“È stata approvata la proposta di legge sulle imprese culturali e creative, finalizzata a rafforzare e qualificare l’offerta culturale nazionale e a promuovere e sostenere l’imprenditorialità e l’occupazione, in particolare giovanile, mediante il sostegno alle imprese culturali e creative”. Ne dà notizia Liliana Ventricelli, deputata del Partito democratico.
“Il provvedimento si concentra su due aspetti: da un lato, sulla definizione e le finalità delle imprese culturali e creative; dall’altro, sulle facilitazioni per i locali per l’attività dell’impresa. Si dà, finalmente, un riconoscimento giuridico a tutte quelle attività che hanno per oggetto sociale l’ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione e la gestione di prodotti culturali intesi quali beni, servizi e opere dell’ingegno, inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e all’audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche, ai musei, nonché al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati”, conclude.
"Oggi abbiamo approvato una legge importante: il nuovo codice antimafia, uno strumento che mette ordine alle molte iniziative di contrasto e repressione alla criminalità organizzata. Si tratta di un provvedimento che da una parte colpisce le imprese illecite, dando maggiori strumenti a investigatori e magistrati; dall’altra prevede misure economiche di sostegno alle imprese stesse affinché continuino la propria attività anche dopo la confisca o il sequestro. Un modo per tutelare le persone oneste che vi lavorano.
La riforma del Codice Antimafia nasce da una proposta di legge di iniziativa popolare presentata nel 2013 da 120mila cittadini e promossa da diverse associazioni. Questo ci rende ancora più orgogliosi del lavoro fatto in queste ore. Grazie a Davide Mattiello che per storia personale e politica è stato molto più che un relatore. E un grazie ai Deputati PD della commissione Giustizia."
Post su Fb di Ettore Rosato, presidente deputati Pd
La Deputata PD saluta l’approvazione definitiva del provvedimento alla Camera, diventato ora Legge
“La legislazione antimafia va affinata costantemente, per essere il più possibile adeguata al contrasto al crimine organizzato, anche alla luce della sua costante evoluzione. Approvare il Nuovo Codice Antimafia, oggi, significa ridare slancio alle leggi contro il crimine organizzato, vuol dire rafforzare la lotta alle mafie e renderla più consona ai tempi moderni.
A 35 anni dall’approvazione di quella straordinaria intuizione che fu la legge Rognoni / La Torre, è normale che si avverta l’esigenza da più parti di prevedere correttivi e miglioramenti. Nel testo del provvedimento sono confluite una serie di misure tra cui quelle contenute in una proposta di legge sulla gestione delle aziende confiscate da me presentata, quelle sintetizzate in una legge di iniziativa popolare e quelle emerse dalla Commissione Antimafia.
Il risultato è uno strumento efficace, che promuove maggiore trasparenza nella gestione dei beni confiscati e prevede interventi migliorativi sul fronte della prevenzione. In particolare, sono tre gli aspetti più positivi di questa Legge. Il rafforzamento dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati; l’introduzione di requisiti e regole stringenti per gli amministratori giudiziari che verranno chiamati ad occuparsi dei beni confiscati e la modifica delle interdittive antimafia e degli accessi ai cantieri, che hanno l’obiettivo di contrastare con successo i tentativi di infiltrazione nelle grandi opere.
C’è da essere orgogliosi dell’approvazione di questa legge”. Così Laura Garavini, della presidenza del PD alla Camera in occasione dell’approvazione definitiva del Codice Antimafia.
«La definitiva approvazione da parte della Camera della riforma del Codice delle leggi antimafia è un provvedimento di grande rilevanza non solo nei suoi risvolti giudiziari, ma anche sul piano sociale e culturale». Lo dichiara Paolo Beni, deputato del Partito Democratico.
«Le modifiche introdotte nel Codice – prosegue Beni – daranno più forza al contrasto del fenomeno mafioso, potenziando le misure di prevenzione mediante il sequestro e la confisca dei patrimoni frutto di attività illecite per superare le attuali criticità e garantire una gestione più efficiente di quei beni. È particolarmente importante che il provvedimento affronti in modo specifico il delicato problema delle aziende e delle attività produttive sequestrate o confiscate, questione rilevante per gli evidenti risvolti occupazionali e sociali. Si attribuiscono compiti più precisi all'amministratore giudiziario, si introducono strumenti finanziari a sostegno delle aziende nel loro percorso di ritorno alla legalità, misure a tutela dei lavoratori, per il contrasto del caporalato, l'emersione dal lavoro irregolare e l'accesso agli ammortizzatori sociali. Un provvedimento quanto mai opportuno – conclude Beni – perché la pervasività delle mafie nei territori si contrasta anzitutto dimostrando che si può fare impresa e creare lavoro e sviluppo nella legalità».
Si terrà domani alle 14:30 presso la sala stampa di Montecitorio la presentazione dell’iniziativa che si svolgerà a Roma il prossimo 30 settembre dal titolo “Non lasciamoci rubare la speranza”. Argomenti per l’oggi e il domani della politica.
La manifestazione, collegata a varie attività di formazione sociale e civile svolte sul territorio da numerose aggregazioni, è promossa da Argomenti 2000, l'associazione di amicizia politica che riunisce, attraverso una rete di Circoli e associazioni locali presenti in tutte le regioni, persone dell'area cattolica, impegnate nell'ambito sociale e politico, in particolare nelle amministrazioni locali.
I lavori di sabato 30 settembre prevedono un primo momento di ascolto di alcune voci del mondo della cultura e del lavoro: parteciperanno tra gli altri, la regista Liliana Cavani, gli economisti Leonardo Becchetti e Gaetano Giunta, Agnese Moro, p. Camillo Ripamonti del Centro Astalli e i giornalisti Franco Di Mare e Luciano Ghelfi.
La parte centrale della giornata è dedicata a cinque workshop su altrettanti temi: Locale e globale: l'Europa e non solo; Sviluppo per una crescita solidale; Una società più equa; Riformare le istituzioni, promuovere il territorio; Per una ecologia integrale.
La finalità con cui l’iniziativa è stata promossa è quella di contribuire, accanto ad altre realtà, ad una elaborazione culturale su temi cui è particolarmente sensibile l'opinione pubblica. Un modo per favorire la partecipazione democratica contrastando le spinte dell’antipolitica.
Saranno presenti, accanto a responsabili di associazioni e di riviste culturali, anche alcuni parlamentari del Pd: Ernesto Preziosi, Vanna Iori, Marina Berlinghieri, Paolo Cova, Mino Taricco, Francesco Prina, Giorgio Santini e l’eurodeputato Luigi Morgano.
"La stabilizzazione di 1.400 precari della sanità è un passo necessario e fondamentale per il miglioramento del sistema. Il provvedimento della giunta della Regione Lazio sia di esempio per tutti: partire dalle persone, dalla valorizzazione delle loro professionalità, per costruire un sistema sanitario davvero adeguato alle esigenze di tutti. Per il Partito Democratico, come la Giunta Zingaretti ha ben dimostrato, il lavoro e' una priorità e per chi ha vissuto anni senza certezze la stabilizzazione e' un diritto".
Lo ha dichiarato Federico Gelli, responsabile dipartimento sanità del Pd, commentando la decisione della Regione Lazio di indire 145 concorsi per i precari della sanità.
Ad un anno dall’entrata in vigore incontri a Madrid con la deputata Dem
La legge sullo spreco alimentare suscita grande interesse negli altri Paesi europei. Ad un anno dall’entrata vigore, Maria Chiara Gadda autrice della normativa, sarà domani a Madrid in occasione di un vertice internazionale contro lo spreco alimentare per illustrare i principi della legge e il successo dell’esperienza italiana.
Nella capitale spagnola Maria Chiara Gadda, membro dell’esecutivo nazionale e responsabile del Pd del Dipartimento contro lo spreco alimentare incontrerà, accompagnata da Stefano Sannino, ambasciatore italiano in Spagna, esponenti delle forze politiche spagnole e delle imprese iberiche del settore agroalimentare. L’attenzione internazionale si lega al bilancio estremamente positivo di questi dodici mesi di applicazione della legge. Sono aumentate, infatti, le donazioni da parte delle imprese grazie alla semplificazione burocratica e agli incentivi per chi eroga beni a titolo gratuito. E’ cresciuto il recupero dei beni confiscati e delle eccedenze nel settore marittimo e delle mense aziendali e scolastiche. Una legge, dunque, che sta facendo bene all’Italia e che ora si appresta a diventare anche un modello per l’Europa.
"È curioso che Cancelleri punti il dito contro le liste di Musumeci proprio a pochi giorni dall'inchiesta che ha travolto il suo pupillo Patrizio Cinque e i vertici del M5S di Bagheria". Lo dice Magda Culotta, deputata del Pd alla Camera, che aggiunge: "Certo, quella del centrodestra sembra un'accozzaglia di sigle, siglette e vecchi volponi messi insieme solo per brama di potere (altro che codice etico!), ma spostare il dibattito sui nomi anziché parlare di programmi e di sviluppo significa continuare a trascurare i problemi veri della Sicilia. Fa bene Fabrizio Micari a concentrarsi sui giovani, sulla ripresa economica, sull'occupazione e sulla crescita anziché entrare in sterili polemiche. Anche perché in questi casi - come diceva Pietro Nenni e come dimostrano Musumeci e Cancelleri - il rischio è che gareggiando a fare i puri, troveranno sempre uno più puro che li epura".
“L’approvazione del nuovo Codice Antimafia offre una grande spinta alla lotta e al contrasto contro le mafie e il crimine organizzato”. Lo ha affermato Walter Verini, capogruppo del Pd nella commissione Giustizia, mentre si attende il voto definitivo della Camera. “Sulla scia della legge che porta il nome di Pio la Torre e Virginio Rognoni, e che indicò con forza l’esempio di Giovanni Falcone” - spiega Verini – “il Codice introduce nuovi strumenti per colpire le mafie: soprattutto colpendo con maggiore forza i patrimoni illeciti, i beni frutto delle attività criminali, dei narcotraffici, delle tratte di donne e uomini e di tante altre forme di illegalità criminale e mafiosa. Gli aspetti più qualificanti della legge – rafforzamento dell'Agenzia nazionale dei beni confiscati; sostegno manageriale alle imprese; nuovi e più stringenti requisiti per la scelta degli amministratori giudiziari; misure contro le infiltrazioni – sono essenziali per rafforzare e modernizzare il contrasto alle mafie, la cui pervasività è bene evidente dalla cronache quotidiani – come dimostra l’operazione in Brianza. Si tratta di norme pienamente compatibili con i pronunciamenti della Corte Costituzionale e della Giustizia Europea e che mettono questo Parlamento in sintonia con tanta parte del Paese, con tante Associazioni che si battono per la legalità - a partire da Libera - con tante imprese che rispettano le regole. Dobbiamo dimostrare ancora di più che lo Stato sa gestire i beni confiscati, con le assegnazioni, in maniera trasparente ed efficiente: anche questo è un modo per sconfiggere i poteri criminali. Infine, circa le critiche arrivate da forze sociali e personalità, su un punto preciso della nuova legge, invitiamo il Governo a monitorare l'applicazione e a valutare l'eventualità di modifiche. Ma approvare oggi questa norma, senza cambiamenti, senza rimandarla al Senato, è un fatto di straordinario valore".
“La doppia morale del M5S sta portando discredito su Torino e compromette ogni possibilità di credibilità e sviluppo per la nostra città. Dalla Tav ai vaccini, dalla realizzazione di infrastrutture necessarie come la Metro 2 agli scontri della ‘malamovida’, per finire addirittura con il G7, i grillini hanno tenuto un comportamento ambiguo indegno per le istituzioni. In ogni occasione esponenti di giunta e consiglio comunale hanno promosso posizioni intransigenti e radicali, incitando i cittadini al non rispetto delle regole e dando così una copertura politica ad estremismi pericolosi; mentre i tardivi e deboli interventi della sindaca Appendino non fanno che sottolineare le gravi ed evidenti contraddizioni dell’amministrazione comunale. L’annullamento della cena di gala organizzata per illustrare le eccellenze del territorio alla stampa estera al seguito del G7, gli appelli dei comitati di quartiere per revocare il corteo di sabato, sono gli ultimi elementi di una situazione ad alto rischio alimentata, peraltro, dalle offese alle delegazioni ed ai ministri da parte del vicesindaco Montanari”.
Lo dichiara la deputata Dem Silvia Fregolent, vicepresidente del Gruppo Pd.
In arrivo rispettivamente 924mila e 1 milione di euro
“Anche il Comune di Venezia e quello di Mira figurano tra gli enti locali beneficiari di fondi nell’ambito del Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro”. Né da notizia Sara Moretto, deputata del Partito democratico.
“Nei prossimi giorni – continua - la Commissione Ambiente darà via libera allo stanziamento dei 35 milioni complessivi del Programma. I progetti sono cofinanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con una percentuale non superiore al 60% del totale dei costi ammissibili. Mira, che ha presentato come capofila un progetto che coinvolge anche i Comuni di Mirano, Spinea e Campagna Lupia, beneficerà di un finanziamento di 924mila euro per contribuire al progetto che ha un valore complessivo di 1,540 milioni – rende noto l’on. Sara Moretto, deputata veneziana del Pd –. Per il Comune di Venezia sarà invece stanziato un milione, a fronte di un progetto del valore di 1,9 milioni. Il programma nasce con l’obiettivo di ‘incentivare iniziative di mobilità sostenibile, si legge nel bando , incluse iniziative di piedibus, di car-pooling , di car-sharing, di bike-pooling e di bike-sharing, la realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti, anche collettivi e guidati, tra casa e scuola, a piedi o in bicicletta, di laboratori e uscite didattiche con mezzi sostenibili, di programmi di educazione e sicurezza stradale, di riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici o delle sedi di lavoro, anche al fine di contrastare problemi derivanti dalla vita sedentaria”.
“La Città metropolitana inoltre è, in graduatoria, la prima dei non finanziati ma il progetto è stato decretato ammissibile per cui l'on. Moretto seguirà personalmente gli sviluppi per un possibile nuovo finanziamento. L'importo richiesto è di 936.960 euro a fronte di un costo complessivo di 1.561.600 euro del progetto”, conclude.
“La lotta alla violenza contro le donne non può limitarsi a provvedimenti di tutela o inasprimenti di pene, ma deve partire da un cambio culturale e di rimozione degli stereotipi di genere, a partire dall’eliminazione delle discriminazioni linguistiche”.
- lo dichiarano le vicepresidenti dei deputati del Partito Democratico Titti Di Salvo, prima firmataria della proposta di legge sulle “discriminazioni linguistiche negli atti normativi e amministrativi. Delega al governo per la revisione linguistica della legislazione relativa alla violenza di genere”, e Silvia Fregolent. –
“È attraverso il linguaggio che rappresentiamo l’idea di società e di valori, per questo, ora più che mai, non possiamo più permetterci di utilizzare un linguaggio che cancelli il genere femminile. Il neutro maschile, troppo usato nella lingua italiana, di fatto – spiegano le deputate Dem - rende invisibili le donne e i rapporti specificamente femminili. Il linguaggio influenza i livelli di coscienza e consapevolezza critica rispetto al contesto sociale”.
“Prevedere una revisione del linguaggio amministrativo e culturale è un passo importante per cambiare alla radice la percezione dei rapporti tra uomo e donna, e – concludono Di Salvo e Fregolent - non possiamo che iniziare proprio dalla revisione linguistica della legislazione relativa alla violenza di genere”.
“Torino perde anche ‘Prix Italia’, l’evento internazionale promosso dalla Rai per valorizzare programmi radio, tv e internet di qualità che si terrà a Milano dal 29 settembre al 1 ottobre. La manifestazione, svolta a Torino consecutivamente dal 2009 al 2015, nel 2016 fu organizzata a Lampedusa per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei migranti con l’assicurazione dell’amministrazione comunale e della Rai che l’evento sarebbe tornato dal 2017 nel capoluogo piemontese. Ancora una volta il M5S riesce a farsi sfuggire una manifestazione di rilievo anche grazie alle scelte incomprensibili della televisione di Stato che preferisce spendere per appaltare eventi in spazi esterni invece di utilizzare e valorizzare strutture come quelle presenti a Torino”.
È quanto dichiara Silvia Fregolent, vicepresidente dei deputati Pd.
L'ottimo lavoro del ministro degli Interni Marco Minniti trova compiutezza nel nuovo Piano nazionale per l'integrazione dei migranti approvato in questi giorni.
Un piano che si pone l'obiettivo di lavorare a più livelli, coordinando Regioni, Comuni e mondo del volontariato per garantire a chi beneficia di protezione internazionale - ad oggi 74.853- diritti ma anche doveri.
Dalla conoscenza della lingua italiana, al rispetto della Carta costituzionale, dal riconoscimento della laicità dello Stato al rispetto della donna, il Piano del Viminale per integrare i richiedenti asilo è un passo importante che toglierà terreno sotto ai piedi a razzisti e populisti di ogni genere, perché punta a risolvere davvero i problemi, invece di specularci sopra come certa destra ha fatto sino ad oggi.
L'integrazione, l'istruzione e la conoscenza reciproca sono il migliore antidoto contro il rischio di emarginazione, terreno fertile per le diverse manifestazioni di devianza. Siamo sulla buona strada, ora il Senato approvi anche lo ius soli che è una legge di civiltà e un'importante azione di inclusione nei confronti di giovani italiani di fatto, ancora oggi lasciati ai margini da una legge che ha assoluto bisogno di revisione.
Lo afferma Khalid Chaouki, deputato del Pd, coordinatore Intergruppo cittadinanza e immigrazione.
"Non passa giorno senza che continuino ad arrivare indicazioni che dicono la stessa cosa: la ripresa c'è e diventa sempre più solida. I dati sulla fiducia di imprese e consumatori di oggi, ne sono ulteriore testimonianza". Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, per commentare i dati sulla fiducia dei consumatori, resi noti oggi dall'Istat.
"Essi - continua - sono importanti perché, da un lato, attestano che le famiglie italiane si sono scrollate di dosso i postumi psicologici della crisi. Dall'altro, anticipano le tendenze future, permettendo di prevedere un significativo aumento della propensione alla spesa. La ripresa reale viene finalmente affinacata dalla ripresa psicologica, condizione fondamentale per una ulteriore accelerazione dell'economia. Si tratta dell'ennesimo segnale che politiche messe in campo dal governo Renzi, prima, e da quello Gentiloni poi producono gli effetti sperati su tutti i piani".
"Occorre andare avanti perché la strada è quella giusta, con buona pace dei vari e variegati profeti di sventura", conclude.