24/03/2015 - 20:35

"Il clima d'odio propagato dalla Lega Nord e dal suo segretario si fermi al più presto, perché non è tollerabile assistere ad attacchi, offese e autentiche intimidazioni sui social network come quelle cui è stato fatto vittima il collega Khalid Chaouki". Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Ileana Piazzoni.

"Il nuovo corso leghista – continua Piazzoni - quello, per intenderci, delle alleanze con i movimenti neofascisti, ha sdoganato un complesso di atteggiamenti razzisti e intolleranti precedentemente considerati motivo di vergogna. Oggi, invece, offendere un deputato della Repubblica con frasi sguaiate, violente, arroganti, diventa addirittura un motivo di vanto per Salvini nei confronti dei suoi fan”.

“Si tratta – spiega la deputata democratica – di una deriva pericolosa, proprio perché questo genere di atteggiamento e linguaggio non è limitato al web, dove è amplificato anche da un’assenza di filtri e di regole sui social media, ma si diffonde nelle nostre strade, nelle nostre scuole, sui posti di lavoro. E’ per questo motivo importante che ognuno si attenga al proprio senso di responsabilità di fronte al dilagante razzismo e alla diffusione di messaggi xenofobi e violenti, nonché la loro esaltazione”.

“Piena solidarietà e sostegno a Khalid che, sono sicura, non si farà intimidire da questa barbarie, ma continuerà a svolgere il suo prezioso lavoro, con affianco la stragrande maggioranza del Paese e dei cittadini democratici, che non si riconosce certo nella violenta xenofobia di Salvini”, conclude Ileana Piazzoni.

 

24/03/2015 - 20:05

Rivoluzionare l'approccio politico e culturale al contrasto del fenomeno della violenza sulle donne: è questo l'obiettivo del Piano nazionale antiviolenza che il Dipartimento per le Pari opportunità presenterà la prossima settimana. Oggi la Consigliera del presidente del Consiglio per le Pari opportunità, Giovanna Martelli, ha illustrato le misure che conterrà il Piano al gruppo dei deputati Pd che si è riunito nella Sala Berlinguer di Montecitorio. Prevenzione, promozione, protezione e punizione: sono le quattro P che caratterizzano gli interventi previsti, Da un gruppo di esperti che - gratuitamente - elaborerà linee guida destinate ai media per una comunicazione rispettosa della rappresentazione di genere, a progetti ad hoc per l'educazione destinati a insegnanti e studenti (in collaborazione con il MIur), alla gestione dell'emergenza, si dovrà creare una sinergia che intervenga su più fronti.

Corsi di formazione per insegnanti, operatori socio-sanitari e forze dell'ordine, che sul territorio entrano in contatto con le donne vittime di violenza; misure di sostegno volte ad un effettivo reinserimento (incentivi alle aziende che assumono donne maltrattate, congedi dal lavoro retribuiti); adozione dell'articolo 45 della Convenzione di Istanbul che prevede l'aumento se alla violenza assiste un minore, se la vittima e' in gravidanza, se la violenza e' commessa dal coniuge (anche se separato) o dal compagno (anche se non convivente): sono questi alcuni dei punti del Piano, per il quale sono previsti 30 milioni di euro da suddividere nel triennio 2013-2015 e che saranno veicolati, tra l'altro, per progetti territoriali, formazione degli operatori, interventi che permettano l'emancipazione dalla vulnerabilità acuta delle donne maltrattate attraverso l'inserimento lavorativo; sostegno ai programmi di prevenzione culturale.

 

24/03/2015 - 19:32

"Mi auguro che la sentenza della Cassazione relativa all'obbligo per i gestori degli impianti di risalita di pagare l'Imu sugli impianti a fune sia una svista sulla quale è necessario un immediato intervento che chiarisca la situazione”. Lo dichiara Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera nonché presidente dell'Intergruppo parlamentare per la Montagna a seguito della sentenza della Cassazione riferita al ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro la società Funivia Arabba Marmolada - Sofma Spa.

“Si tratta  - spiega Borghi - di una sentenza che condannerebbe la montagna a pagare l'ennesima volta un'imposta ingiusta, negando la funzione di natura pubblica degli impianti. Metterebbe in ginocchio centinaia di imprese del comparto della neve, e aprirebbe la strada all'abbandono di numerosi territori in quota".

"La sentenza - evidenzia Borghi - ci preoccupa per diversi motivi. Obbligare a pagare l'Imu sugli impianti a fune, definiti di arroccamento e legati al comparto del trasporto pubblico,  crea un precedente pericoloso per tutto il sistema montagna italiano. Molti sindaci hanno già richiamato, nelle ultime ore, l'assurdità della sentenza accostando gli impianti a fune alle rotaie delle ferrovie. Di certo, lo Stato non farebbe  mai pagare l'Imu sui binari. Secondo i giudici, infatti, nel caso di un impianto di risalita ‘funzionale alle piste sciistiche’ non sussiste il presupposto del classamento catastale come "mezzo pubblico di trasporto". "Impropriamente - prosegue Borghi - viene scritto nella sentenza che l'impianto di risalita svolgerebbe una funzione esclusivamente commerciale di integrazione delle piste da sci e non sarebbe ipotizzabile, nemmeno parzialmente, un suo utilizzo come mezzo di trasporto pubblico. Così non è per moltissime Regioni che considerano gli impianti a fune assimilati al trasporto pubblico, come è corretto".

"Come Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna ci attiveremo immediatamente per un chiarimento e per evitare che la sentenza blocchi di fatto l'intero comparto della neve, già colpito più di altri dalla crisi economica. Non abbiamo certo bisogno di ulteriori imposte, piuttosto di sgravi fiscali e burocratici. Siamo lavorando in questo senso e nei prossimi mesi, d'intesa con le associazioni di categoria e del sistema turistico alpino e appenninico, intensificheremo i nostri sforzi", conclude Enrico Borghi.

 

24/03/2015 - 19:00

“Siamo tutti vicini a Khalid Chaouki, vittima di violente offese da parte di Matteo Salvini, capopopolo squallido e xenofobo. Queste vergognose provocazioni fanno solo male alla nostra democrazia. Il leader della Lega smetta questa penosa propaganda e trovi, se ne è capace, argomenti seri sui problemi del Paese”.

Lo dice Laura Garavini, dal Ufficio di Presidenza del Gruppo Pd della Camera.

 

24/03/2015 - 17:37

“Dopo lo scoop della trasmissione Chi l’ha visto dello scorso 18 febbraio in merito agli omicidi della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin, avvenuti il 20 marzo 1994 a Mogadiscio, di quali elementi dispone il Governo, nell’ambito delle sue competenze, e se risultano avviate eventuali iniziative da parte dell’autorità giudiziaria”.

Lo chiedono i deputati del Partito Democratico con una interrogazione a risposta immediata alla quale risponderà domani durante il question time il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Come è noto, il supertestimone Ahmed Ali Rage ha rilasciato nel corso di quella trasmissione di Rai3 importanti dichiarazioni (“Io non ho visto chi ha sparato. Non ero là. Mi hanno chiesto di indicare un uomo”, e “Gli italiani avevano fretta di chiudere il caso e mi avevano promesso denaro in cambio di una testimonianza al processo”) che riaprono i tanti interrogativi mai risolti sull’intera vicenda del duplice omicidio, a partire dai tentativi di depistaggio per inquinare l’inchiesta, e fanno supporre che in carcere potrebbe esserci un innocente.

 

24/03/2015 - 17:13

“Nessun allungamento della durata dei processi, ma una ragionevole e più equilibrata disciplina della prescrizione per evitare che la tagliola del tempo assicuri impunità anche dopo una sentenza di condanna”. Donatella Ferranti commenta così il via libera della Camera alla riforma della prescrizione, un testo – sottolinea la presidente della commissione Giustizia – che “finalmente segna dopo dieci anni un netto superamento delle regole dettate dalla ex Cirielli che, dimezzando i termini di prescrizione, hanno cancellato con un colpo di spugna migliaia di processi”. A giudizio dell’esponente del Pd, il provvedimento, “sospendendo la prescrizione per due anni dopo la condanna in primo grado e per un altro anno se confermata in appello, è un buon punto di incontro tra pretesa all’oblio, pretesa punitiva, diritti delle vittime e garanzie dell’imputato”.

Ferranti, in particolare, pone l’accento sull’aumento della metà dei tempi di prescrizione per i reati di corruzione: “E’ una risposta seria della maggioranza e del governo a un cancro che mina l’integrità dello Stato e lacera il tessuto economico e sociale scoraggiando i cittadini e gli imprenditori onesti. Noi vogliamo, allineandoci così a quanto da anni ci chiedono organismi europei come Ocse e Greco, che per gravi reati come quelli di corruzione, reati di difficile emersione perché fondati necessariamente su un patto omertoso, vi siano tempi di accertamento congrui e la garanzia di arrivare a sentenze di merito”.

Ma non solo. “Un’altra novità di grande rilievo – sottolinea l’esponente del Pd – è l’aver differito al compimento del diciottesimo anno il decorso della prescrizione per i delitti commessi con l’abuso di minori, una norma che finalmente ci mette in sintonia con gli altri ordinamenti europei e dà attuazione alle convenzioni di Lanzarote e Istanbul”.

 

24/03/2015 - 17:11

La vice presidente della Camera nella sua newsletter:: .l’agenda è fitta di problemi che riguardano i cittadini, non è più tempo di tatticismi

“Non c'è più spazio per tatticismi, per discussioni estenuanti, per finte mediazioni. Il prossimo Congresso consentirà a chi vorrà di contendere la leadership del Pd a Matteo Renzi. Oggi però non solo c'è una maggioranza espressione dell'ultimo Congresso, ma c'è anche un assetto che vede protagonisti di primo piano uomini e donne espressione delle minoranze”.  .

Lo scrive la vice presidente della Camera, Marina Sereni nella sua neglette settimanale.

“La scorsa settimana politica – ricorda - si è chiusa con un appuntamento delle minoranze Pd che ha fatto molto discutere in particolare per il contenuto e i toni dell'intervento di Massimo D'Alema. I commenti, ironici e seri, sono stati innumerevoli. A me sembra che quell'intervento abbia avuto il pregio di chiarire i termini della questione e di porre le diverse anime della minoranza Pd di fronte alla scelta da compiere. Se discutere dentro il Pd, concorrere a determinare le scelte e poi rispettare la sintesi che il segretario e gli organismi faranno. Oppure cercare di impedire le decisioni e minacciare (o peggio agire) la via della separazione. “

 C'è chi come Rosy Bindi li invita a lasciare le loro responsabilità e passare all'opposizione…- conclude - Certo non si può più stare in mezzo al guado: l'agenda è fitta di problemi seri che riguardano tutti i cittadini mentre le divisioni interne sono interessanti solo per gli addetti ai lavori”.

 

24/03/2015 - 16:55

“La prescrizione è una patologia dalla quale il nostro sistema deve guarire, non è accettabile che sia diventata una strategia difensiva che non consente allo Stato di celebrare i processi e al tempo di essere giudice dei contenziosi. Abbiamo votato un provvedimento equilibrato che sarà tanto più efficace quanto sarà possibile lo svolgimento di un processo rapido e certo. Da oggi la prescrizione si allunga di tre anni e per i reati più gravi e per quelli di corruzione i tempi sono più lunghi. E’ un vero peccato che il Movimento 5 Stelle non abbia colto il valore di questo provvedimento, confermando la sua inutilità”.

Così David Ermini, nella dichiarazione di voto del Partito democratico al testo di riforma della prescrizione.

 

24/03/2015 - 16:53

"Siamo fortemente impegnati, sul piano parlamentare, per dare seguito al tema dell'acqua e dell'ambiente. Già in sede di conversione del decreto Sblocca Italia siamo intervenuti dando chiari indirizzi sull'esigenza di razionalizzare i soggetti gestori del servizio idrico che, nel quadro del rispetto del vincolo referendario sulla pubblicità della risorsa naturale, attribuiscano efficienza e efficacia ai servizi di adduzione, potabilizzazione, distribuzione e depurazione”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Enrico Borghi, capogruppo in commissione Ambiente. che aggiunge: “Stiamo per convertire definitivamente il disegno di legge sugli ecoreati, mettendo finalmente la parola fine ad una assenza in Italia di una normativa penale che colpisca chi inquina e chi commette reati ambientali ed ecologici.

 Siamo fortemente impegnati nel disegno di legge sul consumo di suolo, sia pure in un quadro complesso di competenze confuse tra Stato e Regioni che si riflette anche sul grado di efficacia delle politiche attive sul territorio in materia di assetto e di cura dal dissesto idrogelogico”.

“Su questo, a mio avviso – conclude Borghi - occorrerebbe che tra il livello nazionale e quello regionali si investisse di più sulla sussidiarietà, coinvolgendo i Comuni nelle loro forme associative obbligatorie (Unioni e Unioni montane) e le Città Metropolitane nelle misure di intervento concreto."

 

24/03/2015 - 16:52

"Con il voto di oggi, che raddoppia i termini di prescrizione per i reati di corruzione, la Camera ha scritto una pagina importante che contribuisce a combattere una delle piaghe più estese che affliggono il Paese. Con il pacchetto anticorruzione all'esame del Senato, con il ripristino del reato di falso in bilancio, con l'introduzione già avvenuta del reato di autoriciclaggio, con l'impegno costante di Governo e Parlamento in queste direzioni (e ogni giorno si tocca con mano l'importanza della nomina di Raffaele Cantone al vertice dell'Agenzia anticorruzione) si stanno creando le condizioni per contrastare in maniera sempre più efficace questo fenomeno. Se a questo aggiungiamo la riforma Madia della Pubblica Amministrazione, l'impegno contro le discrezionalità, per la semplificazione e la trasparenza, per la rotazione dei dirigenti, la riforma del codice degli appalti credo si possa e si debba guardare con fiducia all'affermazione di un clima e di pratiche di legalità, condizione fondamentale per il cambiamento del Paese".

Così Walter Verini, capogruppo Pd in Commissione Giustizia della Camera.

 

24/03/2015 - 16:44

I deputati Pd Walter Verini, Raffaella Mariani, Alessia Morani e Vittoria D'Incecco hanno diffuso la seguente dichiarazione contraria al tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio, con la quale chiedono alla Conferenza di servizi fissata domani di non procedere a decisioni prima di verifiche serie e doverose su tracciati alternativi.

"Nella giornata di domani è prevista a Roma, in sede governativa, la Conferenza dei Servizi sulla questione del progetto di gasdotto Brindisi-Minerbio, con il coinvolgimento delle Regioni e degli Enti Locali interessati. Come è noto, la Camera dei Deputati (con pronunciamento unanime della Commissione Ambiente e con ordini del giorno d'aula fatti propri dal Governo fin da due anni fa) aveva chiesto, in piena sintonia con le stesse Regioni e autonomie locali di non assumere decisioni e di valutare la possibilità concreta di spostare il tracciato. Questa valutazione - da compiere seriamente - è fondamentale: il progetto attraversa infatti zone ad alta intensità sismica come quelle abruzzesi e zone di pregio ambientale e di interesse comunitario di Umbria, Marche e Toscana, per quasi centocinquanta chilometri di ecosistema appenninico. Per questo ci attendiamo che la Conferenza dei Servizi decida finalmente di procedere a questa verifica preventiva evitando di assumere decisioni azzardate, dannose e contrarie alla volontà delle realtà istituzionali e territoriali locali. Il problema - lo ribadiamo - non è il gasdotto, ma il suo tracciato. Quello previsto ha troppe criticità".

 

24/03/2015 - 16:42

“Matteo Salvini indecente e senza vergogna. Insulta dalle sue pagine social il deputato democratico Khalid Chaouki con parole inqualificabili e gli scatena contro i suoi fan, conservando, probabilmente con orgoglio, i commenti più violenti e razzisti sulla sua bacheca. I deputati democratici sono solidali con Khalid di fronte a questa inaccettabile deriva che non riguarda solo il Partito Democratico ma i valori fondanti del nostro Paese”.    

Così Andrea Martella, vicepresidente dei deputati dem, dopo gli insulti del leader leghista che scrive: “mi piacerebbe che lo stipendio dell’onorevole Chaouki, più educato che saggio, lo pagassero i clandestini, non gli italiani” e “lo mandiamo in vacanza in Siria?”.

 

24/03/2015 - 15:19

“Vogliamo mettere le ali al settore vitivinicolo, fiore all’occhiello del sistema produttivo italiano e il Testo Unico sul Vino servirà a  semplificare le procedure, a una maggiore trasparenza, a più  efficacia contro le frodi”. E’ quanto dichiara  il deputato Pd Nicodemo Oliverio, capogruppo in commissione Agricoltura, che ha partecipato alla  presentazione  del Testo Unico sul Vino al Viniitaly.

 “Il settore vitivinicolo – spiega  Oliverio - è il fiore all’occhiello del sistema produttivo italiano: la filiera pesa il 15% sulle esportazioni agroalimentari nazionali, produce circa 50 milioni di ettolitri l’anno, per un giro d’affari di oltre 14 miliardi di euro. Molte, tuttavia, le criticità . Ricordo che dall’impianto del vigneto alla vendita della bottiglia l’imprenditore svolge oltre 70 attività burocratiche; oltre 20 soggetti sono coinvolti nei procedimenti; ci sono più di 1.000 norme di settore e un totale di circa 4.000 pagine tra direttive e altro; poi le leggi, i decreti, ecec. Da qui l’urgenza di intervenire con norme per semplificare. Per capire il senso del testo parto dall’art.57 :  vino e territori viticoli fanno parte del patrimonio culturale gastronomico e paesaggistico italiano. Insomma la filiera del vino diventa 2.0, garantendo al consumatore maggiore certezza sulla qualità e all’imprenditore procedure più rapide. Tra le altre norme fondamentale, la realizzazione di un sistema informatico unico con tutte le informazioni per il coordinamento delle attività delle Amministrazioni e degli organismi di controllo; revisione del sistema di certificazione dei vini a Denominazione di origine e Indicazione geografica; esami analitici  per i  DOC e IGT; utilizzo di contrassegni  non cartacei; massima vigilanza sul mercato; adeguamento delle sanzioni; istituzione di uno Sportello unico per le esportazioni.  Su questi temi – conclude Oliverio - si gioca il futuro di un settore e di un intero comparto economico i cui operatori hanno saputo reagire in maniera esemplare alle scosse della crisi”.

 

24/03/2015 - 13:37

“Impegniamo il governo ad attivarsi per trovare e stanziare le risorse necessarie alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale del nostro Paese. Un impegno fondamentale per migliorare la sicurezza dei cittadini e ridare forza ad un settore economico che è stato fortemente penalizzato dalla crisi economica. In questi anni l'Unione europea ha ribadito più volte la sua strategia e i suoi obiettivi per la sicurezza stradale, incoraggiando gli Stati a migliorare le infrastrutture stradali e sensibilizzando gli utenti ad un comportamento più corretto”.

Così il deputato Pd, Emiliano Minnucci, ha spiegato i motivi della risoluzione, di cui è primo firmatario, depositata oggi in commissione Trasporti della Camera dei deputati.

“I dati diffusi da Siteb (Associazione dei costruttori e manutentori delle strade) mostrano una realtà ben lontana da quella ambita ed evidenziano come i consumi di asfalto, per la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale italiana, si sono dimezzati rispetto al periodo precedente alla crisi economica, passando dai 44 milioni di tonnellate del 2006 a 22,3 nel 2014. Lo stesso studio dimostra come, per la manutenzione ordinaria della rete stradale del nostro Paese, occorrerebbero 40 milioni di tonnellate di asfalto annue, circa 18 in più rispetto quelle utilizzate lo scorso anno. Tale riduzione, ovviamente, ha ripercussioni dirette sulla mobilità e sulla sicurezza dei cittadini, poiché strade prive della manutenzione ordinaria sono strade più lente e pericolose e spesso costituiscono un elemento determinante nella dinamica degli incidenti stradali nonché sul triste primato italiano in materia: 181 mila incidenti nel 2013 con ben 3.385 morti e con costi sociali stimabili in circa 26.000 milioni di euro- ha aggiunto il deputato. “La messa in sicurezza del territorio e della rete stradale – ha concluso Minnucci – è anch’essa una «grande opera» che il nostro Paese dovrebbe affrontare con rapidità e convinzione. Un'operazione che oltre a rendere un servizio evidente e tangibile ai cittadini, rilancerebbe settori fondamentali per l'economia italiana molto colpiti dalla crisi, senza peraltro consumare ulteriore suolo”.

 

24/03/2015 - 13:35

Un successo del lavoro sinergico tra parlamentari, Comites, Patronati e ministeri italiani del Lavoro e degli Esteri, dell’Inps e delle autorità competenti brasiliane

Va innanzitutto evidenziato che l’importante risultato che consentirà il pagamento delle pensioni brasiliane in Italia senza dover ricorrere ad intermediari è merito dell’attività propositiva del Comitato degli Italiani nel mondo di cui l’On. Fabio Porta è Presidente, del lavoro svolto in questi anni dai patronati italiani e dai Comites presenti in Brasile e della fattiva collaborazione del Ministero del Lavoro italiano, del Ministero degli Esteri e ovviamente dell’INPS.

Il nuovo modulo di domanda è stato predisposto dall’INSS (l’ente previdenziale brasiliano) per la presentazione della domanda di pagamento delle pensioni brasiliane in Italia. Finalmente l’INSS ha predisposto un modulo ufficiale, dopo aver annunciato alcuni mesi orsono il pagamento delle pensioni brasiliane ai titolari residenti in Italia in ottemperanza delle disposizioni contenute negli articoli 37 e 42 dell’Accordo di emigrazione tra Italia e Brasile, che sanciscono rispettivamente, il principio della parità e reciprocità di trattamento e quello dell’esportabilità delle prestazioni pensionistiche nonché, nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 15.2 del Protocollo aggiuntivo allo stesso Accordo, che prevede il pagamento diretto delle prestazioni da parte delle Istituzioni competenti dei due Stati contraenti: principio che – è bene ricordarlo - non era mai stato rispettato dalle autorità previdenziali brasiliane. Come ci informa in un messaggio la Direzione Centrale Convenzioni Internazionali dell’INPS, l’INSS brasiliano, nel finalizzare le suddette procedure, ha predisposto un apposito modello di domanda di pagamento delle prestazioni pensionistiche brasiliane ai beneficiari residenti in Italia, con contestuale revoca delle eventuali deleghe precedentemente attribuite a persone residenti in Brasile o ad associazioni locali, autorizzate a riscuotere le pensioni erogate dall’INSS per conto dei titolari residenti in Italia. In parole povere la domanda di pensione brasiliana dei residenti in Italia si potrà presentare ora direttamente all’ente previdenziale brasiliano senza doversi rivolgere ad intermediari ed eliminando così il rischio di ritardi e speculazioni. Tale modello sarà disponibile sul sito internet dell’Istituto www.inps.it , nella sezione Moduli con la sigla TBM Cod. CI 052, e deve essere allegato alla domanda di prestazioni pensionistiche per le quali il residente in Italia desidera richiedere il pagamento diretto del pro-rata brasiliano sul proprio conto corrente italiano.

Qualora la richiesta di pagamento diretto – ci informa l’INPS - non sia stata contestuale alla domanda di pensione, la stessa dovrà essere inoltrata, a cura dell’interessato o per il tramite del patronato che lo assiste, e sempre utilizzando l’apposito modello, alla seguente Agenzia competente dell’INSS:

APSIBH - Agência da Previdência Social Atendimento Acordos Internacionais; Belo Horizonte Código 11.001.140; Rua Amazônas nº 266, 9º Andar, Sala 901; Centro – Belo Horizonte-MG 30180-001;     Tel: 0055(31) 3249-4605/3249-4604/3249-4606/3249-4607;     E-mail: apsai11001140@inss.gov.br

 

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