Un paese appaltato a uno stato parallelo, mentre si fa di tutto per distruggere quello vero. Quello che appartiene a tutti. Una destra che più destra non si può. Tagliano su sanità e scuola pubblica e intanto vanno a braccetto con i miliardari.
Così su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati commentando l'emendamento di Fdi per le scuole paritarie.
“Apprendiamo dagli organi di stampa che il governo abbia avviato un'interlocuzione con la Commissione europea per nuove modifiche sostanziali al Pnrr. Non sarebbe la prima volta visto che l'esecutivo aveva provveduto con rimodulazioni e stralci già nel luglio e nel dicembre 2023. L'Ufficio di Bilancio ci conferma che la spesa per il piano registra forti ritardi, anche la Banca d'Italia e l'Anac certificano tali ritardi sugli appalti, l’attivazione e la realizzazione delle opere pubbliche. Quindi ci chiediamo cosa stiano veramente facendo il governo e soprattutto cosa stia nascondendo”. Così si legge nell'interrogazione parlamentare del PD, a prima firma del deputato dem Piero De Luca, in cui si chiede al governo se intenda confermare o smentire l’eventualità di una nuova revisione del Pnrr e di fornire ulteriori informazioni sulle nuove misure e sullo stato dell’arte dell’attuazione del piano.
Scotto: con Melonomics meno diritti e precarietà
Il Partito Democratico chiede al governo di “battere un colpo su lavoro, stipendi e pensioni, che sono i grandi assenti della manovra di bilancio e più in generale della politica economica del governo”. Così il capogruppo democratico in commissione Lavoro della Camera, Arturo Scotto che torna sul pacchetto di emendamenti presentati insieme alle forze di opposizione per migliorare le tutele dei lavoratori e rafforzare i diritti sociali. Tra le proposte principali vi è l'introduzione di un congedo paritario per madri e padri, che estende il congedo di paternità a cinque mesi, equiparandolo a quello materno, di cui almeno quattro mesi obbligatori. Questo congedo sarà disponibile dal mese precedente alla nascita fino ai 18 mesi di vita del bambino, con i primi dieci giorni da fruire insieme. La proposta include inoltre i lavoratori autonomi, che finora non avevano diritto a giorni di congedo, e l'aumento dell'indennità di maternità al 100%. Per il congedo parentale, proponiamo che uno dei tre mesi aggiuntivi sia obbligatoriamente fruibile dall’altro genitore. Un altro emendamento unitario delle opposizioni – sottolinea Scotto - introduce il salario minimo legale a 9 euro l’ora, una misura urgente per scongiurare sfruttamenti e garantire una retribuzione dignitosa, promuovendo una stabilità economica di base per tutti i lavoratori.
In tema di stabilità lavorativa, proponiamo di eliminare il blocco del turnover al 75% per le pubbliche amministrazioni, che rischia di peggiorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. La nostra proposta prevede quindi il turnover al 100%, eccetto per le piccole amministrazioni con meno di 20 dipendenti. Allo stesso tempo, chiediamo di restituire nel contratto 2022-2024 delle funzioni centrali della Pubblica Amministrazione tutta l’inflazione perduta per garantire il potere d’acquisto dei salari e degli stipendi dei lavoratori. Per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, è inoltre necessario un aumento dei controlli: proponiamo quindi un rafforzamento dell’organico dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro con l’assunzione di 1.000 nuovi ispettori, accompagnato da uno stanziamento di 50 milioni di euro a partire dal 2025. Introduciamo inoltre un meccanismo dissuasivo per i contratti a termine di breve e brevissima durata per combattere la precarietà. Infine, proponiamo la proroga di "Opzione Donna" mantenendo l'attuale requisito anagrafico, ma eliminando i requisiti soggettivi (disabilità, caregiver, disoccupazione) che riducono la platea delle beneficiarie, consentendo così a più lavoratrici di accedere al pensionamento anticipato. Questi emendamenti – conclude Scotto - riflettono l’impegno del Partito Democratico per costruire un sistema più giusto e inclusivo, che tuteli il lavoro e promuova l’equità sociale. Dopo due anni di Melonomics sono diminuiti i diritti e aumentata la precarietà”.
“Dal Governo su Stellantis continuiamo ad ascoltare solo chiacchiere e mezze promesse. Abbiamo chiesto in manovra di bilancio di ripristinare integralmente il fondo sulla transizione per l’automotive, ma Urso se ne esce con appena 200 milioni sui 4 miliardi e 600 già tagliati. Praticamente nulla. Hanno ragione Fim Fiom e Uilm a chiedere che la vertenza venga centralizzata a Palazzo Chigi. Qui ci troviamo davanti al rischio che salti il pezzo più importante della industria manifatturiera italiana e migliaia di persone perdano il lavoro. Meloni deve dare risposte chiare e dirette assumendosi le sue responsabilità politiche e chiamando allo stesso tempo alla responsabilità verso l’Italia i vertici di Stellantis”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
È apprezzabile il buonsenso delle associazioni dei gestori dei carburanti che ancora una volta vogliono esperire ogni possibile tentativo di mediazione proposto dal governo e congelano la proclamazione dello sciopero nazionale. Tuttavia c’è poco da essere fiduciosi visti i trascorsi e le gravi inadempienze del governo. Chiediamo al ministro Urso di dare risposte definitive velocemente perché si aspetta da anni la riforma del settore e l’anno trascorso inutilmente ha creato tensioni e un ulteriore incertezza nel settore.
Così il capogruppo Pd nella commissione Attività Produttive della Camera, Vinicio Peluffo.
“L’emendamento alla legge di bilancio che introduce il congedo paritario per i genitori è per noi un passo in avanti importante in termini ci civiltà. È un emendamento di cui siamo particolarmente orgogliosi perché è frutto del lavoro unitario e meticoloso fatto dall’opposizione. Parliamo di 5 mesi retribuiti al 100%, per entrambi i genitori e non trasferibile tra di loro. Parliamo di una misura che vuole sfidare il governo sulla questione della denatalità perché non solo supporta le famiglie nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro ma sostiene e garantisce l'occupazione femminile. Siamo il paese con l’occupazione femminile più bassa d’Europa al Sud, siamo un paese dove il carico di cura all'interno delle famiglie è quasi sempre sulle spalle delle donne che spesso sono costrette a scegliere tra famiglia e lavoro. Questa non è solo un’ingiustizia di genere ma una vera e propria emergenza. Il congedo paritario sostiene le madri e tutela la loro carriera professionale e, al tempo stesso, garantisce ai papà la possibilità di essere più vicini ai propri figli durante i loro primi mesi di vita. Visto che la destra al Governo parla tanto di famiglie questa volta ha una buona occasione per produrre, oltre gli slogan e la propaganda, qualcosa di concreto votando e facendo approvare il nostro emendamento”. Lo dichiara Marco Furfaro capogruppo PD in commissione Affari sociali e membro della segreteria nazionale.
“Nel decreto Pnrr che andrà la settimana prossima in votazione nelle commissioni Lavoro e Cultura, il governo prende 3,1 milioni dal fondo per la promozione della Cultura della salute e della Sicurezza prevista nella 123/2007 e li mette per finanziare gli Its Academy. In un Paese dove muoiono tre persone al giorno nei luoghi di lavoro tagliano sulla formazione degli studenti. Una scelta che grida vendetta, di cui è chiaramente responsabile la ministra del Lavoro. Che evidentemente non ha letto il decreto che lei stessa ha firmato. Nonostante quanto stabilito in passato dalle camere con atti d’indirizzo votati a larghissima maggioranza. Ad esempio, al primo punto della mozione di Fratelli d’Italia approvata in Parlamento il 20 settembre del 2023, dopo i fatti drammatici di Brandizzo, si impegnava il governo a: “integrare e rafforzare le iniziative finalizzate alla diffusione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro nelle istituzioni scolastiche, con azioni volte a sensibilizzare, responsabilizzare, informare e formare gli studenti sulle tematiche della salute e della sicurezza sul lavoro”. Testuali parole scritte nere sono bianco. Penso che gli stessi deputati di Fratelli d’Italia, a partire dal presidente Walter Rizzetto, primo firmatario del testo approvato, non condividano quanto fatto dal governo. Abbiamo depositato oggi un emendamento per ripristinare quelle risorse integralmente. Conosco la sensibilità dei colleghi del centrodestra: facciamo un’operazione bipartisan e votiamo tutti insieme quell’emendamento. E’ una vergogna tagliare sull’educazione alla sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Istituire a Casale Monferrato il Museo dell’Amianto, per onorare la memoria delle vittime e prevenire le malattie”: questi in sintesi i contenuti di un emendamento Pd alla Legge di Bilancio sottoscritto dai deputati Marco Simiani, Chiara Gribaudo, Federico Fornaro, Ilenia Malavasi, Irene Manzi e Debora Serracchiani.
“Gli obiettivi del provvedimento sono molteplici: promuovere la memoria dell’ex stabilimento Eternit di Casale Monferrato e di quanti vi hanno lavorato, mettendo a rischio la propria salute e la propria vita; rendere omaggio alle vittime e tutti coloro che sono colpiti dalle conseguenze dell’impiego dell’amianto nel Casalese e in tutto il paese; diffondere la conoscenza relativa alle conseguenze delle esposizioni ambientali e professionali alle fibre di amianto; favorire l’utilizzo di buone pratiche per prevenire le malattie causate dalla sua esposizione; promuovere su tali tematiche attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle università”: dichiara Marco Simiani.
“Il Museo avrà la sede presso i locali ex Eternit concessi in uso dal Comune di Casale Monferrato: un luogo simbolico che testimonia il valore e l’importanza del diritto al lavoro sicuro e alla salute delle comunità industriali. L’emendamento stanzia inoltre 1 milione di euro dall'anno 2025 all'anno 2033 per la realizzazione della sede e 500 mila euro di euro annui, quale contributo per le spese di funzionamento”: conclude Marco Simiani.
“La Meloni fa la morale al Pd su Fitto quando il suo vicepremier Salvini non voterà la prossima commissione e il suo gruppo Ecr non ha neppure votato per la Von der Leyen”. Così in una nota il capogruppo in commissione affari europei della camera, Piero De Luca commenta le dichiarazioni del vicepremier Salvini che annuncia di non votare Von Der Leyen e i suoi commissari. “La Premier Meloni non può dare lezioni di interesse nazionale se pensiamo alle sue dichiarazioni di fuoco che incitavano addirittura alla piazza sulla designazione di Paolo Gentiloni. La verità è che il governo è fortemente diviso in Europa e Meloni continua ad attaccare il Pd solo per nascondere le ambiguità interne che, quelle sì, stanno penalizzando l’Italia in Europa".
“La Giustizia è al collasso: i giudici di pace fissano le udienze al 2030, la situazione del carcere è drammatica, gli organici sono scoperti e in questo quadro il governo disinveste”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Giustizia Federico Gianassi sulla discussione della sua interrogazione sulle criticità del comparto svolta a Montecitorio.
“La destra, mentre procede con strappi ideologici come per gli interventi sulla Corte di Conti o in materia di separazione delle carriere o come ha fatto con l’abrogazione dell’abuso, con la manovra prevede un taglio di 500 milioni nel triennio. Quanto ai fondi PNRR ammette di aver speso fino ad oggi soltanto il 40 per cento delle risorse disponibili per quanto riguarda il potenziamento degli organici. E laddove si vanta di avere speso le risorse come per la digitalizzazione assistiamo ogni giorno al fallimento del processo penale telematico. Un disastro quindi su tutta la linea”: conclude Federico Gianassi.
“Il ministro Urso ha convocato il tavolo su Versalis con i sindacati. Una buona notizia: evidentemente lo sciopero delle categorie dei chimici di Cgil, Cisl e Uil ha costretto a riaprire una trattativa per scongiurare la chiusura di impianti strategici da Ragusa a Priolo, da Porto Torres a Mantova, passando per Brindisi. Serve però una presa di consapevolezza da parte di Palazzo Chigi. Eni e’ innanzitutto una grande azienda pubblica: Giorgia Meloni la richiami alle sue responsabilità innanzitutto sul terreno della tenuta dei livelli occupazionali e sul destino industriale del nostro Paese”.
Lo dichiarano i deputati dem
Arturo Scotto, capogruppo in commissione Lavoro, e Vinicio Peluffo, capogruppo in commissione Attività produttive.
"Con le firme delle deputate e dei deputati PD eletti in Emilia-Romagna abbiamo presentato emendamenti alla legge di bilancio per finanziare gli interventi di difesa del suolo e manutenzione del territorio e per sostenere chi ha subito danni dai fenomeni alluvionali. In particolare: il riifinanziamento del fondo per la ricostruzione nei territori delle regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche a partire da 870 milioni di euro per il 2025; l' ampliamento dell' ambito di applicazione del decreto alluvione ai territori della regione che hanno subito le alluvioni di settembre e ottobre 2024; l' ampliamento dell' utilizzo della modalità del credito agevolato; l' estensione dei contributi per delocalizzazioni anche a immobili agibili ma in aree pericolose; l' incremento del contributo per danni ai beni mobili all’interno delle abitazioni; il contributo per beni mobili registrati (auto); l' impignorabilità e non sequestrabilità degli indennizzi; la detassazione di contributi, indennizzi e risarcimenti per gli eventi alluvionali del maggio 2023 e alcuni emendamenti volti alla semplificazione di procedure burocratiche e al sostegno alle amministrazioni locali.
Ora il Governo faccia finalmente la sua parte, accogliendo gli emendamenti, che rispondono alle richieste di Regione, Enti Locali, delle organizzazioni del mondo del lavoro e delle imprese Auspico che i parlamentari eletti in Emilia-Romagna di tutti i gruppi politici facciano sentire la loro voce, per il nostro territorio".
Così Andrea De Maria, dell' Ufficio di Presidenza del gruppo PD della Camera
“Soddisfazione per aver finalmente affrontato l’emergenza pesca e l’invasione del granchio blu nelle lagune del Bassopolesine, ma amarezza per i 18 mesi persi in cui il Governo ha dimostrato distanza e incomprensione per la crisi reale di un settore da decenni leader europeo nella produzione ed esportazione di vongole”. Così Nadia Romeo, deputata del Pd, commenta l’audizione di oggi di Enrico Caterino, Commissario straordinario all'emergenza per il granchio blu, nelle Commissioni riunite Ambiente e Agricoltura della Camera.
“Abbiamo chiesto questa occasione istituzionale da agosto, e Caterino ha presentato proposte per contenere il granchio e diversificare la produzione. Tuttavia, puntare alla diversificazione significa sacrificare un’eccellenza storica come la produzione di vongole, spingendoci verso filiere già competitive”, prosegue Romeo. “Agendo per tempo, forse non saremmo in questa situazione, mentre già 300 partite IVA sono state chiuse tra il Delta polesano e quello ferrarese".
Il Pd ha quindi elaborato emendamenti urgenti a sostegno dei pescatori, tra cui una sospensione triennale dei contributi previdenziali, misura invocata da mesi e indispensabile per dare un minimo di sollievo economico.
“Oggi è una bella giornata per chi crede nei valori dello sport. L’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno a mia prima firma che impegna il governo ad adottare maggiori tutele nei confronti degli arbitri, vittime del fenomeno delle aggressioni e violenze nei settori dilettantistico e giovanile del calcio, e a promuovere corsi di formazione, è un segnale forte. L’osservatorio dell’Associazione italiana arbitri ha registrato alcuni mesi con più di 60 casi e anni con circa 500 casi di violenze. Gli autori, purtroppo, non solo altri dirigenti o tesserati, ma spesso anche soggetti estranei o addirittura genitori che accompagnano i figli a giocare e poi aggrediscono i direttori di gara. Si tratta di un fenomeno così vasto che rende necessario e urgente l’intervento del governo e del Parlamento. Come Partito Democratico abbiamo presentato anche un progetto di legge ad hoc.
Ringrazio le centinaia di colleghi che hanno voluto sottoscrivere l'ordine del giorno, serve intervenire subito, non c’è più tempo da perdere”.
Così il deputato democratico, Anthony Barbagallo.
“Il Governo e la maggioranza continuano a ignorare le gravi violazioni dei diritti umani in Tunisia, bloccando ogni iniziativa per chiedere la liberazione di prigionieri politici, sindacalisti e attivisti. Nonostante la situazione critica, la maggioranza ha bocciato in commissione Esteri la nostra proposta di prendere una posizione chiara per garantire a queste persone un processo equo e condizioni di detenzione rispettose dei diritti umani. È grave anche che il Governo si rifiuti di sollecitare un’indagine europea urgente sulle condizioni dei migranti in Tunisia, ignorando le molte denunce di abusi e violenze, e continui a considerare la Tunisia come un paese sicuro. Infine, il Governo impedisce qualsiasi iniziativa per sostenere il ripristino dello Stato di diritto, l’indipendenza della magistratura, la libertà di stampa e di manifestazione in Tunisia, rifiutando di fare pressioni internazionali per la ripresa della democrazia e dei diritti fondamentali. Il Governo oggi è venuto in Commissione a negare l’evidenza, dicendo in sostanza che in Tunisia va tutto bene, un atteggiamento che non fa onore né all’Italia né alla storica amicizia col popolo tunisino, e mina la nostra credibilità nella difesa dei diritti umani e dei principi democratici”. Così una nota del responsabile Esteri del Pd, il deputato Peppe Provenzano.