Lavoro: Fossi, vicenda Pam problema nazionale, governo intervenga
“In Italia i diritti dei lavoratori stanno diventando un optional”
“In Italia i diritti dei lavoratori stanno diventando un optional”
“Rischiamo una legge di bilancio a misura dei furbi. L’emendamento presentato dal senatore di Forza Italia Lotito che riduce le sanzioni per i datori di lavoro che non pagano i contributi previdenziali ai lavoratori dipendenti è uno schiaffo innanzitutto ai tantissimi imprenditori onesti che rispettano le regole fino in fondo. Siamo davanti a un incentivo al lavoro nero e irregolare in un Paese dove i livelli di sfruttamento sono diventati insopportabili”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Quanto sta accadendo in Toscana con Pam-Panorama è molto preoccupante: la chiusura del punto vendita de I Gigli con 45 lavoratrici e lavoratori coinvolti e i licenziamenti disciplinari di Siena e Livorno basati sul ‘test del finto cliente’ evidenziano un quadro di gestione poco trasparente e potenzialmente lesivo dei diritti delle persone”: è quanto dichiara il segretario Dem della Toscana e deputato Pd Emiliano Fossi depositando una interrogazione a Montecitorio.
"Siamo al fianco dei sindacati e dei lavoratori della Vantive-Gambro Dasco a Medolla, in provincia di Modena, che hanno proclamato lo stato di agitazione per chiedere chiarezza alla proprietà sulle prospettive di sviluppo e rilancio di un azienda considerata, ancora oggi, nonostante la crisi e le incertezze, simbolo del sistema biomedicale modenese per la specifica specializzazione in soluzioni per la terapia renale e degli altri organi vitali".
Si riapra dibattito in Parlamento
“L’ondata di licenziamenti che sta colpendo gli Stati Uniti, con oltre 128 mila posti di lavoro tagliati in un solo mese e riconducibili allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. L’IA non sostituisce più solo il lavoro manuale, ma quello intellettuale: programmatori, impiegati, contabili, giornalisti e professionisti di ogni settore. Secondo il Censis, in Italia sei milioni di persone rischiano di perdere il lavoro entro il 2035, mentre altre nove milioni vedranno cambiare radicalmente le proprie mansioni”.
“La manovra del governo Meloni non incide né sulla vita delle persone né sulla crescita del Paese. È una legge di bilancio che non risponde ai bisogni reali di lavoratrici, lavoratori e famiglie. Gli aumenti promessi con il taglio dell’Irpef, tra 138 e 440 euro l’anno, sono irrisori rispetto ai 25 miliardi sottratti con il fiscal drag. Anche sulle pensioni, dopo tanta propaganda, l’aumento di 3,7 euro al mese per le minime si commenta da solo”. Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio.
“Il vero fallimento delle politiche sul lavoro di Giorgia Meloni sta in questo dato: +80% di contratti a termine nel 2024. Lo dice l’Inps, non la Cgil. Insomma, cresce il lavoro precario, diminuisce quello stabile. Se non vogliamo che migliaia di ragazzi e di ragazze continuino a lasciare l’Italia bisogna cambiare nettamente segno alle politiche occupazionali. Il contratto a termine deve costare di più di quello a tempo indeterminato e vanno reintrodotte le causali per evitare l’abuso sistematico della precarietà”.
“Deve essere riconosciuto il valore dei tecnici della prevenzione: troppo spesso parliamo di sicurezza sul lavoro dimenticandoci di un altro aspetto altrettanto importante, quello della salute”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, intervenendo al convegno ‘Giro d’Italia per la sicurezza sul lavoro’ tenutosi oggi al Senato.
“Sono stati tre giorni di dialogo serrato e ascolto vero tra tutte le parti sociali. Ci siamo confrontati senza pregiudizi e, anzi, gli Stati Generali sono stati il luogo in cui abbiamo raccolto le critiche, sempre costruttive, perché come ci ha ricordato il nostro Presidente Mattarella non esistono scorciatoie su temi come la sicurezza sul lavoro”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, al termine della tre giorni degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul lavoro a Montecitorio.