Zes: Lacarra, Fitto si libera di una casella per fare spoil system
“Piena solidarietà ad Antonio Caponetto che a breve dovrà lasciare l’incarico di Coordinatore della Struttura di missione della Zes Unica affinché il ministro Fitto possa proseguire nella sua opera distruttiva delle Zes. Già circola voce che quella postazione sarebbe stata promessa a qualche sodale per gli sforzi fatti nell’ultima campagna elettorale in favore dei suoi candidati. Ovviamente non siamo complottisti di professione e quindi siamo certi che ci dimostrerà il contrario.
“Un vero capolavoro: il ministro Raffaele Fitto è riuscito a demolire con un tratto di penna le 2 ZES che, dopo un lungo percorso, erano stato avviate in Sicilia. La scusa – aveva detto – era crearne una sola, una grande e unica ZES per l’intero Mezzogiorno che avrebbe accentrato e reso più efficiente gli interventi in favore delle imprese del Meridione. Siamo di fronte ad un fallimento totale: apprendiamo in queste ore – che a fronte di richieste pari a 9,4 miliardi di euro, le risorse disponibili ammontano appena a 1,7 miliardi.
Come stiamo denunciando da tempo, il Governo ha preso in giro l'Italia e il Sud sulla riforma delle Zes. L'estensione a tutto il territorio meridionale di tale qualifica voluta dal Ministro Fitto non equivale a maggiori opportunità, ma si rivela un modo per indebolire e nella sostanza distruggere questo strumento. Uno strumento che si era rivelato, nella sua impostazione originaria, utilissimo per incentivare investimenti e occupazione oggi viene praticamente cancellato dal Governo.
“Siamo davvero senza parole nell'ascoltare le parole di entusiasmo del Ministro Fitto sul credito d’imposta della Zes. Dopo mesi e mesi di ritardo, ci saremmo aspettati anzitutto delle scuse. Poi avremmo immaginato che il tempo fosse servito a reperire risorse straordinarie ed adeguate. Invece nulla di tutto questo. In primo luogo, i fondi pari a 1,8 mld, sono identici a quanto previsto per le precedenti Zes, che avevano però una estensione territoriale di 500 volte inferiore alla attuale. Questo vuol dire che nelle casse delle imprese arriveranno risorse molto molto limitate.
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“L’autonomia differenziata è l’ennesimo atto ostile del governo nei confronti del Mezzogiorno. Dopo i tagli al Pnrr, la stretta ai fondi per le infrastrutture, il colpo di spugna alle Zes, questa riforma renderà impossibile la vita al sud”. Così il deputato democratico, Stefano Graziano, che sottolinea: “l’autonomia differenziata mette in discussione i servizi essenziali: scuole, sanità, assistenza sociale, infrastrutture diventeranno ancora più carenti e creeranno un divario insanabile fra le regioni del Nord e le regioni del Sud. Noi del Pd non lo permetteremo.
“La destra parla di nazione ma massacra il Sud, spaccando il Paese. Il Governo sottrae 20 MLRD, cancella l'Agenzia per la coesione, smantella le Zes, prosciuga il fondo perequativo, taglia progetti decisivi Pnrr. In più l'Autonomia differenziata. Un disastro di portata storica”. Lo scrive su X Piero De Luca, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.
“Il sistema attuale delle Zes sta producendo risultati estremamente positivi per il Mezzogiorno e quindi per il Paese intero. A parlare sono i numeri di un nuovo studio di The European House Ambrosetti che dimostrano come solo in Campania - per fare un esempio- il sistema delle Zes abbia consentito di attivare 23 miliardi di valore aggiunto, favorendo la creazione di 8 000 posti di lavoro e l'attivazione di circa 2 miliardi di investimenti.
“Sulle Zes il governo realizza un grande inganno. Un gioco delle tre carte. Dietro il titolo Zes Unica non resta in realtà più neppure una Zes, perché la destra cancella completamente gli elementi caratterizzanti questo strumento. Il governo elimina il vero incentivo fiscale decisivo, ossia il dimezzamento dell'Ires sulle nuove attività economiche lasciando in vigore solo il vecchio credito d'imposta Sud, peraltro con risorse assolutamente inadeguate.