"Una strategia italiana per Industry 4.0, fondamentale per dare slancio alla ripresa industriale e, in particolare, al settore manifatturiero". La ha illustrata il Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, rispondendo ad una interrogazione dei deputati PD Benamati, Scuvera e Basso.
"Riteniamo fondamentale la digitalizzazione dei processi produttivi e gli investimenti in innovazione. Crediamo fortemente nell'opportunità di Industry 4.0 per consentire alle imprese di reinterpretare il proprio ruolo lungo la catena del valore, determinando l'abbassamento dei costi di produzione, il miglioramento della produttività e, al contempo, delle condizioni del lavoro. Industry 4.0 renderà possibile gestire, secondo logiche industriali, anche produzioni in piccola serie con un’amplissima gamma di specifiche, creando così una sempre più forte convergenza fra il saper fare tipico della produzione artigianale e l’efficienza della scala di produzione industriale”. Lo dichiarano i deputati del Pd, rispettivamente capogruppo e membri della commissione Attività produttive della Camera, Gianluca Benamati, Chiara Scuvera e Lorenzo Basso.
“ Il governo ci ha illustrato le principali linee di intervento in merito, che riguardano – proseguono i deputati dem - il rilancio degli investimenti industriali con particolare attenzione a quelli in ricerca, sviluppo e innovazione; la piena attuazione del Piano Banda ultralarga; la diffusione delle competenze per Industry 4.0, rafforzando i percorsi di alternanza scuola-lavoro; la collaborazione fra startup ad alto contenuto innovativo e imprese industriali consolidate; la canalizzazione delle risorse finanziarie, favorendo un maggior ricorso al mercato dei capitali da parte delle PMI e la raccolta di capitale sui mercati borsistici lungo le linee tracciate dal progetto Finanza per la Crescita”.
“E’ un’ottima notizia che il governo si sia impegnato alla definizione del piano strategico per far ripartire tutto il settore dell’alluminio. In particolare dobbiamo riuscire a rendere il settore della raccolta e riuso dell’alluminio ancora più efficiente, essendo l’Italia fra i primi paesi a livello mondiale un punto di riferimento del comparto.
Dobbiamo, inoltre, operare sui costi dell’energia a carico delle imprese metallurgiche in modo da non perdere completamente la produzione industriale primaria a favore dei Paesi extraeuropei.
È importante che il settore dell' allumino, che è di base e trasversale per molti settori produttivi , venga considerato prioritario nell'ambito della politica industriale del Pease". Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Attività produttive, Gianluca Benamati.
"Sono molto soddisfatto che il governo si sia impegnato a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per definire un piano strategico di rilancio dell'industria di alluminio primario in Italia che consenta di riavviare gli impianti di produzione esistenti e di sviluppare nuove attività produttive". Lo dichiara il deputato del Pd Emanule Cani, primo firmatario della risoluzione in commissione Attività produttive per far ripartire e rimettere in moto tutto il settore produttivo dell'alluminio.
"Inoltre proseguirà il confronto con la Commissione europea sugli strumenti necessari da adottare per conseguire l'abbattimento dei costi dell'energia a carico delle imprese metallurgiche e, in tal modo, non perdere la produzione industriale primaria a favore di Paesi extraeuropei; per implementare gli strumenti normativi, già previsti in materia di esportazione di rifiuti (rottami) dell'alluminio in quei Paesi dove le norme ambientali e sanitarie per il riciclo sono poco rigorose", aggiunge Cani.
"Siamo certi che grazie all'azione del governo riusciremo a rendere il settore della raccolta e del riciclo dell'alluminio ancora più efficiente, promuovendo tutte le best practices di cui l'Italia è punto di riferimento a livello mondiale. Questo atto costituisce un esplicito impegno del governo che dichiara di credere fortemente nel rilancio dell'industria dell'alluminio in Italia fatto che rafforza la urgenza di chiudere in tempi rapidissimi le grandi vertenze industriali del settore, prima fra tutte quella di Alcoa", conclude il deputato democratico.
Bruxelles conferma crescita Italia, si rassegni chi vive di propaganda
"Grazie alle riforme realizzate dal governo Renzi l'Italia è finalmente ripartita. L’Unione europea ha riconosciuto gli sforzi sostenuti e i risultati raggiunti in questi mesi dal nostro Paese, confermando la piena ripresa della nostra economia. La verifica annunciata dall’Europa per la prossima primavera sulla legge di stabilità è solo un atto dovuto in ragione della nostra richiesta di flessibilità rispetto ai vincoli di bilancio per aver sostenuto alcune spese straordinarie, come quelle necessarie a gestire l’emergenza immigrazione. Stiano tranquilli pertanto quelli che si augurano sempre il peggio per l’Italia: la manovra attualmente in discussione al Senato, è assolutamente coerente con il patto di stabilità e crescita. E lo ha riconosciuto anche l’Ue. Si rassegnino quelle forze politiche che ormai rasentano il ridicolo, come il M5S, che fino a ieri chiedevano di infrangere ogni regola europea mentre oggi sperano di affidarsi proprio all'Ue per provare a delegittimare la Legge di stabilità del nostro Paese. Aggrappandosi a cosa? Proprio a quella flessibilità che tutti chiedevano, senza risultati, all’Europa e che Renzi invece ha concretamente ottenuto grazie alla ritrovata credibilità internazionale dell'Italia". Lo afferma, in una nota, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd.
"Quanto poi alle accuse mosse dai grillini su come sono state spese le risorse europee relativamente alla programmazione 2007/2013, va sottolineato che, mentre due anni fa eravamo a un livello di rendicontazione intorno al 40%, adesso, grazie soprattutto al lavoro e agli input del governo, siamo circa al 70%. E con le risorse della programmazione in corso contiamo di arrivare a un livello di spesa simile a quello della maggioranza dei Paesi europei. La verità è che il M5S spera di aggrapparsi all’Europa solo perché non ha altri argomenti per contrastare la legge di stabilità del governo Renzi che è espansiva e restituisce fiducia ai cittadini, consentendo di consolidare la crescita dei consumi e dell’economia” conclude Bordo.
"La montagna non ha bisogno di polemiche sterili, né di bandierine. L'emendamento della Lega in materia di concessionari idroelettrici sembrava scritto apposta per essere bocciato, per poi alzare la bandiera in modo demagogico. Come pensare, infatti, di stabilire con una legge delega l'ingresso obbligatorio degli enti locali nel capitale di società concessionarie come Enel o A2A, e di modificare -sempre per legge- la natura privatistica di tali società trasformandole in società miste pubblico-private? Al di là del dirigismo economico che tali misure recano con sé, la materia è oggi in fase di riscrittura in sede di applicazione della legge Madia sulla pubblica amministrazione, ed è quella la sede dove affrontare il futuro delle partecipate. Altro è, invece, il tema del beneficio a favore delle comunità locali a causa dei disagi derivanti dallo sfruttamento della risorsa idrica. Su questi temi il Pd è impegnato in materia rilevante, come dimostrano i contenuti del collegato ambientale che sta per giungere in Aula e che reca, tra le altre misure, incrementi nel canone di bacino imbrifero montano e misure a sostegno della Green economy nelle aree montane. Purtroppo, scontiamo in questa materia i gravi ritardi degli anni dei governi di destra, che non si preoccuparono di dare attuazione al decreto Bersani di liberalizzazione del settore delle concessioni idroelettriche creando condizioni di stallo del sistema. Siamo disponibili ripartire da lì, per introdurre compensazioni ambientali a favore dei territori montani all'interno di procedure di gara ad evidenza pubblica per le concessioni idroelettriche. Se la Lega vuole scendere su questo terreno, è la benvenuta".
Lo afferma Enrico Borghi, presidente dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna.
“Con il via libera a larga maggioranza della Camera alla legge delega su riforma degli appalti e concessioni sta per iniziare in l’Italia una nuova stagione di trasparenza, efficienza, qualità, partecipazione, tempi e regole certi nei lavori pubblici. E soprattutto non si parlerà più di grandi o piccole opere, ma solo di opere utili al Paese.
Mantenendo lo spirito del testo approvato al Senato, nel passaggio alla Camera è stato rafforzato il ruolo di indirizzo del Parlamento, con il doppio passaggio per i provvedimenti attuativi, e sono stati inseriti diversi elementi innovativi finalizzati alla modernizzazione, alla semplicità e alla chiarezza del sistema di regole sui Lavori Pubblici.
Fra le novità maggiormente qualificanti: il superamento della legge Obiettivo, che ha fallito favorendo la creazione di zone opache e corruzione; l’archiviazione della pratica del massimo ribasso e delle varianti in corso d’opera; l’introduzione del ‘débat public’ che prevede nuove forme di partecipazione prima di avviare grandi progetti. La legge delega va inoltre nel senso di ridare qualità e centralità alla progettazione, prevede un ruolo organico di indirizzo e controllo da parte dell’Anac, una maggiore attenzione ai disabili e più garanzie per la sostenibilità ambientale, i processi innovativi, l’economia delle piccole imprese.
Le modifiche apportate sono frutto di un lavoro condiviso che ha coinvolto tutti i gruppi politici, dell’impegno dei relatori Mariani e Cera e della piena collaborazione con il ministro Delrio. Mi auguro che si arrivi presto al via libera definitivo della delega con l’ultimo passaggio in Senato. La riforma degli Appalti rappresenta infatti una svolta in un settore, quello dei Lavori Pubblici, strategico per l’economia, l’occupazione e il futuro del Paese”.
Lo afferma Ermete Realacci presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, plaudendo al via libera della Camera alla delega Appalti.
“L’approvazione delle legge delega sugli appalti è un fatto molto rilevante.La Camera, dopo il Senato, vara norme incentivative che puntano decisamente sulla semplificazione e sulla trasparenza con una forte attenzione alle Pmi. Importante soprattutto la riqualificazione della PA in materia di appalti sia per quanto riguarda il sistema delle autonomie locali sia per il ruolo essenziale che viene riconosciuto all’Anac. La riforma degli appalti è un pezzo fondamentale della riforma del Paese”.
Lo dichiara il deputato democratico Alessandro Mazzoli.
“Con l’approvazione, a larga maggioranza, alla Camera della legge delega per la riforma del codice degli appalti il Partito Democratico, anche grazie al grande impegno della collega relatrice del PD Raffaella Mariani, segna un altro importante risultato del disegno riformatore del Paese. “Cambiare verso all'Italia” passa infatti anche da un quadro normativo degli appalti semplice e certo, in grado di superare molte delle inefficienze dell'attuale quadro che ha reso possibile il diffondersi di fenomeni di corruzione e cattivo uso delle risorse pubbliche. In questo senso è decisivo il ruolo attribuito ad ANAC, non solo in termini di vigilanza sui contratti e sulle procedure degli appalti, ma anche nella predisposizione delle nuove Linee guida che sostituiranno il Regolamento. Con il provvedimento, che torna ora al vaglio del Senato, si garantisce finalmente la centralità del progetto, la qualità delle opere, una maggiore trasparenza, più attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e sociale nell'appalto di lavori e servizi. Accrescendo al contempo la competitività del sistema degli appalti: un settore che ogni anno impiega circa il 15% del PIL del nostro Paese" Lo afferma Chiara Braga, deputata e responsabile Ambiente del Partito Democratico a latere dell’approvazione stasera alla Camera della legge delega per la riforma del codice degli appalti. “Inoltre, tra i vari elementi innovativi – prosegue Chiara Braga - vi sono l’agognato superamento della legge Obiettivo, la promozione tecnico-funzionale del progetto, l’esclusione del ricorso al solo criterio di aggiudicazione del massimo ribasso d’asta, l’affidamento dei lavori sulla base della progettazione di livello esecutivo, un modo anche per creare nuovi spazi di accesso al mercato da parte delle libere professioni. Parallelamente la delega è stata poi integrata con il rafforzamento delle funzioni di organizzazione, di gestione e di controllo, prevedendo un potenziamento dei poteri di verifica e di intervento del responsabile e prevedendo, anche, un adeguato sistema sanzionatorio. Infine – conclude Chiara Braga - con l’introduzione di forme di dibattito pubblico per le opere si può davvero contribuire in modo radicale ad un nuovo e virtuoso rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini sia per la localizzazione delle opere sia per il corretto inserimento nel territorio e nell'ambiente interessato”.
“E’ stato approvato l’ordine del giorno al provvedimento che riforma il Codice degli appalti relativo all’accesso delle imprese nelle white list, quelle redatte dalle Prefetture nelle quali vengono inserite le imprese ‘pulite’". Ne dà notizia il deputato del Pd Antonio Moscatt, primo firmatario dell’odg, il quale aggiunge: “il Governo è ora impegnato ad attuare una verifica straordinaria della situazione attuale. A concretizzare un sistema di monitoraggio costante dell’attività degli uffici preposti, ad adottare misure idonee, anche legislative affinché i predetti uffici istituzionali siano potenziati nelle risorse umane e nelle strutture, oltre che nella creazione di un canale unico e condiviso delle notizie e dei dati degli Organi di Polizia”.
"Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’approvazione della legge delega sugli appalti: contiene riferimenti precisi alla introduzione di clausole sociali per promuovere la stabilità del lavoro e alla corretta applicazione dei contratti collettivi di lavoro; si fanno passi in avanti soprattutto nel settore dei servizi, ed in particolare in quelli ad alta intensità di manodopera; una specifica clausola sociale viene prevista anche per le concessioni di lavori o di servizi pubblici. Ma anche l’impianto generale del provvedimento potrà promuovere tutela e valorizzazione del lavoro, con un sistema più trasparente, maggiormente difeso dalle infiltrazioni della malavita, dalla concorrenza sleale, dalla competizione basata solo sui costi. Saranno decisivi i tempi e i modi con cui i criteri di delega e le altre previsioni contenute in questo provvedimento verranno tradotte in norme esigibili.”
Così le deputate dem Patrizia Maestri e Anna Giacobbe dopo l’approvazione da parte della Camera del nuovo Codice degli appalti.
Trasparenza e legalità, semplificazione normativa e procedure
"La delega sugli appalti pubblici e' una riforma fondamentale per il nostro Paese, e' un'altra pagina dell'Italia che cambia, che ha ripreso con determinazione la via della crescita e dello sviluppo, che sa innovare e modernizzarsi, che ha riacquistato fiducia e speranza", ha affermato il deputato del Pd Tino Iannuzzi, nel corso della dichiarazione di voto finale in Aula.
Trasparenza, legalità' e lotta alla corruzione; semplificazione del sistema normativo nel campo degli appalti, oggi farraginoso, incerto e iperburocratico con la introduzione del nuovo codice, destinato a includere tutte le disposizioni di rango legislativo, e di linee guida secondo un modello di soft law ben più' agile e snello e di più' immediata e diretta applicazione per le imprese e per le amministrazioni. Questi sono i principi guida della riforma fortemente voluta dal ministro Delrio e seguita con competenza dai due relatori Mariani e Cera.
Si supera così il fallimentare sistema della legge obiettivo, si restituisce centralità' alla progettazione, si limitano giustamente le varianti in corso di opera, si riducono le stazioni appaltanti, si circoscrive il ricorso al criterio del massimo ribasso, si qualificano le imprese alla luce di criteri sostanziali per premiare la loro affidabilità nel rispettare tempi e costi di esecuzione; sono previste misure in favore delle piccole e medie imprese; si introducono forme di dibattito pubblico con il coinvolgimento e la partecipazione delle comunità locali su grandi progetti infrastrutturali e di rilevanza sociale.
Decisivo è centrale stato il ruolo del Pd in tutte queste limpide e incisive scelte di fondo.
Abbiamo lavorato efficacemente per costruire una delega che consente di voltare pagina nel mondo degli appalti, dando grande impulso al mondo delle imprese, alla realizzazione di tutte le infrastrutture che servono allo sviluppo del Paese, al potenziamento dei collegamenti, al miglioramento della qualità' della vita per le persone e le comunità".
"Più trasparenza, efficienza e legalità per gli appalti e le concessioni pubbliche".
Cosi' il vicecapogruppo del Partito Democratico alla Camera Matteo Mauri commenta l'approvazione della Legge delega sulla disciplina degli appalti, che ora torna al Senato. "Si tratta - prosegue Mauri – di un provvedimento di grande rilevanza. Il testo approvato dalla Camera, infatti, prevede il potenziamento della lotta alla corruzione, sia attraverso l’attuazione di normative più trasparenti che mediante il rafforzamento del ruolo dell'Autorità Nazionale Anticorruzione.
Inoltre, la legge delega ha il merito di mettere in campo una netta semplificazione delle procedure degli appalti, misura della quale beneficeranno le imprese in termini di costi ed efficacia. Dispiace che il M5S, anche questa volta, dichiari a parole di essere in prima linea a tutela della legalità salvo poi, nei fatti, procedere in senso contrario. La lotta alla corruzione non dovrebbe mai piegarsi davanti a interessi politici. Il M5S ha perduto l'ennesima occasione per collaborare concretamente su un tema cruciale e strategico come quello della difesa della legalità e della lotta alla corruzione".
"Dispiace che nemmeno su un provvedimento utile all'economia e al contrasto alla corruzione, il Movimento 5 stelle riesca a votare a favore, schiacciato com'è su una posizione ideologicamente contraria a prescindere. Il nuovo codice degli appalti introduce una serie di novità e provvedimenti di grande rilievo, a partire dalla cancellazione del principio del massimo ribasso che tanti danni ha provocato a molte opere pubbliche nel nostro Paese". Lo afferma Marco Di Maio, deputato dell'ufficio di presidenza del Gruppo PD alla Camera.
"Con la nuova legge sugli appalti - aggiunge Marco Di Maio istituiamo procedure più stringenti per lo svolgimento delle opere, si mette mano alla disciplina del subappalto, si potenzia l'Autorità nazionale anti-corruzione, si introducono misure per tutelare le piccole e medie imprese nell'aggiudicazione dei lavori. Uno strumento utile per il rilancio della nostra economia e combattere la corruzione".
Confidiamo presto ok definitivo dal Senato
"Basta con le varianti incontrollate e le deroghe al codice; basta con gli incentivi al 2% sulla progettazione nella Pa; basta con le gare al massimo ribasso e agli arbitrati liberi; sì al ruolo preventivo anticorruzione dell’Anac; più peso alle piccole medie imprese; sì alla innovazione tecnologica e digitale; sì a criteri di acquisti verdi; via per sempre la Legge Obiettivo. Questo è in sintesi il nuovo Codice degli Appalti, una vera svolta per il nostro Paese perché introduce tre parole d’ordine fondamentali in tema di concessioni pubbliche: efficienza, trasparenza e legalità”. Così Raffaella Mariani, deputata del Pd e relatrice del provvedimento di riforma del codice degli appalti approvato oggi alla Camera.
“Sono tante le novità introdotte da questa rivoluzione in tema di appalti: le procedure saranno più flessibili e semplici – spiega Mariani - l’accesso alle gare da parte delle imprese, in particolare quelle piccole e medie, sarà facilitato, cambieranno in modo sostanziale, nel segno di una maggiore qualificazione di imprese e stazioni appaltanti, gli affidamenti per la progettazione e l’esecuzione delle opere, l’Autorità anticorruzione potrà davvero incidere nel contrasto alla illegalità. Il Partito democratico e la maggioranza hanno svolto un ottimo lavoro, in sinergia con il Governo per offrire u quadro stabile e semplice per regolare investimenti e spesa pubblica. L’Italia può ripartire e noi vogliamo agevolare questa fase con strumenti flessibili ed efficaci: ora non ci resta che auspicare una rapida approvazione da parte del Senato affinché la legge possa diventare operativa al più presto”.
Post su Fb di Ettore Rosato, presidente deputati Pd
Il pranzo all’asilo, gli autobus in città, il ponte stradale. Ogni giorno, forse senza accorgerci, utilizziamo e apprezziamo alcuni dei tanti appalti della Pubblica amministrazione. Sono lo strumento che lo Stato ha per offrire il miglior servizio possibile al cittadino.
Sembra facile, ma dietro al piatto caldo, al tragitto di tutti i giorni, alla strada nuova c’è un lavoro importantissimo e complesso di ricerca, selezione e vigilanza. Il Codice degli appalti nasce da queste esigenze.
A quasi 10 anni dalla sua prima adozione, abbiamo ritenuto necessario riordinare tutta questa materia, complicata e di delicatissima attualità, resa, dalle numerose modifiche intervenute col tempo, più bizantina e farraginosa. Ci siamo confrontati tra gruppi, con le categorie professionali ed economiche prima di giungere al testo approvato oggi.
Il nuovo Codice coniugherà trasparenza ed efficienza, qualità e risparmio nella Pubblica amministrazione. Perché disposizioni più snelle e semplici servono a combattere e a prevenire meglio la corruzione, e rendono il nostro Paese più competitivo e moderno.
Uno Stato più efficiente dipende anche in questo. #italiariparte.