Manovra: Paita, per la Liguria solo promesse non mantenute
“Il governo gialloverde sarà ricordato dalle cittadine e dai cittadini liguri per le promesse non mantenute”. Lo dichiara Raffaella Paita, deputata ligure del Partito Democratico.
“Il governo gialloverde sarà ricordato dalle cittadine e dai cittadini liguri per le promesse non mantenute”. Lo dichiara Raffaella Paita, deputata ligure del Partito Democratico.
“Tifiamo tutti perché si proceda rapidamente. Il commissario ha tutto il nostro sostegno, in questi casi non ci sono maggioranze e opposizioni, l’importante è fare presto per Genova”. Così il capogruppo democratico alla Camera, Graziano Delrio che aggiunge: “la presenza di Renzo Piano è una grande garanzia, una scelta ottima per la sua sensibilità e per il suo amore per Genova”.
Il decreto Genova verrà ricordato come il decreto del condono. Quindi il governo con il ministro Toninelli non ha proprio nulla da festeggiare. Per fortuna grazie ad una dura battaglia parlamentare siamo riusciti almeno a recuperare i 200 milioni destinati alla messa in sicurezza dei viadotti in Abruzzo, che l’esecutivo aveva vergognosamente scippato dai fondi della Regione.
“Bonafede si lamenta perché è costretto ad accettare la pace fiscale (leggi: un bel condono per chi non ha pagato le tasse) voluto dalla Lega”. Lo dichiara Ettore Rosato, vice-presidente della Camera.
“Parla lui che sta avallando un super condono edilizio infilato nel decreto Genova. Quello cos'è, se non un altro esercizio di ipocrisia e incompetenza?”, conclude.
“La Lega minaccia ora di presentare un emendamento contro la vergognosa sanatoria dell’abusivismo a Ischia voluta da Di Maio - e che il Pd ha con forza contrastato fin dall’inizio - come ritorsione contro il presunto dietrofront di M5s sul condono fiscale voluto da Salvini. Uno scontro che si sta giocando ogni giorno anche sulle più importanti opere infrastrutturali di cui il Paese ha bisogno, ad esempio ieri sul tunnel del Brennero. Siamo dinnanzi ad uno sconcertante balletto giocato sulla pelle dei cittadini italiani. Che credibilità ha questo governo sul piano internazionale?
“Che il Decreto Genova fosse un orrore che andrà riscritto quasi tutto in Parlamento era ormai assodato. E le audizioni sono state un vero e proprio atto d’accusa sull’operato del governo. Tutti i soggetti auditi nelle commissioni Ambiente e Trasporti hanno fatto rilievi impegnativi e proposte di modifiche radicali. Ma lascia veramente sconcertati che il testo contiene, nel pacchetto dedicato alle infrastrutture, lo scippo di 200 milioni degli abruzzesi ora destinati ad Autostrade per le opere antisismiche delle A24 e A25.
“Toninelli annuncia la diponibilità della maggioranza giallo-verde a modificare il Decreto su Genova. Prendiamo atto di questa retromarcia del ministro, giunta nel giorno in cui gli sfollati del Ponte Morandi gli hanno detto in faccia che non vogliono più sentirsi raccontare bugie dal governo M5s-Lega. Si tratta certamente di un passo in avanti, ma sarebbe stato utile farlo molto prima, senza perdere tutto questo tempo per scrivere il decreto e nominare il commissario.
“Era il 18 agosto scorso quando chiesi che per affrontare nel modo più rapido possibile la drammatica emergenza creata dal crollo del ponte Morandi, il Governo nominasse il sindaco di Genova Bucci commissario straordinario ". Lo dichiara Franco Vazio, vice-presidente della Commissione Giustizia, a proposito della nomina del Sindaco Bucci a Commissario straordinario per la ricostruzione.
"Il nuovo, incredibile audio, questa volta sul crollo del Ponte Morandi, conferma e rende definitiva l'inadeguatezza di Rocco Casalino ad essere il portavoce del governo italiano". Lo dichiara Franco Vazio, vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito dell'audio, rivelato dal Giornale, in cui Casalino parla del crollo del Ponte Morandi.
"Un governo che si è vantato di aver preso gli applausi a Genova ora tradisce la città nel modo più bieco. Il decreto è vuoto, non ci sono ammortizzatori speciali per artigiani e commercianti, né risorse per la cassa delle piccole imprese. I fondi per l'emergenza sono dimezzati rispetto alle promesse iniziali: 250 milioni di euro in due anni, la metà di quello che noi avevamo stanziato solo per il dissesto idrogeologico della Val Bisagno. Sparisce il terzo valico e sparisce anche la speranza di avere il viadotto ricostruito in tempi celeri, manca ancora il Commissario.