Proposta per superare l’attuale inaccessibilità
“Occorre una legge che stabilisca nuove regole di organizzazione, gestione e controllo degli archivi militari. Attualmente le Forze Armate non depositano all’Archivio centrale dello Stato la documentazione militare e operativa. Solo loro sanno quali e quanti documenti siano chiusi nei loro armadi, quali vincoli di segretezza imporre o rinnovare, quale sia il termine degli stessi vincoli. Una gestione nebulosa e arcaica che rappresenta anche una privazione della nostra memoria storica”.
Lo afferma Paolo Bolognesi, deputato Pd, presidente dell’Associazione 2 agosto ’80 e componente della Commissione Difesa della Camera, il quale ha presentato una proposta di legge “alla quale stanno aderendo numerosi deputati PD, tra i quali i capigruppo nelle commissioni Difesa e Giustizia, Gian Piero Scanu e Walter Verini, e che prevede, tra l’altro, l’istituzione presso ogni ente e comando dell’archivio militare centrale e l’archivio militare di deposito e scarto; la creazione di un ufficio per il controllo degli archivi militari che vigilerà sulla tenuta dei documenti, compresa la loro distruzione e declassifica; la trasmissione alle competenti commissioni parlamentari dell’elenco dei documenti detenuti dai comandi nonché l’elenco degli archivi militari esistenti con il relativo nome del responsabile. Inoltre, la proposta introduce anche il reato penale che sanziona l’omissione o il rifiuto di fornire documenti militari di interesse pubblico a seguito di specifica richiesta”.
Risoluzione in commissione Agricoltura
“Porre in sede comunitaria la questione della tracciabilità di tutti i prodotti con le uova come componente principale, per i quali nessuna indicazione è obbligatoria”. Lo chiedono al Governo i deputati Pd della commissione Agricoltura, Michele Anzaldi e il capogruppo Nicodemo Oliverio in una risoluzione in commissione Agricoltura dove sottolineano come “per la normativa europea sull’etichettatura delle uova è obbligatorio il timbro su ogni uovo in guscio con modi di produzione, paese di origine, comune e codice stabilimento. E così è per le confezioni. Noi siamo tra i principali produttori di uova in Europa e la quasi totalità di quelle fresche in commercio sono di origine nazionale. Tuttavia, secondo Eurostat, vengono importati oltre 50 milioni di tonnellate di uova e ovoprodotti dalla Polonia, quasi 20 milioni dalla Spagna, 6 milioni dall’Olanda, 5,7 milioni dalla Romania, 3,7 dalla Francia, 3,2 dalla Slovacchia”.
La situazione in Libia ha raggiunto livelli estremamente allarmanti, ed è giusto che l’Italia contribuisca ad un’iniziativa della comunità internazionale all’altezza della complessità e della drammaticità del quadro sul terreno. La divisione tra Tobruk e Tripoli, la mancanza di dialogo e i conflitti armati tra le diverse fazioni e autorità libiche stanno favorendo l’avanzata di ISIS in aree e città di importanza strategica. Non possiamo correre il rischio di azioni unilaterali, non condivise con tutti i principali attori dell’area e con le massime istituzioni sovranazionali. Non possiamo ripetere errori del recente passato. Qualsiasi iniziativa, politico-diplomatica e militare, va assunta in un quadro di legalità internazionale e con la più ampia condivisione possibile. Anche in Italia questo è il momento dell’unità e della responsabilità, della cautela e della determinazione se davvero vogliamo contrastare la minaccia e la violenza di ISIS. Guai a noi se trasformassimo anche questa delicatissima questione in una delle tante beghe di politica interna, buona per qualche polemica o qualche titolo ad effetto.
" L'Osservatorio sul lavoro della Provincia di Milano segnala una crescita del 23% nelle assunzioni a tempo indeterminato a gennaio (rispetto allo stesso mese del 2013), senza che sia ancora entrato in vigore il Jobs Act con le sue regole che rendono più facili i licenziamenti. Era da anni che non capitava e la spiegazione più semplice pare che sia legata agli sconti previsti dalla legge di stabilità per i contratti che non siano precari. Infatti, si registra un effetto travaso dai contratti a termine, che sono molto più cari, a quelli a tempo indeterminato, quindi senza un aumento reale dell'occupazione" Lo dichiara in una nota il Presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano.
" L'effetto dovrebbe continuare e moltiplicarsi con l'entrata in vigore a marzo del contratto a tutele crescenti, visti gli ulteriori sconti sul costo del lavoro e per il blocco sostanziale di occupazione aggiuntiva da parte delle aziende in attesa delle nuove regole. Che dire, poi - prosegue il Presidente Damiano - dell'annuncio del ministro Poletti di uno sgravio fiscale aggiuntivo di 6.000 euro annui (che si aggiungerebbe allo sconto IRAP e agli 8.060 euro all'anno già previsti) per chi assume dalle liste dei 400.000 senza lavoro che si sono iscritti alla Garanzia Giovani? Ci auguriamo che questo bombardamento di risorse produca gli effetti che tutti speriamo: che venga prosciugato il mare delle forme di assunzione precarie e che aumenti il numero degli occupati. In questo contesto diventa del tutto naturale cancellare il lavoro coordinati e continuativo ed a progetto, gli associati in partecipazione, il lavoro ripartito e a chiamata, nonché ridurre a 24 mesi la durata massima del contratto a termine. Ci auguriamo che il Consiglio dei ministri di venerdì prossimo vari queste misure dando senso compiuto e coerenza agli interventi del Governo sul mercato del lavoro" conclude l'esponente PD.
"Martedì prossimo, alla Commissione lavoro della Camera, riprende la discussione sui Decreti del Jobs Act, che si era interrotta a causa della seduta fiume sulla legge costituzionale". Lo dichiara Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera.
"Il nostro obiettivo è quello di migliorare la Delega lavoro cancellando il riferimento ai licenziamenti collettivi ed inserendo, per quanto riguarda il contratto di ricollocazione, i miglioramenti suggeriti dalle Regioni", conclude Cesare Damiano.
“La decisione del dottor Montante di autosospendersi dal direttivo dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati è una scelta opportuna. Bene ha fatto bene a separare il suo ruolo pubblico dalle vicende giudiziarie. Un gesto di responsabilità corretto anche perché, al di là delle notizie di questi giorni su cui va fatta al più presto chiarezza, la presenza di un autorevole esponente di Confindustria nel direttivo dell’Agenzia configurava un possibile rischio di conflitto d’interessi, come del resto era stato segnalato nelle sedi opportune dalla Commissione Antimafia”.
“La tragedia della neonata morta a Catania suggerisce la necessita di definire percorsi sicuri per le partorienti, e rivedere le norme di accreditamento: nel 2015 si ha diritto a partorire in sicurezza per la mamma e il bambino in strutture ospedaliere dove ci sia la terapia intensiva neonatale oltre che l’ostetricia”.
Così Donata Lenzi, capogruppo Pd nella commissione Affari sociali di Montecitorio
Ieri dura e civile reazione alla violenza verbale e acustica dei 5 Stelle
“In molti, ieri, siamo stati costretti a difendere la libertà del Parlamento dalla violenza verbale e acustica dei 5 Stelle, che volevano sistematicamente impedire ai deputati di parlare. Una delle protagoniste di questo tentativo di impedire alla Camera l’esercizio democratico delle proprie funzioni – che tra l’altro è un reato – è stata l’onorevole Ruocco. Per questo motivo è stata giustamente espulsa dal’Aula. Indugiando nell’allontanarsene, ella ci spiegava, ad urla, che il Parlamento non meritava la sua presenza, e chi ci rimaneva era persona alquanto losca (detto in modi coloriti). In questa cornice è avvenuto lo scambio nel quale le ho detto che se le facevamo tanto schifo, perché non raccogliere velocemente le sue cose e guadagnare la strada dell’uscita. Nessuna evocazione di ‘donna di strada’, quindi, né dei peggiori insulti che mi vengono attribuiti sul sito di Grillo e che non ho mai pronunciato”.
Lo dichiara il deputato democratico Francesco Sanna.
Il gruppo dei deputati del Partito Democratico aderisce alla campagna sul risparmio energetico “M’illumino di meno” , spengendo alle 18 le luci degli uffici del gruppo stesso presso la Camera dei deputati.
La Lega chiede di incontrare il Presidente della Repubblica e intanto lo attacca rimproverandogli di non intervenire sulle vicende in corso alla Camera. La scarsa conoscenza del ruolo e dei compiti delle singole istituzioni è già grave, ma accusare Mattarella significa non aver compreso minimamente il significato della parola “arbitro” espressa dal Presidente nel discorso di insediamento.
Speravamo chiusa la stagione del coinvolgimento improprio della più alta carica dello Stato. Tanto più se si tratta di chi, come il presidente Mattarella, è stato in molte occasioni promotore di importanti riforme.
Lo ha dichiarato l’on. Andrea Martella, vice presidente Gruppo Partito Democratico, Camera dei Deputati.
“E' ormai chiaro che l'operazione Triton ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza nel tutelare e salvare le vite di coloro che cercano di raggiungere via mare il suolo europeo”. Lo dichiara Silvia Narduolo, deputata del Partito Democratico e firmataria, insieme ad altri 60 deputati del Pd, di una interrogazione al ministro Alfano per chiedere al governo di valutare il ripristino della missione Marenostrum.
“A dirlo – prosegue Narduolo - non sono solo io ma anche il Commissario ai diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks, il quale ha testualmente ammesso che ‘l'operazione Triton non è all'altezza dei compiti che deve svolgere’. Di fatto, con Triton, missione nata con l'esclusivo compito di pattugliare le acque territoriali europee, è come se l'Europa si preoccupasse esclusivamente di impedire l’arrivo dei migranti e non della morte a cui si espongono. Si tratta di un atteggiamento cinico e irresponsabile, e come tale inaccettabile. La vita umana, qualsiasi vita umana, ha valore in sé e va difesa”.
“I vari Salvini e neo-lepenisti nostrani – continua Narduolo - scambieranno tale convincimento per semplice buonismo ma resto convinta che su questione come la difesa della vita non esistano calcoli elettorali, speculazioni od opportunità politiche che tengano. La storia ha dimostrato che la difesa di alcuni valori non accetta compromessi. Sarebbe bene che, non solo nel nostro Paese, ma nell'intera Europa lo si comprendesse appieno e si agisse, prima di tutto, in nome di ciò", conclude Silvia Narduolo.
Rammarico per abbandono Aula da parte delle opposizioni
"Ciò che abbiamo visto in questi giorni nell'Aula di Montecitorio non ha alcuna giustificazione. La riforma costituzionale è all'esame della Camera da mesi. In commissione sono stati esaminati centinaia di emendamenti e molti di questi sono stati approvati, migliorando sensibilmente il provvedimento uscito dal Senato e raccogliendo anche indicazioni dei gruppi di opposizione". Lo dichiara Marina Sereni, vicepresidente della Camera dei Deputati.
"Chi accusa il Pd di fare forzature nei tempi e nei contenuti mente sapendo di mentire. D'altro canto, stiamo esaminando una riforma della Costituzione i cui punti salienti sono in discussione da quasi trent'anni. Se oggi paghiamo il prezzo di una scarsa fiducia nelle istituzioni lo dobbiamo purtroppo anche all'inconcludenza della politica, all'incapacità di cambiare le regole e l'assetto del sistema politico e istituzionale. Noi vogliamo semmai recuperare il tanto tempo perduto e riconnettere l'attività parlamentare con la vita reale della società e dei cittadini".
"In ogni passaggio di questi mesi il Pd è stato disponibile al confronto sul merito della riforma. La scelta di una battaglia ostruzionistica da parte delle opposizioni fa parte delle opzioni possibili, finché viene esercitata all'interno del regolamento e dei principi democratici. Ma una legittima battaglia di minoranza non può avere la pretesa di impedire alla maggioranza di decidere, stravolgendo e capovolgendo ogni regola. Purtroppo in questi giorni abbiamo dovuto subire comportamenti violenti e inaccettabili, non compatibili con i valori democratici, non degni del ruolo dei parlamentari e del Parlamento".
"Nonostante ciò, proprio perché stiamo discutendo di un'importante modifica della nostra Carta Costituzionale, non possiamo che esprimere rammarico per la decisione delle opposizioni di abbandonare i lavori d'Aula e credo sia giusto mantenere aperta, fino all'ultimo momento utile, la disponibilità a confrontarci nel merito dei punti qualificanti della riforma".
"Sono soddisfatta che sul versante dei piccoli comuni il Governo, questa settimana, abbia riproposto l'emendamento a mia prima firma, riguardante la proroga per le gestioni associate". Lo scrive in una nota la deputata del Pd, Monica Gregori.
"La proroga consente - spiega Gregori - di evitare operazioni dannose per la cittadinanza e preparare con attenzione le gestioni associate. Inoltre si evita lo spettro del commissariamento che sarebbe costato allo Stato certamente di più, quindi anche un risparmio in termini di risorse pubbliche”.
“Ora – prosegue la deputata democratica - bisogna tornare immediatamente a lavoro, insieme ai sindaci e i territori, per applicare definitivamente quanto prevede la normativa senza più rinvii. Spero che il Governo faccia altrettanto nei confronti delle nostre richieste di prorogare i termini relativi alle centrali uniche di committenza.”
“Anche in questo caso occorre applicare la normativa ma senza commettere errori per la troppa fretta, che avrebbero solo ricadute negative sui servizi ai cittadini ", conclude Monica Gregori.
“Positivo l' annuncio del ministro Martina sull’avvio di un Piano agrumi per utilizzare tutte le risorse utili a partire dai Psr (Piani di sviluppo rurale) e dalle Ocm (Organizzazioni comuni dei piani agricoli) con il concorso del ministero delle risorse agricole, delle regioni e delle organizzazioni”. Lo ha affermato il deputato Pd Nicodemo Oliverio, capogruppo in commissione Agricoltura, commentando le dichiarazioni del ministro delle Politiche agricole Martina durante l’ incontro sul lavoro nero che si è svolto questa mattina a Rosarno.
“Un incontro – dice Oliverio - importante per tutto l’agroalimentare italiano e in particolare calabrese e soprattutto per l’avvio di un percorso di valorizzazione delle arance calabresi e del made in Calabria.
Un passo fondamentale la decisione di Martina di convocare la Coca Cola, produttrice della Fanta, per tornare in Calabria ad acquistare le ottime arance calabresi, coltivate con metodi che garantiscono genuinità e bontà, e per intervenire sulla questione del contenuto minimo del succo delle arance nelle bibite. Una battaglia che il Pd, insieme a quella sulla tracciabilità, ha portato avanti da anni e con successo parlamentare."
“L’Agroalimentare oggi è stato ancora una volta al centro dell’attenzione del Governo come nodo nevralgico della nostra economia, settore che necessita di trasparenza e legalità per interrompere - come ha sottolineato la Coldiretti – un circolo vizioso che sottopaga il lavoro e il suo prodotto.
I deputati umbri del Pd, Giampiero Giulietti, Marina Sereni, Anna Ascani e Walter Verini, hanno presentato un'interrogazione per sollecitare il Governo ad intervenire affinché venga rispettato l'accordo raggiunto alla Trafomec e salvaguardato lo stabilimento produttivo di Tavernelle di Panicale.
“Il 31 marzo 2014 è stato raggiunto un accordo tra TrafoitaliaS.p.a., i rappresentanti dei lavoratori e le organizzazioni sindacali, alla presenza della Regione Umbria, con il quale si definivano le opportunità di impiego alternative per i lavoratori oggetto di procedura di riduzione del personale precedentemente aperta da Trafoitalia S.p.a – ha affermato Giulietti in qualità di primo firmatario dell'interrogazione. Dopo il fallimento di Trafoitalia, nel sito produttivo di Tavernelle si è insediata la società Trafomec Europe, che, a seguito delle conciliazioni sindacali del maggio scorso, ha assunto garanzie in ordine agli accordi economici raggiunti tra i lavoratori non riassunti e Trafoitalia, oltre a garantire un livello pari a 120 unità occupazionali.
Ad oggi i dipendenti si attestano a circa 100 unità, mentre gli ex dipendenti sono in attesa delle indennità economiche previste dagli accordi che da mesi non vengono corrisposte. Si sta quindi assistendo – ha proseguito il deputato Pd - ad un innalzamento del livello della conflittualità tra i dipendenti, interessati al proseguimento dell'attività, e gli ex lavoratori che da qualche giorno hanno istituito un presidio permanente fuori dai cancelli dello stabilimento di Tavernelle, ostruendo il passaggio delle merci. Le Amministrazioni Comunali di Panicale e Piegaro, vicine ai lavoratori coinvolti, stanno da tempo invocando l'intervento di tutti i livelli istituzionali, mentre la dirigenza di Trafomec Europe ha formalmente comunicato che il presidio rischia di compromettere irrimediabilmente le sorti dell'attività produttiva. E' quindi necessario un intervento immediato del Governo – ha concluso l'on. Giulietti – affinché vengano rispettati gli accordi presi, ponendo fine ad una situazione gravissima che rischia di pregiudicare il proseguimento dell'attività nello stabilimento di Tavernelle e di cancellare altri 100 posti di lavoro”.