M5S: Quartapelle, loro democrazia è voto su ordine dei post
Mentre decidono priorità Tofalo coinvolto in inchiesta su traffico armi
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“Chiara Appendino ed il M5S stanno usando come al solito una ‘fake news’ per nascondere ai cittadini di Torino le sue scelte disastrose sul bilancio e per difendersi dalle critiche”: è quanto dichiara Silvia Fregolent, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera sui 61 milioni di euro che il comune pretenderebbe dallo Stato con il passaggio dall’Ici a l’Imu ed alla Tasi durante i Governi Monti e Letta.
“La reazione di scomposta dimostrano una forte suscettibilità sul tema del rapporti della Russia”. Lo dichiara Titti Di Salvo, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, in risposta all’attacco del deputato 5 Stelle Manlio Di Stefano contro Lia Quartapelle e Andrea Romano.
Interrogazione ai ministri degli Esteri e dell’Interno
“Contrastare il disegno russo per stabilizzare l'Ue, nonché di assicurare le condizioni per un sereno confronto politico in vista delle prossime elezioni politiche che si terranno nel nostro Paese”. Lo chiede Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Affari Esteri, con un’interrogazione rivolta al ministro degli Esteri e a quello dell’interno.
“Il veto dei 5 Stelle all’audizione del presidente di Ruffini è quello che, nel calcio, si chiama un fallo di reazione: i grillini sono disperati per l’abolizione di Equitalia e basta parlarne per provocare in loro reazioni scomposte”. Lo dichiara Paolo Petrini, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Finanza della Camera, per commentare la decisione dei deputati 5 Stelle di impedire, di fatto, che avesse luogo l’audizione in Commissione Finanze del presidente di Equitalia Ernesto Maria Ruffini.
“A quali sprechi si riferisce la sindaca Raggi quando parla di partecipate? Probabilmente alle assunzioni di dirigenti pagati dalle partecipate e messi a lavorare per gli assessori della giunta, anzi, proprio per l’assessore alle partecipate”.
- lo dichiara Sergio Boccadutri, deputato del Partito democratico -
"Ho letto con interesse l’articolo di Sebastiano Messina su ‘Repubblica’ in cui denuncia ‘Il diktat M5s sui talk show’. Credo che la vigilanza debba occuparsene subito e dare risposta a questa domanda: perché le trasmissioni Rai accettano il format imposto dai Cinquestelle? La circostanza poi desta ancora più preoccupazione se si pensa che i Cinquestelle hanno la presidenza della commissione di Vigilanza e un loro consigliere in Cda, spesso ospite di quelle stesse trasmissioni”.
POST DI ETTORE ROSATO, PRESIDENTE DEPUTATI PD
La Nesci travisa la realtà. Il M5S voleva che i fuori sede votassero nel comune di residenza e rifiutarono ogni possibile mediazione del Pd sul voto nel comune di domicilio, che avrebbe evitato che le schede elettorali girassero per tutto il territorio nazionale, cosa inutile e rischiosa. Tutto il contrario di quanto afferma la collega del M5S. Nessuna carta bianca in commissione, dunque, ma solo opposizione e rifiuto di ogni possibile mediazione, in perfetto stile M5S".
“Domani mattina, ma è solo l’ultimo esempio, ci sarà una trasmissione su La7 con intervista singola a Roberto Fico. Ho chiesto il confronto o lo stesso tempo in intervista singola e mi è stato negato. Non è tollerabile. Se parlano Fico o Di Battista o la Taverna o Di Maio e sparano bugie ho il dovere oltre che il diritto di rispondere. Spero che le redazioni e gli autori capiscano presto che i talk show non sono un’estensione del blog. Usciamo da questo ricatto, presto, perché ne va della qualità della nostra democrazia”.