“Esprimo grande apprezzamento per l’approvazione a larga maggioranza della legge sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis a uso medico. Si tratta di un aiuto concreto nel contenimento del dolore per i malati gravi resistenti alle terapie convenzionali e per questo è una norma di grande civiltà. Adesso ci auguriamo che si arrivi rapidamente all’approvazione definitiva al Sento”.
Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.
"La proposta di legge sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis ad uso medico, approvata dall'aula della Camera, rappresenta un passo in avanti importante perché questo provvedimento potrà costituire un utile strumento per la cura di patologie gravi che danno origine a sofferenze enormi".
Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd, Vanna Iori. "La proposta garantisce il diritto alla salute a tutti i cittadini e allo stesso tempo tutela la libera scelta della terapia: è importante che il Servizio sanitario nazionale si faccia carico dei farmaci a base di cannabis che saranno venduti solo previa prescrizione del medico e solo per la terapia del dolore", prosegue la deputata del Pd. "L'utilizzo della cannabis per uso terapeutico è riconosciuto in molti Paesi da tanto tempo: è bene che anche l'Italia si doti di una legge all'avanguardia, capace di offrire una risposta ai bisogni di tanti pazienti che possono trovare nella cannabis una forma di sollievo alternativo o integrativo ad altre terapie", conclude Iori.
Oggi abbiamo votato la legge che disciplinerà la coltivazione e la somministrazione della cannabis per uso medico.
Questa legge ha avuto un percorso accidentato. Era nata, infatti, dalla volontà politica trasversale di legalizzare la coltivazione della cannabis a scopo ricreativo nel solco della cultura liberale e riformatrice delle componenti più progressiste del PD e di quasi tutti gli altri partiti dell’arco delle forze parlamentari.
Una legge sentita dai cittadini per mettere fine a decenni di sciagurate scelte proibizioniste e rozzamente repressive, una convergenza di intenti che si era trovata anche sulla scia della relazione della Direzione Nazionale Antimafia riguardante la possibilità di togliere linfa vitale alle mafie sottraendo ad esse, con la legalizzazione della cannabis, il loro principale introito, e dalle dichiarazioni di tantissimi esponenti del mondo intellettuale, scientifico e culturale del panorama nazionale ed internazionale.
Temevamo dall’inizio questo finale, e cioè che l’attuale composizione politica della maggioranza non permettesse di vincere tout court questa annosa battaglia di civiltà.
Non ho condiviso, pertanto, la scelta di non votare la proposta Giachetti, con tutta la portata rivoluzionaria che la contraddistingueva, ma l’appuntamento è solo rimandato.
Ritengo comunque un risultato importante l’aver portato a casa almeno uno degli obiettivi che ci eravamo prefissati: la disciplina della coltivazione e somministrazione della cannabis per uso terapeutico.
Tuttavia, come è stato per le unioni civili e per tante altre lotte sui diritti che questa legislatura ha condotto e che lascia in eredità al Paese, non possiamo rinunciare a percorrere anche quest’ultimo miglio per il riconoscimento del diritto naturale di scegliere nella piena libertà di ogni individuo.
“L’approvazione della legge sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis a uso medico permette di dare maggiore dignità ai pazienti gravi e ai loro familiari. Stiamo parlando di persone resistenti alle terapie convenzionali e affette da patologie gravi come la Sla, l’Hiv o affette da dolore cronico. Queste persone, che hanno seguito i nostri lavori con grande interesse, da oggi guardano al Senato chiedendo di arrivare presto all’approvazione definitiva di questa legge entro la fine della legislatura”. Lo ha detto Giuditta Pini, deputata del Pd durante l’intervento nell’Aula di Montecitorio per la dichiarazione di voto a nome del Gruppo del Pd sulla proposta di legge sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis ad uso medico.
“Abbiamo visto in questi anni - ha proseguito Pini - come il proibizionismo abbia creato molti problemi. L’equiparazione tra le sostanze ha fatto sì che aumentasse l’uso di droghe più pesanti con un incremento della repressione e la fine della prevenzione. La Fini-Giovanardi, se possibile, ha fatto di peggio: ha sancito che i cannabinoidi fossero ‘privi di utilità terapeutica’ escludendo così migliaia di persone dall’accesso a questi farmaci con il paradosso di avere giustamente dei limiti per gli oppiacei e il divieto totale per i cannabinoidi. Abbiamo ascoltato gli appelli di medici e pazienti che chiedevano di separare l’uso medico dall’uso ricreativo per dare priorità al primo. La legge si è resa necessaria per avere una ricerca sulla cannabis terapeutica pubblica finanziata da Aifa e per capire se i suoi impieghi possono essere allargati ad altre patologie. Durante il dibattito parlamentare abbiamo ascoltato affermazioni vergognose che paragonavano i medici a dei pusher insultando la scienze e la professionalità del personale medico che tutti i giorni è a contatto con il dolore dei pazienti. Questo intervento normativo si è reso necessario anche perché non tutte le Regioni hanno approvato una legge in materia e quelle che lo hanno fatto sono andate in direzioni diverse fra loro. Con questo provvedimento si uniforma l’accesso al farmaco prevedendo la sua gratuità su tutto il territorio nazionale”.
" Va raccolto il suggerimento di Boeri di oggi: 'Inviterei quelli che parlano di cifre a documentarsi maggiormente'. Ottimo proposito, che deve valere però anche per l'INPS". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
" Come al solito - spiega - vorrei fare degli esempi: Decreto 'Salva Italia' del 2011. Il Governo Monti presenta una relazione tecnica 'bollinata' dalla Ragioneria che indica in un massimo di 50.000 soggetti i cosiddetti esodati. Con la precisazione che 'tale contingente è stato verificato anche sulla base dei dati amministrativi degli Enti previdenziali interessati'. Il 29 giugno 2012 alla Camera, la Fornero fornisce una tabella che stima la platea degli esodati in 389.200".
" In realtà - prosegue - con le 8 salvaguardie, la cifra a consuntivo risulterà successivamente pari a circa 172.000 unità. Nell'ultima salvaguardia, l'ottava, la stima dell'INPS e della Ragioneria è di 30.700 esodati con relative coperture. A consuntivo si arriva appena alla metà, circa 15.000. Il Decreto legge del Governo del 16 ottobre 2017, all'articolo 8 (Monitoraggio delle misure di salvaguardia...), ridetermina il numero massimo degli esodati a 153.389 soggetti, numero sempre fornito dall'INPS".
"In questo caso suggeriremmo, a quelli che 'fanno' le cifre, di documentarsi meglio, anche perché altrimenti, come dimostrano i fatti, l'altalena dei numeri impedisce al Parlamento di svolgere correttamente il proprio lavoro", conclude.
“Sono squallide le parole che il deputato regionale Vincenzo Figuccia ha rivolto a Micari, candidato alla Presidenza per il centrosinistra. L'imbarbarimento della politica ha superato il livello di guardia. Auspichiamo non solo le scuse del protagonista di questa macabra affermazione ma anche la presa di distanza del vertici nazionali di un partito che si richiama ai valori cattolici. Ecco un altro impresentabile”.
Così il deputato del Pd Giovanni Burtone su quanto affermato dal deputato regionale siciliano dell'Udc dopo l'annuncio del matrimonio del candidato governatore del centrosinistra Fabrizio Micari.
L’approvazione della pdl sul whistleblowing da parte del Senato “è un ulteriore passo avanti nella lotta alla corruzione. Una efficace e concreta tutela di chi segnala illeciti può rivelarsi strumento prezioso nel rompere quel circuito omertoso che rende spesso difficile scoprire i fenomeni corruttivi”.
E’ quanto dichiara Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia a Montecitorio e prima firmataria di una proposta confluita nel testo licenziato dalla Camera in prima lettura nel gennaio 2016 e oggi approvato con alcune modifiche dal Senato: “Sarà ora mio impegno – dice la deputata del Pd – assicurare, in accordo con il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano, una celere calendarizzazione del provvedimento per il voto definitivo. La legge sul whistleblowing completa infatti le importanti norme anticorruzione varate dalla maggioranza in questa legislatura e colma un ‘vuoto’ legislativo da tempo denunciato dal GRECO e da altri organismi internazionali”.
No a sanzioni
"Oggi la commissione ha fatto un passo importante nell'approvazione all'unanimità della risoluzione che chiede al Governo di modificare e semplificare le regole sullo spesometro. Non più quindi comunicazione ogni tre mesi sui dati di fatturazione, ma riduzione al minimo delle comunicazioni obbligatorie, eventualmente consentendo un unico invio annuale per lo spesometro. Occorre in sostanza assicurare le finalità di compliance e di lotta all’evasione fiscale con modalità più semplici, efficienti ed efficaci. E' un passo avanti significativo nella semplificazione dei rapporti tra contribuenti e fisco, soprattutto alla luce dei disagi e problemi sollevati nelle scorse settimane da professionisti ed intermediari abilitati". Lo dichiara il deputato Pd, Giovanni Sanga, relatore della risoluzione in commissione Finanze di Montecitorio che chiede la semplificazione del cosiddetto spesometro.
"Con questa risoluzione - spiega Sanga - chiediamo al Governo anche di ripristinare la norma che consentiva di accorpare fatture di piccoli importi con invii cumulativi al di sotto di una determinata soglia, andando incontro in questo modo a chi contesta l'onerosità dell'invio della singola fattura di piccolo importo. Viene inoltre chiesto di prevedere una norma ad hoc che escluda la discrezionalità degli uffici nella disapplicazione delle sanzioni, prevedendo in modo esplicito la non applicabilità delle sanzioni, in considerazione della possibilità di errori formali legati a questo primo invio delle comunicazioni. Infine viene chiesto al Governo di prevedere l'utilizzo della fatturazione elettronica e dei pagamenti digitali, garantendo che tali trasformazioni si svolgano nel pieno rispetto dei diritti dei cittadini e dei principi fondamentali sulla protezione dei dati personali", conclude Sanga.
“Le differenze salariali fra uomini e donne, ricordate oggi dall’OCSE, devono essere combattute in primo luogo con l’istruzione, per portare le donne ad occupare lo stesso ruolo degli uomini nel mondo del lavoro, poi con i servizi all’infanzia e alla famiglia che permettano alle donne di lavorare e affrontare serenamente la maternità, nonché di liberarsi di parte del lavoro domestico.”
- Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente dei deputati del Partito democratico e responsabile Lavoro del PD, a proposito dei dati OCSE diffusi oggi. -
“L’istruzione, in particolare nel campo delle STEM, le scienze matematiche e tecnologiche, rappresenta per le donne la possibilità di accedere ai posti di lavoro migliori e di colmare il divario salariale con gli uomini. In questi anni – spiega la deputata Dem - abbiamo aumentato i programmi per bambine e ragazze in questa direzione, e credo che sia la strada giusta per una vera parità di genere, anche nel mondo del lavoro.”
“Il Jobs Act del governo Renzi, sul quale oggi ha speso parole di consenso il presidente della BCE Mario Draghi, ha invertito la rotta per quanto riguarda la tutela delle lavoratrici, abolendo le dimissioni in bianco reintrodotte nel 2008 dal centrodestra. Con la legge 81 sul lavoro autonomo, poi, abbiamo dato diritti e tutele anche alle lavoratrici a partita iva. Infine con i bonus nido e bonus mamme siamo andati incontro alle esigenze delle famiglie. La prossima sfida – conclude Gribaudo – è quella dei servizi diretti alla genitorialità, sia pubblici sia costruiti attraverso il welfare aziendale.”
"Le vittime della tratta, in Italia e nel mondo, sono in aumento e i numeri ufficiali sono purtroppo sempre inferiori a quelli reali perché molti percorsi che attengono a questo universo di violenza e sopraffazione, dalla prostituzione al lavoro nero, sono spesso avvolti nel silenzio e nel buio: gli ultimi dati di Save the children parlano di 1.172 vittime di tratta censite in Italia nel 2016, di cui 954 donne e 111 bambini e adolescenti, l’84% dei quali di genere femminile. Sono numeri inaccettabili".
Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd, Vanna Iori.
"I soggetti più a rischio, come si evince dai numeri del rapporto della ong, sono i minori stranieri non accompagnati, le ragazze straniere, anche di 13 e 14 anni, costrette a prostituirsi, i bengalesi sfruttati nel lavoro nero, e i giovani bloccati nelle città o alle frontiere con difficoltà di accesso agli altri Paesi europei. Sono tutte sfaccettature di un fenomeno che impone uno sforzo maggiore per offrire un sostegno alle vittime", sottolinea la deputata del Pd. "La tratta si configura come annullamento della dignità umana: è una forma di moderna schiavitù che vede l'essere umano esercitare un potere coercitivo sopra un suo simile in maniera indegna dell'umano", aggiunge. "Gli strumenti a sostegno delle vittime, dai centri di ascolto alle strutture di accoglienza, vanno potenziati, anche dal punto di vista economico, e soprattutto occorre implementare i servizi esistenti con figure professionali qualificate e specializzate, in modo da offrire a chi è vittima di tratta un'autentica occasione di riscatto", conclude Iori.
“Aspettavamo l’ok del Senato. Mi auguro adesso che il ddl sulle norme a tutela di coloro che segnalano episodi di corruzione nel settore pubblico e privato, noto come 'whistleblowing', posso avere una rapidissima approvazione alla Camera". Lo dice il capogruppo del Pd in commissione Giustizia Walter Verini, il quale aggiunge: "Questo Parlamento ha già fatto importanti leggi: quelle contro gli eco-reati, il nuovo codice antimafia e quello sugli appalti, il fondamentale testo sull'auto-riciclaggio, quello sul falso in bilancio, l'aumento delle pene per questo tipo di reati. Ma occorre fare ancora di piu', come ci impongono anche i dati sulla diffusione della corruzione di recente diffusi dall’Istat. E il prossimo passo può essere proprio la legge che protegge e garantisce riservatezza a tutti i cittadini che intendano contribuire civilmente all'emersione di comportamenti corruttivi a tutela della stragrande maggiora degli italiani perbene e delle tantissime imprese che rispettano le regole".
Presentata alla Camera dei Deputati alla presenza dell’On. Sbrollini, Vicepresidente commissione affari Sociali e Sanità una avveniristica protesi bionica, interamente prodotta in Italia, e sperimentata a Vicenza, che consente a chi ha perso l’uso delle gambe di rimettersi in piedi e tornare a camminare.
La missione dell’esoscheletro “Phoenix” è quella di sostenere e aiutare tutte le persone con deficit totali o parziali nella deambulazione, causati da diverse patologie quali eventi traumatici, malattie degenerative e neoplasie. È un esoscheletro leggero e facile da indossare, dotato di grande autonomia con cui l’utilizzatore può controllare autonomamente le funzioni dell’esoscheletro, tramite comandi manuali posti nelle stampelle “wireless”. Ergonomico e facilmente adattabile alla morfologia dell’utilizzatore e indossabile in totale autonomia. Nonostante tutte queste peculiarità lo strumento ha un costo contenuto ed è accessibile a moltissime famiglie.
Hanno illustrato nel dettaglio il progetto il Dott. Giannettore Bertagnoni Direttore del dipartimento di Riabilitazione e centro lesioni midollari di Vicenza, assieme al direttore del Reparto di Riabilitazione di Mezzaselva di Roana (VI) dott. Pierluigi Castiglione; hanno illustrato a quali pazienti con quali tipi di lesioni midollari può essere consigliato l’utilizzo di questo avveniristico esoscheletro. Il distretto di Vicenza e del Veneto si dimostra all’avanguardia per la riabilitazione di queste patologie causate da traumi stradali o patologie tumorali.
All’iniziativa era presente il dottor Massimo Pulin, imprenditore e presidente di Confapi Sanità, la sezione di Confapi Veneto che si rivolge a cliniche, operatori nel settore della sanità e della riabilitazione, produttori di ausili e componenti ortopedici e medicali del Veneto.
Durante la conferenza stampa l’On. Daniela Sbrollini ha dichiarato: “Ogni giorno nel nostro Paese medici, imprenditori, tecnici lavorano con impegno per il progresso della scienza e per migliorare la vita quotidiana delle persone. Con innovazioni di questa portata la politica non può che complimentarsi e provare ad incentivare di più lo sviluppo tecnologico biomedico. La collaborazione tra pubblico e privato per la ricerca è la ricetta fondamentale per il presente ed il futuro del benessere dei cittadini. Se il nostro Paese è tra le realtà all’avanguardia nella ricercabiomedica internazionale è anche grazie al coraggio e all’intuizione di imprenditori ed esperti. Un nuovo sistema di welfare efficiente non può prescindere dallo sviluppo di nuove tecnologie fruibili che migliorino la qualità della vita per tutti i cittadini”.
“Il vertice di oggi al Mipaaf, a un anno dall'approvazione della legge contro il caporalato, che ha visto riuniti intorno a un tavolo i ministri Martina, Minniti , Orlando e Poletti insieme a Inps, sindacati, organizzazioni agricole e industria alimentare, è la prova del successo di questo provvedimento, fortemente voluto dal Pd, e di quanto fosse urgente trovare strumenti concreti per combattere un fenomeno diffuso, dietro il quale sta la criminalità organizzata.
Come hanno anche ribadito i ministri intervenuti, la legge funziona e le indagini si sono moltiplicate. Un bilancio positivo che ci dice che siamo sulla strada giusta”. Così Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
“La diagnosi clinica sulla bambina di 7 anni ricoverata all'ospedale Regina Margherita di Torino ha confermato che si tratta di un caso di tetano per il quale la piccola non era vaccinata. L'antitetanica, una delle 4 vaccinazioni da decenni obbligatorie, è stata ora inclusa tra quelle gratuite e necessarie per l'iscrizione agli asilo e scuole di infanzia. Questo episodio è l'ennesimo monito che ci ricorda quanto sia fondamentale vaccinare i bambini. Il batterio del tetano, infatti, si trova nell'ambiente e nel terreno e l'unica arma per difendersi è la vaccinazione. E' ora di dire basta all'informazione dilagante e alle campagne di terrorismo contro i vaccini che circolano sul web. E' inconcepibile dover leggere di una bambina ricoverata in rianimazione per una malattia evitabile con un semplice vaccino.” Così il responsabile sanità Pd Federico Gelli.
"Le parole del presidente Mario Draghi, per autorevolezza e indipendenza, ci confortano molto e ci incoraggiano". Lo dichiara Matteo Colaninno, deputato del Partito democratico, per commentare le parole del governatore della Bce Mario Draghi a proposito del Jobs act.
"Il Jobs Act di Matteo Renzi sta dando un impulso fondamentale per le imprese e per l'occupazione. Andiamo avanti e proseguiamo nel cammino delle riforme", conclude.