“Uno che non rispetta il voto dei suoi elettori e che cancella con una matita i risultati di consultazioni vuole dare lezioni di trasparenza e propone la gogna per il direttore del Tg1. Grillo teme la libera stampa e pensa di imbavagliarla con le minacce e scatenando la furia del web. Ma è tutta scena. Dietro solo trolls e un’unica vera notizia: i 5 stelle vorrebbero tg che parlano solo di loro e delle loro bufale”.
Lo ha detto Simona Malpezzi deputata del Pd e componente della commissione Cultura della Camera.
“L’informazione italiana è al 77° posto perché ci sono politici come Di Maio e Di Battista che occupano le trasmissioni che vogliono, pretendendo anche di scegliersi giornalisti e interlocutori. Grillo dilla tutta: invece di minacciare il servizio pubblico, ricorda al paese che dirigi la Commissione di Vigilanza. Non fare il pesce in barile e rispetta la libertà di stampa”.
Lo ha dichiarato Sergio Boccadutri, deputato Dem della Commissione di Vigilanza Rai, dopo gli attacchi di Beppe Grillo al direttore del Tg 1 Mario Orfeo.
“Gli attacchi di Beppe Grillo al direttore del Tg1 Mario Orfeo stanno superando ogni limite. Ormai siamo a vere proprie intimidazioni per ottenere un’informazione piegata ai voleri del M5s. Dopo il caso Genova speravamo che Grillo avesse compreso l’impossibilità di piegare ogni attività ai suoi voleri. Il comico genovese se ne faccia una ragione: in Italia democrazia e libertà sono valori fondamentali. Dunque, solidarietà a Orfeo per questo ennesimo intollerabile tentavo di condizionamento”.
Così Vinicio Peluffo, capogruppo Pd nella commissione di Vigilanza Rai.
“A Genova la vera democrazia si afferma su quella del Grande Fratello. E’ questa la lezione di oggi per i Grillo, i Casaleggio e la loro corte, ma non solo. Anche coloro che continuano a negare o sottovalutare i risvolti inquietanti di questo movimento, che si candida alla guida del Paese, devono avviare una seria riflessione. Magari almeno rifiutando, ad esempio, il loro diktat sulle interviste tv senza contraddittorio”.
Così il deputato Dem Marco Di Maio, della Presidenza del Gruppo Pd.
“I militanti #M5S sono costretti a ricorrere ai giudici per far conoscere la democrazia a @beppe_grillo #Cassimatis #Genova”Lo scrive su twitter Silvia Fregolent, vicepresidente dei deputati del Partito Democratico, commentando la decisione del Tribunale di Genova di reintegrare la candidatura a sindaco di Marika Cassimatis.
“La prima fase di ammodernamento legislativo del comparto vitivinicolo è riuscita. La condivisione tra filiera vitivinicola e istituzione è stata decisiva. Bisogna continuare con la medesima modalità anche per i decreti attuativi. Bene le consultazione aperta, ma la maturità delle rappresentanze e la condivisione devono essere le priorità per arrivare alla fase finale dell'innovazione legislativa di cui ha bisogno il sistema”: è quanto dichiara oggi, il vicepresidente della Commissione Agricoltura e deputato Pd Massimo Fiorio, al Vinitaly in corso a Verona.
Così la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Alessia Morani.
“Alla luce dei rapporti, anche di natura economica, di Visverbi con Carlo Freccero, la Rai non ravvisi eventuali rischi di conflitti di interessi?”. Lo afferma Sergio Boccadutri, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Vigilanza Rai.
"Secondo quanto riferito agli organi di stampa – spiega - l’evento organizzato per ricordare il suo fondatore Gianroberto Casaleggio, sabato 8 aprile a Ivrea, è stato organizzato da Visverbi, agenzia che cura l’immagine per giornalisti e ospiti televisivi, e secondo quanto riportato sul sito ufficiale dell’azienda, anche Carlo Freccero - consigliere di amministrazione Rai votato in Cda dai componenti M5s della commissione di Vigilanza Rai - sarebbe tra i clienti dell'agenzia”.
“Per questo ho depositato un’interrogazione in Vigilanza Rai per sapere se tra l'azienda pubblica e l'agenzia ci sono rapporti, a quanto ammontino eventuali compensi riconosciuti all’agenzia negli anni 2014, 2015, 2016”, conclude.
“Solidarietà e vicinanza alla Svezia per l’attacco terroristico a Stoccolma. Cordoglio per le vittime. Uniamo le forze contro il terrore”.
Così in un tweet il deputato Dem Andrea Martella, vicepresidente del Gruppo Pd.
“Un cambio di paradigma, una svolta talmente sostanziale da imporre di prendersi il tempo necessario per esaurire la situazione pregressa e avviare in maniera ordinata la nuova fase. Il Governo ha approvato in via definitiva il nuovo sistema di formazione iniziale e di accesso al ruolo degli insegnanti della scuola secondaria, attuativo della delega della legge 107, accogliendo le proposte formulate dalla Commissione Cultura tese a chiarire, in particolare, le diverse fasi del nuovo percorso e ad introdurre modifiche sostanziali al regime transitorio, maturate nel corso della fase di ascolto di enti, associazioni, esperti, organizzazioni sindacali”. Lo dice Manuela Ghizzoni, deputata del Pd componente della commissione Cultura della Camera.
“Con il nuovo percorso, un laureato magistrale che deciderà di dedicarsi all’insegnamento - prosegue Ghizzoni – dovrà prima vincere un concorso pubblico nazionale e, poi, affrontare un triennio retribuito di formazione sul campo, tirocinio nelle scuole e inserimento progressivo nella funzione docente, durante il quale acquisirà le competenze specifiche della professione. Una volta superate le prove intermedie e quella finale del percorso, l’aspirante docente sarà automaticamente immesso in ruolo senza necessità dell’anno di prova e, soprattutto, senza aver dovuto svolgere attività di insegnamento in condizione di precariato. Già nel prossimo anno sarà bandito il primo concorso, per una quota dei posti che si renderanno vacanti e disponibili dal 2021-22, ma il nuovo sistema entrerà a regime progressivamente, per disporre una vera, articolata fase di transizione, che si dipanerà per diversi anni al fine di chiudere con il pregresso e, al contempo, di dare risposte coordinate ed eque a chi ha già intrapreso la professione di insegnante, valorizzandone i titoli abilitativi all’insegnamento e l’esperienza professionale maturata. Sarà comunque immesso in ruolo solo chi avrà superato appositi percorsi valutativi - differenziati sulla base delle differenti esperienze e titoli degli interessati - e, ove necessario, avrà completato la sua formazione professionale. Certo, era impossibile accogliere tutte le sollecitazioni pervenute, in particolare dalla ancor vasta e differenziata platea dei docenti precari, ma si è lavorato per contemperare le istanze di chi vuole intraprendere nel futuro la professione docente, così come quelle di chi, attraverso le tante modalità previste nei sistemi che si sono succeduti nel tempo, ha acquisito titoli abilitativi che non possono andare dispersi. Il nuovo sistema si pone l’ambizioso obiettivo di evitare il formarsi di nuove sacche di precariato, di formare specificatamente alla professione docente e migliorare, quindi, la qualità complessiva dell’offerta didattica per i giovani e le loro famiglie”.
“La rete delle scuole e dei corsi di italiano all’estero sarà più competitiva e maggiormente all’altezza delle esigenze di ragazzi e famiglie . Con il Decreto 383, approvato oggi in Consiglio dei Ministri, sono infatti state recepite le indicazioni fornite nel parere approvato dalle Commissioni Esteri e Cultura della Camera, come da me redatto, insieme all'altra relatrice, la collega Tamara Blazina. È previsto un aumento di circa il 10% degli insegnanti di ruolo dall'Italia presso le scuole e i corsi di italiano all'estero. Entreranno cioè in servizio 50 docenti in più, in tutto il mondo. In aggiunta, sarà molto più facile assumere insegnanti con contratti locali, il che comporterà notevoli risparmi e meno burocrazia. E verranno messe in pratica tutta una serie di misure a sostegno della qualità e della diffusione della lingua e cultura italiane nel mondo. È davvero un'ottima notizia per le famiglie, i ragazzi e tutti coloro che credono nel valore della promozione della lingua e cultura italiana all'estero”.
Così Laura Garavini, della Presidenza del PD alla Camera, sull’adozione del Decreto 383 sulle scuole all’estero nell'odierno Consiglio dei Ministri.
“Con l'approvazione definitiva in Consiglio dei ministri delle 8 deleghe portiamo finalmente a compimento il progetto di riforma avviato nel 2015 dal governo Renzi che, proprio con la legge 107 detta "la buona scuola", ha previsto le deleghe che oggi sono state approvate”. Lo dice Simona Malpezzi, deputata del Pd e componente della commissione Cultura della Camera.
“Questo successo - prosegue Malpezzi - ha le sue radici proprio in quel governo che ha avuto il coraggio e la visione di pensare una nuova idea di scuola investendo come non mai nell'istruzione e nei docenti. Oggi, grazie a quella legge approvata nel luglio del 2015 abbiamo, per esempio, la delega sullo 0/6 anni che stabilisce che il nido non sarà più un servizio ma l'inizio del percorso veramente educativo (definito da sempre sulla carta ma mai realizzato fino in fondo) e si stanziano ingenti risorse per aumentare la presenza dei nidi nei Comuni d'Italia. Con la delega sull'inclusione, scuola, famiglia e territorio collaboreranno al progetto di vita e al percorso educativo dello studente disabile in modo più incisivo e grazie a competenze ancora maggiori. Infine, vorrei esprimere grande soddisfazione per il lavoro svolto sul reclutamento e la formazione iniziale. Un momento storico perché, se da una parte, abbiamo cambiato l'iter di formazione e di assunzione dei nuovi docenti, dall'altro, abbiamo definito una fase transitoria che consentirà nei prossimi anni l'immissione in ruolo dei precari storici in maniera certa, chiara e di prospettiva. È un cambiamento notevole che garantirà di coprire in modo regolare e prestabilito i posti vacanti e disponibili garantendo la continuità didattica e la professionalità della classe docente. Oggi, finalmente, con l'approvazione delle deleghe, la legge 107 è completa”.
“Un atto di grande rilevanza politica ed economica per l’Italia il documento di sintesi inviato dal ministro Martina al commissario Ue Phil Hogan, con il quale si richiede una revisione della politica agricola comune e regole semplici per la sua applicazione. Un documento che accogliamo con grande soddisfazione e che condividiamo in pieno. Esso riprende, infatti, i passaggi della risoluzione sulla Pac approvata in commissione Agricoltura con la quale si è impegnato il Governo su venti punti strategici per il rilancio dell’agricoltura nel nostro Paese per i prossimi sette anni.
Si tratta di una serie di proposte che mirano a sottolineare la esclusività della nostra agricoltura e ad offrire risposte concrete ad agricoltori e allevatori. In particolare, mira a tutelare il reddito di chi opera nel settore, tutelando, al contempo, qualità dei prodotti, uso sostenibile delle risorse e valorizzazione delle aree rurali.
Ringraziamo Martina che, anche con questo documento inviato alla Ue, fa dell’agroalimentare italiano più che mai un tassello fondamentale e trainante della politica agricola europea, andando finalmente oltre i confini nazionali”.
“Le bozze dei decreti attuativi delle deleghe previste dalla “buona scuola” accolgono quasi totalmente le condizioni espresse dalle commissioni parlamentari e su questo esprimiamo soddisfazione. Purtroppo ci rammarichiamo che il decreto sulla valutazione degli apprendimenti, che pure presenta molti elementi positivi, primo fra i quali la semplificazione degli esami di Stato, non recepisca alcuni punti qualificanti come il superamento della valutazione in decimi nelle scuola primaria e secondaria di primo grado. Dietro alla rappresentazione simbolica dei livelli di apprendimento di una bambina e di un bambino esiste una logica: la scuola non è migliore se fa prevalere la visione classificatoria rispetto alla funzione formativa ed orientativa della valutazione. Rimaniamo in attesa di vedere in quale forma concreta verrà restituito l’esito delle prove INVALSI. Non siamo contrari alla valutazione nazionale che va sicuramente potenziata e migliorata, vorremmo però che non si usassero strumenti nati per valutare il sistema e le scuole, per scopi differenti. Possiamo usare strumenti nazionali per contribuire alla valutazione delle competenze, ma prendiamoci il tempo giusto per definire gli strumenti adeguati”.
Lo dicono le deputate del Pd Mara Carocci e Grazia Rocchi componenti della commissione Cultura.