Braga, Meloni scappa da imprenditori e va a baciare pantofola a Trump
Con 24 mesi di calo della produzione industriale, Meloni decide di disertare il Salone del mobile, una vetrina fondamentale per il settore.
Con 24 mesi di calo della produzione industriale, Meloni decide di disertare il Salone del mobile, una vetrina fondamentale per il settore.
“Sulla questione dei dazi statunitensi ci troviamo ancora una volta di fronte all’improvvisazione e all’isolamento internazionale del governo Meloni. Siamo stati per giorni a pietire un appuntamento con il presidente americano. Dopo averlo ottenuto, Giorgia Meloni si è fatta offendere dallo stesso Trump, peraltro con parole che offendono la dignità del popolo italiano”. Così il deputato Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio, commenta l’annuncio di Trump per una pausa di 90 giorni e una tariffa reciproca ridotta, durante i negoziati, al 10 per cento.
“25 miliardi di euro è, di solito, il volume di una legge di bilancio. Oggi, invece, rappresenta la prima rata da pagare per mettere a riparo l’economia italiana dai contraccolpi dei dazi americani. Gli amici di solito ti invitano a cena, mentre gli ‘amici’ di Meloni, Salvini & Co. mangiano da soli ma poi ti presentano il conto”
Così il deputato dem della commissione Finanze, Claudio Stefanazzi.
“Altro che Pd. Di imbarazzante sono le parole di Maran e Bignami. Sconcertante è l’atteggiamento incerto e ossequioso di una Presidente del Consiglio che invece di rendere più forte la risposta europea alla follia trumpiana, accetta di andare a Washington con il cappello in mano dopo che Donald Trump offende l’Italia e gli altri paesi europei. Gli interessi italiani si difendono schierandosi chiaramente con l’Europa nel costruire una risposta efficace all’imposizione dei dazi e non piatendo una carezza dopo essere stati umiliati”.
"Questo è un governo assente oltre che diviso al proprio interno che ha mantenuto un atteggiamento di servilismo nei confronti di Trump. È del tutto evidente che il rapporto politico con l'amministrazione Usa è stato preferito alla tutela degli interessi nazionali, dei posti di lavoro e della nostra produzione.
“Se Meloni vuole conoscere le proposte delle opposizioni venga in parlamento, come abbiamo già chiesto in Aula, e renda noto agli italiani come il governo intende reagire a questa scellerata guerra commerciale messa in campo da Trump”. Così il capogruppo democratico in commissione Affari europei della camera, Piero De Luca, che aggiunge: “Meloni ha avuto un'amnesia temporanea. Dimentica che è la Presidente del Consiglio da oltre due anni. Spettava al Governo preparare con i Partner europei risposte adeguate ed efficaci a dazi che erano stati annunciati da tempo.
"In queste settimane abbiamo avuto un vicepresidente del consiglio, Salvini, che ha dichiarato che la vittoria di Trump era "un bel giorno di sole per l’Italia " e, non contento, che i dazi rappresentano "un’opportunità"; abbiamo sentito una presidente del consiglio, Meloni, dire che dobbiamo non reagire, porgere l’altra guancia e ringraziare pure per la sberla; abbiamo letto di senatori della Lega come Borghi affermare che l’Italia sarebbe stata risparmiata alla faccia della Germania, che si sarebbe scatenata una corsa a venire nel nostro Paese.
“Trump ha lanciato una sfida esistenziale all’Ue. L’America sceglie la strada isolazionista con i dazi: quando gli imperi declinano diventano pericolosi per sè e per gli altri. La reazione unitaria dell’Ue è necessaria e urgente. Occorre evitare che a pagare il prezzo siano i lavoratori e le imprese. Bisogna rilanciare la domanda interna a partire da una politica salariale in controtendenza rispetto agli ultimi decenni, un nuovo next Generation Eu per investimenti pubblici di qualità e misure a protezione della nostra manifattura per evitare che si moltiplichino le delocalizzazioni.
“Altro che pontiera: la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avallato fino all’ultimo la folle politica economica di Donald Trump, accettandone le conseguenze senza battere ciglio. Adesso, però, l’Italia rischia di pagare un prezzo altissimo. L’introduzione dei nuovi dazi minaccia gravemente il Made in Italy, con il rischio di selvagge delocalizzazioni e pesanti ripercussioni occupazionali per migliaia di lavoratori.
“Ci hanno derubato per anni”. È tutta qui la farsa, è tutta qui l’impostura più grave. Il nazionalismo di Trump ha dichiarato guerra economica al mondo come se fosse un gioco a premi. Purtroppo non lo è affatto. Gli slogan populisti li pagheranno cari imprese e lavoratori” così sui social il capogruppo democratico nella commissione Esteri della camera, Enzo Amendola.