“Il successo di questo governo sarà misurato innanzitutto dalla sua capacità di dare risposte alle diverse emergenze del Paese. Il Pd ha indicato le sue priorità. Ne hanno parlato nel corso del dibattito le colleghe che sono intervenute: scuola, digitalizzazione, vaccini, sanità, politiche attive del lavoro e di genere, industria verde per non essere più costretti a scegliere tra salute e lavoro, come purtroppo accade ancora a Taranto e in tante altre parti d’Italia. E poi lotta alle diseguaglianze e alla povertà, fisco progressivo, sostegno alle imprese, agli autonomi, al turismo. Io chiederei attenzione massima anche sul Mezzogiorno. Servono investimenti significativi, sgravi fiscali per le nuove assunzioni, credito d’imposta, opere infrastrutturali - a partire dall’alta velocità - dotazione tecnologica, sostegno alle famiglie più in difficoltà. Ma occorre anche una visione strategica che assegni al Mezzogiorno, cerniera tra due continenti, una missione straordinaria affinché l’Italia intera possa giocare un ruolo da protagonista nel Mediterraneo. Il Pd, presidente Draghi, condivide i suoi propositi programmatici e la sosterrà con grande lealtà”.
Così il vicepresidente dei deputati del Pd, Michele Bordo, intervenendo in Aula per la fiducia al governo Draghi.
“In questi anni ho maturato la convinzione che non esista una distinzione vera tra ragione e sentimento quando operiamo per la res publica. E le scelte che hanno fatto i partiti e i Gruppi che hanno deciso di appoggiare il suo governo sono state compiute superando storiche e persistenti differenze di impostazione politica e culturale, in ragione di un sentimento di necessità, di unità e di coesione nel momento dell’emergenza, che può pervenire solo da una nuova interpretazione del senso della politica. Qui serve non solo la razionale ragione di parte ma il sentimento di appartenenza ad un medesimo destino. E’ già capitato in questo Paese, in altre fasi molto difficili, con Ciampi e con Monti, ma noi oggi lo stiamo facendo in una fase diversa. Una fase di definitiva sconfitta nel nostro Paese dell’ubriacatura populista e della irrazionalità colorata di politica”.
Così Emanuele Fiano, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula per la discussione sulla fiducia al governo Draghi.
“Vorrei sottolineare - prosegue l'esponente dem - tre aspetti che ho molto apprezzato. Il primo, quando ha sottolineato il ruolo del Parlamento come referente legislativo, non notarile, delle difficili scelte che dovrà prendere il governo. Il secondo, quando ha citato la politica non come sconfitta ma come protagonista. Tutto ciò che decideremo saranno scelte politiche. Le decisioni sulla sanità pubblica, sulla transizione ambientale e digitale, sul mercato del lavoro, sulla fiscalità, sulla giustizia, sul funzionamento dello Stato: tutto decide della qualità della polis. E il suo intervento chiama tutti noi ad una nuova fase, tra l'urgenza e l’idea futura di Paese, tra il rammendo di oggi e l'ideale di domani”.
“Infine - conclude Fiano - l'ultimo punto, le riforme istituzionali. Lei, anche per una gradazione di urgenze, ha deciso di non citarle ma noi come Italia ne abbiamo bisogno. Sia per le necessità derivanti dal nuovo assetto dimensionale che avrà il futuro Parlamento, sia per ragionare sulla nuova legge elettorale che possa coniugare rappresentatività ed efficienza di governo, non possiamo abbandonare questi temi sine die. La democrazia deve essere giusta, solida, trasparente, rappresentativa ma anche funzionante”.
“Il Paese, dopo la caduta del governo Conte, ha rischiato una pericolosa crisi di sistema. Il Pd non poteva non accogliere l’appello del presidente della Repubblica. Noi abbiamo avuto sempre stima e fiducia in lei, presidente Draghi. Sappiamo quanto sia stato fondamentale il suo lavoro per rafforzare la moneta unica e l’Ue. Per noi l’appartenenza all’Europa è sempre stata un valore ed è un bene che alcuni, dopo aver teorizzato l’uscita dalla moneta unica, adesso ne riconoscano la strategicità e l’irreversibilità. Speriamo che questo riposizionamento non sia solo tattico, ma strategico. Condividere per una fase così drammatica il governo del Paese, non significa annullare le differenze tra le forze politiche. Pd e Lega sono alternativi. Noi faremo le nostre proposte e lavoreremo sui programmi, anche con l’obiettivo di consolidare l’asse politico con M5s e Leu. D’altronde, è stato proprio lo sforzo unitario del campo democratico della vecchia maggioranza a consentire a tutti di arrivare con maggiore convinzione al sostegno di questo governo. L’unità di queste forze può aiutare l’esecutivo, ma anche costituire il punto di partenza di un percorso politico, da allargare nel Paese ad altre formazioni ed esperienze, con l’obiettivo di ricostruire un rapporto fecondo con la società e i cittadini”.
Così il vicepresidente dei deputati del Pd, Michele Bordo, intervenendo in Aula per la fiducia al governo Draghi.
“L’obiettivo della ricostruzione del Paese non potrà realizzarsi riproponendo ricette e soluzioni del passato; richiede una autentica capacità di ‘rigenerazione’ su basi nuove, che proprio nella visione europea trovano fondamento, in particolare nell’obiettivo strategico della neutralità climatica al 2050 e nell’orientamento di tutte le politiche economiche dell’Ue nella direzione degli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’Agenda 2030. Il percorso già avviato con l’esperienza del governo guidato dal Presidente Conte deve proseguire con ancora maggiore determinazione, per realizzare quella ‘rivoluzione verde’ essenziale per una nuova stagione di sviluppo ambientalmente sostenibile e ‘socialmente desiderabile’”. Lo ha dichiarato la deputata dem Chiara Braga, Responsabile nazionale Ambiente del Partito Democratico, nel corso dell’intervento per la fiducia alla Camera al governo Draghi.
“Economia circolare, che non è solo corretta gestione dei rifiuti; un grande piano per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica; politiche industriali in tutti i settori che facciano della sostenibilità ambientale un punto di competitività e di crescita occupazionale, lotta al dissesto idrogeologico, rigenerazione urbana e investimenti per le infrastrutture. Vogliamo consegnare alle generazioni future un buon pianeta e insieme proteggere coloro che sono più esposti oggi agli impatti di questo cambiamento, con strumenti di formazione per i lavoratori e le imprese che dovranno acquisire nuove competenze e professionalità, per rafforzare la pubblica amministrazione e aumentare l’accesso delle giovani donne alle discipline tecniche e scientifiche essenziali per la transizione ecologica”, ha concluso.
“In questo Governo ci sono 5 ministeri coinvolti che si occupano di “politiche sociali”: salute, lavoro, pari opportunità e famiglie, disabilità, politiche giovanili. Dobbiamo superare la frammentazione delle Politiche e fratture sociali che già la pandemia ha rimarcato in un quadro in cui livelli essenziali delle prestazioni sociali sono ancora deboli. Il sociale deve diventare un tema dell’agenda politica.
Donne, famiglie con i figli, persone con disabilità e giovani senza lavoro sono i più danneggiati e dobbiamo tutelarli e promuovere innovazione sociale.
Sulla salute due doveri: recuperare l’accumulo di liste di attesa e contrastare l’epidemia. Investiamo il 6,6 % del pil nazionale nella salute, ben sotto gli standard europei. Investire lì produce debito ma debito buono, perché è fattore di sviluppo e produzione e rafforza l’asse manifatturiero fondamentale per l’Italia. Sul riformismo che non è neutro, il Governo Draghi troverà il Partito Democratico impegnato con tutte le sue forze”.
Lo ha detto in Aula la deputata del Pd, Elena Carnevali.
“Questa crisi economica è già diventata una drammatica crisi sociale. Sentiamo l’urgenza e il dovere di tutelare chi non è stato tutelato e chi, anche se tutelato, vive nell’incertezza: lavoratori che non sanno se il blocco dei licenziamenti finirà e quando e imprenditori che non sanno come organizzarsi per ripartire. È necessario arrivare a un patto sociale tra sindacati datoriali e governo per evitare, in modo condiviso, il dramma sociale”. Lo ha dichiarato la deputata dem Marianna Madia, responsabile nazionale Pd per l’Innovazione, nel corso dell’intervento per la fiducia alla Camera al governo Draghi.
“La transizione digitale ha bisogno di investimenti più robusti. La tecnologia non è neutrale e deve portare più uguaglianza oltre che più opportunità. Sono sfide, quelle di Gaia X o del riequilibrio dei rapporti di forza con le big del tech, da portare avanti in Europa con un governo forte e pienamente consapevole. Inoltre, a livello nazionale, occorre vincere le resistenze fra le amministrazioni per attuare la parte di riforma della Pubblica Amministrazione sull’interoperabilità tra le banche dati delle amministrazioni, il cui quadro normativo esiste gia’”, ha concluso.
“Oggi tutti i giornali parlano con enfasi della morte in carcere di un uomo condannato a 4 ergastoli per delitti mafiosi. Vorrei tanto che la stessa enfasi venisse dedicata a chi ha perso la vita per le azioni criminali di quell’uomo e ai tanti familiari delle vittime innocenti che con coraggio e tenacia hanno raccontato la loro storia di morte per tenere vivo il ricordo dei loro cari. Ecco, vorrei tanto che domani gli stessi giornali raccontassero la storia delle vittime iniziando da Mimmo Beneventano, ucciso il 7 novembre 1980, un medico, un consigliere comunale di Ottaviano che cercò di impedire gli affari tra camorra e politica locale che avrebbero cementificato il Parco del Vesuvio. E poi Marcello Torre, sindaco di Pagani, ucciso l’11 dicembre 1980 per essersi opposto al tentativo della camorra di infiltrarsi negli appalti post terremoto. E ancora il consigliere comunale di Ottaviano Pasquale Cappuccio, il vicedirettore del carcere di Poggioreale Giuseppe Salvia, la piccola Simonetta Lamberti. E tanti altri. Ecco, oggi il mio pensiero commosso e rispettoso va a loro e ai loro familiari, che continueranno a portarsi dentro il dolore e la morte. Finché avrò voce, io racconterò le loro storie. Non altre”.
Così il deputato dem, Paolo Siani.
“Facciamo un passo in avanti per rispondere alle esigenze delle famiglie e delle imprese, nell’interesse generale di tutti. Ora tutti dobbiamo avere chiaro che non ci sono altre maggioranze in questo parlamento. In questo momento per la nostra Repubblica l’unità è la forma più alta di responsabilità. Un Paese più unito ha anche più leadership in Europa; difende meglio la democrazia che nel mondo di oggi è l’eccezione e non la regola e puo’ essere spazzata via in ogni istante. Il Presidente Draghi ci ha consegnato un’idea di Italia europea, sicura di se leale con gli alleati storici; non quella di un’Italia impaurita e ripiegata su se stessa. L’idea del Presidente Draghi di un’Italia orgogliosa, generosa e solidale è quella del Partito Democratico”.
Lo ha detto in Aula la deputata del Pd, Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri di Montecitorio.
“Ringrazio il presidente Draghi perché nel suo discorso ha dato spazio ai temi della cultura, della scuola, dell’università e della ricerca, focalizzando sulla promozione del capitale umano uno degli obiettivi centrali del progetto di riforme che il suo governo si propone di attuare. Consegnare un Paese migliore ai figli e ai nipoti è una missione che deve tener conto della complessità del sistema scolastico italiano, indagando le cause che hanno determinato fratture e discontinuità nei percorsi formativi. Sappiamo che oggi la didattica a distanza, nonostante il grande lavoro degli insegnanti, ha aumentato le disuguaglianze e che si sono accumulati ritardi di apprendimento che vanno misurati con dati oggettivi, come quelli che gli Invalsi ci fornisce. Lo faremo con l’attenzione che il tema merita. Il suo discorso, presidente, ribadisce il rapporto che esiste tra scuola, società e cultura. Utilizzare il Next Generation Eu per rafforzare il sistema di istruzione e per il contrasto alla povertà materiale ed educativa ci consentirà di incidere sulla disomogeneità territoriale. Ne abbiamo bisogno per aumentare i nidi, per assicurare il tempo pieno a scuola, incrementando l’occupazione femminile e dando un concreto supporto a una piena libertà di scelta per le donne”.
Così la capogruppo dem in commissione Cultura, Flavia Piccoli Nardelli, nel suo intervento in Aula alla Camera per la fiducia al governo Draghi.
“Le giovani generazioni sono state letteralmente travolte dalla crisi. L’impossibilità di recarsi a scuola ha indebolito la già scarsa capacità del nostro sistema d’istruzione di appianare le disuguaglianze sociali. I tirocinanti sono stati lasciati soli e il blocco dei licenziamenti non ha l’emorragia di posti di lavoro a tempo determinato e di lavoro autonomo.
Dobbiamo mettere fine a categorie novecentesche, che nella difficoltà ci hanno impedito di aiutare tutti allo stesso modo. Tutele universali, per tutti, per tutte: questo deve essere il welfare che torniamo a disegnare per il dopo pandemia. Credo però che occorra far presto. L’ora X della fine dello stop ai licenziamenti sta per arrivare. Ci saranno lavoratori che perderanno il posto e altri che lo ritroveranno. Non possiamo far finta che non sia così. Ma noi dobbiamo fare in modo che nessuno venga lasciato solo nella fatica del cambiamento. Alle politiche attive servono allora risorse finanziarie, assunzioni, formazione degli operatori e, soprattutto, una governance adeguata”.
Lo ha dichiarato la vice capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Gribaudo, nel corso dell’intervento per la fiducia al governo Draghi.
“Il presidente del Consiglio Draghi, nella sua replica la Senato di ieri sera, ha tracciato i paletti della strategia antimafia del Governo. Draghi ha parlato delle infiltrazioni mafiose in fase pandemica, della possibilità, da parte delle organizzazioni criminali, intercettare i fondi europei, della necessità del lavoro sulla legalità per la crescita al sud. “C’è poi un rischio specifico che corriamo in vista della stagione di ricostruzione - ha detto il presidente del Consiglio - che verrà avviata anche con il Recovery plan. Le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata a seguito della crisi di liquidità in diversi settori. Questo rischio viene costantemente seguito con l’obiettivo di anticipare una risposta strutturata in termini di prevenzione e contrasto”. Sono sollevato che sia stata affrontata la questione fin dall’insediamento e contento che Draghi l’abbia messa in questi termini, con questo ordine di priorità che è lo stesso che seguiamo nel Comitato Infiltrazioni mafiose nel tessuto socio-economico determinate dalle condizioni causate dall'emergenza sanitaria Covid-19 che presiedo. Da mesi nel comitato ci stiamo impegnando in questa direzione, vuol dire che eravamo nel giusto nei mesi scorsi e siamo nel giusto adesso che tentiamo di imporre questi temi con forza al centro del dibattito politico. Il mio appoggio dunque al Presidente e l’auspicio che si continui su questa strada con determinazione. Noi ci siamo”.
Lo ha detto in una nota il parlamentare del Partito Democratico Paolo Lattanzio, membro della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Fenomeno delle Mafie e presidente del Comitato Infiltrazioni mafiose nel tessuto socio-economico determinate dalle condizioni causate dall'emergenza sanitaria Covid-19.
“Ringrazio il Presidente Draghi per aver chiarito che, in tema di migrazioni, il concetto di Solidarietà europea dovrà coincidere con un obbligo di redistribuzione di quote tra Paesi di primo approdo e non. Una ragione in più per dire Sì, senza se e senza ma”.
Così il deputato dem, Carmelo Miceli, responsabile Sicurezza del Pd, su Twitter.
“Sosterrò con convinzione in commissione cultura le proposte annunciate oggi dalla ministra dell'Università e della Ricerca Maria Cristina Messa durante l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Firenze. La ministra ha toccato i punti deboli del sistema dell'alta formazione e della ricerca del nostro Paese, proponendo le giuste soluzioni e il suo impegno per superarli. Obiettivi quindi l'aumento del numero dei laureati, la realizzazione, anche in vista del Recovery plan, di un ‘sistema della ricerca’ che metta in rete i vari soggetti coinvolti e infine un forte finanziamento della didattica e della ricerca. Questi i tre pilastri indispensabili per chiunque voglia affrontare seriamente il problema. E’ dunque una bella notizia che la ministra, che ho conosciuto e apprezzato nella sua veste di vicepresidente del CNR, abbia intenzione di affrontarli quanto prima in maniere decisa. In particolare ritengo anch’io necessari interventi coerenti in uno scenario che sfida il paese sul campo dell'innovazione e del cambiamento. Senza formazione e ricerca questo paese non si trasformerà e quindi ci sarà bisogno di forte convinzione da parte di tutto il governo in questa prospettiva. Il presidente Draghi nel suo discorso al Senato ci ha rassicurato su questo fronte. Il Parlamento dovrà muoversi compatto in raccordo con i protagonisti del mondo dell'Università e della ricerca. Ho apprezzato che sia stato affrontato il tema della flessibilità fra mondi contigui, e il tema delle carriere, ossia della valorizzazione del personale per poter giocare sul piano della competitività nei confronti degli altri paesi e dare opportunità ai nostri giovani laureati e ai nostri ricercatori che troppo spesso scelgono di lavorare all'estero a causa delle migliori retribuzioni e di un contesto sociale più orientato alla loro valorizzazione”. Lo dichiara Rosa Maria Di Giorgi deputata del Pd.
“Ambiente è stata una delle parole chiave usate da Draghi nel suo intervento davanti alle Camere. La lotta ai cambiamenti climatici e la costruzione di modelli alternativi di sviluppo sostenibili diventano il centro dell'agenda di lavoro del governo e non semplici capitoli in un libro di buoni propositi. Nel nostro Paese, dunque, alcuni modelli di crescita dovranno cambiare e per questo nelle prossime settimane, come annunciato dal Presidente Draghi, sarà rafforzata la dimensione strategica del Programma di ripresa e resilienza, in particolare rispetto agli obiettivi riguardanti la produzione di energia da fonti rinnovabili, l'inquinamento dell'aria e delle acque, la mobilità sostenibile, la produzione e distribuzione di idrogeno verde, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G”.
Lo dichiara Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente della Camera.
“L’esecutivo Draghi - prosegue l'esponente dem - lavorerà inoltre per favorire nuovi modelli di urbanizzazione e la collaborazione con gli altri governi per la riduzione dell'emissione di gas serra nell’atmosfera”.
“L’obiettivo è quello di rendere l'Italia protagonista della rivoluzione verde in Europa. Le risorse del Recovery Fund - conclude Rotta - saranno l'energia per contribuire ad un futuro di maggiore benessere e crescita sostenibile”
“L’Unione Europea è la cifra di questo governo. Che non può non trovare un sostegno convinto da parte di chi, come noi Democratici, ha sempre sostenuto che l'Europa solidale è la strada del futuro. Non lasciamo ad altri l'attuazione di questa agenda, ma guidiamola con capacità e consapevolezza”.
Così su Twitter Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.