“Con il voto di oggi, la Camera esclude la possibilità per i Generali in pensione di offrire consulenze o ricoprire incarichi in aziende produttrici di sistemi d’arma per la Difesa per i tre anni successivi alla loro collocazione a riposo”. Lo dichiara Giorgio Zanin, deputato del Partito Democratico e relatore della proposta di legge a prima firma del deputato Pd Carlo Galli, votata oggi all’unanimità dalla Commissione Difesa in sede legislativa.
“Questo provvedimento – spiega Zanin – responsabilizzando militari e aziende a una gestione più trasparente ed efficiente delle forniture per i sistemi d’arma, porta l’ordinamento militare italiano su standard europei. Militari e apparati industriali sono infatti indirizzati a operare secondo una piena e indipendente autonomia operativa, a tutto vantaggio della qualità delle forniture e dell’abbattimento dei costi per la P.A. Un provvedimento che per la sua valenza porta con sé anche un profilo etico”.
“Con la legge Galli – prosegue Zanin – l'ordinamento militare italiano contribuisce, anche nell'ambito della difesa, a quell'azione corale della XVII legislatura che si ispira trasversalmente ai valori fondamentali della trasparenza e dell'efficientamento del sistema”.
“Nel concludere oggi il percorso da relatore – continua il deputato democratico – desidero ringraziare i colleghi di tutti i gruppi per il lavoro di collaborazione condotto in Commissione, per la messa a punto condivisa degli emendamenti e anche per la volontà di procedere congiuntamente alla proposta di approvazione in sede legislativa. E ringrazio anche il Governo, che non ha fatto mancare il suo positivo apporto concreto all'azione legislativa del Parlamento”.
“Il consenso generale raccolto dal provvedimento e l'approvazione in sede legislativa, con il pieno concorso del Governo, sono dunque segnali importanti che auspico indirizzino anche il Senato a procedere speditamente alla sua approvazione definitiva”, conclude Giorgio Zanin.
"Riteniamo necessario istituire una commissione d'inquiesta su Poste italiane Spa per far luce sugli illeciti emersi nella gestione della società ed avviare così un risanamneto all'interno dell'azienda".
Lo ha dichiarato Francesco Ribaurdo durante la conferenza stampa di oggi alla Camera, insieme al deputato del Gruppo Misto Ivan Catalano, per la presentazione della proposta di legge che istituisce la suddetta commissione.
"Questa è un'iniziatica che vuole tutelare e rafforzare Poste Italiane, che lo ricordo è a capitale pubblico al 100%, ed è una società considerata uno degli asset più redditizi dell'economia italiana. Le operazioni 'Tibet' e 'Lost Pay' hanno evidenziato inquietanti legami tra la criminalità organizzata e alcuni funzionari di Poste nel reciclaggio di denaro e rigurado a numerose le irregolarità sulle modalità di assunzioni che sarebbero emerse in questi mesi. La nostra iniziativa - prosegue l'esponente PD - vuole quindi ripristinare la legalità all'interno di questa importante azienda indagando sui punti oscuri per ridare credibililità ai risparmiatori e ai cittadini. La politica - conclude Ribaudo - deve agire ed avere la forza di rinnovarsi attraverso uomini nuovi e metodi nuovi, e non lasciare tale compito solo alla magiastratura".
“Pare che il Governo sia orientato a scegliere il disegno di legge piuttosto che il decreto sul tema della scuola. Qualunque sia la strada che verrà scelta quello che conta, oltre alla riforma complessiva, é che venga risolto l'antico problema dei precari” così dichiara in una nota il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano.
“ L'argomento è già stato oggetto di una bocciatura da parte dell'Unione europea, con una sentenza del novembre scorso, che ha sanzionato l'Italia per i casi di reiterazione dei contratti a termine oltre i 36 mesi previsti dalla legge, a fronte di posti effettivamente disponibili.
Ci attendiamo – prosegue Damiano - che il Governo risolva questa situazione anche perché, come ha affermato il Premier Matteo Renzi, nella legge di stabilitá é previsto un miliardo di euro per quest'anno e tre miliardi dal 2016.
Non esistono, dunque, gli annosi problemi di copertura finanziaria che in molti casi bloccano le leggi.
Dare stabilitá e futuro all'occupazione é un impegno fondamentale: il Governo deve affrontare molti problemi di questo genere, perché non va dimenticato il tema dei precari della pubblica amministrazione, del destino dei dipendenti della province e di quello dei vincitori e idonei di concorso” conclude l’esponente del PD.
“Un testo solido, puntuale e giustamente severo contro chi inquina e causa disastri ambientali. Dopo quasi 20 anni di attesa, siamo finalmente a una svolta nel contrasto agli ecoreati”. Così Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, commenta il via libera del Senato alla legge sui delitti contro l’ambiente approvata un anno fa da Montecitorio, una legge – sottolinea – che “ci metterà al passo con i paesi più avanzati d’Europa colmando un vuoto dannoso e ormai immotivato del nostro codice penale”. Ferranti assicura che ora “la Camera procederà con la necessaria rapidità alla terza lettura e al voto finale così da avere in tempi brevi norme repressive efficaci per combattere fenomeni criminosi sempre più diffusi e di grave pericolo per la salute pubblica e al contempo strumenti per incentivare condotte riparatorie di bonifica e ripristino”.
Il testo sugli ecoreati, osserva infine la presidente della commissione Giustizia, “è il risultato apprezzabile di una concreta sinergia e un forte senso di responsabilità tra le forze di maggioranza nei due rami del Parlamento, un metodo che adesso dovrà improntare anche l’approvazione delle norme anticorruzione, del falso in bilancio e della riforma della prescrizione”.
“Dopo il via libera del Senato alla pdl sugli Ecoreati, ora a Montecitorio, dove deve tornare, tutti noi deputati ci dobbiamo impegnare a licenziare il più velocemente possibile questa legge che l’Italia onesta attende da decenni. Dopo anni di impunità per chi danneggiava il nostro territorio e la nostra salute, questa pdl è il segnale concreto che governo e maggioranza vogliono un reale cambio di passo sul fronte dell’ambiente, risorsa umana ed economica finalmente da proteggere e valorizzare e non più da saccheggiare. Mi auguro dunque che la Camera calendarizzi al più presto il provvedimento”. Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente Enrico Borghi.
“Il Consiglio dei Ministri di martedì varerà provvedimenti normativi che consentiranno di superare ogni criticità, portando entro il dibattito parlamentare un progetto fondante della qualità della scuola, per il futuro del Paese. - Lo dichiarano le deputate del Pd Mara Carocci e Maria Grazia Rocchi, componenti della Commissione Cultura -
“Il cuore del progetto Buona Scuola sta nella piena valorizzazione della professionalità degli insegnanti e, di conseguenza, dell’autonomia scolastica da realizzarsi soprattutto attraverso un organico funzionale alle esigenze delle scuole e – spiegano le deputate democratiche - alle finalità nazionali come il contrasto alla dispersione scolastica ed il potenziamento dell’alternanza scuola lavoro”.
“Non rinunceremo né al perseguimento degli obiettivi, né all’importante programma assunzionale previsto. Quando serve a portare a casa i risultati e a ottenere la piena realizzazione delle finalità lungamente attese – concludono le deputate Carocci e Rocchi - anche un rinvio ha senso”.
La vice presidente della Camera: sulla scuola il Parlamento si impegni con priorità
“La banda ultralarga è ‘la risorsa imprescindibile su cui sviluppare la competitività futura del Paese e su cui si misurerà la nostra capacità di rimanere una delle nazioni più avanzate del pianeta’. Questo è quanto si legge nelle premesse del piano da 6 miliardi con le linee strategiche per la digitalizzazione dell’Italia varato ieri dal Consiglio dei ministri. Si tratta di un ottimo punto di partenza: portare entro il 2020 la connessione a 30 mega per tutta la popolazione e a 100 mega per il 50% degli italiani è un traguardo ambizioso ma alla nostra portata. Mi auguro che tutti, dalla Pubblica amministrazione alle imprese, alle associazioni dei cittadini, a tutto il mondo dell’Ict, diano il contributo fattivo per realizzare quella che Renzi ha definito "autostrada del futuro".
Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni, commenta le decisioni del Cdm.
"Sulla scuola invece trovo abbastanza oziose - aggiunge - le polemiche sullo strumento legislativo o sul rinvio di una settimana del provvedimento. La questione è indubbiamente di grande rilevanza e complessità, il Governo ha ascoltato sin qui tutti gli attori e raccolto opinioni e idee, ora è necessaria una sintesi che parta dai fabbisogni delle scuole e investa seriamente sull'educazione e sulle tante risorse del sistema. Se, per una parte o per il tutto, il Governo sceglierà di affidarsi ad un disegno di legge, data l'importanza del tema e la necessità di decidere in tempi brevi almeno sulla stabilizzazione, sono sicura che il Parlamento darà alla materia la necessaria e giusta priorità. ”
“L’ennesima tragedia oggi nelle acque del Canale di Sicilia ci costringe a contare ancora dieci vittime mentre tra le persone salvate vi sono molte donne e bambini. Noi parlamentari italiani diciamo basta a questo lungo elenco di morte e rinnoviamo la richiesta di incontrare urgentemente i rappresentanti della Commissione europea perché non possiamo sentire solo su di noi il peso di questa responsabilità e di questa inspiegabile indifferenza europea che ci porta, ancora una volta, a contare le vittime nel Mediterraneo. È evidente che, di fronte al caos libico, dobbiamo trovare un giusto equilibrio tra la sicurezza nazionale e la salvaguardia di un diritto fondamentale qual è la tutela di chi è in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni. L’appello a Bruxelles è stato lanciato dall’intergruppo parlamentare sull’immigrazione composto da oltre cento deputati e senatori di tutti i gruppi politici a seguito delle recenti tragedie a largo di Lampedusa”.
Lo ha detto Khalid Chaouki, deputato del PD e coordinatore intergruppo immigrazione.
La deputata partecipa all’inaugurazione della nuova rappresentanza
“È positivo che a neanche un anno di distanza dalla chiusura del Consolato di Norimberga la locale comunità italiana possa di nuovo contare sulla presenza di un punto di riferimento istituzionale, capace di garantire alcuni servizi essenziali. Si tratta di un segnale di attenzione del Governo e dell'amministrazione verso la comunità italiana in Franconia".
"Il fatto che autoritá italiane e tedesche siano qui oggi, insieme, a 60 anni dagli Accordi bilaterali, per istituire il Consolato onorario affidandolo ad un avvocato tedesco, italofilo e profondo conoscitore dell'Italia, dimostra che siamo sulla buona strada: stiamo costruendo un pezzetto d'Europa. Un Consolato onorario, come questo a Norimberga, è un contributo ad approfondire il dialogo in Europa e a rafforzare le radici comuni, così che i rapporti italo tedeschi possano migliorare e consolidarsi."
Lo ha detto Laura Garavini, deputata eletta nella circoscrizione Europa, intervenendo all’inaugurazione del nuovo Consolato Onorario d’Italia a Norimberga. All’evento, promosso dal Console Generale di Monaco di Baviera, Filippo Scammacca del Murgo, è intervenuto l’Ambasciatore d’Italia a Berlino, Pietro Benassi, l’On. Mario Caruso e numerose autoritá locali, compreso il nuovo Console Onorario, Dr. Günther Kreuzer, insediatosi nel corso dell'iniziativa.
Sintesi dell’intervento dell’On Emanuele Fiano, gruppo Partito Democratico, Camera dei Deputati, in occasione della commemorazione di Nicola Calipari, a 10 anni dalla tragica scomparsa.
Nicola Calipari è stato un poliziotto, un investigatore, un uomo sempre dalla parte della giustizia, di chi lavora per combattere il crimine e rendere più sicuro il nostro paese. Non è facile oggi definire il significato di “eroe” in un mondo nel quale il clamore di chi urla e fa polemica ha più successo di chi serve lo Stato senza la soddisfazione della ribalta mediatica: ecco Nicola Calipari studiò il crimine e lo combatté ogni giorno senza cercare l’affermazione personale. A lui dobbiamo, per esempio, un materiale preziosissimo come l'analisi dei codici di affiliazione della 'ndrangheta in Australia.
Purtroppo il processo sulla sua morte non ci ha consegnato una verità e un colpevole. Una ragione in più per onorare la memoria di Nicola Calipari che consideriamo un esempio per la nostra e per le future generazioni.
Resta il dolore per l'ingiustizia: nessun colpevole pagherà per la morte innocente di un servitore dello Stato che difese i valori della nostra costituzione e della libertà. Per questo noi oggi abbracciamo la nostra amica, compagna e collega Rosa e i suoi figli. Non vogliamo celebrare un'occasione retorica, ma approfondire la lezione civile di un servitore dello Stato vissuto senza clamore, morto nel compito del suo dovere per la libertà di tutti noi.
“Quanto dichiarato ieri sera dall' eurodeputato della Lega Nord Gianluca Buonanno a Piazza Pulita è di una estrema gravità. Definire ripetutamente la comunità rom come ‘feccia della società’ è un’incitazione all’odio, un punto di non ritorno". Cosi Giovanna Martelli, deputata del Partito Democratico commenta il comportamento tenuto dall’eurodeputato leghista alla trasmissione de La7 in onda ieri sera.
“Il prossimo 8 aprile, Giornata Internazionale dei Rom – continua Martelli - verrà ricordato in tutta Europa il porrajmos, lo sterminio nazi-fascista che fece varcare senza ritorno i cancelli di Auschwitz a centinaia di migliaia di rom, uccisi perché considerati, appunto, feccia della società” –“Sono indignata – prosegue la deputata democratica - perché Buonanno con quelle affermazioni non riconosce la persona umana in tutta la sua dignità. Le sue parole contrastano inoltre con la Strategia Nazionale di Inclusione di Rom, Sinti e Caminanti, voluta fortemente da Bruxelles”.
“Per questo sto preparando una lettera da inviare al Parlamento Europeo per denunciare la forte dissonanza del messaggio dell’eurodeputato rispetto alle chiare indicazioni europee e chiedere di applicare le necessarie sanzioni disciplinari”, conclude Giovanna Martelli.
“Se confermata, l’espulsione di Cesare Battisti dal Paese sudamericano, oltre che attesa, è giusta perché l’impunità è sempre un buco nero. Dopo la decisione delle autorità brasiliane, il nostro Governo affronti ora con determinazione in dossier Alessio Casimirri. Non è tollerabile che l’ex brigatista, componente del commando di via Fani, abbia goduto di alte protezioni per oltre trent’anni”.
Così Gero Grassi, vicepresidente dei deputati del Pd e componente della commissione d’inchiesta sul sequestro e la morte di Aldo Moro.
Paolo Bolognesi, deputato del Pd e presidente dell’Associazione delle vittime della strage di Bologna, plaude alla decisione del Giudice federale brasiliano di dare il via libera alla espulsione di Cesare Battisti.
“Una lunga catena di protezioni viene spezzata, dice Bolognesi, secondo il quale “E’ importante la scelta del Brasile di non essere paese-scudo per terroristi impuniti”.
Nella lotta alla corruzione “giunge un buon segnale dalla commissione Giustizia del Senato. Il rafforzamento delle pene anche per i delitti di corruzione in atti giudiziari e per l’induzione indebita previsto dai nuovi emendamenti del relatore e sostenuti da maggioranza e governo va indubbiamente nella direzione giusta”. E’ quanto afferma Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia alla Camera, rimarcando il fatto che “l’inasprimento delle pene dispiegherà i suoi effetti non solo sul piano repressivo ma soprattutto su quello della deterrenza preventiva. L’imperativo assoluto – spiega l’esponente del Pd – è quello di frantumare il patto corruttivo e di omertà che sta alla base di quella vera piaga sociale ed economica che la corruzione rappresenta per il paese”. E se il Senato “sta procedendo in questo senso, mi auguro che anche la Camera – aggiunge Ferranti – possa fare la sua parte con la riforma della prescrizione che in settimana sarà votata dalla commissione, dato che l’attuale disciplina fissata dalla ex Cirielli ha dimostrato tutti i suoi limiti proprio con riferimento ai reati di difficile emersione e accertamento come sono quelli di corruzione”.
“Bene ha fatto l’Antitrust, secondo quanto riferito da Repubblica.it, a sollecitare a Mediaset spiegazioni sulla vicenda Rai Way che assume sempre più i contorni di un pasticcio, da cui qualcuno ha molto da guadagnare. Occorre che sia fatta subito chiarezza”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito Democratico e segretario della Commissione Vigilanza Rai.
“Proprio durante l’ufficio di presidenza di oggi – continua Anzaldi – abbiamo proposto a Fico di invitare l’Antitrust in Vigilanza per avere pareri e informazioni su un groviglio inestricabile, sul quale si continua giorno dopo giorno a dare notizie confuse e contradditorie”.
“Già il giorno in cui Ei Towers ha avanzato la sua Opas ho chiesto, con una lettera, all’Antitrust di aprire un’istruttoria per fare chiarezza. Da parte nostra, continueremo ad impegnarci per dare anche noi un contributo in questo senso”, conclude Michele Anzaldi.