha dichiarato Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura intervenendo oggi in aula durante l’esame della pdl sull’agricoltura e l’agroalimentare biologico.
Ecco le novità più importanti: riordino degli strumenti di governance amministrativa, tramite un Tavolo tecnico per predisporre il Piano d’azione nazionale, finanziato dal Fondo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica; incremento della ricerca nel settore; incentivazione alla conversione delle aziende al biologico e campagne di educazione; istituzione di distretti biologici rispettosi dell’ambiente; disciplina per le organizzazioni di produttori e interprofessionali.
“Questo testo unificato, il cui esame è iniziato nel 2013 e sospeso in attesa di una riforma europea del settore, - ha spiegato Oliverio – è il frutto di significative audizioni di soggetti della filiera e ricercatori. Il biologico (dati SINAB per il 2015) prosegue il suo trend espansivo: in Italia gli operatori sono 59.959; la superficie coltivata con metodo biologico è di 1.492.579 ettari, più 7,5 % dell’anno precedente; convertiti al metodo biologico oltre 104.000 ettari. Le vendite del biologico (dati Ismea-Nielsel) sono aumentate del 20% rispetto al 2014.
“Il provvedimento, per il quale ringrazio il Governo per la collaborazione, - ha concluso Oliverio - è un altro tassello del Parlamento nell'opera di riforma del nostro sistema agroalimentare. Penso alla legge sulla biodiversità agraria, sull’agricoltura sociale, sul contrasto ai fenomeni del caporalato, sugli sprechi alimentari, sul testo unico sul vino, e i numerosi interventi di carattere fiscale e organizzativo”.
"Sono impietosi i dati sulla spesa dei fondi europei in Puglia. Il Fondo sociale europeo (Fse) ed il fondo di sviluppo rurale (Feasr) del ciclo comunitario 2014-2020 sono delle opportunità gigantesche che al momento segnano "zero" per le somme spese. Questo è preoccupante per settori fondamentali come il lavoro, le imprese, l'istruzione, la formazione, il miglioramento dei servizi pubblici e l'agricoltura". Lo afferma la deputata del Partito democratico Liliana Ventricelli, commentando i dati diffusi oggi dal Corriere della sera.
"In Puglia bisogna far suonare la sveglia quanto prima - aggiunge Liliana Ventricelli - poiché sono a disposizione ingenti risorse da mettere a valore. Il punto non è solo spendere in tempo, anche se è un aspetto importante. E' necessario impiegare tali finanziamenti in modo qualificato e produttivo, per generare auto-sviluppo ed occasioni di lavoro. I ritardi accumulati sono già un grave peso. E' lecito attendersi un impulso immediato a fare bene e presto; nel contempo, per la trasparenza, si faccia conoscere ai pugliesi una tabella di marcia completa di azioni, finanziamenti e tempi in cui arrivare ai risultati".
"Sono passati otto giorni e non abbiamo ancora sentito la voce di Gabriele del Grande. Le istituzioni rassicurano che sta bene. Familiari e amici sono preoccupati. Le autorità turche accelerino il rilascio del nostro giovane giornalista. Non ha commesso alcun reato e deve tornare subito libero #Iostocongabriele"
E' quanto scritto dal deputato Pd Federico Gelli su Facebook a proposito del blogger e giornalista di Lucca Gabriele Del Grande fermato al confine con la Siria da otto giorni.
“Da domani scatta l’obbligo di etichetta di origine del latte . Da domani un passo significativo nella lotta contro la contraffazione e contro la vendita ingannevole dei prodotti.
Se ancora la strada da percorrere per arrivare alla totale trasparenza sulla provenienza dei nostri cibi è lunga, siamo però soddisfatti di aver raggiunto questo risultato. L’etichetta sul latte da domani sarà un fatto concreto. Un vera carta di identità del nostro made in Italy che segnerà la tracciabilità dei nostri prodotti. Poi toccherà al grano per il quale abbiamo già l’ok dall’ Europa.
Ed è di pochi giorni fa l’impegno del ministro Martina per l’etichetta sul riso italiano. Tre prodotti base della nostra dieta che sono solo la porta aperta verso un nuovo modo di concepire il cibo. Da oggi non si può tornare più indietro ma solo progredire. E la scommessa ulteriore deve essere mettere sulla bottiglia tutte le informazioni utili che fanno la differenza, per esempio tra il latte che proviene dai pascoli e quello che viene prodotto negli allevamenti intensivi dei paesi comunitari". Così Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
Il rischio è compromettere le attività imprenditoriali
“Si tratta di una situazione indubbiamente spiacevole per la quale ho già sentito la sindaca di Camerano e la presidente della Provincia di Ancona e per la quale chiederò l'intervento del Ministero delle Infrastrutture”. Così Emanuele Lodolini deputato del Pd, membro della Commissione Bicamerale per gli Affari regionali, ha commentato la situazione di un'azienda di Camerano che rischia la chiusura. La tragedia del ponte crollato sull'A14 il 9 marzo scorso con la morte dei coniugi Diomede di Pagliare del Tronto sta rischiando di creare un ulteriore gravissimo fatto. L'azienda edile “Geom. Sandro Baldini” ha sede in via Direttissima del Conero a Camerano (An) e, per accedere all'azienda, occorre attraversare un ponte dell'Autostrada A14 (a 200 mt. dal ponte crollato il 9 marzo 2017). La Direzione del “7° tronco Pescara” di Autostrade per l'Italia ha interdetto il passaggio sul ponte ai mezzi superiori a 12 tonnellate di fatto bloccando l'attività dell'azienda nel timore che il ponte non sopporti i carichi eccessivi. Tali mezzi infatti, a pieno carico, arrivano a pesare anche 50 tonnellate e gli stessi mezzi di Autostrade per l'Italia che hanno lavorato alla 3' corsia, con carichi ben superiori. La proprietà dell'azienda che opera da circa 50 anni ed ha 15 dipendenti e molti appalti vinti tra cui quello della demolizione della scuola pericolante di San Ginesio (MC), essendo di fatto impossibilitata a proseguire l'attività ha inviato sabato scorso le lettere di licenziamento ai propri dipendenti che hanno predisposto un presidio davanti all'ingresso.
“Sono pronto a mettere in atto tutte le azioni possibili. Sono a fianco dell'azienda e dei lavoratori e auspico la revoca della decisione o almeno la sospensione della stessa auspicando un veloce collaudo dalla stessa Autostrade per l'Italia per risolvere la questione e scongiurare che 15 famiglie restino senza lavoro” ha concluso il deputato PD.