21/04/2017 - 16:23

"La legge sul biotestamento, attesa da troppi anni e approvata ieri dalla Camera, permette al nostro Paese di fare un passo in avanti decisivo in tema di diritti e per la dignità delle persone. Il provvedimento, che ora deve trovare velocemente conferma al Senato, nei suoi contenuti è costruito su tre principi fondamentali. Il principio del consenso informato: e’ la base di legittimità del trattamento sanitario come espresso nella nostra costituzione all’art. 32 che già indica come “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Per questo, si apre alla possibilità di chiedere l’interruzione delle cure. In questo testo non si porta libertà fino a legittimare l’eutanasia come atto che porta rapidamente alla morte né si prevede il suicidio assistito. Il testo, quindi, si basa sulla distinzione che rifiutare le cure non è eutanasia, “il rifiuto delle terapie medico-chirurgiche, anche quando conduce alla morte, non può essere scambiato per un’ipotesi di eutanasia, ossia per un comportamento che intende abbreviare la vita, causando positivamente la morte, esprimendo piuttosto tale rifiuto un atteggiamento di scelta, da parte del malato, che la malattia segua il suo corso naturale”. Il secondo principio è una nuova interpretazione della relazione di cura tra medico e paziente. L’obiettivo è la salute della persona intesa come la intende l’OMS e cioè il miglior stato di benessere fisico psichico relazionale conseguibile da chi è curato. “Cura”, quindi intesa come farsi carico del malato in modo complessivo, e cioè considerando sempre che si cura la persona e non solo un corpo. Con il pieno rispetto di una persona e delle proprie idee, delle proprie relazioni affettive, della propria storia personale, della propria fede religiosa. Ed infine l’inserimento delle le DAT (Disposizioni anticipate di trattamento) con il nuovo strumento della pianificazione anticipata delle cure.Ho creduto in questa difficile e giusta battaglia fin dal 2008 quando sono entrata in Parlamento, l’ho fatto insieme a Livia Turco, ex ministro della Salute, che prima di me ha lottato in parlamento per i diritti e la dignità dei malati. Come vicepresidente della XII Commissione Affari sociali e Sanità voglio complimentarmi con la mia commissione per il grande ed attento lavoro svolto, in particolare con tutto il gruppo Pd. L’approvazione del testo in Aula è l’ennesimo grande risultato in materia sociale e di diritti conseguito in questa legislatura.

Lo afferma Daniela Sbrollini, deputata Pd e vicepresidente della commissione Affari sociali e Sanità della Camera.

21/04/2017 - 16:22

“I presidenti di una delegazione di eurodeputati della Commissione libertà civili, giustizia e affari interni del  Parlamento Europeo, Aguilar (S&D) e Cudricka (PPE),  al termine di un tour in Sicilia per fare il punto sulla gestione di migranti e richiedenti asilo si dono detti  ‘colpiti  dagli enormi sforzi che le autorità' italiane, e in particolar modo siciliane, la popolazione e tutti gli attori coinvolti nel circuito del soccorso e dell'accoglienza stanno mettendo in atto’ e hanno definito ‘un passo importante’ la  nostra nuova legislazione  sui minori non accompagnati. Siamo orgogliosi di questo riconoscimento e siamo anche pienamente consapevoli del grande lavoro che l’Italia sta svolgendo per affrontare la difficile problematica delle migrazioni.  E ci auguriamo che il richiamo dei rappresentanti Ue agli altri paesi europei ‘a una più forte risposta collettiva e a una migliore e più giusta ripartizione delle responsabilità in materia di immigrazione’, ciò che  l’Italia chiede a gran voce da tempo, non cada nel vuoto e abbia finalmente risposte concrete adeguate”.

Così Sandra Zampa, deputata Pd.

21/04/2017 - 16:20

“L’impegno del ministro Beatrice Lorenzin a seguire il tema del ddl sul fine vita e a rendere efficaci le Dichiarazioni anticipate di trattamento è molto positivo. Infatti, solo con l'appoggio del ministero sarà possibile realizzare un registro nazionale delle Dat che, anche se non indispensabile, è certamente utile per rendere le dichiarazioni anticipate note agli operatori sanitari. Ci auguriamo che il Senato possa iniziare in breve tempo l’esame del ddl approvato ieri alla Camera con una ampia maggioranza”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera e relatrice al ddl sul consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento.

21/04/2017 - 12:25

"E' un risultato importante, un atto di civiltà nei confronti di chi soffre. E' una norma che non ha il carattere dell'obbligatorietà, ma è necessaria per garantire il diritto di autodeterminazione di ogni singola persona, pur nella consapevolezza che il rapporto di fiducia e l'alleanza che si crea tra paziente, medico e familiari, esiste naturalmente e sempre esisterà". Così l'on. Vittoria D'Incecco, componente della Commissione Affari Sociali, a proposito della proposta di legge sul testamento biologico approvata alla Camera.

"Si tratta - aggiunge - di un provvedimento atteso da anni e che ora dovrà passare al vaglio del Senato per l'approvazione definitiva. Rivolgo un pensiero affettuoso a Livia Turco, la vera madre di questa legge. Un grazie sentito al presidente Ettore Rosato, che ha voluto fortemente questo provvedimento, e alla capogruppo Donata Lenzi per la tenacia e la determinazione che ha dimostrato nel portare avanti le varie fasi di un iter lungo e faticoso. Un grazie anche a tutti i componenti della Commissione Affari Sociali che hanno sostenuto in questo percorso l'on. Lenzi. Sono soddisfatta del sostegno di tutti quelli del nostro gruppo e non, che, pur non convinti, sono riusciti a superare i propri timori e a contribuire all'approvazione di una legge giusta che tutela la dignità della persona".

21/04/2017 - 12:11

“Come al solito il M5s, pur di cavalcare polemiche fondate sul nulla, perde di vista la realtà dei fatti. Le norme inserite nel codice degli appalti, cancellate per un errore materiale, erano state volute proprio dal Governo Renzi e dal Pd. Inoltre, il puntuale intervento del presidente del consiglio Gentiloni ha definitivamente chiarito, appunto, che si tratta soltanto di un semplice errore a cui si rimedierà adeguatamente e in tempi rapidi. Se il M5s dedicasse solo la metà del tempo con cui si applica a denigrare gli avversari politici al grigiore della sua vita democratica interna, al fenomeno firme false, alla speculazione informativa sui vaccini o ai disastri delle sue amministrazioni comunali, sarebbe tanto di guadagnato per il Paese”.
Così il deputato Dem Federico Gelli.

21/04/2017 - 11:54

“E’ scorretto dal punto di vista istituzionale e del tutto strumentale l’utilizzo del parere del Consiglio di Stato per giustificare la cancellazione del  comma 2 dell'articolo 211 del codice degli appalti. Come chiunque può facilmente comprendere leggendo ciò che è effettivamente scritto in quel parere il n. 855 emanato nel 2016, le indicazioni che vengono proposte sono semmai una maggiore chiarezza e una più forte incisività di quelle norme in aderenza al principio di delega proposto dal Parlamento. In nessun modo quindi si parla di indebolire il ruolo dell’Anac. Per questi motivi non si può che restare sorpresi nel leggere come  autorevoli commentatori, oltre che rappresentanti di partiti, usino questo argomento che è in tutta evidenza infondato”.
Lo dichiara la deputata dem Raffaella Mariani, relatrice della riforma del codice appalti alla Camera.

21/04/2017 - 10:27

“E’ un balzo importante dell’industria italiana quello che ci segnala oggi l’Istat. Crescono: il fatturato, sia nel mercato interno che internazionale; gli incassi, in modo particolare quello dei cosiddetti ‘beni durevoli’; gli ordinativi, con una forte impennata addirittura a due cifre nella componente estera. Sono cifre che fanno ben sperare anche in tema di crescita del Pil per quanto concerne il 2017. Ci descrive un Sistema Italia che, grazie alle importanti riforme di questi anni, alle politiche di sostegno degli investimenti pubblici e privati, agli incentivi economici e le detrazioni fiscali previsti nelle Leggi di Bilancio per ricerca, brevetti, super ammortamenti e premi produttività, è in condizione per muoversi da protagonista in Europa e nel mondo”.

Così la Vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Silvia Fregolent.

20/04/2017 - 20:20

“Oggi, dopo una lunga e seria discussione, abbiamo approvato una legge di civiltà. Con il biotestamento si garantisce a ogni cittadino il diritto di poter  decidere, qualora si trovasse in condizioni di salute irreversibili, o improvvisamente, o in conseguenza di malattia, di rifiutare quelle prestazioni sanitarie non più utili a curare, ma solo a prolungare uno stato di agonia. Una decisione presa in fase di piena lucidità e possesso delle proprie facoltà, ma consegnata con strumenti ben definiti, al contesto di fiducia della persona stessa, i propri cari, i medici di fiducia.  Uno Stato civile e laico ha il dovere di lasciare alle persone, alle loro famiglie e ai medici che hanno seguito le malattie e le cure, l'ambito in cui poter esercitare il diritto di scegliere come affrontare le ultime fasi della vita”. Così Susanna Cenni, deputata del Pd, commenta il via libera della Camera al testo sul cosiddetto “biotestamento”. Il ddl ora andrà al Senato per poi tornare a Montecitorio per l’approvazione definitiva.

“Il testo sul ‘fine vita’ – continua Cenni – è una buona sintesi che punta a ottimizzare la relazione tra il medico e il paziente. L’obiettivo è quello di dare libertà ad ognuno nel rispetto di quel principio di ‘appropriatezza della cura’, maggiori garanzie al personale sanitario cercando, al contempo, di garantire quel diritto alla vita, all’autodeterminazione e alla salute che sono principi al centro della nostra Costituzione. Abbiamo trovato un giusto equilibrio in nome dell’idea laica dello Stato: la legge che compone un quadro capace di fermarsi sulla soglia delle scelte personali che riguardano il proprio corpo, la propria vita, la propria etica individuale. E' una legge di libertà e di buon senso, che non introduce, come qualcuno strumentalmente continua a dire, sbagliando,  l’eutanasia o la morte per sete e per fame. Non è così, anche se le vicende che abbiamo conosciuto in queste settimane e che hanno visto alcuni cittadini recarsi all'estero per concludere la propria agonia, ci consegnano riflessioni, almeno secondo il mio parere, importanti. Noi però oggi facciamo una scelta che non entra in quella  sfera e che non ha nulla di eutanasico. Con la norma sul fine vita, e sulla Dat l'Italia è un Paese più laico, più civile. Non resta che procedere alla sua approvazione in tempi certi anche al Senato”.   

20/04/2017 - 20:20

“Ci sono voluti un anno di discussione in Parlamento e molti altri di confronto, anche aspro, nel Paese. Ma ora ci avviciniamo, finalmente, ad avere una legge definitiva sul ‘fine vita’ e questa è una buona notizia per tutti. Oggi l’Italia è un luogo un poco più laico e forse umanamente piú giusto”. Così Luigi Dallai, deputato del Partito democratico interviene sull’approvazione da parte della Camera dei Deputati della legge sul testamento biologico, che ora andrà al Senato prima del ritorno alla Camera per il via libera definitivo.

“Il ddl che abbiamo approvato – continua Dallai – è una buona sintesi tra il diritto all’autodeterminazione e quello alla salute. Il compromesso nella relazione tra il medico e il paziente è al rialzo, con maggiori garanzie per gli operatori sanitari e il rispetto del sacrosanto diritto di ogni cittadino di decidere sul trattamento sanitario, anche qualora si verificasse l’incapacità di intendere e di volere. Il consenso informato è il concetto chiave della legge intorno al quale convergono e trovano un punto di equilibrio alcuni principi costituzionali come quello del diritto alla vita, dell’autodeterminazione e della salute. Una buona legge, mite direi, che non apre né all’eutanasia né al suicidio assistito come temuto e talora propagandato da chi vi si è opposto. L’augurio è che sia un’altra pietra per costruire un’Italia più giusta e ancorata ai principi della laicità”.

20/04/2017 - 20:00

"La legge sul biotestamento, approvata oggi dall'aula della Camera, dopo una lunga e approfondita discussione, segna un passo importantissimo sul fronte dei diritti, sancendo il principio che ciascun individuo possa manifestare il proprio rifiuto a trattamenti sanitari non desiderati, anche necessari al sostegno vitale". Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd, Vanna Iori. "Ci sono situazioni dolorose nel misterioso confine tra la vita e la morte, come il decorso di una grave malattia che diventa irreversibile e tale da portare sicuramente alla morte, o situazioni cliniche irreversibili
in seguito a traumi o a eventi acuti: si può e si deve rispondere alle disposizioni del paziente che non vuole vivere come una costrizione
trattamenti sanitari che assumono la caratteristica di accanimento", prosegue Iori. "Fermo restando che non ci sono vite non degne di essere vissute, sospendere il trattamento non significa abbandono del malato ma prendersi cura di lui con un approccio terapeutico che possa
alleviare le sue sofferenze e consenta di accompgnarlo al morire prendendosi cura di lui e rispettando le sue volontà", prosegue la deputata del Pd. "Con questa legge si sancisce un non facile equilibrio tra diritto all'autodeterminazione e alla libertà di scelta consapevole in scelte eticamente delicate attinenti alla vita e alla coscienza della persona", aggiunge. "Confidiamo adesso in una rapida approvazione  al Senato", conclude Iori.

20/04/2017 - 19:49

"Condivido il messaggio del Presidente Mattarella sulle politiche previdenziali, la cui idoneità deve tenere conto di considerazioni demografiche, sociali ed economiche. Per questo ci stiamo battendo in due direzioni: per l'equità intergenerazionale, al fine di garantire ai giovani una dignitosa 'pensione di cittadinanza', per un cambio di passo, che consideri l'aspetto sociale della previdenza e non solo quello di essere un pozzo senza fondo dal quale attingere risorse per diminuire il debito pubblico".  Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

"Impressiona il documento che accompagna il DEF - prosegue -nel quale si chiarisce che le riforme realizzate dal 2004 ad oggi, produrranno fino al 2050 un risparmio di quasi 1.000 miliardi di euro. Un enorme trasferimento da Stato sociale a debito, mai avvenuto prima". 

"Dopo il rigore - spiega Damiano - è giunto il momento dell'equità sociale. Nell'immediato dobbiamo batterci per realizzare integralmente i contenuti previdenziali della passata legge di Bilancio, a partire dal decollo dal primo maggio dell'APE Social. I prossimi obiettivi dovranno essere il blocco o il rallentamento dell'aspettativa di vita e la pensione contributiva di garanzia per i giovani", conclude.


 

20/04/2017 - 19:41

“La proposta del M5s sul lavoro è quella di impedire l’ingresso nelle assemblee elettive alle persone che hanno svolto attività sindacale. È una affermazione anticostituzionale, ma non nuova. Durante la discussione alla Camera sulla legge contro le dimissioni in bianco, per sostenere la loro contrarietà alla legge, il M5s per esempio intervenne facendo l’elenco dei componenti della commissione Lavoro con  alle spalle incarichi nel sindacato. Ci aspettiamo che il secondo passo sia l’esclusione del sindacato dai luoghi di lavoro, visto che Di Maio ci dice che il sindacato è una casta come i partiti e loro sono per l’eliminazione delle caste. Insomma tutto questo rumore per lasciare più soli i lavoratori. Complimenti, un bel programma sul lavoro”.

Così la deputata Dem Titti Di Salvo, Vicepresidente del Gruppo Pd della Camera.

20/04/2017 - 19:35

“È servito un anno intero di dibattito in Commissione e in Aula, ma oggi abbiamo approvato il testamento biologico alla Camera. Con grande forza di volontà continuiamo a comporre il mosaico dei diritti civili in questa legislatura”. Lo dichiara Chiara Gribaudo, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera.

“Questa legge – spiega - ci dà la libertà di autodeterminarci, di scrivere il nostro destino per quel delicato momento in cui potremmo essere incapaci di decidere, di intendere e di volere. Le ultime modifiche non hanno introdotto l’obiezione di coscienza, ma vietato l’accanimento terapeutico e al tempo stesso garantito che contro il dolore di chi soffre venga fatto il possibile, nel rispetto della professionalità dei medici. Mettiamo fine alle polemiche e fermiamoci invece, un attimo, a pensare a tutti coloro che non hanno avuto questa libertà di scelta sulla propria vita. Sarà responsabilità di tutte le forze politiche, al Senato, riuscire a far diventare legge il testamento biologico entro la fine della legislatura”.

“Per questo servirà un impegno condiviso contro modifiche e ostruzionismo. Le Dat sono una misura di civiltà che non possiamo rinviare oltre. Lo dobbiamo a tutte quelle famiglie che hanno sofferto per far valere le ultime volontà dei propri cari”, conclude.

20/04/2017 - 19:33

La legge attua dopo 70 anni l’articolo 32 della Costituzione

“Dopo più di un anno di lavoro in commissione Affari sociali e un esame approfondito in Aula, la Camera ha approvato la legge sul testamento biologico lungamente attesa. Il testo base, come è giusto che sia, è stato più volte modificato accettando le proposte che venivano da quanti erano realmente interessati al confronto nel merito. Siamo così arrivati ad un testo equilibrato che valorizza la relazione medico paziente nel pieno rispetto dell’art. 32 della Costituzione. È un testo equilibrato che rientra in una visione mite nel diritto, una legge di principi, non una elencazione puntuale di situazioni che il Parlamento ha avuto tutto il tempo per approfondire ed emendare”. Lo dichiara Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali e relatrice della proposta di legge sul testamento biologico commentandone l’approvazione.

“Si vuole valorizzare la relazione tra medico e paziente - spiega Lenzi - e dare certezze all’agire del personale sanitario. Abbiamo mediato fra principi costituzionali di pari rango: quelli della vita, della autodeterminazione e della salute. Una mediazione che abbiamo cercato in modo laico. La legge approvata in prima lettura dà grande importanza al consenso informato che avrà funzione di sintesi tra l’autodeterminazione e il diritto alla salute. Come per tutti i diritti di libertà, il consenso si può dare, rifiutare e ritirare. E la perdita della capacità di agire non può comportare la perdita di un diritto quale quello di esprimere la propria volontà in merito al trattamento sanitario a cui potrei essere sottoposto in futuro; da qui la necessaria introduzione nel nostro ordinamento delle disposizioni anticipate di trattamento. Le Dat potranno essere fatte dal notaio ma anche depositate presso i Comuni e le Regioni potranno con propria normativa prevederne l’inserimento nel fascicolo sanitario elettronico. Con un apposito articolo abbiamo previsto particolare attenzione alla fase finale della vita contro ogni ‘ostinazione irragionevole’ a proseguire cure o fare esami diagnostici nelle fasi finali dell’esistenza e riconoscendo in quali casi sia opportuno ricorrere alla sedazione palliativa profonda. Parlare di eutanasia o di partito della morte dà la misura del livello di strumentalizzazione ideologica alla quale alcuni colleghi non rinunciano neanche davanti a un argomento così delicato e, da parte nostra, potremmo facilmente rispondere che loro sono diventati il partito dell’obbligo a soffrire. Ci auguriamo che il Senato possa in breve tempo approvare la legge per poter ampliare il riconoscimento, e la tutela, dei diritti che in questa legislatura ha visto passi avanti importanti”.

20/04/2017 - 19:32

“Non abbiamo votato l'emendamento dei 5 Stelle che chiedeva il riconoscimento dell'eutanasia perché il gruppo Pd fin dall'inizio di questa discussione ha  respinto l'idea di approvare una legge eutanasica". Lo dichiara Ernesto Preziosi, deputato del Partito democratico.

“Al di là del parere della Commissione Bilancio, negativo – spiega – perché prevedeva l’attivazione di strutture ad hoc, l’emendamento dei 5 Stelle non ci ha trovato d’accordo perché avrebbe sbilanciato un’impostazione che tiene insieme la libertà delle persone di decidere sulla propria salute, con l’alleanza terapeutica tra paziente e medico”.

“Preoccupa, anzi, la dichiarazione fatta in Aula dai 5 Stelle, secondo cui questo non è che un primo passo. Con buona pace di chi vede, in questo movimento, elementi di sintonia con il pensiero cristiano”, conclude.

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