Saharawi: Vaccari, da Ryanair blasfema e ingannevole pubblicità
“‘Vuoi un’avventura o semplicemente rilassarti o toglierti qualche sfizio? Allora tutti a Dakhla, perché c’è di più in Marocco’.
“‘Vuoi un’avventura o semplicemente rilassarti o toglierti qualche sfizio? Allora tutti a Dakhla, perché c’è di più in Marocco’.
“Gli accordi commerciali nel Sahara commerciale con il Marocco sono illegali. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea lo stabilisce con una storica sentenza che, finalmente, riconosce la titolarità e il principio di autoderminazione del popolo Saharawi cacciato dalla proprie terre dall'esercito del regime marocchino nel 1976 e che, costretto all'esilio nel deserto algerino, è ancora oggi oggetto di inaudite violenze nel Sahara Occidentale, come Amnesty ha più volte testimoniato nei suoi rapporti annuali. Ora questa sentenza rimarca il confine chiaro tra legalità e soprusi.
"La questione Saharawi non è più rinviabile. Diritto all'autodeterminazione e diritti umani. Una mozione parlamentare per sostenerla".
Queste le parole d’ordine della conferenza stampa promossa dall’Intergruppo Parlamentare di Amicizia con il popolo Saharawi che si svolgerà domani, giovedì 25 gennaio, alle ore 16, nella Sala stampa di Montecitorio. All’evento partecipano i deputati: Stefano Vaccari, Presidente dell’Intergruppo di amicizia con il popolo Saharawi; Alessandro Battilocchio, componente dell’Intergruppo; Dario Stipa Carotenuto, componente dell’Intergruppo.
iovedì 25, ore 16, conf. stampa Sala Stampa Montecitorio
Dichiarazione on. Stefano Vaccari, deputato Pd e presidente Intergruppo parlamentare di amicizia con il popolo Saharawi
Dichiarazione del deputato dem Stefano Vaccari, presidente dell'Intergruppo parlamentare di amicizia con il popolo Saharawi
Dopo i fatti del Parlamento europeo serve agire per celebrare il referendum.
Le imprese sportive della nazionale del Marocco mal si conciliano con i misfatti perpetuati dal suo regime. Una storia di soprusi e occupazioni verso persone inermi cacciate dai loro territori o anche verso migranti in fuga come avvenuto nel giugno scorso a Ceuta e Melilla. Evidentemente un prezzo da pagare per l’Occidente, fatto di morti e violenze, in cambio del sostegno all’alleanza internazionale contro il terrorismo e ai traffici di droga.
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