“Alle rappresentanti delle guide turistiche abbiamo espresso piena disponibilità a individuare un percorso normativo che consenta sia a livello comunitario, attraverso il coinvolgimento degli euro- parlamentari del Partito democratico, sia a livello nazionale, l’adozione di norme in grado di riconoscere pienamente la professione di ‘guida turistica’, distinta per competenze e preparazione dalla figura dell’accompagnatore turistico”. Lo dichiarano la presidente della Commissione Cultura della Camera Flavia Piccoli Nardelli, e le deputate democratiche Marina Berlinghieri, Maria Iacono, Sofia Amoddio e Mara Carocci, al termine dell’incontro con delegazione dell’Associazione nazionale delle guide turistiche, avvenuto oggi alla Camera.
“E’ necessario – continuano - che si cominci, immediatamente, a discutere di una nuova norma di riordino. Essa deve necessariamente essere in linea con quanto stabilito dalla legislazione europea in materia, poggiare su criteri omogenei su tutto il territorio nazionale, ed essere in grado di dare effettiva dignità a una professione strategica per un Paese, come il nostro, che fonda buona parte della propria economia sulla fruizione dei beni culturali e sul turismo.”
“Nei prossimi giorni chiederemo al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, un incontro per individuare tutti gli strumenti necessari ad affrontare il vuoto normativo creato dalla sentenza del Tar e intervenire con strumenti normativi che vadano nella direzione di una nuova norma in grado di tutelare le competenze delle nostre guide ed impedire con controlli e sanzioni esemplari la diffusione dell’esercizio della professione stessa”, concludono.
“Quale sia lo stato attuale della trattativa tra Aifa e le case farmaceutiche per l’impiego dei nuovi farmaci contro l’epatite c e quali siano i tempi di applicazione del nuovo piano”.
Lo chiedono i deputati del Partito democratico al ministro della Salute Lorenzin che domani risponderà durante il question time.
Il “Piano di eradicazione dell’epatite C”, annunciato qualche giorno fa dal direttore di Aifa Mario Melazzini, prevede di trattare circa 240mila persone in tre anni, grazie allo stanziamento totale di un miliardo e mezzo di euro deciso alla fine dello scorso anno dal Governo. Con i nuovi criteri indicati dall’Agenzia, quasi tutti i malati, anche i tanti asintomatici potrebbero rientrare nella casistica, mentre, in base al vecchio accordo siglato con Gilead dall’allora direttore di Aifa Luca Pani, erano in tutto circa 65mila i pazienti affetti da epatite C e solo chi aveva un’infezione in fase avanzata aveva diritto alle cure, a un costo di circa 14mila euro a paziente che aveva impedito l’allargamento della platea. A tutt’oggi proseguono i negoziati con le aziende farmaceutiche per la determinazione del prezzo di acquisto a carico del Ssn e si è in attesa dell'arrivo delle nuove molecole pangenotipiche che potrebbero portare alla fine del monopolio di cui ha in qualche modo goduto Gilead in questi ultimi anni con Sovaldi.
Se da un lato la Regione Lombardia è totalmente inadempiente non avendo investito per il 2017 nessun euro per il contenimento e la eradicazione della nutria, dall’altro lato il ministero della Salute potrebbe sopperire a questa grave carenza, autorizzando la Regione Lombardia stessa ad usare una parte dei fondi regionali non spesi per la lotta al randagismo, cambiandone così la destinazione di uso. Ci auguriamo che non si perda ulteriore tempo perché per la popolazione della Pianura Padana e per l’agricoltura si tratta di un’autentica piaga.
Lo afferma Marco Carra, deputato del Partito democratico.
La giornata del lunedì è dedicata da sempre alla discussione generale dei provvedimenti
“Dopo molto tempo, finalmente il testo di legge sul testamento biologico è arrivato in Aula. Il testo è frutto di un lungo ed intenso lavoro svolto all’interno della Commissione Affari Sociali per 11 mesi. Ieri il provvedimento è passato in Aula per la discussione generale durante la quale possono parlare solo i deputati iscritti nei giorni precedenti e c'è un massimo di minuti a gruppo.
Il lunedì non si vota in Aula. Il lunedì ed il venerdì sono giornate che i parlamentari possono utilizzare per incontri sul proprio territorio, per recarsi nei ministeri, per lo studio e per il lavoro d'ufficio. Molto spesso inoltre quando l’Aula è vuota e non ci sono votazioni è possibile che siano convocate anche le commissioni. Il martedì, il mercoledì ed il giovedì sono giorni di votazione in aula e in quel momento sono presenti tutti parlamentari. Questo è il normale lavoro d’aula e avviene da molte legislature ed è stato così per migliaia di leggi approvate nel nostro Paese. La XVII legislatura è una delle più produttive. Da inizio legislatura l’Aula ha lavorato per circa 7000 ore e abbiamo approvato oltre 290 provvedimenti, oltre 2500 invece sono state le ore di lavoro della Commissione Affari sociali di cui sono Vicepresidente, entrambi i dati sono ampiamente superiori alla legislatura scorsa e alle legislature precedenti. Insieme ad altri parlamentari invieremo una lettera alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, per invitarla a ribadire ai cittadini e alla stampa nazionale”.
Lo dice Daniela Sbrollini, deputata del Pd e vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera.
“Il sistema dell’etichettatura è uno strumento decisivo per battere la contraffazione. Se vogliamo debellare il fenomeno, bisogna per questo intensificarne l’applicazione, estendendola ad altri prodotti italiani, a partire dal riso”. Lo dichiara Giovanni Falcone, deputato del Partito democratico per commentare il quinto rapporto sulle Agromafie presentato oggi da Coldiretti ed Eurispes.
“Dobbiamo quindi allargare – continua – a 360 gradi la battaglia portata avanti per il latte e il grano, e impegnarci in sede europea per rendere riconoscibili, attraverso l’etichettatura, anche altri prodotti italiani, come il riso. I consumatori devono poter essere messi nelle condizioni di scegliere in piena consapevolezza”.
“In questo modo si possono raggiungere, in una sola mossa, due obiettivi: stroncare la contraffazione e tutelare il Made in Italy”, conclude.
“Bene che il Governo abbia fissato per il prossimo 28 maggio la data per lo svolgimento dei due referendum promossi dalla Cgil. Il problema non è però quello di accorpare la data di questa consultazione con quella delle prossime elezioni amministrative, ma casomai di fare una buona legge in tempi rapidi su voucher e appalti, evitando così i referendum stessi. Proprio oggi la commissione Lavoro ha compiuto due atti importanti: ha adottato il testo base sul lavoro accessorio e incardinato la nostra proposta di legge sulla responsabilità solidale negli appalti. Nel primo caso si tratta di un provvedimento che circoscrive notevolmente il ricorso all'uso dei voucher, riportando lo strumento alla sua natura originaria; nel secondo caso si ripristina pienamente la responsabilità solidale tra committente e appaltatore nei confronti del lavoratore. Si tratta di due interventi legislativi mirati ed equilibrati. L'iniziativa referendaria ha senz'altro spronato la politica a correggere limiti ed errori che si sono palesati nella disciplina e ora Parlamento e Governo possono provvedere a correggerla in tempi molto rapidi a partire da queste proposte. Non percorrere fino in fondo la strada legislativa e andare viceversa a referendum su materie così complesse, non risolvibili con un sì o con un no, sarebbe invece un errore. Costringerebbe gli elettori a scegliere tra due soluzioni non soddisfacenti: nel caso del lavoro accessorio, ad esempio, si tratterebbe di decidere se tenere le cose così come sono (con tutte le storture e gli abusi che abbiamo visto) o, viceversa, se cancellare i voucher anche laddove sono risultati utili a togliere un po' di lavoro nero. Sarebbe poi incomprensibile, a un passo dalla soluzione, non percorrere fino in fondo la strada legislativa e spaccare nuovamente il popolo del centrosinistra con un referendum. Ci sono le condizioni per trovare una buona soluzione condivisa, ne siamo convinti. Ecco perché non ci uniamo al coro di chi oggi chiede al Governo, pur legittimamente, di accorpare referendum e amministrative, ma chiediamo invece al Governo e al Pd di fare fino in fondo il proprio mestiere: approviamo subito una buona legge che superi alla radice la necessità stessa del referendum”.
Lo dichiarano i deputati del Pd, Davide Baruffi e Antonio Boccuzzi, membri della commissione Lavoro di Montecitorio.
“Di cosa ‘strologa’ Grillo? Lo ha letto il DDL penale? Pare proprio di no! Lo legga e poi si discute ma non usi il lavoro del parlamento, fatto con cura e scrupolo, ascoltando tutte le categorie per mesi, come fosse una chiacchera da bar”. Lo dice il responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, dopo le accuse lanciate dal blog di Beppe Grillo sulla riforma del sistema penale in discussione da tempo.
“I due punti più delicati che Grillo tira in ballo - come arma di distrazione dai tanti guai giudiziari del Movimento 5 Stelle (Palermo e Roma) - sono le intercettazioni e i tempi delle indagini. Ebbene, la riforma non tocca affatto lo strumento delle intercettazioni: lo abbiamo detto all’inizio e, infatti, non lo abbiamo fatto. Quanto ai tempi delle indagini: i tre mesi partono dal momento in cui le indagini vengono chiuse. Quindi, nessun limite ma tempi certi dopo il loro termine. Nulla di più. Grillo fa di mestiere il comico, se proprio si vuole occupare di giustizia legga bene quello che commenta. Se pensa di aiutare così i suoi adepti indagati .... poveri loro."
“Altro che Campidoglio ‘Palazzo di Vetro’, tutta trasparenza e scelte in streaming in diretta con i cittadini. Il parere sullo Stadio è stato redatto in un unico originale, non scansionato e consegnato in busta chiusa alla sola sindaca Virginia Raggi. Negata ogni possibilità di visione anche ai consiglieri comunali, figuriamoci alle opposizioni. Eppure si tratta di un documento di indirizzo importante, quello che ha sancito il cambio di rotta suTor di Valle e che potrebbe esporre l’amministrazione ad un maxi risarcimento da parte della As Roma e del costruttore Parnasi. Sarebbe questo il modello partecipativo, inclusivo, dell’uno vale uno del M5s?”.
Così la deputata Dem Laura Coccia.
Adesso attendiamo pubblicazione su Gazzetta Ufficiale
"Oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha apposto la sua firma sul testo di legge sulla responsabilità professionale e la sicurezza delle cure. Ora si attende solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Si tratta di una svolta storica per la sanità italiana. Con questo provvedimento, atteso da oltre un decennio dagli operatori della sanità, riusciremo a dare risposta principalmente a due problematiche: la mole del contenzioso medico legale, che ha causato un aumento sostanziale del costo delle assicurazioni per professionisti e strutture sanitarie, e il fenomeno della medicina difensiva che ha prodotto un uso inappropriato delle risorse destinate alla sanità pubblica. Il tutto nell'ottica della ricerca di un nuovo equilibrio nel rapporto medico-paziente che permetta, da una parte ai professionisti di svolgere il loro lavoro con maggiore serenità, grazie alla nuove norme in tema di responsabilità penale e civile, e dall'altra garantendo ai pazienti maggiore trasparenza e la possibilità di essere risarciti in tempi brevi e certi per gli eventuali danni subiti".
Questo il commento del responsabilità sanità del Pd e relatore della legge per la commissione Affari Sociali della Camera, Federico Gelli.
Necessaria buona legge che freni gli abusi degli ultimi anni
“La Commissione Lavoro della Camera ha condiviso il testo con modifiche all’uso dei voucher che ho proposto e abbiamo fissato per le ore 16 di domani il termine per la presentazione degli emendamenti. Procediamo quindi a ritmo sostenuto il nostro lavoro così come ci siamo impegnati a fare nei giorni scorsi. In queste ore ho raccolto e analizzato con attenzione le osservazioni propositive e critiche che sono state formulate pubblicamente e che mi sono arrivate. C’è molta attesa per questa legge e, per noi, resta ferma la volontà di fare una buona legge che ponga un freno agli abusi che ci sono stati in questi anni ma che risponda anche alle esigenze del mondo del lavoro. Giovedì pomeriggio la Commissione tornerà a riunirsi e spero saremo nelle condizioni di licenziare un testo definitivo”.
Lo ha detto Patrizia Maestri deputata del Pd componente della commissione Lavoro e relatrice al testato in materia di lavoro accessorio.
“Abbiamo incontrato a Palazzo Montecitorio una delegazione delle guide turistiche e ascoltato le ragioni delle loro proteste che ci sembrano assolutamente fondate. La guida turistica è una professione non un servizio e come tale va regolamentata e tutelata con una legge organica. Abbiamo preso l’impegno di rappresentare le loro istanze nelle sedi opportune”. Così Sofia Amoddio, deputata del Pd, che, insieme alle colleghe Mara Carocci, Maria Iacono, Marina Berlinghieri e Flavia Piccoli Nardelli (presidente della commissione Cultura), ha ricevuto stamattina alcuni esponenti del Coordinamento nazionale guide locali tra cui Isabella Ruggero.
“Quale sia lo stato attuale della trattativa tra Aifa e le case farmaceutiche per l’impiego dei nuovi farmaci contro l’epatite c e quali siano i tempi di applicazione del nuovo piano”. Lo chiedono i deputati del Partito democratico al ministro della Salute Lorenzin che domani risponderà durante il question time. Il “Piano di eradicazione dell’epatite C”, annunciato qualche giorno fa dal direttore di Aifa Mario Melazzini, prevede di trattare circa 240mila persone in tre anni, grazie allo stanziamento totale di un miliardo e mezzo di euro deciso alla fine dello scorso anno dal Governo. Con i nuovi criteri indicati dall’Agenzia, quasi tutti i malati, anche i tanti asintomatici potrebbero rientrare nella casistica, mentre, in base al vecchio accordo siglato con Gilead dall’allora direttore di Aifa Luca Pani, erano in tutto circa 65mila i pazienti affetti da epatite C e solo chi aveva un’infezione in fase avanzata aveva diritto alle cure, a un costo di circa 14mila euro a paziente che aveva impedito l’allargamento della platea. A tutt’oggi proseguono i negoziati con le aziende farmaceutiche per la determinazione del prezzo di acquisto a carico del Ssn e si è in attesa dell'arrivo delle nuove molecole pangenotipiche che potrebbero portare alla fine del monopolio di cui ha in qualche modo goduto Gilead in questi ultimi anni con Sovaldi.
La Liberazione ha unito e fatto crescere il Paese, non è roba per le volgarità leghiste
“Matteo Salvini e Roberto Maroni insistono sulla campagna leghista a favore delle armi con toni pesanti. Perché incitare la piazza facendo leva sulle paure e sullo scontento è violenza politica. Altro che legittima difesa. A questo loro linguaggio siamo purtroppo abituati: piuttosto lascino stare il 25 aprile, giorno nel quale annunciano una manifestazione a Verona per chiedere che la difesa armata sia sempre considerata legittima. Ecco, sarebbe bene non "sporcare" il giorno in viene celebrata la Liberazione, in nome della quale il Paese si è unito ed è cresciuto. Il giorno della Liberazione non è roba per le volgarità leghiste”.
Così Walter Verini, capogruppo Pd nella commissione Giustizia della Camera.
“Il volume d'affari complessivo annuale delle agromafie ha avuto un balzo del 30% nell'ultimo anno; le province italiane più colpite sono anche nel Nord, Genova e Verona; il Sud resta ancora protagonista, con province in Calabria, Sicilia, Campania e Puglia.Circa un prodotto su cinque proveniente dall'estero non rispetta le normative italiane in materia di tutela dei lavoratori.
Sono questi i tre passaggi fondamentali del Rapporto #Agromafie2017 elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio criminalita' in agricoltura e sistema agroalimentare, che rilevano come l'agricoltura paghi ancora in parte un prezzo elevato alla criminalità in termini di sottrazione reale di ricchezza. In questi anni Governo e Parlamento hanno lavorato per dare alla agricoltura italiana gli strumenti perché questa tendenza possa essere invertita. Sono stati approvate norme per contrastare severamente il caporalato e introdotti meccanismi di garanzia per una filiera agroalimentare trasparente e capace di garantire qualità. Occorre, ora, andare avanti anche introducendo, come suggerito da una proposta di legge a mia firma, il divieto di vendite sottocosto che mascherano spesso produzioni scadenti e meccanismi di commercializzazione illegali.
Istituzioni, forze dell’ordine e consumatori, ognuno deve fare la propri parte per difendere la filiera agroalimentare al Sud come al Nord. Le forze dell’ordine già da tempo si adoperano in modo eccellente con buoni risultati e contano rispetto al passato su maggiori strumenti legislativi per fare emergere la legalità. Un apporto importante, inoltre, può arrivare dai consumatori facendosi parte attiva attraverso scelte consapevoli e trasparenti. Obiettivo ultimo: sconfiggere le agromafie e far emergere un mercato agroalimentare sano e non inquinato”. Così Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
La vice presidente: siamo in commissione, sul territorio e tra i banchi. Giudicateci per tutto il nostro lavoro
“Una polemica sul nulla, che punta a delegittimare il lavoro del Parlamento immotivatamente. Una polemica che l’informazione rilancia ogni qualvolta ritenga - a suo insindacabile giudizio - che un argomento più di altri debba interessare al Paese e dunque ai suoi rappresentanti nelle istituzioni”.
Lo dice la vice presidente della Camera, Marina Sereni, commentando le notizie di oggi sui media nelle quali si è dato risalto all’aula di Montecitorio vuota durante la discussione generale del provvedimento sul testamento biologico.
“Chiunque conosca davvero l'attività della Camera - spiega - sa che tutte le discussioni generali, tutte anche quelle sui provvedimenti più significativi, coinvolgono un numero molto limitato di colleghi che, insieme al/ai relatore/i, hanno seguito il provvedimento in commissione e sono stati indicati dai gruppi per prendere la parola in quella fase. Il lavoro nascosto e delicatissimo, di cui molto raramente troviamo traccia sui giornali, è una parte essenziale dell'attività dei deputati così come l'impegno a mantenere le relazioni e i contatti con i cittadini del territorio di riferimento”.
“L'Aula è invece il momento cruciale quando, dopo la discussione generale che si può seguire come tutti i nostri lavori anche sul web o leggendo i resoconti stenografici, si passa all'esame degli articoli e degli emendamenti. Così succede ogni settimana e non soltanto quando i cronisti e/o i commentatori guardano una foto e scrivono o parlano davanti a una telecamera. Essere giudicati per il nostro lavoro dai media è il sale della democrazia – conclude - ma denigrare le istituzioni e chi momentaneamente ne fa parte facendo di tutta l’erba un fascio, è alimento all’antipolitica e al qualunquismo. E, sinceramente, non se ne sente alcun bisogno”.