Calcolo Lep ha effetti politici e sociali, parlamento non può essere scavalcato
Anche i componenti democratici della commissione bicamerale per le questioni regionali hanno chiesto l’audizione del presidente del Comitato per l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni, il prof. Sabino Cassese. “Non accetteremo che un organismo tecnico definisca in modo asettico al di fuori del parlamento i criteri di calcolo dei Lep, i cui effetti politici e sociali sono sotto gli occhi di tutti, peraltro con modalità che potrebbero penalizzare le aree più fragili del Paese. Camera e Senato non possono essere scavalcati ma devono essere pienamente coinvolti”, hanno dichiarato i commissari dem Piero De Luca, Claudio Stefanazzi, Daniele Manca, Nicola Irto, Andrea Martella, Emiliano Fossi, Andrea Gnassi.
“L’adeguamento dello svincolo di Scandicci non è fra le priorità del Governo: su una infrastruttura strategica per collegare l’A1 con la Fi-Pi-Li, da completare originariamente entro il 2026, non vi è ancora nessuna data certa sui tempi di realizzazione”.
Lo dichiara la vicepresidente dei deputati Dem, Simona Bonafè, replicando alla risposta del governo alla sua interrogazione alla Camera.
“In seguito allo sblocco della non assoggettabilità alla Procedura Via dello scorso marzo - ha aggiunto - ci aspettavano notizie concrete e l’attenzione continua del ministero delle Infrastrutture per monitorare e velocizzare l’iter di completamento di un’opera che ha già subito troppi ritardi durante l’esame dei ministeri competenti. Lo svincolo - ha concluso - è necessario per diversificare i flussi di traffico e garantire sicurezza e vivibilità a quel tratto viario di rilevanza nazionale, ma è anche fondamentale per garantire la competitività di un intero territorio a forte vocazione industriale che non può sopportare ulteriori dilazioni”.
"Oggi la maggioranza ha ribadito, in sede di comitato dei nove, il parere contrario al nostro emendamento riferito al provvedimento che riconosce il relitto del sommergibile Scirè quale Sacrario Militare. L' emendamento vuole chiarire il contesto storico dell' affondamento del sommergibile e sottolinea che il riconoscimento di Sacrario militare è assunto <<al fine di onorare i militari italiani che hanno perso la vita nel sommergibile Scirè rendendo loro omaggio e non dimenticando le responsabilità del regime fascista e della monarchia che hanno trascinato l' intera comunità nazionale in una guerra di aggressione, al fianco della Germania nazista>>. Ribadisco quanto detto ieri in Aula. Come gruppo del Partito Democratico non siamo certo contrari a rendere omaggio a quei caduti. Ma non siamo disponibili ad avallare una iniziativa che si configuri come una strumentalizzazione che promuove il revisionismo storico. Per questo la bocciatura del nostro emendamento comporterebbe il nostro voto contrario al provvedimento".
Così Andrea De Maria, deputato PD
La deputata Rachele Scarpa si è dichiarata insoddisfatta, questa mattina, della risposta ricevuta dal Viceministro della Giustizia Sisto rispetto a un’interrogazione presentata a luglio sul cambio di appalto dei servizi di digitalizzazione dei processi.
La questione nasce da una gara d'appalto indetta dal Ministero della Giustizia. Suddivisa in cinque lotti, la gara mira a modernizzare i servizi digitali di procure, tribunali e corti d'appello. Ma c'è un problema: i sindacati denunciano la scelta del massimo ribasso per il quinto lotto, assegnato a un'azienda diversa dalle prime quattro. La Cgil Roma e Lazio, Fiom Cgil, Fp Cgil e Nidil Cgil hanno lanciato l'allarme.
Scarpa, nella risposta al Viceministro, ribadisce la denuncia fatta dalle organizzazioni sindacali: in questo momento i lavoratori che hanno operato negli ultimi 25 anni nei servizi affrontano la prospettiva del licenziamento collettivo, mentre l'azienda vincitrice della gara offre ai nuovi assunti condizioni contrattuali peggiorative: un inquadramento contrattuale inferiore, compensi ridotti e contratti a tempo determinato. Il tutto senza che nel bando di gara indetto dal Ministero fossero presenti la clausola sociale, o riferimenti specifici ai contratti collettivi da applicare, e trascurando una clausola di anzianità presente nel contratto di appalto per la quale i lavoratori impiegati avrebbero dovuto avere almeno un anno di esperienza.
Il licenziamento del vecchio personale e la precarietà di quello nuovo mina la sicurezza e l’efficacia delle operazioni di digitalizzazione dei processi: per mesi i servizi sono stati bloccati, causando un grande accumulo di fascicoli, ed è evidente come una successione di lavoratori precari renda molto vulnerabile il sistema di garanzia della segretezza degli atti che vengono giornalmente lavorati in quelle attività estremamente delicate e con accesso ad informazioni estremamente sensibili.
Ci troviamo di fronte a una situazione grave ed emblematica, per cui un ente pubblico ha portato avanti una procedura di cambio appalto lasciando completamente inapplicato il codice degli appalti voluto fortemente dalla stessa maggioranza, e violando le clausole di cambio appalto previste dai contratti collettivi nazionali. A rimetterci lavoratori e lavoratrici che rappresentano a tutti gli effetti un pezzo di storia del Ministero, in quanto per più di 20 anni hanno dedicato esperienza, professionalità e attenzione a un servizio fondamentale. Alla luce dei suddetti fatti e della risposta del Viceministro, che ha aggirato nella sua risposta la vera questione dell’interrogazione, ovvero la sorte di quei lavoratori e le modalità adottate dal Ministero nella procedura di cambio appalto, chiediamo un immediato intervento e un’inversione di passo: che si apra subito un tavoli di trattativa sul cambio appalto, escludendo il massimo ribasso e con la previsione di reintegro di tutti i lavoratori già in forza nel lotto interessato.
“Chiediamo alla ministra Calderone di seguire in Aula la discussione e il voto sul collegato Lavoro. E’ inaccettabile che in nove mesi di gestazione di un provvedimento tanto complesso quanto dannoso non si sia mai fatta vedere in Commissione. E’ chiaro a tutti che ormai da tempo confonde il ruolo di ministro con quello di consulente di Palazzo Chigi. Sarà pure una deformazione professionale, ma le istituzioni si rispettano”.
Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Sono oltre 7 mesi che il ministro Valditara non sta ricevendo gli studenti e a dirlo non è il PD ma gli studenti stessi in una nota stampa. Sempre il ministro Valditara porta in aula un provvedimento, senza nessuna condivisione con gli studenti, che adotta una logica esclusivamente punitiva e sanzionatoria, privo di visione e della capacità di costruire un clima di dialogo e confronto costruttivo all’interno della comunità scolastica nel suo insieme e di prevenire anziché esclusivamente reprimere i fenomeni di disagio. Noi oggi ci batteremo in aula con tutte le nostre forze per contrastare il ddl sul voto in condotta. Non sono questi gli strumenti che servono alla scuola, datati e scarsamente efficaci”. Lo dichiara Irene Manzi capogruppo pd in commissione Cultura e Scuola di Montecitorio.
Sui dati sull’occupazione pubblicati dall’INPS Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del PD dichiara:
“Se l’occupazione cresce è solo perché il PNRR funziona. Significa che chi ci ha pensato, chi ha lottato e continua a sostenere debito e investimenti comuni europei aveva ed ha ragione. Solo investimenti e innovazione, infatti, creano rapporti di lavoro stabili, non certo la difesa corporativa di interessi particolari che, oltre a creare poco valore aggiunto, finiscono anche per offrire poche posizioni, e precarie.
Il dato INPS è, ovviamente, incoraggiante e dovrebbe spingere il Governo a puntare tutto sugli investimenti green e digitali, sulle infrastrutture e sulla difesa del territorio dal dissesto idrogeologico per creare lavoro, far crescere il nostro paese e mettere in sicurezza i nostri territori.
Dobbiamo ricordare, tuttavia, che siamo ancora in coda in Europa per tasso di disoccupazione, di occupazione e soprattutto forza lavoro potenziale. Stiamo ancora sprecando tanti talenti, e i dati ISTAT ci dicono anche quali sono. L’occupazione infatti continua a presentare forti diseguaglianze tra territori, generi, generazioni. Il tutto all’interno di una stagnazione salariale visto che, di nuovo, nonostante dati in lieve miglioramento, non siamo riusciti a recuperare un triennio di alta inflazione, a partire dai salari dei dipendenti della pubblica amministrazione. Anziché cullarsi su dati che segnalano un miglioramento bisognerebbe attivarsi per un piano di creazione di lavoro pubblico e privato, con ulteriori investimenti pubblici ed assunzioni in una pubblica amministrazione che permane in una situazione critica, un piano destinato prioritariamente alle donne, ai giovani, al mezzogiorno, che superi la logica degli incentivi a pioggia verso quella delle politiche industriali verso il digitale, la IA e le produzioni innovative”
La destra si fermi. Domani manifestazione davanti Senato
“Tra le tante vergogne del decreto Sicurezza, che la destra e il governo hanno voluto all’insegna di intendimenti liberticidi negando l’esercizio dei diritti umani e delle libertà individuali fondamentali, vi è anche quella di aver reso illegale la coltivazione, la lavorazione e la vendita delle infiorescenze della canapa e dei suoi derivati. Una scelta ideologica per alzare furbescamente il vessillo della propaganda nel contesto più generale della lotta alla droga. Un’enorme falsità poiché il livello psicotropo di quelle infiorescenze è ben al di sotto dei limiti consentiti tanto che fino ad ora sono state utilizzate con successo, tra l’altro, nei settori dell’erboristeria, del tessile, della cosmesi, del florovivaismo, della bioedilizia”.
Lo dichiarano i deputati Pd, Stefano Vaccari e Marco Furfaro, capigruppo nelle commissioni Agricoltura e Affari Sociali, e Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Pd.
“Un mercato in grande espansione - aggiungono - guidato peraltro da molti imprenditori giovani, che in Italia vale 500 milioni di fatturato e 10mila occupati senza alcuna relazione con il commercio delle droghe. Per questo diciamo alle destre e al governo di fermarsi e riconsiderare al Senato la possibilità di abrogare la norma introdotta come chiedono a gran voce le imprese del settore e le organizzazioni professionali agricole. Domani, insieme a tante organizzazioni sindacali ed associative, manifesteremo davanti al Senato per sostenere tale richiesta unitamente all’esigenza di modificare profondamente il decreto sicurezza”.
No a criteri che discriminano e umiliano mezzogiorno e aree interne
I deputati democratici della commissione Affari costituzionali della Camera chiedono l’urgente audizione del presidente del Comitato per l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni, il prof. Sabino Cassese. “Le prime indiscrezioni delle modalità di calcolo dei Lep - su cui il Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare a Meloni, Calderoli e Giorgetti – destano grande preoccupazione perché sarebbero determinate in base alle caratteristiche dei diversi territori, clima, costo della vita e agli aspetti sociodemografici della popolazione residente. Una logica che mortifica interi territori, prevalentemente le aree del mezzogiorno e quelle interne, e genera gravi discriminazioni a livello nazionale” sottolineano Simona Bonafè, Matteo Mauri, Federico Fornaro, Gianni Cuperlo. La richiesta di audizioni avviene alla vigilia della riunione del Clep che dovrebbe approvare un fondamentale documento propedeutico alla determinazione dei fabbisogni e quindi dei diritti in ottica autonomia differenziata.
Aver assaltato e danneggiato, a Cagliari, la sede del Pd e della Fondazione Berlinguer è un atto ignobile. Quando si colpiscono i luoghi di incontro e di partecipazione si vuole sferrare un colpo alla vita democratica delle nostre comunità ed è per questo che la reazione deve essere ferma così come tempestive devono essere le indagini per assicurare alla giustizia gli esecutori delle azioni vandaliche. La mia solidarietà va a quanti, fino ad ora, hanno tenuto aperte quelle sedi facendole vivere nel segno della libertà e della democrazia. Per questo tutti insieme riapriremo quelle stanze e non arretreremo di un centimetro di fronte ad un episodio così abietto.
Un duro intervento in aula alla camera del responsabile nazionale sport del partito democratico, il deputato Mauro Berruto, dopo che il governo ha espresso parere negativo a un ordine del giorno al ddl scuola che, chiedeva di valorizzare l’attività sportiva all’interno dei cicli scolastici riconoscendone le funzioni di inclusione sociale e di superamento di ogni forma di violenza. “Abodi contraddice le sue stesse parole, quei valori li ha ricordati in mille dichiarazioni e interviste – ha detto Berruto - e ha tradito l’impegno preso in parlamento che ha modificato la Costituzione circa il riconoscimento del valore educativo e sociale dello sport, a maggior ragione all’interno della scuola.
Dove è finito il “modello islandese per combattere le devianze” evocato dalla presidente del consiglio in campagna elettorale?
Questa decisione del governo è molto grave, chiediamo al ministro per lo sport di mettere da parte le sue attenzioni costanti per la lotta di potere nel mondo del calcio e lavorare per far succedere almeno una di tutte quelle cose che continua a dichiarare, in particolare di non far umiliare la dignità dello sport nella scuola”.
“L'etimologia del termine valutazione vuol dire anche dare valore. Il sistema di valutazione, introdotto nel 2020 dopo un grande lavoro complessivo che aveva coinvolto il mondo della scuola, le famiglie, gli studenti e i docenti, voleva proprio dare valore a un ‘progresso’, a favorire soprattutto un percorso di crescita degli studenti e di consapevolezza di quelle che potevano essere le difficoltà che incontravano con l'obiettivo di comprenderle e superarle. Di colpo, con un tratto di penna e senza aver avviato alcun monitoraggio, si torna indietro come se non fosse accaduto niente e soprattutto senza passare attraverso un confronto preventivo, un'analisi attenta dei risultati raggiunti con quel sistema innovativo e frutto del lavoro di pedagogisti, educatori, insegnanti, accademici. Ecco perché riteniamo che, con altrettanto analogo colpo di penna, si dovrebbe tornare indietro rispetto a questa controriforma che fa male alla scuola, ma soprattutto, alla crescita dei bambini. La propaganda a scuola non serve a nulla. Bisognerebbe avere più cura del lavoro straordinario di chi se ne occupa con professionalità”. Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata dem Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura, durante l’esame del ddl voto in condotta.
"Sono stata oggi al carcere di Reggio Calabria per incontrare Maysoon Majidi, l'attivista curdo-iraniana detenuta con l'accusa di essere una scafista.
Maysoon si è molto emozionata: sa che non è sola e che siamo in tante e tanti a sostenerla.
Fisicamente molto provata, Maysoon pesa appena 38kg, ma è determinatissima a portare avanti la battaglia per dimostrare la sua innocenza.
Conserva gelosamente tutte le lettere e le cartoline che le sono arrivate dopo l'appello lanciato insieme a Luigi Manconi e Marco Grimaldi per il suo compleanno e che le danno conforto.
Maysoon Majidi rischia di restare vittima di un enorme equivoco giudiziario in un processo partito da testimonianze di altri due migranti che avevano fatto il viaggio insieme a lei, tradotte in modo molto approssimativo. Per mesi a Maysoon non sono stati notificati atti in una lingua a lei comprensibile comprimendo così il suo diritto alla difesa.
Ho fiducia che la magistratura giudicante chiarirà questo e altri elementi che rischiano di viziare il processo e di rovinare la vita ad una ragazza scappata da un regime autoritario in cerca solo di protezione e libertà". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Mentre i territori dell' Emilia Romagna e, in parte quelli delle Marche, sono alle prese con il dramma di una nuova pesante alluvione, la maggioranza pone al centro del dibattito parlamentare un provvedimento inopportuno nei tempi, nella forma, ma soprattutto nella sostanza. La costituzione di una commissione di inchiesta sul rischio idrogeologico che rappresenta un’ iniziativa assolutamente irricevibile. Un atto inefficace e dissonante. Un gesto offensivo. Offensivo nei confronti di coloro i quali, del tutto evidentemente, sono già stati individuati quale capro espiatorio, a valle di un processo sommario, sterile e disordinato che si porrà fuori dai tempi, dalle logiche e persino dal comune sentire. Perché purtroppo, così è scritto tra le pieghe di questo provvedimento, saranno i Sindaci e gli amministratori locali le vittime sacrificali dell’ennesima battaglia condotta contro i mulini a vento. Quegli stessi primi cittadini cioè, impegnati al fianco dei cittadini colpiti dal maltempo. Quegli stessi sindaci, cioè, che da mesi lanciano - inascoltati - grida di allarme sull’evanescenza delle politiche di sostegno poste in atto a favore delle comunità colpite dai disastri, negli ultimi periodi. Quei primi cittadini e quegli amministratori che invece dell' istituzione dell' ennesima inutile Commissione d'Inchiesta, insediata dalla maggioranza per qualche gioco politico, meriterebbero il sostegno di tutte le istituzioni". Così Andrea De Maria, deputato PD, intervenendo oggi in Aula alla Camera.
“Voglio ringraziare i gruppi che hanno presentato mozioni su Stellantis e sul futuro dell'automotive italiana. Saremo anche noi della partita depositando un nostro testo per interloquire partendo da un principio di realtà: questo è un dibattito non più rinviabile, che si innesta in una gelata del settore dell'automotive che oltrepassa i confini nazionali. Meloni non può giocare con gli industriali su questioni che non sono nelle sue mani. Il rinvio del face-out del motore endotermico è propaganda. Bisogna invece accompagnare il settore nella transizione rendendolo socialmente sostenibile. Per questo chiediamo l’apertura di un tavolo permanente a Palazzo Chigi. Riguardo Stellantis, siamo dentro a una fusione che sembra tendere, ormai, ad avvantaggiare solo uno dei due contraenti. Un governo che ha in testa politiche industriali deve mettere a tema il rapporto con Stellantis. Rapporto che deve essere costruito su elementi di verità. Tavares venga convocato, audito e messo a parte di tutta questa sfida, guadagna ogni anno 23 milioni di euro, più di 12mila dipendenti dell’azienda. Negli anni Cinquanta, Valletta, che non era certo un progressista, sosteneva che, se un manager guadagna dieci volte più del proprio lavoratore, c'è un problema. Allora credo che dobbiamo fare uno sforzo per costruire un rapporto paritario con Stellantis, mettere al centro tutte le iniziative possibili per rilanciare questo settore salvaguardando produzione e occupazione, senza ragionare con il torcicollo verso il passato”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, intervenendo in Aula nella discussione generale sulle mozioni presentate dalle opposizioni su Stellantis.