Manovra: Pd, per Meloni e Salvini la crisi dei trasporti non esiste, mancano risorse per TPL e certezze per rinnovo contratti
“Nelle bozze che circolano della manovra la crisi dei trasporti non esiste.
“Nelle bozze che circolano della manovra la crisi dei trasporti non esiste.
“Restiamo sconcertati dalla burocratica risposta del Governo alla nostra interrogazione sulle fermate fuorilegge del trasporto pubblico in Molise, in spregio al Codice della Strada e alla sicurezza di passeggeri e lavoratori.
“Quello della Corte dei Conti è un ulteriore schiaffo politico e istituzionale al ministro Salvini sul Ponte sullo Stretto”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, intervistato per i canali social dei deputati dem.
"L’unico a non accorgersi delle difficoltà che ogni giorno incontrano milioni di passeggeri e pendolari sulla rete ferroviaria è il ministro Salvini: anche oggi ritardi e disservizi per inconvenienti tecnici tra la Capitale e il nodo di Napoli. A Roma Termini ancora una volta tabelloni, annunci, siti e app stanno dando informazioni diverse o sono del tutto assenti. Esprimo la mia sentita solidarietà a lavoratrici e lavoratori costretti a fronteggiare le conseguenze di questo costante caos informativo".
“Mentre a Taranto ci si prepara a ospitare la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, il Ministro Salvini non trova di meglio che tagliare i collegamenti ferroviari, condannando cittadini e imprese del territorio all’isolamento. È l’ennesima prova che non solo questo Governo non ha una strategia seria per i trasporti nel Sud, ma che fa di tutto per distruggere quel poco che c’è.”
Così Ubaldo Pagano, deputato pugliese del Partito Democratico, Capogruppo in Commissione Bilancio a Montecitorio.
Salgono i costi per tornare a scuola. Altro che cappellini patrioti della Meloni: libri e quaderni non si comprano con le faccette. Qualche aiuto verrà dalle regioni, ma il governo non ci mette un euro in più. Ecco la prima delle stangate d’autunno: perché dopo la scuola pubblica, non ci saranno risorse per la sanità e nemmeno per il trasporto locale. Troppo presa dalle tensioni della sua maggioranza sulla politica estera e sulle candidature per le regionali, Meloni dà così il bentornato agli italiani. Noi invece vogliamo che sia garantito il diritto alla scuola.
"Anche oggi ritardi e cancellazioni per i treni italiani e anche oggi commentiamo l'ennesimo incidente sulla rete ferroviaria. Tuttavia, a fronte di questi disastri, il ministro Salvini continua a commentare ogni tema dell’attualità politica e sportiva, ma dimentica il compito fondamentale che dovrebbe svolgere: occuparsi dei trasporti. E possibilmente dalla sua scrivania di Piazzale Porta Pia e non dalle spiagge di tutta Italia.
"Condanno con fermezza la violenta aggressione ai danni di un autista del trasporto pubblico ed esprimo la mia piena solidarietà a lui ed a tutto il personale di Autolinee Toscane": è quanto dichiara Marco Simiani, deputato Pd, sull'episodio avvenuto a Gavorrano, in provincia di Grosseto.
"E' un fatto inaccettabile che conferma la necessità di mantenere i controlli sui bus, soprattutto nelle tratte estive più affollate. Chi ha criticato queste misure spero si sia ricreduto: la sicurezza viene prima di tutto e non può essere oggetto di polemica politica".
“L'unico sabotaggio sulle linee ferroviarie è quello che fa il governo sui passeggeri che devono affrontare i disagi e i disservizi, mentre il ministro Salvini finge di non vedere e non sapere. Solo tra Roma e Milano nei primi sei mesi del 2025, sono oltre 1870 le interruzioni di linea in più. Matteo Salvini va in giro per il mondo a dare 'martellate' mentre dovrebbe fare il ministro dei Trasporti e battere i pugni sul tavolo del governo per istituire subito il fondo nazionale per indennizzare i passeggeri come chiedono le associazioni degli utenti”.
“Il numero delle interruzioni sulle linee ferroviarie e i minuti di percorrenza sono aumentati del 20% solo nel 2025. Il 'grande' piano di informazione di RFI si basa solo di comunicare ai passeggeri che gli orari dei treni nei mesi estivi saranno allungati: un'inefficienza conclamata senza alcuna incidenza sui costi dei biglietti e senza alcun indennizzo per gli utenti, puniti senza motivo e costretti, soprattutto per i trasporti sulle aree interne, ad optare per i trasferimenti su gomma.