"Leggo su Affari italiani che starei preparandomi a lasciare il PD, il mio partito. Non so che cosa abbia spinto l'autore del falso scoop, Alberto Maggi, che non conosco, a indicare il mio nome tra altri, ma devo deluderlo: resto nel PD, l'unico partito cui mi sia iscritta e a cui ho aderito fin dalla nascita. Per altro continuo a considerarlo, con i suoi travagli e limiti, l'unica speranza per il mio Paese". Lo dichiara Sandra Zampa, deputata del Partito democratico.
“La proposta di legge sullo ius soli è approdata in Parlamento dopo una grande mobilitazione popolare che ha portato alla raccolta di 250 mila firme certificate. Il testo approvato alla Camera, come è noto, non prevede affatto la ‘cittadinanza automatica’, come dice superficialmente la leader di FdI Giorgia Meloni. In tante piazze italiane si svolgono iniziative affinché la proposta, calendarizzata per la discussione definitiva al Senato, possa diventare legge entro la fine della Legislatura”.
Così Marilena Fabbri, deputata Dem, relatrice alla Camera dello ius soli-ius cultura.
"Quella del Tribunale di Reggio Emilia è l'ennesima dimostrazione della piena legittimità della legge sull'obbligo vaccinale approvata dal Governo”. Lo dichiara Federico Gelli, deputato e responsabile Sanità del Partito democratico, per commentare la decisione del Tribunale di Reggio Emilia di respingere il ricorso presentato dai genitori di una bambina esclusa dai nidi di Carpi e Correggio perché non vaccinata.
“Dopo quanto stabilito prima dal Consiglio di Stato e poi dalla Consulta – spiega - ora arriva l'ennesima decisione da parte dei giudici che rigettano ogni accusa di 'discriminazione' legata all'esclusione di una bambina dall'asilo nido a causa della decisione dei suoi genitori di non vaccinarla opponendo la loro obiezione di coscienza”.
“Anche la giurisprudenza riconosce l'importanza della tutela della salute della collettività e dei più fragili", conclude.
“La Commissione Lavoro della Camera ha approvato 17 emendamenti relativi alla legge di Bilancio”. Né dà notizia Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera.
“Rispetto ai 102 di partenza – continua - lo sfoltimento è stato notevole. I temi affrontati sono svariati. Citiamo solo alcuni titoli, tutti da approfondire: mobilità, Dis-coll, pesca, Ape sociale, casse dei professionisti, amianto, dottorandi, Anpal, contratti di collaborazione, prestazioni occasionali, vincitori e idonei di concorso, collaborazioni nella Pubblica amministrazione, tracciabilità delle buste paga, governance di Inps e Inail e indennità di licenziamento. Solo su questi ultimi 2 emendamenti, anch'essi approvati, il Governo ha dato un parere negativo. Sulla governance dei due Istituti, l'emendamento ha inteso dare una conclusione al lungo esame svolto dalla Commissione. Sui licenziamenti la richiesta di innalzare le indennità minime e massime vuole correggere una situazione che vede oggi i licenziamenti troppi facili e poco costosi, al punto da scoraggiare l'utilizzo da parte delle imprese degli stessi ammortizzatori sociali. Questa differenza di valutazioni fa parte della normale dialettica parlamentare”.
“Ci auguriamo che tutte le proposte vengano recepite nella legge di Bilancio: come sempre siamo disponibili alle necessarie riformulazioni”, conclude.
“Alla luce del primo incontro del tavolo di confronto presso il ministero dei Trasporti, è necessario continuare a lavorare in modo organico”. Lo dichiara Sergio Boccadutri, deputato e responsabile Innovazione del Partito democratico, a proposito della trattativa in corso tra il ministero dei Trasporti e gli operatori del settore, per definire i principi e i criteri di riordino della disciplina dei servizi automobilistici di competenza statale.
“A questo scopo è importante evitare la presentazione di emendamenti che non solo rischiano di compromettere l’intesa a cui si lavora al ministero, ma soprattutto danni ai consumatori e alla concorrenza”, conclude.
“Il riconoscimento ottenuto dalla pizza è senza dubbio un risultato storico, di cui non si può non essere orgogliosi e, forse, potrebbe non essere vanificato grazie al marchio Sgt, il riconoscimento che la politica italiana è riuscita ad ottenere in sede europea”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, per commentare la decisione dell’Unesco di considerare l’arte del pizzaiolo napoletano patrimonio culturale dell’Umanità.
“Lo Sgt (Specialità tradizionale garantita) – spiega – è il marchio che, dopo una lunga battaglia, il nostro Paese è riuscito a ottenere in sede Europea. Esso può rappresentare un’efficace strumento per tutelare la tipicità della pizza. I consumatori che sceglieranno questo prodotto potrebbero, infatti, trovarsi nel piatto due tipi di pizza: quella considerata patrimonio dell’Unesco, realizzata con gli ingredienti e la cottura codificati dal marchio Sgt, oppure una delle tante sue varianti, magari anche buone, ma che non sono ‘vera’ pizza. In altre parole, chi decide di mangiare una pizza deve essere messo nelle condizioni di sapere come riconoscere quella vera dalle altre. Conoscere cioè l’esistenza del marchio Sgt”.
“Adesso tocca quindi ai mezzi di comunicazione – e qui il servizio pubblico può dare un contributo fondamentale – informare i cittadini dell’esistenza del marchio Sgt in modo da metterli nelle condizioni di decidere se vogliono mangiare pizza davvero italiana o no”, conclude.
“Il riconoscimento ottenuto dalla pizza è senza dubbio un risultato storico, di cui non si può non essere orgogliosi e, forse, potrebbe non essere vanificato grazie al marchio Sgt, il riconoscimento che la politica italiana è riuscita ad ottenere in sede europea”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, per commentare la decision e dell’Unesco di considerare l’arte del pizzaiolo napoletano patrimonio culturale dell’Umanità.
“Lo Sgt (Specialità tradizionale garantita) – spiega – è il marchio che, dopo una lunga battaglia, il nostro Paese è riuscito a ottenere in sede Europea. Esso può rappresentare un’efficace strumento per tutelare la tipicità della pizza. I consumatori che sceglieranno questo prodotto potrebbero, infatti, trovarsi nel piatto due tipi di pizza: quella considerata patrimonio dell’Unesco, realizzata con gli ingredienti e la cottura codificati dal marchio Sgt, oppure una delle tante sue varianti, magari anche buone, ma che non sono ‘vera’ pizza. In altre parole, chi decide di mangiare una pizza deve essere messo nelle condizioni di sapere come riconoscere quella vera dalle altre. Conoscere cioè l’esistenza del marchio Sgt”.
“Adesso tocca quindi ai mezzi di comunicazione – e qui il servizio pubblico può dare un contributo fondamentale – informare i cittadini dell’esistenza del marchio Sgt in modo da metterli nelle condizioni di decidere se vogliono mangiare pizza davvero italiana o no”, conclude.
“Retribuzioni coerenti con le buste paga e più tutele per chi denuncia le molestie: sono questi gli emendamenti alla Manovra approvati in Commissione Lavoro in favore dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”
- lo dichiara Titti Di Salvo, vicepresidente dei deputati del Partito Democratico e firmataria dei due emendamenti -
“Mai più i datori di lavoro, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, potranno corrispondere ai lavoratori una retribuzione inferiore a quanto riportato in busta paga. L’emendamento, passato ora al vaglio della Commissione Bilancio, prevede infatti che – spiega la deputata Dem - le retribuzioni non potranno più essere corrisposte in contanti e dovranno essere tracciabili. Anche sul fronte delle molestie sul lavoro abbiamo messo al centro la tutela dei diritti del lavoratore, facendo in modo- sottolinea - che non vi siano ripercussioni lavorative per chi denuncia ed estendendo alle vittime di molestia il congedo di tre mesi riservato alle donne vittime di violenza”.
“Ancora una volta l’impegno del Partito Democratico è volto a migliorare le condizioni esistenti, i diritti per cui combattere – conclude Di Salvo - sono quelli che riguardano la vita reale delle donne e degli uomini”
“Di Maio insiste nel mentire e la toppa è peggio del buco. Il candidato premier dei 5 stelle mente quando dice di non essere a conoscenza della querela della giornalista Polidori, che fu inserita in una black list consegnata all'Ordine dei giornalisti, e la prova sta nel verbale di identificazione e di nomina del difensore, stilato alla presenza proprio di Di Maio.
- lo dichiara David Ermini, deputato del Partito democratico e componente in Commissione Giustizia –
“Ma a menzogna si aggiunge menzogna quando si dice che non conosceva il contenuto della querela: il verbale della polizia giudiziaria parla chiaro e nomina una querela “in relazione all’ipotesi di reato di cui all’art. 595 comma 3 del codice penale”, cioè per il reato di diffamazione.
Appare poi alquanto strano che – sottolinea il deputato Dem - chi ha sempre sostenuto che mai si sarebbe avvalso dell’immunità parlamentare non abbia ritenuto necessario verificare che nel procedimento non ci fosse alcun riferimento all’articolo 68 della Costituzione, cioè all’immunità parlamentare”.
“È evidente che il delfino pentastellato è confuso, - conclude Ermini - o mente sapendo di mentire o continua a fare cose a sua insaputa”.
Il deputato veronese Diego Zardini parteciperà sabato 9 dicembre alla manifestazione “E questo è il fiore…” al fianco dei volontari della rete Como senza Frontiere.
“Preoccupa - dice Zardini - l’incremento di casi di violenza materiale e verbale, intolleranza e aggressività nei confronti di partiti democratici, di giornali e di liberi cittadini da parte di persone, gruppi e movimenti che si richiamano più o meno esplicitamente all’estrema destra e ad ideologie illiberali. Dobbiamo interrogarci insieme sulla nuova insorgenza di movimenti e correnti di pensiero che si richiamano direttamente a esperienze che nella storia sono state devastanti per tutti, vincitori e vinti, che nel secolo scorso hanno fatto dell’Europa e dell’Italia una prigione prima e un devastante campo di macerie poi. Non è accettabile nessuna azione che sminuisca i pericoli e la portata di tale deriva. Per questo il Partito Democratico ha invitato tutti i cittadini democratici e responsabili a partecipare a Como alla manifestazione “E questo è il fiore...”. Insieme a tutte le forze democratiche e antifasciste d'Italia, esponenti e militanti del Pd scenderanno in piazza a Como contro ogni forma di fascismo, razzismo, xenofobia e intolleranza.
“Tutti insieme - conclude Zardini - continueremo a lavorare per una società aperta, inclusiva e in grado di offrire benessere e protezione a tutte le persone”.
Ora l’Europa la assuma come modello
“E’ un onore e una grande soddisfazione per il nostro Paese”. Così Sandra Zampa, deputata Pd e vicepresidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia, ‘madre’ della legge sui minori non accompagnati, commenta quanto scrive l’UNICEF nel suo ultimo rapporto Beyond Borders, Oltre le frontiere, sui bambini migranti. “Il rapporto – spiega - parte della consapevolezza che lo sradicamento dei migranti dai propri luoghi di origine è solo una parte della migrazione: poi arriva la difficoltà di integrarsi nei Paesi ospitanti dove spesso la legislazione non è adeguata. Ebbene l’UNICEF segnala la legge italiana sui minori stranieri non accompagnati approvata da questo parlamento lo scorso marzo, con una maggioranza molto più larga di quella che sostiene il Governo ma grazie alla determinazione del Partito democratico, come esempio di protezione dei minori migranti dalle discriminazioni o abusi. Cita la nostra scelta di scrivere un quadro organico di norme e il loro finanziamento, oltre ai principi guida ai quali ci siamo ispirati. Il Rapporto – secondo cui nel 2015 erano 50 milioni i minori migranti forzati, di cui più della metà, 28 milioni, vittime di violenza e guerre, per molti di loro i viaggi sono stati ‘strazianti’ - conferma che l’Italia è in prima linea nella difficile gestione di uno dei fenomeni più complessi dei nostri tempi. Ora si tratta di attuare rigorosamente la legge in tutte le sue parti, anche in quelle più innovative come i tutori volontari e gli affidi familiari, e di far si che l’Europa la assuma come modello”, conclude Zampa.
“La decisione della Commissione europea di deferire davanti alla Corte europea di giustizia Polonia, Ungheria e Repubblica ceca, è giusta, condivisibile e va nella direzione che l’Italia ha sempre auspicato. Avevamo già commentato positivamente, lo scorso 15 giugno, l’avvio della procedura di infrazione contro i Paesi dell’Est per non aver accettato i richiedenti asilo da Italia e Grecia nell’ambito del programma di ridistribuzione. Questo nuovo passo delle Istituzioni europee verso chi si rifiuta di assumere tutti gli obblighi che la responsabilità dello stare insieme impone è un ulteriore strumento di pressione. Non si può pensare che l’Unione sia solo un bancomat da cui attingere fondi e risorse per il proprio Paese, senza poi contribuire, come in questo caso, all’attuazione di un programma comune di ricollocazione di emergenza non rispettato e già scaduto da settembre”.
Così la deputata Dem Marina Berlinghieri, Capogruppo Pd in Commissione Politiche dell’Unione europea alla Camera.
“ L'Arte del pizzaiolo napoletano e' Patrimonio dell'Umanità, la pizza napoletana è patrimonio di tutti noi!'. Finalmente il riconoscimento dovuto, da parte del Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco, riunito in sessione in Corea del Sud, per un prodotto unico nel mondo per bontà e qualità dei suoi ingredienti, la base della nostra cucina Made Italy.
Un prodotto frutto della sapienza millenaria dei pizzaioli di Napoli che non poteva non essere tutelato dalle innumerevoli contraffazioni che rischiano di inquinarlo, uno tra gli alimenti italiani più esportati in tutto il mondo, con una sua storia e tradizione importante da proteggere e tramandare.
Sono molto soddisfatto che il Comitato abbia valutato positivamente la candidatura italiana, una vittoria dovuta in primis all’impegno di Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, che , in questi anni, ha avuto tutto il nostro sostegno, insieme alle organizzazioni agricole, prime fra tutte Coldiretti.
Da oggi, l’autentica filiera produttiva della pizza napoletana, è stata messa in cassaforte e nessuno ce la può rubare!”. Così Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
“Ancora una volta il Movimento 5 stelle mente sapendo di mentire. Così è accaduto che nella nota dell’ufficio comunicazione del M5s si dicesse che Luigi Di Maio non aveva avuto “alcuna conoscenza di un atto processuale relativo alla querela della giornalista Elena Polidori”, evidentemente parlano di due Luigi Di Maio differenti, non “dell’On. Luigi Di Maio” che il 5 di ottobre alle 8 del mattino si è presentato davanti alla sezione di polizia giudiziaria per l’identificazione, l’elezione del domicilio legale e la nomina del difensore di fiducia”
- Lo dichiara Alessia Morani, vicepresidente dei deputati del Partito democratico -
“Non solo il candidato premier pentastellato sapeva della querela, ma non ha rinunciato all’immunità parlamentare, visto che nel decreto di archiviazione del 9 novembre scorso il Gip fa riferimento all'articolo 68 della Costituzione, proprio quello sull'immunità parlamentare”.
“Come leader che si candida alla guida del Paese non c’è male: menzogne e doppiopesismo sono lo stile che lo contraddistingue. Invoca lo stop all’immunità parlamentare, ma non vi rinuncia quando chiamata in causa e nega anche l’evidenza. Più che il nuovo – conclude Morani - rappresenta il peggio della prima repubblica”
“Il nostro Paese è in ripresa, e non solo perché ce lo dicono i dati economici, ma perché è il mercato del lavoro che sta crescendo come mai era capitato negli ultimi anni”.
- Lo dichiara Titti Di Salvo, vicepresidente dei deputati del Partito Democratico, commentando i dati sul mercato del lavoro diffusi dall’Istat –
“Per il secondo trimestre consecutivo diminuisce la disoccupazione, diminuiscono gli inattivi e cresce l’occupazione, in particolare tra i giovani, segnando una tendenza che va a consolidarsi. L’aumento significativo dei lavoratori dipendenti - spiega la deputata Dem - ci fa capire che è in atto una trasformazione del mercato del lavoro in cui va ad assottigliarsi il finto lavoro autonomo, cioè quello che costringeva tante lavoratrici e lavoratori ad aprire una partita Iva o a sottoscrivere contratti precari”.
“Buone notizie, dunque, che ci spingono a fare ancor di più per a risolvere i problemi in campo, ma è ormai chiaro che siamo sulla giusta strada. L’obiettivo perseguito dal Partito Democratico – conclude Di Salvo – è portare l’Italia definitivamente fuori dalla crisi, senza lasciare indietro nessuno, ridurre le disuguaglianze, creare nuova e buona occupazione, superare la precarietà e dare un futuro chi deve ancora entrare nel mondo del lavoro. Il nostro impegno non mancherà.”