09/03/2017 - 19:03

“La proposta che abbiamo formulato tiene conto delle sollecitazioni pervenute alla Commissione nel corso delle audizioni svolte con le parti sociali e le organizzazioni datoriali ma è ancora aperta alle proposte migliorative dei diversi gruppi parlamentari. Il nostro obiettivo è quello di concludere l’esame in Commissione già la prossima settimana”.

Così la deputata PD Patrizia Maestri, relatrice del provvedimento in Commissione Lavoro.

“5.000, 2.000 e 3.000 euro all’anno sono i nuovi tetti all’utilizzo dei voucher previsti dalla proposta di riforma della disciplina del lavoro accessorio che da martedì prossimo inizierà il suo iter in Commissione Lavoro alla Camera. Ciascun prestatore non potrà percepire più di 5.000 euro all’anno di compensi tramite voucher, non più di 2.000 per attività svolte a favore di ciascun committente se imprenditore o professionista. A loro volta i committenti ‘professionali’ non potranno retribuire lavoro accessorio per più di 3.000 euro l’anno”. 

“Proponiamo di differenziare i buoni lavoro in ‘voucher famiglia’ e in ‘voucher impresa’: i primi potranno essere utilizzati, indipendentemente dallo status occupazionale del prestatore, per retribuire esclusivamente attività occasionali domestiche (pulizie e piccole manutenzioni straordinarie, giardinaggio, lezioni private complementari, assistenza ai minori, agli anziani o ai disabili) e avranno un importo orario di 10 euro l’uno; i secondi, del valore di 15 euro, potranno essere utilizzati solo da imprese senza dipendenti esclusivamente per retribuire le prestazioni svolte da disoccupati, pensionati e studenti per tutte le attività ad eccezione di quelle ‘rischiose’”.

09/03/2017 - 18:39

“Il governo ha interpretato nella giusta maniera la preoccupazione dei parlamentari democratici calabresi in  merito ai lavori sulla ss 106 e sulla necessità di confermare tutti gli investimenti avviati grazie al Governo Renzi, all'impegno instancabile e determinante del ministro Luca Lotti in sede Cipe, e finalizzati a far  recuperare il gap infrastrutturale al territorio”. Così Stefania Covello, deputata e responsabile Mezzogiorno del Partito democratico, ha commentato la risposta fornita dal governo per voce del sottosegretario alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Caro, all’interrogazione, a prima firma Covello, sullo stato dei lavori di ammodernamento della SS 106 Jonica e degli investimenti per infrastrutture in favore del territorio calabrese.

“Ci sono conferme importanti  di impegni assunti e che ci vedono impegnati da tempo e anche alcune criticità da superare. Conosciamo l'attenzione che il Ministro Delrio ha sempre dedicato alla Calabria e seguiremo costantemente che questa road map venga rispettata  per dare risposte alle nostre comunità”, conclude.

09/03/2017 - 18:37

“Il cedimento del ponte tra i caselli di tra Ancona Sud e Loreto sulla A14 è un'ulteriore tragedia che si abbatte sulle Marche”. Lo dichiara Emanuele Lodolini, deputato del Partito democratico.

“E' successo – spiega - qualcosa che non sarebbe dovuto accadere. Adoperiamoci tutti perché tragiche fatalità come queste non si ripetano ma anche per ripristinare velocemente la viabilità su un'arteria stradale fondamentale per il nostro territorio. Con grande fermezza, poi, bisogna sostenere l'opera degli inquirenti e della commissione ispettiva del Ministro delle Infrastrutture, a cui Graziano Delrio ha immediatamente richiesto di accertare cause e responsabilità. La fiducia nella magistratura è piena. Dobbiamo anche proseguire nella politica che ci siamo dati: monitoraggio e vigilanza delle opere pubbliche, garanzia della sicurezza e della qualità dei lavori svolti lungo le arterie viarie, stradali e ferroviarie. Abbiamo rifatto i viadotti del Quadrilatero, tra Umbria e Marche, perché nelle gallerie c'era meno cemento. C'è da combattere con un sistema di corruzione che ha rovinato il sistema delle opere pubbliche. Tragedie come queste ci dicono che dobbiamo correre, fare sempre più in fretta e fare sempre meglio”.

“Si tratta tuttavia di un'autostrada in concessione ai privati, che hanno il dovere di spiegare cosa è accaduto”, conclude.

09/03/2017 - 18:06

La Deputata PD relatrice del provvedimento in Commissione Esteri

"Abbiamo raggiunto oggi con il voto in Commissione della Camera un risultato molto significativo per tutti coloro che hanno a cuore la promozione della lingua e cultura italiana all'estero. Il Governo, infatti, si è impegnato a modificare il Decreto sulla lingua e cultura italiana all'estero che entrerà in vigore nelle prossime settimane, approvandolo nella nuova formula. Non solo si ripristinano cinquanta docenti di italiano di ruolo per le scuole italiane all'estero a partire dall'anno scolastico 2018/2019 e si disciplinano gli enti gestori ma viene anche scongiurata l’eventualità che il Decreto agisse derogando alle norme relative alla contrattazione nazionale. Inoltre, si ripristinano le graduatorie nazionali per la individuazione degli insegnanti per l'estero. Vengono dunque incrementati i servizi ai cittadini residenti all’estero e allo stesso tempo si premia il merito, mettendo da parte procedure di assegnazione potenzialmente poco trasparenti. Tra i vari aspetti positivi, introdotti grazie al nostro intervento, gli italiani all’estero e i loro congiunti saranno inclusi fra i beneficiari dei corsi, anche alla luce della necessità di mantenere vivo il legame fra il Paese e i connazionali all’estero”.

Così Laura Garavini, della Presidenza del PD alla Camera, relatrice del decreto legislativo recante disciplina della scuola italiana all’estero, insieme alla collega Tamara Blažina.

09/03/2017 - 16:32

POST SU FB DI ETTORE ROSATO, PRESIDENTE DEPUTATI PD

Da oggi anche l'Italia ha un strumento di contrasto alla povertà: è il reddito d'inclusione, che coinvolgerà 400 mila famiglie con minori e circa 1 milione e 700 mila persone. 
Se ne è molto parlato ma ora alle parole seguiranno i fatti: chi l'ha molto chiesto, come i 5 stelle, non lo ha votato. L'ennesima prova dell'attenzione al sociale che governo e maggioranza hanno voluto dare in questi anni: certezze strutturali e diritti diffusi. 
Come lo Statuto del lavoro autonomo votato oggi alla Camera e che ora tornerà al Senato. Indennità di disoccupazione, maternità, congedi parentali e indennità di malattia estese anche ai lavoratori autonomi. Una legge che recepisce le buone pratiche oggetto di numerose intese tra aziende e sindacati. 
Nascerà un sistema di welfare più equo e in grado di sostenere soprattutto i più giovani: l’Italia infatti detiene il numero più alto di lavoratori autonomi under34 in Europa, quasi un milione. Un provvedimento che affronta molti interrogativi del mercato del lavoro attuale e che rende il nostro Paese più moderno, riaffermando la centralità di chi lavora.

09/03/2017 - 15:01

"Anche in Italia #reddito di inclusione. Non parole o slogan ma da oggi una legge che aiuterà chi è in difficoltà a non sentirsi escluso". Lo dice Ettore Rosato in un tweet commentando l'approvazione in senato del DDl sulla povertà

09/03/2017 - 14:56

“Il ddl per il contrasto alla povertà approvato oggi in via definitiva al Senato è un’ ulteriore prova di come i temi sociali siano prioritari nell’ agenda del governo e del Partito Democratico.

Il provvedimento, mirato all’inclusione sociale, alla lotta all’emarginazione, è tanto più importante in un momento storico come il nostro ancora segnato da una  crisi economica significativa  che aumenta in modo progressivo il divario tra ricchi e poveri.
I destinatari del ddl sono  i soggetti più deboli della società, i minori, le famiglie con disabili gravi, i minori a carico di donne in stato di gravidanza, persone oltre i 55 anni senza lavoro e senza ammortizzatori sociali.
E veicola un concetto fondamentale per  una crescita sana della  società. La battaglia contro la povertà è anche innanzitutto la battaglia per il futuro di chi oggi è ancora giovane.  E proprio questa è stata la premessa nell’accogliere nel ddl le indicazioni  ricevute durante l’indagine sulla povertà minorile svolta dalla commssione bicamerale sull’Infanzia e Adolescenza .
- "Oggi in Italia si volta pagina. Per la prima volta approviamo una legge che dà risposte per l'inserimento e reinserimento lavorativo e sociale, che non sia più in una logica assistenziale. Di fronte a tutto questo, il voto contrario dell’M5S  ci lascia esterefatti anche perchè si ignorano i bisogni e i problemi del paese. Non erano certo questi gli impegni con i quali il movimento 5Stelle è arrivato in Parlamento”. Così Sandra Zampa, vicepresidente commissione Infanzia e Adolescenza.

09/03/2017 - 14:37

" Renzi ha detto che i voucher 'sono stati inventati dal Governo Prodi, con Damiano ministro del lavoro'. Si tratta di una affermazione falsa: sono stati introdotti nel 2003, come sanno tutti, dal Governo Berlusconi con la cosiddetta legge Biagi". Lo dichiara Cesare Damiano, a seguito delle affermazioni di Matteo Renzi ieri sera a Porta a Porta.

" Da ministro del lavoro del Governo Prodi - spiega Damiano - li ho "attivati" nel 2007 per la vendemmia, ad utilizzo esclusivo di studenti e pensionati. Nel 2008 furono venduti 500 mila voucher (134 milioni nel 2016) ed emerse lavoro nero".
" Al tempo stesso - spiega Damiano - eliminammo il lavoro a chiamata, successivamente reintrodotto dal Governo Berlusconi: non mi pare che il Governo Renzi abbia proposto di cancellare il Job on call come fece Prodi".
"Un tempo, di Renzi si sarebbe detto: 'Il ragazzo è intelligente, ma non si impegna...', conclude.

09/03/2017 - 14:35

“La rivelazione dei contenuti della chat di Marra conferma una volta per tutte che, quando parlano delle inchieste riguardanti il Campidoglio, sia la Raggi che Di Maio mentono in modo penoso”. Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera.

“Come possiamo credere alla Raggi – spiega  - che, dopo aver affidato a Marra il compito  di disegnare organigrammi del Comune nonché rimettere in moto la macchina amministrativa, lo definisce solo uno dei suoi 23mila dipendenti? E come possiamo credere a Di Maio, che a parole dice di aver fatto di tutto per rimuoverlo, mentre nei fatti non solo permette che Marra stabilisca i ruoli del Comune ma, addirittura, che la Raggi implori al capo del personale di non andarsene”.

“Purtroppo per Di Maio, con la chat di Marra il caso non è chiuso: è spalancato. Perché Di Maio non trova il tempo, tra un speculazione giudiziaria e l’altra, di spiegarci come sono andate davvero le cose?”, conclude.

09/03/2017 - 14:34

Rafforzare inclusione sociale è priorità di governo e parlamento

“Con il Piano nazionale contro la povertà estendiamo le tutele, rafforziamo l’inclusione sociale. Ancora una volta sono queste  le priorità dell’agenda politica del Parlamento e del Governo”.  “Dopo le tante misure tampone che hanno caratterizzato l’azione negli anni scorsi,  finalmente una misura strutturale contro la povertà e per l’inclusione attiva con il passaggio del testimone, entro il 2017, dal Sostegno per l’inclusione attiva attualmente in erogazione su tutto il territorio nazionale al nuovo Reddito di inclusione, accompagnata dal Piano nazionale contro la povertà. Un passaggio di straordinaria importanza che conferma ancora una volta l’impegno del Parlamento e del Governo e la priorità di temi come la lotto alla povertà, l’inclusione sociale e l’inclusione attiva nell’agenda politica”.

Così Salvatore Capone, parlamentare Pd della Puglia, subito dopo l’approvazione in via definitiva al Senato del provvedimento che reca misure contro la povertà.

“Beneficio economico e sostegno alla persona sono i due principi intorno ai quali ruota il nuovo reddito di inclusione caratterizzato come livello essenziale di prestazione, di conseguenza unico a livello nazionale, i cui effetti e le cui dinamiche saranno monitorati da una cabina di regia. Quello che ci interessa, infatti, sono le ricadute concrete nella vita delle persone del provvedimento, perché – se necessario – possano intervenire ulteriori misure a rafforzarne obiettivo e contenuti. Nessuno dovrà essere lasciato solo. E questo vale per le azioni a sostegno delle persone, come per quelle che intervengono strutturalmente sulle zone urbane degradate o periferiche, come testimonia proprio la sottoscrizione nei giorni scorsi dei Patti sulle periferie”.

09/03/2017 - 14:09

“Il provvedimento sul Lavoro autonomo, che abbiamo approvato alla Camera, ha un suo obiettivo prioritario: introdurre riconoscimenti e tutele per il mondo del lavoro autonomo, che sempre più rappresenta un segmento importante del mondo del lavoro e soprattutto del lavoro delle generazioni più giovani”. Lo dichiara Salvatore Capone, deputato del Partito democratico.

“Maternità, malattia, deducibilità dei costi della formazione, accesso ai bandi e tutela nel caso di mancata attività – spiega - erano tutele fino a ieri sconosciute e impensabili: oggi divengono concretamente esigibili, rafforzando coloro che scelgono il lavoro autonomo o coloro che si sentono in qualche modo costretti ad approdarvi. Nel quadro delle più complessive azioni per rafforzare il lavoro nel nostro Paese, come Parlamento e in piena sintonia con il Governo, si è lavorato per adottare misure tese a promuovere un complessivo rafforzamento delle tutele sul piano economico e sociale per i lavoratori autonomi. Non per stabilire i confini rispetto al lavoro dipendente, ma per intervenire specificamente sul lavoro autonomo a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici che occupano questo segmento”.

“Per anni abbiamo sottolineato il valore dell’autoimprenditorialità e chiesto alle persone di investire in sapere, competenze, risorse. Oggi questi valori vengono rilanciati sul versante delle tutele e dei diritti. Un passo in avanti fondamentale”, conclude.

09/03/2017 - 14:07

“Con l’approvazione del disegno di legge sul Lavoro autonomo saniamo finalmente la frattura con tutte quelle lavoratrici e lavoratori dimenticati in questi ultimi 20 anni”. Così la deputata Dem Chiara Gribaudo, vicepresidente del Gruppo alla Camera.
“Si tratta – spiega – di un tassello importante, che ora attende solo il via libera definitivo del Senato, della riforma del lavoro. Due milioni di persone non possono più attendere oltre un provvedimento che trasferisce loro un impianto di tutele complessive: si estendono i diritti alla maternità, rendendoli più flessibili ed esigibili per la donna lavoratrice autonoma, si amplia il congedo parentale, si entra nella modernità della vita delle donne. Malattia, infortunio e gravidanza non potranno far estinguere i contratti: finalmente lo mettiamo per iscritto. Si garantisce per sempre la dis-coll, l’indennità di disoccupazione, a tutti i collaboratori, e la si allarga ai precari della ricerca italiana”.
“Si riconosce l’attività creativa, si valorizza la formazione. Insomma si rende giustizia a chi è stato sempre dimenticato dalle riforme del lavoro. La Storia ci aiuterà un giorno a fare chiarezza e ci aiuterà a comprendere meglio i veri innovatori, i veri riformisti, e ciò per cui c’era bisogno di lottare”, conclude.

09/03/2017 - 14:05

"Quella per ricordare Tina Anselmi, è stata una cerimonia emozionante”. Lo dichiara Daniela Sbrollini, che ieri, in qualità di vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, è stata invitata dal Ministero della Salute, nel giorno della Festa della donna, a una cerimonia organizzata per ricordare la prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro nella nostra Repubblica, prima al Lavoro e alle Politiche sociali nel 1976 e, successivamente, alla Sanità

“Dobbiamo seguire sempre di più – continua - l’esempio di queste madri della politica e continuare a lottare per diritti che ancora non sono pienamente goduti dalle donne del nostro Paese. Noi donne italiane le dobbiamo moltissimo: la sua eredità politica e legislativa, tra cui l’onore di aver creato il moderno Servizio sanitario nazionale, rappresenta un valore inestimabile..
E’ anche grazie all’esempio di Tina Anselmi che in questa legislatura, con il Parlamento più ‘rosa’ di sempre, si è fatto tanto per le donne italiane: per la prima volta è stato introdotto il reato di femminicidio, è stata ratificata la convenzione di Istanbul, è stato introdotto il codice rosa nei pronti soccorso, ripristinato il fondo per la non auto sufficienza, eliminata la piaga delle “dimissioni in bianco” e il disegno di legge sul lavoro autonomo per riconoscere diritti basilari anche alle lavoratrici autonome”.
“Molto rimane ancora da fare, ma con il lavoro sui diritti e per le donne si sta facendo molto per il nostro Paese", conclude.

09/03/2017 - 12:44

“Oggi è stato compiuto un passo in avanti significativo perché il provvedimento approvato contiene tre novità molto significative che allargano i diritti delle persone e definiscono nuove possibilità per le lavoratrici”.
- lo dichiara Titti Di Salvo, vicepresidente dei deputati del Partito Democratico, dopo l’approvazione in seconda lettura della norma per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e delle misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato –
“C’è un nuovo approccio sul lavoro autonomo, quello vero, che porta a nuovi diritti per le lavoratrici e lavoratori, dalla maternità alla malattia. È poi prevista una nuova modalità di svolgimento del lavoro dipendente – spiega la deputata Dem - resa possibile dalla tecnologia: lo Smart working consentirà, infatti, di svolgere il lavoro in parte in azienda e in parte a casa, ma con regole e tutele.  Infine viene  resa strutturale  l'indennità di disoccupazione per i collaboratori e viene estesa anche agli assegnisti di ricerca”.
“Ora auspichiamo che la norma venga approvata rapidamente anche al Senato affinché diventi legge e – conclude Di Salvo - porti tutele, vantaggi e diritti per le donne e gli uomini che svolgono un lavoro autonomo”. 

09/03/2017 - 12:21

“L’approvazione definitiva da parte del Senato del ddl povertà rappresenta un grande passo avanti per il sistema di welfare del nostro Paese: l’Italia si dota finalmente di una legge per una misura universale di contrasto alla povertà”. Lo dichiara la Deputata del Partito Democratico Ileana Piazzoni, relatrice alla Camera della legge delega. “La scelta della maggioranza di procedere al Senato all'approvazione senza modifiche del testo prodotto dalla Camera dei Deputati consente di velocizzare l’iter per l’approvazione dei decreti legislativi, in modo da poter introdurre al più presto il reddito di inclusione (Rei), la misura di contrasto alla povertà delineata dalla legge delega: un risultato importante, fortemente voluto dal Presidente del Consiglio Gentiloni e da tutto il Partito Democratico. Dal settembre scorso – spiega la Deputata – è già attiva su tutto il territorio nazionale la misura del Sia, che verrà rinnovata per il 2017 aumentando le risorse e con nuovi criteri per facilitarne l’accesso. Il Reddito di inclusione, come il Sia, sarà inizialmente rivolto, in via prioritaria, ai nuclei familiari con figli minori, con persone con disabilità grave o che presentino al loro interno donne in stato di gravidanza, ma l’obiettivo della legge è quello di raggiungere gradualmente tutta la platea di coloro che si trovano in povertà assoluta, superando qualsiasi riferimento categoriale. Sulla base delle esperienze dei principali Paesi europei e del lavoro degli esperti del settore, l’accesso alla misura è regolato dalla prova dei mezzi e legato all'accettazione di progetti di reinserimento lavorativo e sociale. Nella definizione del beneficio si tiene conto della condizione economica del nucleo familiare e della sua relazione con una soglia di riferimento per l'individuazione della condizione di povertà. Al sussidio economico si somma un progetto personalizzato di attivazione realizzato dalle équipe multidisciplinari costituite dai Comuni associati a livello di ambito sociosanitario, in rete con tutti i servizi del territorio: un impianto già previsto dalla legge n. 328/00, che il ddl intende rafforzare grazie a fondi europei già stati stanziati e favorendo modalità stabili di gestione associata. Con l’approvazione della legge delega – conclude la Deputata – si pone una base solida per il cambiamento del nostro sistema di welfare e per la costruzione nel nostro Paese di una misura di protezione di reddito minimo, secondo la tradizione del modello sociale europeo".

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