Proseguire con le riforme per consolidare la ripresa
Il Pd protagonista di una straordinaria stagione di cambiamento, non deludiamo gli italiani con divisioni che non portano nulla di buono per il Paese.
I dati dell'Istituto di Statistica nazionale sulla crescita della fiducia dei consumatori e delle imprese, dopo lunghi anni di crisi il cui impatto sociale è tuttora molto elevato, sono un importante segnaledell'inversione di tendenza in atto. Non siamo ancora fuori dal tunnel ma tutto testimonia che siamo di fronte alla possibilità concreta di far ripartire l'economia e l'occupazione. Merito di una situazione congiunturale favorevole - il calo del prezzo del petrolio, il cambio euro/dollaro favorevole alle esportazioni in primis - ma anche merito di un'azione molto determinata del governo italiano. Dal bonus fiscale degli 80€ per i redditi medio-bassi alle riforme sul mercato del lavoro, dai programmi per l'export e il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese ai provvedimenti per sboccare gli investimenti nelle infrastrutture, dalla riforma del Terzo Settore a quelle della Pubblica Amministrazione, della scuola, della giustizia civile, della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano, dalla riforma della Costituzione a quella della legge elettorale: in un anno il Governo ha messo in movimento un'enorme mole di iniziative volte a modernizzare il Paese, creare nuove opportunità, sostenere lavoro e imprese. La stessa azione dell'Italia in Europa ha prodotto positivi risultati, aprendo la strada ad una flessibilità che coniuga disciplina di bilancio e attenzione alla crescita. Il Pd èprotagonista di una stagione straordinaria di impegno per cambiare l'Italia e molti cittadini stanno apprezzando il nostro lavoro. Non deludiamoli con divisioni e liti che nulla portano di buone per il Paese.
“Venti volte il costo dell’Imu agricola"
Finalmente parole di verità da parte del ministro delle politiche Agricole, Martina, lo splafonamento dei furbetti della mangiatoia sempre protetti dalla politica agricola della Lega Nord e dei suoi ministri è costato all’Italia ben 4 miliardi e mezzo di euro di multe delle quote latte che l’Italia ha pagato all’Europa, un importo superiore a tutte le risorse di un’annualità del primo pilastro della Pac destinate a tutti gli agricoltori italiani. Venti volte il costo dell’Imu sui terreni agricoli.
Quattro miliardi e mezzo che la Lega Nord ha sottratto ad investimenti che avrebbero potuto creare numerosi posti di lavoro ai tanti giovani disoccupati, penalizzati dalla crisi. Soldi, inoltre, sottratti anche al Sud attraverso i finanziamenti Fas, risorse delle regioni del mezzogiorno. E’ così che Salvini intende occuparsi dell'Italia e del Meridione?
“Ora con la notizia del deferimento da parte della Commissione Ue alla Corte di giustizia europea e la successiva probabile sanzione per la mancata riscossione di 1,7 miliardi di multe, Salvini venga a Roma a chiedere scusa al paese per la politica scellerata delle quote latte perseguita dalla Lega Nord e in nome della quale il suo ex ministro Zaia, ogni volta che si recava in Europa, ha sacrificato e marginalizzato pesantemente tutto il resto del comparto agroalimentare, senza peraltro arrivare a nessuna soluzione per settore lattiero caseario . Unico risultato raggiunto: un bel premio a chi non ha rispettato la legge”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
“Bene ha fatto il Ministro Martina a chiarire la vicenda quote latte. Il disastro compiuto negli anni passati da coloro che sulle quote latte hanno sempre speculato, costruendo campagne elettorali sulle bugie, è già costato agli agricoltori italiani 4,5 miliardi di euro. Adesso, con la notizia del deferimento da parte della Commissione Ue alla Corte di giustizia europea e la successiva probabile sanzione per la mancata riscossione di 1,7 miliardi di multe, la vicenda assume i contorni della beffa.
una coda pesante che chiama a responsabilità gli urlatori leghisti...” Lo ha dichiarato il presidente della commissione Agricoltura Luca Sani, deputato Pd.
È con un'interrogazione a risposta in Commissione che l'esponente del Pd, Sara Moretto, pone il problema del limite delle due donazione di sangue all'anno per le donne. Un limite, stabilito nel Decreto Ministeriale del 3 marzo 2005, che non trova riscontro in nessun altro Paese e che secondo lo studio di tre ricercatori italiani, Marco Bani, Mariagrazia Strepparava e Barbara Giussani pubblicato sulla rivista Transfusion and apheresis science, sarebbe la causa della mancata fidelizzazione delle donatrici che in Italia sono solo il 33 per cento del totale contro una media mondiale del 50.
“Nonostante il sempre più attento e ponderato utilizzo del sangue - commenta Moretto - il fabbisogno è costantemente in aumento, sia per l'innalzamento dell'età media della popolazione che per i progressi della medicina che rendono possibile interventi anche su pazienti anziani, un tempo non operabili. Legislazioni di altri Paesi permettono una frequenza maggiore delle donazioni rispetto all'Italia: 6 donazioni di sangue intero per gli uomini e 4 per le donne in Francia e negli Stati Uniti, dove per la prima donazione bastano 17 anni; 4 per gli uomini e 3 per le donne in Spagna, in Portogallo e Brasile; 6 per gli uomini e 4 per le donne in Germania. Con l'interrogazione – conclude la deputata dem - chiedo se non sia opportuno modificare il Decreto Ministeriale del 2005, consentendo anche alle donne la possibilità di poter fare più di due donazioni l’anno di sangue intero.
Nel quesito posto al Governo chiedo anche se il Ministero della Salute intenda avviare campagne di sensibilizzazione alla donazione del sangue”.
"Occorre far luce su quanto accaduto lo scorso gennaio alle decine di passeggeri siciliani rimasti bloccati per più di dieci ore tra Palermo e Comiso in attesa di un volo con la compagnia maltese Fly Hermes che li portasse a Torino. La partenza, prevista alle 14 del giorno dell'Epifania, avvenne poi all'1.15 del 7 gennaio". Lo hanno chiesto i deputati siciliani del Pd, Magda Culotta e Franco Ribaudo, in una interrogazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nella sua risposta ha evidenziato "una serie di eventi e di concause fa cui mancata manutenzione, necessità di ottenere una nuova certificazione, tempi tecnici per noleggiare un altro velivolo, dietro i disagi a catena registrati tra il 6 e il 7 gennaio scorsi, tra Palermo e Comiso".
"Dal Ministero - prosegue Culotta - ci hanno fatto sapere che le cause del ritardo sono da attribuire ad una serie di eventi, a partire dalla necessità di effettuare una nuova e accurata manutenzione del velivolo e, di conseguenza, alla sostituzione dello stesso con un altro aereo preso a noleggio".
"Un servizio così importante e delicato non si può improvvisare - aggiunge Culotta - e non può essere gestito affidandosi al caso o alla fortuna. Per questo ci riteniamo soddisfatti della procedura avviata dall'Enac, che ha chiesto all'Autorità per l'aviazione civile di Malta, competente per le attività di controllo e sorveglianza su Fly Hermes, di provvedere alle opportune verifiche e di richiedere al vettore il rispetto degli standard europei per la tutela dei diritti dei passeggeri. Mi auguro comunque - conclude Magda Culotta - che la compagnia aerea non torni a prestare servizio finché non avremo l'assoluta certezza che abbia superato lo stato di criticità che ci ha portati ad interrogare il Ministro".
“L’aumento della fiducia dei consumatori registrato dall'Istat rappresenta un importante segnale di consolidamento dei dati legati alla ripresa economica. Il forte impulso da parte del Governo e del Parlamento al percorso delle riforme economiche e istituzionali e l'elezione del presidente della Repubblica Mattarella hanno sicuramente contribuito a questo aumento così marcato. Per quanto riguarda la fiducia dei consumatori si tratta del top dal giugno del 2002, mentre per la fiducia delle imprese sale ai massimi dal giugno del 2011. Questo dato notevolmente migliorato e più che positivo ci fa guardare ai prossimi mesi con rinnovato ottimismo e conferma che le misure a sostegno dell'occupazione e il consolidamento degli 80 euro iniziano a produrre gli effetti sperati, in particolare sul fronte particolarmente atteso della ripresa della domanda interna”. Lo dichiara Marco Donati, deputato Pd.
“Un nuovo dato che dimostra come la stagione delle riforme che abbiamo avviato può permettere all’Italia di stare al passo con gli altri Paesi e soprattutto tornare a imboccare la via della crescita. Siamo sulla strada giusta per affrontare le difficoltà prodotte dai molti anni di recessione, a dimostrazione che i provvedimenti assunti per sostenere il rilancio dei consumi, la riduzione delle tasse e la ripartenza degli investimenti stanno dando i frutti. La fiducia di imprese e consumatori, al livello massimo negli ultimi anni, ci dicono con chiarezza che dobbiamo proseguire nel lavoro per cambiare il Paese e ci incoraggiano ad affrontare con ancora più determinazione le sfide future”.
Lo dichiara Marco Di Maio, della presidenza del gruppo Pd.
“Oggi arriva ancora un nuovo segnale che ci incoraggia sulla strada delle riforme per portare il nostro Paese fuori dalla crisi a testa alta e ad andare avanti con coraggio superando difficoltà e resistenze. La fiducia di imprese e consumatori è un fattore di grande significato. L’Italia ce la può fare”.
Lo dichiara Silvia Fregolent, vice capogruppo Pd alla Camera
“Chiusa la vicenda della responsabilità civile dei magistrati in tempo utile a evitare pesanti e insostenibili sanzioni pecuniarie da parte dell’Europa, ora occorre procedere con speditezza sul fronte delle norme anticorruzione e della prescrizione, che sono già in discussione in Parlamento e rappresentano senza dubbio la vera priorità nel campo delle riforme della giustizia”. E’ quanto afferma Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, giudicando “un buon segnale” l’approvazione al Senato dell’emendamento governativo che aumenta la pena minima e massima per la corruzione cosiddetta propria: “Dobbiamo in fretta e con decisione voltare pagina – dice l’esponente del Pd – rispetto ad anni passati di ingiustificata ‘timidezza’ nella lotta anticorruzione, con norme più efficaci e stringenti e al tempo stesso con una riforma sulla prescrizione e sui tempi ragionevoli del processo. E soprattutto, lo ha ricordato anche ieri il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, dobbiamo ritornare a dare rilievo penale – sottolinea Ferranti – al falso in bilancio che in questi anni, dopo la sostanziale depenalizzazione voluta dal governo di centrodestra, ha assicurato ampie sacche di impunità e alimentato la corruzione”.
In tutti i paesi Ue venduto senza ricetta, tranne da Italia, Grecia, Croazia, Ungheria, Polonia e Liechtenstein
“Il ministero della Salute rinvia al Consiglio Superiore di Sanità (CSS) la decisione di mettere in commercio EllaOne senza obbligo di ricetta così come deciso dall’EMA- Agenzia del Farmaco europea.”
Lo dice la deputata Dem Laura Garavini la quale spiega: “oggi, rispondendo ad una mia interrogazione nella quale chiedevo di riconsiderare la regolamentazione italiana sulla fruizione dei contraccettivi di emergenza, il governo ha detto che ogni eventuale decisione sarà presa dopo il pronunciamento del Consiglio Superiore di Sanità al quale il ministero ha chiesto un parere. Questo rinvio è motivo di preoccupazione: non solo EllaOne è diffuso in (quasi) tutti i Paesi dell’Unione (tranne Italia, Grecia, Ungheria, Croazia, Polonia e Liechtenstein) ma una sentenza del Tar del Lazio del 2 luglio 2001 riconosce che la contraccezione di emergenza ‘non contrasta con la legge 194 sull’aborto poiché agisce in un momento anteriore all’innesto dell’ovulo fecondato nell’utero materno’. Aspettiamo dunque il pronunciamento del CSS, auspicando che le donne italiane possano avere la stessa opportunità delle altre donne europee”, ha concluso l’esponente dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo Pd della Camera.
Spero dopo polemiche in una valutazione più serena
"All'indomani dell'approvazione da parte della Camera della nuova legge sulla responsabilità civile, mi auguro che le polemiche lascino il posto ad una valutazione più serena e che, soprattutto, Parlamento, Governo, Consiglio Superiore della Magistratura lavorino insieme per monitorare l'applicazione delle nuove norme e con il tempo,se necessario, apportare correttivi.
Ma la legge è un risultato importante. Da un lato garantisce i cittadini dai casi di malagiustizia conclamata e dall'altro non mette in discussione l'indipendenza della magistratura. Lo abbiamo ribadito anche ieri sera in aula, in sede di dichiarazione di voto finale a nome del Pd: un cittadino potrà fare ricorso senza troppi filtri e barriere e questo ricorso sarà giudicato fondato solo in caso di dolo, colpa grave, grave negligenza, travisamento macroscopico di prove.
Nessuno e niente, insomma, può mettere in discussione la libera valutazione e interpretazione del Magistrato.
Per questo mi auguro che le polemiche cessino e che, tutti insieme, si lavori ora ai nuovi appuntamenti - ravvicinatissimi -per riformare la giustizia civile e penale in questo Paese, a partire da una celere approvazione delle norme anticorruzione e sulla prescrizione, fino a quelle per rendere i procedimenti rapidi e dall'esito certo".
Così Walter Verini, Capogruppo Pd alla Commissione Giustizia della Camera.
"Dalle numerose audizioni svolte finora in Commissione abbiamo avuto l’impressione che gli interventi per il sistema imprenditoriale proposti dall’Unione europea siano troppo generici e si fermino spesso a semplici affermazioni di principio, senza indicare strumenti concreti ed effettivi. Nella prospettiva del sistema imprenditoriale italiano vorremmo quindi acquisire una valutazione in merito all'adeguatezza degli interventi finora prospettati dalla Commissione Ue per definire una reale politica industriale comune e perseguire l’obiettivo di portare, entro il 2020, la produzione industriale a rappresentare almeno il 20% del PIL europeo". Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, introducendo l’intervento di Aldo Bonomi, Presidente di RetImpresa (Agenzia confederale per le reti di imprese), che si inserisce nell'ambito di una serie di audizioni sull'attuazione e l'efficacia delle politiche Ue in Italia.
"Vorremmo anche avere una vostra valutazione sull'adeguatezza del Piano per gli investimenti presentato dalla Commissione europea, con particolare riferimento alla realisticita' della stima delle risorse che esso mobiliterebbe, e sull’opportunita' di destinare alle imprese a media capitalizzazione, oltre che alle PMI, risorse specifiche della BEI" ha concluso Bordo.
“Il grido lanciato dal capo dell’FMI Cristine Lagarde risuona come un segnale particolarmente preoccupante in un Paese come l’Italia nel quale il divario di genere sul mercato del lavoro continua a essere considerevole – così la Consigliera per le Pari opportunità del presidente del Consiglio, Giovanna Martelli -. Le donne, nonostante timidi cambiamenti, incontrano notevoli difficoltà nell’avanzamento di carriera e sono sovrarappresentate nei posti di lavoro atipici e precari, mentre la carenza dei servizi per l’infanzia e per gli anziani, a cui si aggiunge un’organizzazione rigida del lavoro, rende difficile conciliare la vita professionale e quella familiare”. Secondo Martelli, c’è inoltre un elemento importante nell’allarme di Lagarde, che va colto e su cui occorre porre l’attenzione: “E’ ormai evidente che il rilancio dell’economia a livello mondiale passa attraverso il lavoro delle donne, è questo un passaggio “culturale” essenziale. Il sessismo impoverisce l’economia e favorisce le politiche depressive, inibendo la crescita di tutti i Paesi. Anche in Italia secondo la ricerca dell’FMI, viene disperso, a causa delle discriminazioni contro le donne, più del 15% della ricchezza potenziale. E’ su questo fronte che si deve agire e lo strumento è la definizione dei decreti attuativi della legge delega sul Lavoro. Si dovrà intervenire sui temi della conciliazione vita-lavoro rispetto ai processi di sviluppo territoriali e ai modelli di organizzazione aziendale finalizzati alla promozione dell’occupazione in tutte le sue forme.
Privarsi dell’essenziale stimolo produttivo di più della metà dell’umanità, non è solo un atto discriminatorio ma una vera follia, una miopia incapace di vedere nella crescita di un’economia fondata sull’eguaglianza di genere un fattore propulsivo e non un costo”.
"Sul Dl Ilva il lavoro in commissione si è svolto in maniera serena, sia pure nel quadro di un confronto su posizioni oggettivamente differenti tra la maggioranza e una parte delle opposizioni. Auspico che si possa tenere analogo atteggiamento per l'esame in aula, al fine di giungere alla definitiva approvazione di un provvedimento in grado di dare certezze sia sul versante della continuità produttiva che su quello della prosecuzione del recupero ambientale e del rilancio dell'area di Taranto.
Nel lavoro sin qui svolto abbiamo anche dato, in accordo con il governo, alcune risposte a problematiche specifiche segnalate, quali ad esempio il tema del potenziamento dell'Arpa Puglia. Su questo tema, grazie ad uno specifico ordine del giorno che potrà essere accolto, sarà possibile lavorare sin d'ora in sede di collegato ambientale in conversione al Senato al fine di assicurare risposte su tale versante". Lo dichiara in una nota l'on. Enrico Borghi, capogruppo commissione Ambiente, relatore del provvedimento Dl Ilva che arriverà oggi in Aula della Camera e che ha ottenuto nella tarda serata di ieri il via libera dalle commissioni Ambiente e Attività produttive.
Interrogazione al ministro Franceschini
“Vorrei conoscere le misteriose motivazioni per cui al Teatro Stabile di Genova non è stata riconosciuta la qualifica di Teatro Nazionale. Per questo ho presentato un'interrogazione urgente con la quale chiedo al Ministro Franceschini le motivazioni di una scelta che appare sconsiderata e la possibilità che tale errata decisione sia corretta”. È quanto dichiara la deputata del Pd Mara Carocci, componente della commissione Cultura.
“Appare difficile - prosegue Carocci - comprendere le ragioni per cui il Teatro Stabile di Genova sia stato escluso da tale lista pur continuando a produrre molto di più di alcuni teatri che, tuttavia, hanno avuto l'opportunità di rientrare nelle suddetta categoria. Infatti, sia per la qualità del lavoro che svolge, sia per la sua lunga storia ha tutte le caratteristiche per rientrare nella categoria di Teatro Nazionale. Genova e la Liguria stanno vivendo un momento molto difficile e mi aspetto dal governo sensibilità e attenzione: stiamo parlando di un'istituzione che rappresenta un'eccellenza nel panorama del teatro italiano e sarebbe non solo grave ma ingiusto che tale eccellenza non venisse riconosciuta”.