Referendum: Ricciardi, Tajani boicotta voto degli gli italiani all’estero, gravissimo.

  • 31/05/2025

"Il diritto di voto degli italiani all’estero è una conquista democratica che va tutelata, non ostacolata", lo dichiara il deputato Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro degli Esteri Antonio Tajani per denunciare gravi criticità nella gestione dell’attuale tornata elettorale nella circoscrizione Estero.

Referendum: Scotto, Meloni, Salvini e Tajani continuano a scappare dal confronto

  • 31/05/2025

“Mancano pochi giorni al voto e dal governo continua a regnare il silenzio. Meloni, Tajani e Salvini non hanno ancora speso una parola sul referendum. Vogliono davvero tenere i cittadini lontani dalla partecipazione? Vogliono rimanere chiusi nel palazzo mentre si decide su diritti fondamentali? Chi governa non può scappare, non può ignorare un appuntamento che riguarda la vita e la libertà delle persone”.

Referendum: Guerra, sicurezza sul lavoro dimenticata da governo Meloni, 8 e 9 giugno per cambiare rotta

  • 30/05/2025

“La sicurezza sul lavoro continua ad essere un tema sistematicamente enunciato, ma dimenticato dal governo Meloni quando si tratta di soluzioni concrete ed efficaci. Così la deputata Maria Cecilia Guerra, responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico, interviene sul drammatico tema degli incidenti sul lavoro e ne collega l’urgenza al referendum abrogativo previsto per l’8 e 9 giugno.

Referendum: Scotto, solo 16,7% contratti a tempo indeterminato. Unioncamere svela imbroglio governo

  • 25/05/2025

“Unioncamere svela l’imbroglio dei dati del governo Meloni sui contratti a tempo indeterminato. Solo il 16,7 per cento sono contratti stabili nel mese di aprile di quest’anno. Il resto sono contratti precari in settori come servizi, turismo, agricoltura. Declina il lavoro nel settore manifatturiero. Significa che in questo Paese i giovani e le donne sono condannati a un futuro di precarietà e sottosalario. Per questo la destra insiste per astenersi sui referendum dell’8 e 9 giugno. Hanno paura di fare i conti con la realtà”.

Referendum: Scotto, da Meloni silenzio imbarazzante

  • 24/05/2025

“Mancano 15 giorni al voto dei referendum dell’8 e 9 giugno. Si vota sulla precarietà e sulla cittadinanza. L’unica che finora non si e ancora espressa su cosa farà si chiama Giorgia Meloni. Un silenzio imbarazzante. Chiediamo che la Presidente del Consiglio si esprima. È un fatto igiene democratica e di credibilità istituzionale”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, a Milano per una iniziativa referendaria.

 

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Referendum: Scotto, Meloni mente sui salari, votiamo per cambiare le cose

  • 21/05/2025

“Giorgia Meloni ha mentito all’Italia il primo maggio pur di negare l’evidenza. Non è vero che i salari italiani crescono più del resto dell’Europa. Non siamo usciti ancora dall’incubo della povertà lavorativa. Tant’è che sono milioni i lavoratori a rischio povertà, oltre il 20 per cento. Lo dice l’Istat, non l’ufficio studi della Cgil. Serve una svolta. Serve il salario minimo la cui calendarizzazione chiediamo sia immediata. E serve un segnale sulla precarietà che è la madre dei bassi salari. C’è il referendum dell’8 e 9 giugno: è un’arma che va usata per cambiare le cose”.

Referendum: Braga, strumento potente, riportano lavoro al centro

  • 19/05/2025

Il voto per i referendum dell’8 e 9 giugno non è solo un diritto-dovere, è l’occasione per riportare al centro il lavoro, chiedere che sia meno precario e più sicuro. È lo strumento più potente in mano alle cittadine e ai cittadini. Usiamolo. Oggi in piazza a Roma per 5 SÌ.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

Referendum: Laus, cinque Sì per stare accanto a chi lavora

  • 16/05/2025

“Lo dico con chiarezza: voterò cinque Sì non per disciplina, non per appartenenza. Ma perché credo che il lavoro non sia solo una voce economica. È il primo strumento di libertà, giustizia e dignità. E se oggi una persona può lavorare e restare povera, non comprare casa, non costruirsi un futuro, non mettere al mondo un figlio, allora non c’è altra priorità politica che questa. Mi è chiaro che i cambiamenti più profondi vanno conquistati nelle sedi istituzionali. Ma so anche che serve un segnale. Una presa di posizione.

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